Endimione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Endimione nella mitologia greca è figlio di Zeus e della ninfa Calice.

Il sonno di Endimione - Quadro di Anne-Louis Girodet-Trioson, 1792 (Musée du Louvre di Parigi)

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

Le storie su questo personaggio sono discordanti a seconda delle regioni da cui provengono; in alcune egli è un sovrano, in altre un giovane pastore. Secondo il mito più conosciuto[1] fu re dell'Elide, la regione di Olimpia. Essendo un giovane bellissimo, Selene, la dea della Luna, se ne innamorò, dopo averlo visto dormiente sul monte Latmo. Pur di poterlo andare a trovare ogni notte, Selene gli diede un sonno ed una giovinezza eterna.

Altre fonti parlano di un amore segreto con Era, che una volta scoperto da Zeus, venne maledetto. Il giovane venne costretto a 50 anni di sonno continuo dal re degli dei, anche se nella Biblioteca di Apollodoro (1.7.5) è lui stesso a chiedere il dono di non dover affrontare la vecchiaia. Una variante invece sostiene che il giovane fu costretto da Zeus a dormire per trent'anni in una caverna sul monte Latmo senza mai svegliarsi, come punizione per aver cercato di insidiare Era. Secondo tale versione del mito la dea Artemide scoprì Endimione dormiente, e incantata dalla sua bellezza si recava ogni notte a guardarlo.

"Ed Epimenide dice che Endimione, quando visse presso gli dèi, s'innamorò di Hera: per cui, adiratosi Zeus, egli chiese di poter dormire eternamente". (Da Scoli ad Apollodio di Rodi 4,57 in Giorgio Colli: "La sapienza Greca", vol II, Epimenide 8[B26]; Kinkel 237; FHG IV 405; DK 3B14; Rose 258, 274). Presocratica

Secondo un'altra versione fu Ipno, innamoratosi di Endimione, a donargli la facoltà di dormire con gli occhi aperti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Apollonio Rodio, 4.57

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Ferrari, Dizionario di mitologia greca e latina, Torino, UTET, 2002 ISBN 88-7750-754-3

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]