Porto di Napoli
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Il porto di Napoli è uno dei più importanti della penisola, occupa la insenatura naturale più a nord del Golfo di Napoli e si estende per alcuni chilometri dal centro della città verso la sua parte orientale.
[modifica] Traffici
Il porto, primo in assoluto per numero di passeggeri totali (oltre 9.000.000 di passeggeri nel 2006), è il secondo in Italia dopo il porto di Civitavecchia per numero di croceristi previsti per il 2007 (1.250.000) insieme al porto di Venezia, tra i maggiori anche come traffico merci con oltre 22 milioni di tonnellate di merci e circa 440.000 container nel 2005.
La maggior parte dei traffici si svolgono nei due moli più importanti e centrali: il Molo Angioino, destinato all'approdo delle navi da crociera, con la famosa Stazione Marittima (la più grande del mondo con i suoi 12 km quadrati di superficie e i 10 approdi per navi di grande e medio tonnellaggio) e il Molo Beverello, dove attraccano i traghetti e gli aliscafi che collegano Napoli con le isole del Golfo (Capri, Ischia, Procida).
[modifica] Collegamenti
È attualmente in costruzione un collegamento metropolitano, che, insieme alla pedonalizzazione della intera area, con la creazione di sottopassi per le auto, permetterà un accesso più sicuro e tranquillo di quello attuale.
Essendo il porto situato di fronte al centro cittadino, molte cose sono abbastanza vicine e raggiungibili a piedi: il castello Maschio Angioino, Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito con la Basilica, la Galleria Umberto I, le vie dello shopping come Via Toledo e Via Chiaia, il Municipio (Palazzo San Giacomo), il centro degli affari con gran parte degli uffici e molti alberghi cittadini, l'Università, etc. È inoltre assai vicina la fermata della Funicolare di Piazzetta Augusteo (lungo Via Toledo), che consente di arrivare in pochi minuti al Vomero.
[modifica] Storia
La fondazione di Napoli e del suo porto è da collocarsi nell'ambito della colonizzazione greca. Dopo la fondazione, nel IX secolo a.C., della colonia greca sull'Acropoli di Pizzofalcone da parte di un gruppo di navigatori di Rodi, nel 475 d.C. gli abitanti di Cuma fondarono Neapolis (città nuova) nella parte orientale della città originaria.
Da scalo principalmente militare dell’epoca greco-romana, successivamente il Porto di Napoli si aprì sempre più ai traffici marittimi assumendo importanza crescente.
Sotto la dominazione normanna, il porto conobbe un periodo di grande splendore, al punto che Napoli fu l'unica fra le città marittime italiane ad entrare, nel 1164, nella Lega Anseatica. Per Napoli e per il suo porto, il periodo normanno fu contrassegnato da enormi successi tanto in campo marittimo quanto nei traffici. Ma fu con l’avvento degli Angioini, nella seconda metà del XIII secolo, in particolare sotto il regno di Carlo I d’Angiò, che il porto si ampliò, si arricchì di nuovi edifici parallelamente allo sviluppo della città, ormai fra le più grandi e popolose d'Europa. La fortificazione del porto e la costruzione di magazzini, di depositi e di fabbriche continuò sotto la dominazione aragonese (XV secolo) e nel periodo del vicereame spagnolo.
Sotto il Regno dei Borboni(XVIII secolo) il porto si afferma come uno dei più attrezzati, dei più forti a livello europeo. L’Arsenale diviene un grande cantiere navale e nel 1818, addì 27 settembre, la “Real Ferdinando I”, la prima nave a vapore del Mediterraneo, è varata.
L’Unità d’Italia invece segnò negativamente la storia del porto, che vide diminuire i suoi traffici e ridurre le sue attività. E a partire dal 1861 iniziò il declino, che durò sino ai primi del '900, quando, grazie all’impegno profuso da Francesco Saverio Nitti e dall’Ammiraglio Augusto Witting, avviene finalmente la ripresa.
Il Fascismo puntò su Napoli come porto di collegamento con i possedimenti coloniali, dotandola di nuove infrastrutture e di nuovi edifici come la Stazione Marittima, progettata nel 1932 dall’architetto Bazzani.

