John Keats
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| « qui giace colui il cui nome fu scritto sull'acqua » |
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(John Keats, epitaffio)
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John Keats (Londra, 31 ottobre 1795 – Roma, 23 febbraio 1821) è stato un poeta inglese, uno dei principali esponenti del romanticismo.
Nel corso della sua breve vita, le sue opere furono bersaglio di una costante critica politica. Fu solo successivamente, con l'importanza del mutamento culturale promosso anche dalla sua opera, che il suo lavoro fu pienamente riconosciuto. La poesia di Keats è caratterizzata da un esuberante amore per la lingua e per l'immaginazione, mitigato dalla malinconia. Spesso credette di comporre all'ombra dei grandi poeti del passato e solo verso la fine della sua vita fu in grado di produrre le sue poesie più originali.
Indice |
[modifica] Biografia
Nasce il 31 ottobre del 1795 nello Swan and Hoop Inn a Moorgate, sobborgo londinese dove suo padre è stalliere. Il locale si trova oggi a pochi metri dalla stazione ferroviaria e viene chiamato The John Keats. I primi sette anni di vita furono felici. Nel 1804 cominciano le sue sventure con la morte del padre per un trauma cranico, dovuto ad una caduta da cavallo. Sua madre si risposa subito, ma abbandona velocemente il nuovo marito per trasferirsi con i figli presso sua madre. Lì Keats frequenta la scuola che per la prima volta instilla l'amore per la letteratura. Nel 1810 sua madre muore di tubercolosi e lo lascia con i suoi fratelli in custodia alla nonna.
Questa incarica due tutori di prendersi cura dei ragazzi. Questi ritirano Keats dalla scuola e l'avviano all'apprendistato di chirurgia. Nel 1814 a seguito di una lite con il suo maestro, lascia il suo apprendistato e diviene studente presso l'ospedale locale. Durante quell'anno dedica sempre più tempo allo studio della letteratura.
La sua introduzione alle opere di Edmund Spenser, in particolare The Faerie Queene, è il punto di svolta nello sviluppo poetico di Keats e gli ispira la sua prima poesia: Imitation of Spenser.
Stringe amicizia con Leigh Hunt, poeta ed editore che gli pubblica il poema nel 1816. Nel 1817 Keats pubblica il suo primo volume di poesie, intitolato semplicemente Poems, che non riscuote particolare successo, principalmente per il collegamento del nome di Keats con quello controverso di Hunt.
Nell'estate del 1817 Keats si trasferisce sull'Isola di Wight per lavorare alle sue opere. Gli viene affidato suo fratello Thomas che soffre anche lui di tubercolosi. Terminato il suo poema epico Endymion Keats parte per un'escursione in Scozia ed in Irlanda accompagnato dal suo amico Charles Brown. Durante il viaggio presenta i segni dell'infezione da tubercolosi e deve rientrare in anticipo. Al suo ritorno trova le condizioni del fratello aggravate. Inoltre Endymion al pari di Poems è stato stroncato dalla critica.
Nel 1818 Tom Keats muore di tubercolosi e John si trasferisce nella casa di Brown a Londra. Là incontra Fanny Brawne, che era ospitata insieme alla madre dai Brown. Keats si innamora rapidamente di Fanny. La pubblicazione postuma della loro corrispondenza scandalizzerà la società vittoriana. La sua relazione viene troncata quando nel 1820 la salute di Keats peggiora. Su suggerimento dei suoi medici si lascia alle spalle la fredda aria di Londra e si trasferisce in Italia, invitato da Percy Bysshe Shelley, con il suo amico Joseph Severn . Per un anno le sue condizioni sembrano migliorare, ma la sua salute alla fine peggiora.
La più valida produzione poetica di Keats si situa tra la primavera e l'estate del 1818 ed include Ode to Psyche, Ode on a Grecian Urn e Ode to a Nightingale.
Muore il 23 febbraio 1821 e viene sepolto nel Cimitero protestante di Roma. La sua ultima richiesta viene rispettata ed è così che sulla sua lapide si legge solo il seguente epitaffio, commissionato dai suoi amici Joseph Severn e Charles Brown:
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« This grave contains all that was mortal, of a YOUNG ENGLISH POET, who on his death bed, in the bitterness of his heart, at the malicious power of his enemies, desired these words to be engraven on his tombstone: Here lies one whose name was writ in water »
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(IT)
« Questa tomba contiene i resti mortali di un GIOVANE POETA INGLESE che, sul letto di morte, nell’amarezza del suo cuore, di fronte al potere maligno dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide: “Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua” »
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[modifica] L'estetica di Keats
Le lodi alla poesia di Keats vennero in primo luogo da Oscar Wilde che giunto a Roma, dopo esser stato ricevuto dal papa si distese davanti alla tomba di Keats e lì a lungo tempo venerò il grande poeta. Egli doveva molto a Keats come pure a Walter Pater, primo decadentista. Il romanticismo etico di Keats, a differenza di quello dei suoi contemporanei, in particolare quelli della prima generazione (Wordsworth e Coleridge) è basato più sul valore della bellezza in genere che su un misticismo naturalistico. Keats è affascinato dai capolavori architettonici della Grecia antica, che ha la possibilità di ammirare per la prima volta davanti ai Marmi di Elgin. Si trattava di una serie di cimeli sottratti al Partenone e all'Acropoli nel 1801-1803. Lord Elgin, ambasciatore presso la Sublime Porta (l'Impero Ottomano, di cui la Grecia faceva allora parte) li aveva poi rivenduti al British Museum dove Keats li poté ammirare. Il suo entusiasmo fu acceso anche dal dizionario classico del Lemprière, attraverso il quale apprese molte nozioni sulla civiltà greca. La potente immaginazione lo rende capace di astrarsi dal mondo presente in quella che Praz ha chiamato narcosi rievocando momenti della sensuale civiltà ellenistica, mista a tratti "gotici e orientaleggianti". La poesia che forse meglio di tutte rappresenta questi ideali è Ode on a Grecian Urn ( Ode a un'urna greca), in cui Keats descrive un momento di estasi evocato dalla vista di un gruppo di ragazzi che rincorrono delle fanciulle: una corsa immortalata nel tempo, giovinezza e desiderio che non finiranno mai perché mai quei giovani raggiungeranno quelle fanciulle, e mai invecchieranno. Fotogramma di un film senza inizio e senza fine. L'estetica di Keats risente di "un esotismo classicheggiante, che contiene talora in embrione, talora in pieno sviluppo, tutti gli elementi del tardo romanticismo e del decadentismo della fine dell'Ottocento [...] Padre dell'estetismo, il Keats non è un esteta: il succo della sua poesia è a base etica" (Praz). Lo è perché la bellezza è per lui capace di trarre il meglio di noi stessi. In Pater e Wilde, la bellezza è invece un valore che prescinde da qualsiasi considerazione morale (l' arte per l'arte, o art for art's sake). La poesia di Keats è caratterizzata per la maggior parte dall'ispirazione ai grandi poeti del passato e spesso si riduce ad un manierismo imitativo. Numerosi sono i casi di "ispirazione artificiosa" o di "lessico preso a prestito" copiato ed incollato con stucchevole banalità. Solo raramente in gioventù, o nelle gandi odi della maturità, Keats riuscì a liberarsi da tale manierismo, riuscendo a raggiungere alte vette poetiche ispirate ad una Weltanschauung davvero personale. Proprio per questo motivo, produce dispiacere la morte precoce, a soli 25 anni. Morte sopraggiunta proprio nel pieno della maturità artistica.
[modifica] Teorie letterarie
Keats sviluppò queste teorie poetiche nelle sue lettere agli amici e alla famiglia. In particolare, egli affermò di voler essere un "poeta camaleonte" e resistere al "sublime egotistico" della scrittura di William Wordsworth.
Oscar Wilde, l'esteta non pareil avrebbe scritto in seguito:
| (EN)
« [...] who but the supreme and perfect artist could have got from a mere colour a motive so full of marvel: and now I am half enamoured of the paper that touched his hand, and the ink that did his bidding, grown fond of the sweet comeliness of his charactery, for since my childhood I have loved none better than your marvellous kinsman, that godlike boy, the real Adonis of our age [...] In my heaven he walks eternally with Shakespeare and the Greeks. »
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(IT)
« [...] chi tranne l'artista supremo e perfetto avrebbe potuto ottenere da un banale colore un motivo così meraviglioso: e ora sono mezzo innamorato della carta che ha toccato la sua mano, e dell'inchiostro che eseguì i suoi comandi; sono cresciuto appassionato della dolce leggiadria del suo carattere, sin dalla mia infanzia non ho mai amato nessuno più del tuo meraviglioso parente, quel ragazzo divino, il vero Adone dei nostri tempi [...] Nel mio paradiso cammina eternamente insieme a Shakespeare e agli scrittori Greci. »
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William Butler Yeats fu colpito dal contrasto tra la "felicità deliberata" della poesia di Keats e la tristezza che caratterizzò la sua vita. Egli scrisse in Ego Dominus Tuus (1915):
| « I see a schoolboy when I think of him, With face and nose pressed to a sweet-shop window, For certainly he sank into his grave His senses and his heart unsatisfied, And made - being poor, ailing and ignorant, Shut out from all the luxury of the world, The coarse-bred son of a livery-stable keeper - Luxurious song. » |
Forse un omaggio persino maggiore a questo genio è contenuto in uno dei più bei lavori del poeta stesso, Ode on a Grecian Urn:
| « Beauty is truth, truth beauty, - that is all Ye know on earth, and all ye need to know. » |
E uno ancor maggiore venne da Wallace Stevens, che scherzosamente descrisse Keats come "Ministro della Porcellana" in Extracts from Addresses to the Academy of Fine Ideas.
| « Let the Secretary for Porcelain observe That evil made magic, as in catastrophe, If neatly glazed, becomes the same as the fruit Of an emperor, the egg-plant of a prince. :The good is evil's last invention. » |
[modifica] The Mansion of Many Apartments
La teoria del Palazzo dalle Molte Stanze espressa nella lettera a John Hamilton Reynolds datata 3 maggio 1818.
| (EN)
« I compare human life to a large Mansion of Many Apartments, two of which I can only describe, the doors the rest being as yet shut upon me - The first we step into we call the infant or thoughtless Chamber, in which we remain as long as we do not think - We remain there a long while, and notwithstanding the doors of the second Chamber remain wide open, showing a bright appearance, we care not to hasten to it; but are at length imperceptibly impelled by awakening of the thinking principle - within us - we no sooner get into the second Chamber, which I shall call the Chamber of Maiden-Thought, than we become intoxicated with the light and the atmosphere, we see nothing but pleasant wonders, and think of delaying there for ever in delight. »
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(IT)
« Io paragono la vita umana ad un vasto palazzo dalle molte stanze, delle quali solamente due posso descrivere, rimanendo le porte delle altre a me chiuse - La prima di cui varchiamo la soglia la chiamiamo la camera dei bambini, o la camera senza pensieri, in cui noi rimaniamo fino a che non pensiamo - Ci rimaniamo un lungo tratto, e nonostante la porta della seconda camera rimanga aperta mostrando un aspetto luminoso, non ci interessa affrettarci verso di essa; ma vi siamo impercettibilmente spinti una buona volta dal risvegliarsi del principio di pensiero - dentro di noi. Non appena entriamo nella seconda stanza, che chiamerò la stanza dei pensieri vergini, siamo pervasi dalla luce e dall'atmosfera, non vediamo nient'altro che piacevoli meraviglie, e pensiamo di attardarci lì per sempre estasiati. »
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(Lettera a John Hamilton Reynolds)
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Keats pensava che le persone fossero capaci di differenti livelli di pensiero. Persone che non consideravano il mondo intorno a loro rimanevano nella "camera senza pensieri". Anche se la porta per spostarsi alla "stanza" adiacente era aperta, non avevano alcun desiderio di concepire pensieri più profondi ed entrare in essa.
Quando ci si spostasse nella camera adiacente, per la prima volta si avrebbe una scelta di direzioni da prendere, in quanto da questo appartamento ci sarebbero parecchi sentieri differenti. Keats credeva di essere a questo punto nel momento in cui scrisse la lettera, come lo fu William Wordsworth quando scrisse Tintern Abbey.
Keats espresse quest'idea in The Fall of Hyperion: A Dream (1819)
[modifica] Negative Capability
La teoria della Capacità Negativa fu espressa nella sua lettera a George e Thomas Keats datata 21 dicembre 1817.
| (EN)
« I had not a dispute but a disquisition with Dilke, on various subjects; several things dovetailed in my mind, & at once it struck me, what quality went to form a Man of Achievement especially in literature & which Shakespeare possessed so enormously - I mean Negative Capability, that is when man is capable of being in uncertainties, Mysteries, doubts without any irritable reaching after fact & reason. »
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(IT)
« Non ebbi una disputa, ma una disquisizione con Dilke su vari soggetti; parecchie cose si sono biforcate nella mia mente e all'improvviso compresi quali qualità vadano a formare un Uomo di Successo, particolarmente in letteratura, e che Shakespeare le possedette così largamente - intendo la "Capacità Negativa", cioè quando un uomo sia capace di rimanere in incertezze, Misteri, dubbi senza alcun irritante raggiungimento a seguito di fatti e raziocinio. »
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(Lettera a George e Thomas Keats)
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Keats credeva che i grandi uomini (specialmente i poeti, che egli considerava quasi su un altro livello rispetto al resto dell'umanità) avevano l'abilità di accettare il fatto che non ogni cosa potesse essere risolta - essendo in grado di mantenere un atteggiamento negativo su qualcosa. Keats era un romantico e credeva che la verità non risiedesse nella scienza o nel ragionamento filosofico, ma nell'arte. Nell'arte lo scopo non è, come nella scienza, risolvere problemi, ma piuttosto esplorarli. Di lì, l'accettare che possa non esserci una soluzione a problemi pressanti è importante per gli artisti.
Keats espresse quest'idea in diverse sue poesie: La Belle Dame sans Merci: A Ballad (1819), Ode to a Nightingale (1819), The Fall of Hyperion: A Dream (1819)
[modifica] Filmografia
Il 15 maggio 2009 è stato presentato al 62° Festival di Cannes il film "Bright Star" della regista neozelandese Jane Campion incentrato sull'amore del giovane Keats per Fanny Brawne. Il film è interpretato da Ben Whishaw e Abbie Cornish.
[modifica] Opere principali
- On First Looking into Chapman's Homer (1816) testo originale su Wikisource
- Sleep and Poetry (1816)
- Endymion (1817) testo originale su Wikisource
- Hyperion (1818) testo originale su Wikisource
- The Eve of St. Agnes (1819) testo originale su Wikisource
- Bright star, would I were stedfast as thou art (1819) testo originale su Wikisource
- La Belle Dame sans Merci (1819) testo originale su Wikisource
- Ode to Psyche (1819) testo originale su Wikisource
- Ode a un usignolo (Ode to a Nightingale, 1819) testo originale su Wikisource
- Ode su un'urna greca (Ode on a Grecian Urn, 1819) testo originale su Wikisource
- Ode on Melancholy (1819) testo originale su Wikisource
- Ode on Indolence (1819)
- Lamia (1819) testo originale su Wikisource
- Ode To Autumn (1819) testo originale su Wikisource
- The Fall of Hyperion: A Dream (1819) testo originale su Wikisource
- When I have fears that I may cease to be testo originale su Wikisource
[modifica] Bibliografia
- Burgess, A. English Literature. Burnt Mill, Longman, 1974.
- Abrahams, M.H. The Mirror and the Lamp: Romantic Theory and Critical Tradition. Oxford University Press, 1946
- Praz, M. Storia della letteratura inglese. Firenze, Sansoni, 1979.
- Spurgeon, C.F.E. Keats's Shakespeare. Oxford University Press, 1928.
- Finney, C.L. The Evolution of Keats's Poetry. Cambridge, Mass., 1926, 2 voll.
- Rollins, H.E. , The Keats Circle: Letters and Papers, 1816-1878. Harvard University Press, 1948.
- "The Romantic Artist" in: Culture and Society. Harmondsworth, Penguin, 1958.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su John Keats
Wikimedia Commons contiene file multimediali su John Keats
[modifica] Collegamenti esterni
- Testo italiano di Sulla gloria, con la foto della tomba del poeta
- Una biografia in italiano di John Keats
- (EN) Sito dedicato al poeta
- (EN) Opere poetiche complete
- (EN) Opere di John Keats in versione e-book
- (EN) John Keats su Himetop, The History of Medicine Topographical Database


