John Keats

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« Una cosa bella è una gioia per sempre. »
(Endimione, John Keats)
John Keats

John Keats (Londra, 31 ottobre 1795Roma, 23 febbraio 1821) è stato un poeta inglese, uno dei principali esponenti del romanticismo.

Nonostante il mancato successo presso i suoi contemporanei, John Keats è oggi unanimemente considerato uno dei più grandi poeti del Romanticismo inglese e alcune delle sue opere, le odi soprattutto, hanno raggiunto la fama immortale che gli è stata negata in vita. Molti scrittori e artisti sono stati profondamente influenzati dalla sua poetica, primo fra tutti Jorge Luis Borges, per il quale il primo approccio a Keats rappresentò la più importante esperienza letteraria di tutta la sua vita.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Targa in inglese e italiano dedicata a Keats sulla sua casa romana:
L'INGLESE POETA GIOVANNI KEATS
MENTE MARAVIGLIOSA QUANTO PRECOCE
MORÌ IN QUESTA CASA
LI 24 FEBBRAIO 1821
VENTESIMOSESTO DELL'ETÀ SUA
La casa romana di John Keats a Piazza di Spagna

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

John Keats nasce il 31 ottobre del 1795 nello Swan and Hoop Inn, scuderia e pensione a nolo per cavalli a Finsbury, sobborgo londinese. Il locale si trova oggi a pochi metri dalla stazione ferroviaria e viene chiamato The John Keats. La sua famiglia è di estrazione piuttosto modesta: il padre Thomas, primo garzone di scuderia, è sposato alla figlia del proprietario, Frances Jennings. Keats è il primo di 5 figli: George Keats (28 febbraio 1797 - 24 dicembre 1841), Thomas Keats (18 novembre 1799 - 1º dicembre 1818), Edward Keats (28 aprile 1801 - 10 ottobre 1802), Frances Keats, detta Fanny (3 giugno 1803 - 7 febbraio 1889). Nel 1803 inizia a frequentare a Enfield la scuola del reverendo John Clarke, ma in un primo momento sembra preferire la lotta e il pugilato ai libri, tanto che arriva a picchiare un maestro che aveva trattato sgarbatamente il fratellino Tom. Sarà proprio il figlio del reverendo, Charles Cowden Clarke, la cui amicizia lascerà un importante segno nella vita del poeta, a far scaturire il suo amore per la letteratura, iniziandolo a opere che diventeranno per lui fonte d'inesauribile ispirazione, prima fra tutte The Faerie Queen (La regina delle fate) di Spencer. Non a caso la prima poesia canonicamente riconosciuta a Keats è Imitation of Spenser (1814).

Il 16 aprile 1804, a soli 8 anni, cominciano le sue sventure con la morte del padre per un trauma cranico, dovuto ad una caduta da cavallo. Sua madre si risposa subito con William Rawlings, ma è un matrimonio infelice. I figli Alice (morta il 19 dicembre 1814) e John (morto l'8 marzo 1805) si trasferiscono dai nonni materni. Il nonno però muore l'anno seguente. In questo periodo la passione per i libri colpisce Keats con tutto il suo potere: "Si alzava prima di chiunque altro e leggeva; leggeva durante i pasti e anche a casa durante le vacanze. Se i maestri lo mandavano fuori per un qualche esercizio, camminava leggendo."[2] Vince finalmente il suo primo premio scolastico. Nel frattempo la madre pone fine al secondo matrimonio e ritorna dai figli, ma ben presto si ammala di tubercolosi, malattia destinata a diventare in un certo senso la maledizione della famiglia Keats, e muore il 10 marzo 1810, lasciando i figli in custodia alla nonna. Questa incarica due tutori, John Nowland Sandall e Richard Abbey, di prendersi cura dei ragazzi. Abbey è il principale responsabile del patrimonio dei fratelli Keats, ma lo amministrerà in modo disonesto, tanto da lasciare John in grandi ristrettezze economiche fino alla fine dei suoi giorni.

Ingresso nel mondo letterario[modifica | modifica sorgente]

Nel 1811 abbandona la scuola e inizia un apprendistato presso Thomas Hammond, farmacista e chirurgo di Edmonton, che lo porta a studiare medicina al Guy's Hospital nel 1815. Nonostante l'anno seguente venga abilitato alla professione, non la eserciterà mai. In questo periodo Keats inizia ad affacciarsi alla società letteraria inglese: va a teatro, s'accosta alle idee radicali, si misura con i poeti più in voga (Wordsworth, Byron, Shelley) e soprattutto legge l'Examiner di Leigh Hunt, che ammira spassionatamente "per aver mostrato la verità a uno stato adulato".[3] Proprio sull'Examiner viene pubblicata per la prima volta una sua poesia, O Solitude.

Grazie alla sua amicizia con il pittore Benjamin Haydon e John Hamilton Reynolds, riesce a essere presentato a Leigh Hunt, che diventa così il suo principale modello di riferimento poetico degli esordi. Il piccolo circolo di artisti e letterati riunito intorno a Hunt si dimostra molto stimolante per Keats. Sono all'ordine del giorno gare poetiche in cui si deve comporre un sonetto in soli quindici minuti: è l'occasione in cui sono stati scritti Written in Disgust of Vulgar Superstition, On the Grasshopper and Criket e To the Nile. Un giorno, mentre Keats e Hunt siedono in casa con due autocelebrative corone d'alloro in capo, bussa qualcuno. Hunt si toglie subito la corona, ma Keats in preda all'entusiasmo rifiuta e rimane così per tutta la visita, probabilmente delle sorelle di Reynolds.[4] Sull'evento scrive To the Ladies Who Saw Me Crown'd e poi God of the golden bow, in cui chiede scusa ad Apollo, dio della poesia per la sua sfacciataggine.

Nel frattempo, dopo essersi trasferito coi fratelli a Cheapside, Keats scrive quella che viene considerato quasi unanimemente la sua prima importante poesia, On First Looking into Chapman's Homer, pubblicata sull'Examiner nel dicembre 1816. Hunt celebra Keats e Shelley come i due più promettenti poeti di quella generazione.[5]

Finalmente il 3 marzo 1817 Keats pubblica il suo primo libro di poesie, dal titolo Poems, che tuttavia sotto il punto di vista della critica si rivela un fallimento e lascia gli editori, Charles e James Ollier, insoddisfatti. Keats cambia allora editori, accordandosi con Taylor e Hessey, che pubblicheranno tutte le sue poesie successive. Nell'aprile del 1817 Keats fa un viaggio sull'Isola di Wight, dove, immerso completamente nella propria poesia, inizia a ideare, e poi scrivere, il suo poema, Endymion. Tra i diversi viaggi di quell'estate è importante ricordare quello a Canterbury e Hastings, dove incontra Isabella Jones, di cui si infatua, ma del cui rapporto con il giovane poeta non si sa molto. Fino a quel momento si conosce solo un'altra donna che aveva colpito violentemente l'immaginazione di Keats, una sconosciuta vista di sfuggita nel 1814 a Vauxhall. Pensando a lei, scrive Fill for me a brimming bowl e forse la rievoca anche a anni di distanza in When I have fears that I may cease to be e Time's sea hath been five years at its slow ebb.[6]

Il 28 novembre, quando Endimione è ormai terminato, partecipa a una cena, soprannominata "Immortal dinner", a casa di Haydon, a cui sono presenti anche Wordsworth, Lamb e altri. Durante la serata Haydon chiede a Keats di recitare il delizioso inno a Pan del libro I di Endimione, ma il commento di Wordsworth è piuttosto secco: "Un grazioso pezzo di paganesimo." Keats non glielo perdonerà mai.[7] I primi mesi del 1818 il fratello Tom si ammala e inizia a sputare sangue preoccupantemente. L'altro fratello, George, si sposa con Georgiana Wylie e partono per l'America in cerca di fortuna, mentre poco dopo, a inizio estate, Keats comincia il giro a piedi del Lake District e della Scozia con l'amico Charles Brown. Al suo ritorno trova le condizioni del fratello aggravate. Inoltre Endymion al pari di Poems è stato stroncato dalla critica.

Wentworth Place[modifica | modifica sorgente]

La lapide tombale di John Keats nel cimitero acattolico di Roma

Il 1º dicembre 1818 Tom Keats muore di tubercolosi e John si trasferisce nella casa di Brown a Londra. Là incontra Fanny Brawne, che era ospitata insieme alla madre dai Brown. Keats si innamora rapidamente di Fanny, che però non sposa a causa delle sue condizioni economiche poco agiate e della sua salute precaria. La pubblicazione postuma della loro corrispondenza scandalizzerà la società vittoriana. La sua relazione viene troncata quando, nel febbraio del 1820, Keats ha il primo attacco di tubercolosi. Su suggerimento dei suoi medici si lascia alle spalle la fredda aria di Londra e si trasferisce in Italia, invitato da Percy Bysshe Shelley, con il suo amico Joseph Severn. Per un anno le sue condizioni sembrano migliorare, ma la sua salute alla fine peggiora.

La più valida produzione poetica di Keats si situa tra la primavera e l'estate del 1818 ed include Ode to Psyche, Ode on a Grecian Urn e Ode to a Nightingale.

Muore il 24 febbraio 1821 a Roma intorno alle 23.00, in un appartamento che guarda piazza di Spagna; viene sepolto nel cimitero acattolico di Roma. La sua ultima richiesta viene rispettata ed è così che sulla sua lapide si legge solo il seguente epitaffio, commissionato dai suoi amici Joseph Severn e Charles Brown:

(EN)
« This grave contains all that was mortal, of a YOUNG ENGLISH POET, who on his death bed, in the bitterness of his heart, at the malicious power of his enemies, desired these words to be engraven on his tombstone: Here lies one whose name was writ in water »
(IT)
« Questa tomba contiene i resti mortali di un GIOVANE POETA INGLESE che, sul letto di morte, nell’amarezza del suo cuore, di fronte al potere maligno dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide: “Qui giace un uomo il cui nome fu scritto nell'acqua” »

L'estetica di Keats[modifica | modifica sorgente]

Ambrotipia del grande amore di Keats Fanny Brawne (1850 circa)

Le lodi alla poesia di Keats vennero in primo luogo da Oscar Wilde che giunto a Roma, dopo esser stato ricevuto dal papa si distese davanti alla tomba di Keats e lì per lungo tempo venerò il grande poeta. Egli doveva molto a Keats come pure a Walter Pater, primo decadentista.

Il romanticismo etico di Keats, a differenza di quello dei suoi contemporanei, in particolare quelli della prima generazione (Wordsworth e Coleridge) è basato più sul valore della bellezza in genere che su un misticismo naturalistico. Keats è affascinato dai capolavori architettonici della Grecia antica, che ha la possibilità di ammirare per la prima volta davanti ai Marmi di Elgin. Si trattava di una serie di cimeli sottratti al Partenone e all'Acropoli nel 1801-1803. Lord Elgin, ambasciatore presso la Sublime Porta (l'Impero Ottomano, di cui la Grecia faceva allora parte) li aveva poi rivenduti al British Museum dove Keats li poté ammirare.

Il suo entusiasmo fu acceso anche dal dizionario classico del Lemprière, attraverso il quale apprese molte nozioni sulla civiltà greca. La potente immaginazione lo rende capace di astrarsi dal mondo presente in quella che Praz ha chiamato narcosi rievocando momenti della sensuale civiltà ellenistica, mista a tratti "gotici e orientaleggianti". La poesia che forse meglio di tutte rappresenta questi ideali è Ode on a Grecian Urn (Ode a un'urna greca), in cui Keats descrive un momento di estasi evocato dalla vista di un gruppo di ragazzi che rincorrono delle fanciulle: una corsa immortalata nel tempo, giovinezza e desiderio che non finiranno mai perché mai quei giovani raggiungeranno quelle fanciulle, e mai invecchieranno. Fotogramma di un film senza inizio e senza fine. L'estetica di Keats risente di "un esotismo classicheggiante, che contiene talora in embrione, talora in pieno sviluppo, tutti gli elementi del tardo romanticismo e del decadentismo della fine dell'Ottocento [...] Padre dell'estetismo, il Keats non è un esteta: il succo della sua poesia è a base etica" (Praz). Lo è perché la bellezza è per lui capace di trarre il meglio di noi stessi. In Pater e Wilde, la bellezza è invece un valore che prescinde da qualsiasi considerazione morale (l'arte per l'arte, o art for art's sake)

La poesia di Keats è caratterizzata per la maggior parte dall'ispirazione ai grandi poeti del passato e spesso si riduce ad un manierismo imitativo. Numerosi sono i casi di "ispirazione artificiosa" o di "lessico preso a prestito" copiato ed incollato con stucchevole banalità. Solo raramente in gioventù, o nelle grandi odi della maturità, Keats riuscì a liberarsi da tale manierismo, riuscendo a raggiungere alte vette poetiche ispirate ad una Weltanschauung davvero personale. Proprio per questo motivo, produce dispiacere la morte precoce, a soli 25 anni. Morte sopraggiunta proprio nel pieno della maturità artistica.

Teorie letterarie[modifica | modifica sorgente]

Medaglione-ritratto di Keats dalla sua tomba, a Roma.

Keats sviluppò queste teorie poetiche nelle sue lettere agli amici e alla famiglia. In particolare, egli affermò di voler essere un "poeta camaleonte" e resistere al "sublime egotistico" della scrittura di William Wordsworth.

Oscar Wilde, l'esteta non pareil avrebbe scritto in seguito:

(EN)
« [...] who but the supreme and perfect artist could have got from a mere colour a motive so full of marvel: and now I am half enamoured of the paper that touched his hand, and the ink that did his bidding, grown fond of the sweet comeliness of his charactery, for since my childhood I have loved none better than your marvellous kinsman, that godlike boy, the real Adonis of our age [...] In my heaven he walks eternally with Shakespeare and the Greeks. »
(IT)
« [...] chi tranne l'artista supremo e perfetto avrebbe potuto ottenere da un banale colore un motivo così meraviglioso: e ora sono mezzo innamorato della carta che ha toccato la sua mano, e dell'inchiostro che eseguì i suoi comandi; sono cresciuto appassionato della dolce leggiadria del suo carattere, sin dalla mia infanzia non ho mai amato nessuno più del tuo meraviglioso parente, quel ragazzo divino, il vero Adone dei nostri tempi [...] Nel mio paradiso cammina eternamente insieme a Shakespeare e ai Greci. »
(Oscar Wilde)

William Butler Yeats fu colpito dal contrasto tra la "felicità deliberata" della poesia di Keats e la tristezza che caratterizzò la sua vita. Egli scrisse in Ego Dominus Tuus (1915):

« I see a schoolboy when I think of him,
With face and nose pressed to a sweet-shop window,
For certainly he sank into his grave
His senses and his heart unsatisfied,
And made - being poor, ailing and ignorant,
Shut out from all the luxury of the world,
The coarse-bred son of a livery-stable keeper -
Luxurious song. »

Forse un omaggio persino maggiore a questo genio è contenuto in uno dei più bei lavori del poeta stesso, Ode on a Grecian Urn:

« Beauty is truth, truth beauty, - that is all
Ye know on Earth, and all ye need to know. »

E uno ancor maggiore venne da Wallace Stevens, che scherzosamente descrisse Keats come "Ministro della Porcellana" in Extracts from Addresses to the Academy of Fine Ideas.

« Let the Secretary for Porcelain observe
That evil made magic, as in catastrophe,
If neatly glazed, becomes the same as the fruit
Of an emperor, the egg-plant of a prince.
The good is evil's last invention. »

The Mansion of Many Apartments[modifica | modifica sorgente]

La teoria del "Palazzo dalle Molte Stanze" espressa nella lettera a John Hamilton Reynolds datata 3 maggio 1818.

(EN)
« I compare human life to a large Mansion of Many Apartments, two of which I can only describe, the doors the rest being as yet shut upon me - The first we step into we call the infant or thoughtless Chamber, in which we remain as long as we do not think - We remain there a long while, and notwithstanding the doors of the second Chamber remain wide open, showing a bright appearance, we care not to hasten to it; but are at length imperceptibly impelled by awakening of the thinking principle - within us - we no sooner get into the second Chamber, which I shall call the Chamber of Maiden-Thought, than we become intoxicated with the light and the atmosphere, we see nothing but pleasant wonders, and think of delaying there for ever in delight. »
(IT)
« Io paragono la vita umana ad un vasto palazzo dalle molte stanze, delle quali solamente due posso descrivere, rimanendo le porte delle altre a me chiuse - La prima di cui varchiamo la soglia la chiamiamo la camera dei bambini, o la camera senza pensieri, in cui noi rimaniamo fino a che non pensiamo - Ci rimaniamo un lungo tratto, e nonostante la porta della seconda camera rimanga aperta mostrando un aspetto luminoso, non ci interessa affrettarci verso di essa; ma vi siamo impercettibilmente spinti una buona volta dal risvegliarsi del principio di pensiero - dentro di noi. Non appena entriamo nella seconda stanza, che chiamerò la stanza dei pensieri vergini, siamo pervasi dalla luce e dall'atmosfera, non vediamo nient'altro che piacevoli meraviglie, e pensiamo di attardarci lì per sempre estasiati. »
(Lettera a John Hamilton Reynolds)

Keats pensava che le persone fossero capaci di differenti livelli di pensiero. Persone che non consideravano il mondo intorno a loro rimanevano nella "camera senza pensieri". Anche se la porta per spostarsi alla "stanza" adiacente era aperta, non avevano alcun desiderio di concepire pensieri più profondi ed entrare in essa.

Quando ci si spostasse nella camera adiacente, per la prima volta si avrebbe una scelta di direzioni da prendere, in quanto da questo appartamento ci sarebbero parecchi sentieri differenti. Keats credeva di essere a questo punto nel momento in cui scrisse la lettera, come lo fu William Wordsworth quando scrisse Tintern Abbey.

Keats espresse quest'idea in The Fall of Hyperion: A Dream (1819)

Negative Capability[modifica | modifica sorgente]

La teoria della Capacità Negativa fu espressa nella sua lettera a George e Thomas Keats datata 21 dicembre 1817.

(EN)
« I had not a dispute but a disquisition with Dilke, on various subjects; several things dovetailed in my mind, & at once it struck me, what quality went to form a Man of Achievement especially in literature & which Shakespeare possessed so enormously - I mean Negative Capability, that is when man is capable of being in uncertainties, Mysteries, doubts without any irritable reaching after fact & reason. »
(IT)
« Non ebbi una disputa, ma una disquisizione con Dilke su vari soggetti; parecchie cose si sono biforcate nella mia mente e all'improvviso compresi quali qualità vadano a formare un Uomo di Successo, particolarmente in letteratura, e che Shakespeare le possedette così largamente - intendo la "Capacità Negativa", cioè quando un uomo sia capace di rimanere in incertezze, Misteri, dubbi, senza lasciarsi andare a un'agitata ricerca di fatti e ragioni. »
(Lettera a George e Thomas Keats)

Keats credeva che i grandi uomini (specialmente i poeti, che egli considerava quasi su un altro livello rispetto al resto dell'umanità) avessero l'abilità di accettare il fatto che non ogni cosa potesse essere risolta - essendo in grado di mantenere un atteggiamento negativo su qualcosa. Keats era un romantico e credeva che la verità non risiedesse nella scienza o nel ragionamento filosofico, ma nell'arte. Nell'arte lo scopo non è, come nella scienza, risolvere problemi, ma piuttosto esplorarli. Di lì, l'accettare che possa non esserci una soluzione a problemi pressanti è importante per gli artisti.

Keats espresse quest'idea in diverse sue poesie: La Belle Dame sans Merci: A Ballad (1819), Ode to a Nightingale (1819), The Fall of Hyperion: A Dream (1819)

Keats nel cinema[modifica | modifica sorgente]

Il 15 maggio 2009 è stato presentato al 62° Festival di Cannes il film Bright Star della regista neozelandese Jane Campion incentrato sull'amore del giovane Keats per Fanny Brawne. Il film è interpretato da Ben Whishaw e Abbie Cornish.

Keats in opere letterarie[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ This Craft of Verse, Jorge Luis Borges, (Harvard University Press, 2000), 98–101
  2. ^ John Gittings
  3. ^ "For showing truth to flatter'd state", Written on the Day That Mr. Leigh Hunt Left Prison, John Keats
  4. ^ L'episodio è ricordato da Richard Woodhouse, amico comune.
  5. ^ Giovani Poeti, articolo di Leigh Hunt, comparso sull'Examiner del 1º dicembre 1816
  6. ^ Riferendosi a questi ultimi due sonetti e ampliando un'idea sostenuta già da Woodhouse, Gittings (John Keats, pag 280) scrive che sono "sorprendentemente indirizzati alla memoria di qualche misteriosa signora vista nell'adolescenza per un breve momento a Vauxhall, molto tempo prima, nell'estate del '14..."
  7. ^ L'episodio è descritto in Autobiography di B. R. Haydon

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Elido Fazi "Bright Star. La vita autentica di John Keats". Fazi Editore, 2010
  • Burgess, A. English Literature. Burnt Mill, Longman, 1974.
  • Abrahams, M.H. The Mirror and the Lamp: Romantic Theory and Critical Tradition. Oxford University Press, 1946
  • Praz, M. Storia della letteratura inglese. Firenze, Sansoni, 1979.
  • Spurgeon, C.F.E. Keats's Shakespeare. Oxford University Press, 1928.
  • Finney, C.L. The Evolution of Keats's Poetry. Cambridge, Mass., 1926, 2 voll.
  • Rollins, H.E. , The Keats Circle: Letters and Papers, 1816-1878. Harvard University Press, 1948.
  • "The Romantic Artist" in: Culture and Society. Harmondsworth, Penguin, 1958.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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