Marsica

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Coordinate: 42°02′28″N 13°26′22″E / 42.041111°N 13.439444°E42.041111; 13.439444

Marsica
Il monte Velino (2487 m) domina tutto il territorio marsicano
Il monte Velino (2487 m) domina tutto il territorio marsicano
Stati Italia Italia
Regioni Abruzzo Abruzzo
Superficie 1 905,77[1] [2] km²
Abitanti 134,818[1]
Densità 63,71[1] ab./km²
Lingue italiano
Fusi orari UTC+1
Nome abitanti Marsicani
« Marsica, dolce terra alma ridente, dai monti di erbe magiche e di fiori, di almi delubri e luchi ove splendente il sole infiamma i mesti pescatori. I lidi tuoi son come dolci Elisi, le valli di dolci aure sembran culle piene di sole, piene di sorrisi, ove d'amore sognan le fanciulle. Marsica che ti incanta il lago e il cielo, fammi di nubi d'or, di un raggio un velo, fammi di azzurro lieve e sogno vago »
(Felice Venditti - Malvino, Malvezio e Florinella[3])

La Marsica è una subregione dell'Abruzzo montano che comprende trentasette comuni della provincia dell'Aquila. Il suo centro principale è Avezzano, considerata città-territorio. Posizionata al confine dell'Abruzzo con il Lazio, culturalmente e politicamente strategica per l'Italia centrale, è collocata intorno alla piana del Fucino, tra il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, la piana di Carsoli e la valle Roveto. Confina a nord con l'aquilano, ad est con la Valle Peligna, a sud con la Ciociaria, infine, ad ovest con la valle dell'Aniene e le catene montuose dei Simbruini, degli Ernici e dei Càntari. La Marsica deriva il suo nome dai Marsi, popolo italico di lingua osco-umbra, stanziato nel I millennio a.C. nel territorio circostante il lago Fucino[4].

Monte Genzana, visto dall'altopiano di Ortona dei Marsi

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La Marsica si estende per circa 1.906 km² su una superficie territoriale eterogenea, tra le più complesse d'Italia: le aree pianeggianti sono costituite dalla conca del Fucino (140 km²), dai piani Palentini (60 km²) e dalla più contenuta piana del Cavaliere. La sua vetta più alta è rappresentata dal monte Velino a quota 2487 metri slm, mentre l'area più bassa è situata nel comune di Balsorano a 293 metri slm. I dislivelli maggiori si registrano a Magliano dei Marsi e a Celano, mentre il comune più pianeggiante è quello di San Benedetto dei Marsi, affacciata sull'alveo dell'antico lago, che presenta un'escursione di appena 50 metri[5]. I comuni più alti sono Ovindoli e Opi, rispettivamente posti a quota 1.375 e 1.250 metri di altitudine[6]. Il territorio è suddiviso in cinque macro-settori.

  1. Marsica fucense: zona pianeggiante che comprende i comuni posti intorno alla conca del Fucino tra cui i più popolosi sono Avezzano e Celano. La piana fucense è morfologicamente e geograficamente separata dal bacino del Liri ma ad esso connessa per il tramite delle opere di bonifica idraulica. L'area è contornata dai rilievi montuosi della Vallelonga, a sud, dal gruppo Sirente-Velino a nord-nord est e dal monte Salviano ad ovest[7].
  2. valle del Giovenco: zona montuosa, detta anche Marsica orientale, solcata dal fiume Giovenco. Ha inizio ad Aielli e giunge fino a Bisegna. È posta al confine della Marsica con la Valle Peligna. Il suo centro più grande è Pescina[8].
  3. valle Roveto: area montuosa solcata dal fiume Liri. Ha inizio con Capistrello e giunge fino a Balsorano. Separa la Marsica da Sora, dalla Ciociaria e dal versante laziale dei monti Càntari ed Ernici[9]. A nord Val di Nerfa e Piani Palentini la separano dalla Marsica occidentale.
  4. piana del Cavaliere: area montuosa, detta anche Marsica occidentale, che comprende 4 comuni. È posta al confine dell'Abruzzo con il Lazio. Il centro più grande è Carsoli. I monti Carseolani confinano a sud-sud est con i Simbruini, a sud-sud ovest con la valle del Turano e a nord la valle del Salto li separa dal Gruppo Cicolano/Duchessa/Velino[7][10].
  5. Parco Nazionale d'Abruzzo: l'area marsicana del parco nazionale d'Abruzzo è costituita dai due comuni di Pescasseroli ed Opi. Separa la Marsica dall'alto Sangro e dalla catena montuosa delle Mainarde, posta al confine tra basso Lazio e Molise[11][12].
Il monte Viglio, cima più elevata dei Monti Càntari (2156 m), visto da Avezzano

È delimitata dai seguenti confini:

Nord Est Sud Ovest

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Schema del bacino idrografico Liri-Garigliano
Cascata di Zompo lo schioppo
  • Il fiume Giovenco (o Fara) è il principale affluente naturale dei canali del Fucino. Nasce dal monte Pietra Gentile (1985 m), in territorio di Pescina. Sfocia nell'alveo del Fucino, nel canale della piccola cinta, da borgo Incile, attraversando il monte Salviano sfocia nel fiume Liri. Il suo bacino idrografico è di 90 km²[13][14].
  • Il bacino endoreico del Fucino ha numerose sorgenti: Restina e Acquafredda presso Venere dei Marsi; la sorgente Fontana grande presso Celano. Sorgenti acidule sgorgano ad Avezzano e a Bisegna[15].
  • Importante fiume marsicano è il Liri che scorre nel territorio per 40 Km. Nasce dal Monte Arunzo a 1108 metri s.l.m presso Petrella Liri, in Val di Nerfa. A Capistrello riceve le acque del bacino del Fucino, attraverso i canali nella galleria del monte Salviano. I maggiori affluenti sono ad est il fiume Giovenco, a nord il torrente la Foce e a sud il Fossato di Rosa. Percorre il territorio abruzzese, superato il quale nei pressi di Sant'Angelo in Theodice vicino a Cassino, nel punto in cui riceve le acque del fiume Gari, prende il nome di Garigliano andando poi a sfociare nel Mar Tirreno dal golfo di Gaeta. Il bacino complessivo del Liri-Garigliano è di 5.020 km²[16]. Rilevanti le risorse idriche, in particolare dei fiumi Liri e Giovenco, disponibili da corpi idrici sotterranei e quelle disponibili da acque superficiali[17].
  • La Valle del Liri è ricca di acque sorgive di media portata. Le principali sono: le sorgenti di Cappadocia, il torrente Rianza presso Pescocanale e la sorgente carsica intermittente dello Schioppo sfruttata dalla centrale idroelettrica di Morino[15]. Con un salto di oltre 80 metri, forma la cascata naturale più alta della catena appenninica[18]. A Canistro c'è la sorgente La Sponga, a quota 850 metri slm, mentre l'acqua delle terme di Canistro sgorga dalla fonte di Santa Croce ad una temperatura di +9,5 °C e ad un'altitudine di circa 750 metri[19]. Nelle sorgenti di Canistro viene imbottigliata, dal 1975, l'acqua oligominerale Santa Croce[20].
  • Il fiume Sangro, secondo in Abruzzo (lunghezza di 117 km. con un bacino di 1515 km²), nasce dalle sorgenti La Penna a 1370 m. di altitudine sotto il Passo del Diavolo (alle pendici del Monte Morrone) riceve sulla destra il fiume Fondillo in territorio di Opi. Sfocia nel mar Adriatico a Torino di Sangro. Nell' Abruzzo meridionale alla base dei massicci calcarei del Parco Nazionale d'Abruzzo sgorgano le polle della Fonte delle Donne. Di esigua portata sono le sorgenti che dal Monte Velino e dai Monti Carseolani alimentano i bacini del Turano e dell'Imele-Salto[16].
  • Il Salto è un fiume abruzzese e laziale, costituisce uno degli affluenti di sinistra del fiume Velino. Nasce nei Piani Palentini, tra i territori di Scurcola Marsicana e Magliano dei Marsi, dalla confluenza del fiume Imele (le cui sorgenti si trovano a Verrecchie) ed il fosso La Raffia. Attraversa le province dell'Aquila e di Rieti, dando vita alla Valle del Salto, formando il lago omonimo per confluire, infine, nel fiume Velino, in località "Casette" alle porte di Rieti[21].
  • Il Turano è un fiume dell'Abruzzo e del Lazio e costituisce uno degli affluenti di sinistra del fiume Velino. Nasce dal monte Bove (1348 m) nel comune di Carsoli. A 536 metri slm forma il lago artificiale del Turano. Il suo affluente in territorio marsicano è il fosso Fioio[22].

Orografia e geologia[modifica | modifica wikitesto]

Da un punto di vista orografico, la Marsica è una vasta area incastonata nella catena montuosa degli Appennini abruzzesi. Per lo più montuosa presenta tuttavia tre valli: quella del Fucino, la più ampia, i piani Palentini e la piana del Cavaliere. È racchiusa tra i monti Marsicani, a sud, la catena del Velino-Sirente, a nord-est, i monti Carseolani a nord-ovest e la catena dei Simbruini-Ernici ad ovest. Il principale fiume dell'area, il Giovenco, è inserito all'interno del bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno, la cui conformazione orografica è caratterizzata da rilievi accentuati nella parte nord-est e da quelli di più modesta entità nella parte sud-sud ovest. La superficie complessiva del bacino è importante: pari a 4.984 km² con una lunghezza dell'asta principale di 164 km. L'area fucense è costituita da depositi fluvio-lacustri, in particolare da depositi fluviali per lo più ghiaioso-sabbiosi verso i bordi della piana, mentre nel settore centrale più depresso, da depositi lacustri di tipo argilloso-limoso-sabbiosi, fatti risalire al Pliocene-Olocene. L'assetto geologico di questo settore della conca è dominato dalla presenza di depositi alluvionali recenti (periodo Pleistocene superiore-Olocene) sovrapposti a depositi lacustri antichi (del Pleistocene medio-Pliocene superiore)[23]. I monti marsicani sono caratterizzati da estese tracce del glacialismo pleistocenico per via della loro natura geologica prevalentemente calcareo-dolomitica[24] e numerose fenomenologie carsiche come doline e grotte.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Altopiano del Fucino innevato
Pescasseroli: valico di Val Callano

Il clima varia molto in base alla zona e all'altimetria a cui si fa riferimento. La zona climatica oscilla fra la classificazione climatica D, E ed F. Si parte dai 340 metri slm del centro di Balsorano, zona classificata D, fino ai 1375 metri slm di Ovindoli, classificata F. I centri più popolosi, tra i quali Avezzano, Carsoli, Celano, Pescina e Tagliacozzo, sono classificati E[25]. Le aree esposte a venti o in posizione di prolungata ombreggiatura possono far segnare significativi sbalzi climatici rispetto a zone vicine, ma soleggiate e riparate. Le precipitazioni risentono in maniera consistente della presenza delle dorsali appenniniche, aumentando con la quota e risultando più abbondanti sui versanti della Marsica occidentale, decrescendo invece verso est. Il bacino del Fucino risulta tuttavia come segregato all'accesso dei venti piovosi. La zona più ricca di precipitazioni è la catena formata dai monti Simbruini, monti della Mèta e, più a sud, dal limitrofo massiccio del Matese. Questa su un tratto di circa 100 km raccoglie oltre 1400 mm d'acqua all'anno. Nei mesi invernali, la neve solitamente cade copiosa, soprattutto sulle cime delle montagne e nelle stazioni sciistiche di Ovindoli, Pescasseroli, Marsia, Camporotondo e sulle piste da sci di fondo di Opi[26][27].

In base alle medie climatiche ufficiali nell'altopiano del Fucino, in inverno, possono prodursi localmente temperature minime particolarmente basse, ciò anche a causa dell'alto tasso di umidità. In alcune occasioni si sono raggiunte temperature minime glaciali, come il 17 febbraio 1956, quando nella tabella climatica dell'agenzia regionale ARSSA[A 1] comparve anche un dubbio estremo assoluto di -32 °C presso Borgo Ottomila[28], dato non riportato ufficialmente sugli annali idrologici.

Climaticamente è possibile suddividere la Marsica in quattro sezioni:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

« Nec sine Marsis nec contra Marsos triumphari posse »

(IT)

« Non si può vincere né senza i Marsi né contro di essi »

(Appiano di Alessandria[33])

I capoluoghi marsicani furono in origine Marruvium e i municipi di epoca imperiale di Antinum, Alba Fucens e Carseoli. Nel medioevo i centri che si contesero il titolo di "caput marsorum" furono invece Albe, almeno fino alla fine del cinquecento, Celano e Tagliacozzo. Centro principale della vita ecclesiastica era Pescina, sede sin dal XVI secolo della Diocesi dei Marsi. Le oscillazioni demografiche risolvono in favore di Avezzano a partire dal riordino amministrativo francese, con la nascita del distretto di Avezzano e verso la fine del 1800, con la decisione dei Torlonia di stabilirvi la propria amministrazione dopo il prosciugamento del lago Fucino. Il ruolo che oggi viene considerato naturale di Avezzano capoluogo della Marsica, si completa nei primi anni del 1900 quando, anche a seguito del terremoto del 1915, vengono trasferiti in città tutti i principali uffici civili ed ecclesiastici[34]. La regione prende il nome dalla popolazione italica che in passato ha abitato l'area, i Marsi. Valoroso popolo di indomiti guerrieri e sacerdoti, il cui nome, infatti, deriva dal dio della guerra Marte. Durante la guerra sociale denominata anche guerra italica (bellum Italicum) o guerra Marsica (bellum Marsicum) dal 91 all'88 a.C., guidati dal condottiero Quinto Poppedio Silone, inflissero sconfitte, timore e devastazioni al ben più numeroso esercito della Repubblica romana. La guerra sociale ebbe inizio quando il Senato romano, con Catone in capo, negò la cittadinanza ai Marsi e agli altri popoli italici, dopo molti anni di alleanze militari. Dopo tre anni di battaglie, ottenuta l'agognata cittadinanza romana nell'88 a.C., i loro territori ben presto verranno colonizzati e i guerrieri incorporati nelle tribù romane. I Marsi, furono iscritti nella valorosa gens Sergia. Quando l'imperatore Augusto divise l'Italia in undici regioni, essi furono assegnati alla Samnium Regio[35]. Il popolo sarà cantato e celebrato in tutte le epoche come uno dei progenitori e al contempo uno dei figli prediletti dell'Italia[36].

L'emissario di epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

L'imperatore Claudio nel 41 d.C. da inizio ai lavori del prosciugamento del lago Fucino, un'opera di ingegneria idraulica tra le più ardite e grandiose imprese. Vi lavorarono per 11 anni, fino al 52 d.C. circa 30000 schiavi. Con la caduta dell'impero romano e l'assenza di opere di manutenzione e a causa agli effetti di un probabile disastroso terremoto, avvenuto intorno al 500 d.C.[37], il lago tornò ai livelli originari[38].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dell'Italia nell'anno 1000

La Marsica, inserita nella nuova provincia Valeria nel 591 passa sotto il Ducato longobardo di Spoleto[39]. Nasce la Gastaldia dei Marsi, una circoscrizione amministrativa governata da un funzionario della corte regia con residenza nella civitas marsicana. Nel 774 Carlo Magno donò la Valeria e tutto il ducato allo Stato Pontificio[40]. Nacque la Contea dei Marsi i cui rappresentanti si sostituirono ai gastaldi[41].

« ...a Ceperan, là dove fu bugiardo
ciascun Pugliese, e là da Tagliacozzo,
ove sanz’arme vinse il vecchio Alardo... »
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno , XXVIII canto, vv. 16-18)

Il 23 agosto del 1268 i Piani Palentini furono teatro della famosa Battaglia di Tagliacozzo tra Corradino di Svevia e Carlo d'Angiò che segnò la caduta definitiva degli svevi a favore degli angioini[42]. Tutto il territorio marsicano nel XV secolo è teatro delle lotte tra le famiglie romane degli Orsini e dei Colonna. Il ducato dei Marsi controllava numerosissime terre da Ajelli a Morrea e da Rocca di Botte ad Opi. Il 2 agosto 1806 Giuseppe Bonaparte abolisce i feudi, pochi anni dopo, nel 1811, Gioacchino Murat, istituisce il distretto di Avezzano.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Piana del Fucino in una foto Earth observatory della NASA

Nella Marsica i movimenti carbonari saranno più che mai dinamici, fino al 1861 anno dell'Unità d'Italia. Nasce il circondario di Avezzano composto di 9 mandamenti. Nel 1878 viene ufficialmente dichiarato prosciugato il lago Fucino. Il banchiere romano, Alessandro Torlonia, dopo aver ripreso ed ampliato il progetto claudiano, prosciuga definitivamente il Fucino diventando proprietario di gran parte delle terre emerse (16.507 ettari) per 99 anni. Saranno gli anni di nuove tensioni sociali.

« In capo a tutti c'è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe Torlonia, padrone della terra. Poi vengono le guardie del principe. Poi vengono i cani delle guardie del principe. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch'è finito. »
(Fontamara - Ignazio Silone)

Dopo le lotte contadine del secondo dopoguerra, e appena dopo l'eccidio di Celano, giunse l'attesa riforma agraria del 1950 che portò alla formazione, il 28 febbraio 1951, dell'ente della Maremma e del Fucino, con l'espropriazione terriera fatta in anticipo ai danni dei Torlonia. Il Fucino riorganizzato in appezzamenti più grandi fece segnare un boom delle produzioni agricole.

Eccidio di Celano: folla radunata in piazza nel giorno dei funerali (3 maggio 1950)

Il terremoto della Marsica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto della Marsica del 1915.
Avezzano dopo il terremoto

Nel pieno dello sviluppo socio-economico dell'area fucense avvenne il terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915, un evento sismico di indicibile gravità. Colpì l'intera area della Marsica, distruggendo paesi e città dell'area fucense e rovetana. Gravi danni si registrarono in tutto il centro Italia[43]. Il sisma causò 30.519 morti, secondo studi recenti del Servizio Sismico Nazionale, 10.700 vittime (più dell'80% dei residenti) vi furono nella città di Avezzano. La scossa di magnitudo 7.0 (Mw momento sismico) e ancora dell'11º grado della scala Mercalli (MCS)[44] si verificò alle ore 7.52.48 (dato dell'INGV) del 13 gennaio 1915 e fu avvertita dalla Val Padana alla Basilicata[45].

« Quel che più mi sorprese fu di osservare con quanta naturalezza i paesani accettassero la tremenda catastrofe. In una contrada come la nostra, in cui tante ingiustizie rimanevano impunite, la frequenza dei terremoti appariva un fatto talmente plausibile da non richiedere ulteriori spiegazioni. C'era anzi da stupirsi che i terremoti non capitassero più spesso. Nel terremoto morivano infatti ricchi e poveri, istruiti e analfabeti, autorità e sudditi. Nel terremoto la natura realizzava quello che la legge a parole prometteva e nei fatti non manteneva: l'uguaglianza. Uguaglianza effimera. »
(Uscita di sicurezza - Ignazio Silone[46])

Le guerre mondiali[modifica | modifica wikitesto]

I giovani marsicani superstiti, già profondamente segnati dal sisma, dovettero partecipare come soldati dell'esercito alla grande guerra. Molti di loro, oltre 2.000, persero anche la vita sul fronte, lungo l'Isonzo e sul Carso, si disse, "per difendere l'onore e i ruderi"[47]. Nei primi anni del XX secolo ci fu l'ultimo e definitivo trasferimento della diocesi dei Marsi, da Pescina ad Avezzano[48]. Nel 1944, durante la seconda guerra mondiale il territorio subì le violenze nazi-fasciste e i danni dai bombardamenti alleati. Capistrello fu teatro della tragica vicenda dei "33 martiri" fucilati e trucidati dai tedeschi. Sono diversi i comuni della Marsica decorati al merito civile: da Capistrello ad Avezzano e da Carsoli a Massa d'Albe.

Territorio dei 37 Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente la Marsica comprendeva l'area circostante il lago del Fucino a sud-est, e l'intera Valle del Giovenco. Con lo stesso toponimo s'intende l'odierna area sud-occidentale della provincia dell'Aquila, che comprende anche l'intera Valle Roveto e tutta la fascia carseolana.

Lo stemma predisposto dai 37 comuni della Marsica

Fanno parte della Marsica 37 comuni, per un totale di circa 134.000 abitanti[1]:

Castello Piccolomini di Celano

Provincia dei Marsi[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente i Marsi non hanno mai gradito essere sottoposti ad amministrazioni estranee, e l'esigenza di un governo autonomo ha portato a costituire un comitato territoriale apolitico, promotore di una nuova "Provincia dei Marsi", con capoluogo Avezzano, che durante il ventennio fascista per poco non fu ottenuta. Molti, nel corso degli anni, sono stati i tentativi per ottenere tale riconoscimento. Nel 1986 il sindaco di Avezzano, Sergio Cataldi, riuscì a riunire numerosissimi sostenitori del progetto per presentare una definitiva proposta di legge, di iniziativa popolare, per l'istituzione della provincia. Sottoscritta e appoggiata, invano, da circa 53.000 marsicani e dai 37 comuni[49]. Le amministrazioni locali hanno predisposto anche lo stemma araldico, con annessa la chimera, simbolo presente sugli scudi corazza dei Marsi, valorosi, patriottici e indomiti guerrieri-sacerdoti[50]. Il comitato "Provincia dei Marsi" è ancora attivo e vigile sul delicato tema della riorganizzazione periferica della pubblica amministrazione[51]

Parchi e riserve naturali nella Marsica[modifica | modifica wikitesto]

La Marsica è un territorio amèno, aspro ed ospitale. Ricco di parchi e riserve naturali: comprende a sud il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, a sud-ovest la Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo, ad est il Parco regionale naturale del Sirente - Velino, a nord-est la Riserva naturale Monte Velino, ad ovest la Riserva naturale guidata Monte Salviano e il Parco regionale dei Monti Simbruini. Mammiferi tipici di molti di questi parchi sono l'orso bruno marsicano, sottospecie endemica della Marsica e il Lupo appenninico (chiamato anche Lupo marsicano).

Persone legate alla Marsica[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Acronimo di «Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo».

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Dati Popolazione, Superficie e Densità dei Comuni appartenenti alle Comunità Montane Abruzzesi (PDF), Regione Abruzzo.
  2. ^ Proposta di Legge per l'istituzione della provincia di Avezzano (superficie territoriale - pag.1) (PDF), Camera dei Deputati.
  3. ^ Felice Venditti, Malvino, Malvezio e Florinella, Roma, Arduino Sacco editore, 2009 (rist.), p. 20.
  4. ^ Marsi, Treccani.
  5. ^ Marsica: il territorio, MarsicaLive.
  6. ^ Italia: i 100 Comuni più alti, Comuniverso.
  7. ^ a b Territorio "Marsica 1", Marsica.it.
  8. ^ Comunità Montana Valle del Giovenco, Marsica.it.
  9. ^ Comunità Montana Valle Roveto, Marsica.it.
  10. ^ Monti Carseolani, I Montagnini.
  11. ^ Pescasseroli, TerreMarsicane.
  12. ^ Opi, TerreMarsicane.
  13. ^ Fiume Giovenco, Fiumi.com.
  14. ^ Itinerari di pesca in Italia: il fiume Giovenco, ItalianFishingTv.
  15. ^ a b Fiumi e torrenti in Abruzzo, MontagneAbruzzo.
  16. ^ a b Fiumi e torrenti in Abruzzo, MontagneAbruzzo.
  17. ^ Risorse idriche disponibili (pag.15) (PDF), Regione Abruzzo.
  18. ^ Riserva naturale Zompo lo Schioppo: cascate, foreste e natura nella Marsica, Abruzzo24ore.
  19. ^ Terme di Canistro, TermeItalia.
  20. ^ Sorgente Santa Croce, Acqua Santa Croce.
  21. ^ Fiume Salto, Fiumi.com.
  22. ^ Fiume Turano, Fiumi.com.
  23. ^ Indagine geologica (p.27) (PDF), Provincia dell'Aquila.
  24. ^ Note illustrative della carta geologica d'Italia (p.19) (PDF), ISPRA.
  25. ^ Clima Abruzzo, Confedilizia.
  26. ^ Precipitazioni nevose (pp.26-28) (PDF), Regione Abruzzo.
  27. ^ Analisi spazio temporali delle precipitazioni nella Regione Abruzzo (PDF), Regione Abruzzo.
  28. ^ Archivio storico dati ARSSA, Cetemps.
  29. ^ Avezzano: temperature medie trentennale 1961-1990 (TXT), Enea.
  30. ^ Clima en Fucino: históricos desde 1984 hasta 2012(Fonte: NOAA-CDO / GSOD), TuTiempo.
  31. ^ Carsoli: temperature medie trentennale 1961-1990 (TXT), Enea.
  32. ^ Pescasseroli: temperature medie trentennale 1961-1990 (TXT), Enea.
  33. ^ Legio Martia, Romano Impero.
  34. ^ Aspetti del popolamento e del ruolo urbano nella Marsica (PDF), Luigi Piccioni (Ecostat-Unical).
  35. ^ Santellocco, pag.62
  36. ^ Virgilio, v.167
  37. ^ Agostini Galadini Galli Messina, pag.16
  38. ^ Santellocco, pag.69
  39. ^ Abruzzo, Treccani.
  40. ^ Contea dei Marsi, Pereto.info.
  41. ^ Leone, Cap.I
  42. ^ La battaglia di Tagliacozzo, TerreMarsicane.
  43. ^ Jørgensen, pag.20
  44. ^ Cent'anni di terremoto, Il Tempo.
  45. ^ Terremoto della Marsica, un secolo fa, La Stampa.
  46. ^ Uscita di sicurezza, TerremotoDellaMarsica.
  47. ^ Galadini D'Amore Rossi Santoro, pag.60
  48. ^ Guida degli archivi diocesani (PDF), Ministero per i beni e le attività culturali.
  49. ^ Province: Avezzano promette battaglia, La Repubblica.
  50. ^ Battaglia e iter parlamentari per la Provincia dei Marsi, Provincia dei Marsi.
  51. ^ Comunicato spoliazione istituzionale del territorio (PDF), Provincia dei Marsi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti antiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Publio Virgilio Marone, Georgiche II, v.167, Roma, 36aC.

Fonti moderne[modifica | modifica wikitesto]

  • Johannes Jørgensen, Civita d'Antino, il terremoto del 1915 nella Marsica, Svendborg, Copenaghen, 1915.
  • Leone Marsicano, Chronica monasterii Casinensis: Die Chronik von Montecassino, H. Hoffmann edizioni (Monumenta Germaniae Hist. Script.34), Hannover, (rist.) 1980.
  • S.Agostini, F.Galadini, P.Galli, P.Messina, Il tesoro del lago, Ed. Carsa, Pescara, 2001.
  • Attilio Francesco Santellocco, Marsi. Storia e leggenda, Touta Marsa editore, Luco dei Marsi, 2004.
  • F.Galadini, F.D'Amore, M.Rossi. P.Santoro, Il giorno che non vide mai l'alba, Edizioni Kirke, Avezzano. 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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