Porto di Napoli

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Porto
Porto di Napoli
Porto di Napoli
Paese: bandiera Italia
Mare: mar Tirreno
Lago:
Fiume:
Regione: Stemma Campania
Provincia: stemma Napoli
Comune: Napoli
Località: {{{località}}}
Infrastrutture collegate: Autostrada A1
Autostrada A3
Tipologia: commerciale
Gestori: Autorità portuale di Napoli
Passeggeri: 6.226.078  (2010)
Traffico merci: 21.923.377 t  (2010)
Tipo fondali: {{{tipofondali}}}
Profondità fondali: da 5 a 14 m metri
Pescaggio max, m: {{{pescaggio}}} metri
Lunghezza massima imbarcazioni: metri
Posti barca totali:
Posti per natanti in transito:
Accesso difficoltoso con venti di:
fari e fanali: {{{farifanali}}}
Rifornimento carburante: si
Assistenza:
Elenco dei porti su Wikipedia
Progetto:Nautica - Progetto:Trasporti

Il porto di Napoli è uno dei più importanti porti d'Europa, occupa la insenatura naturale più a nord del Golfo di Napoli e si estende per alcuni chilometri dal centro della città verso la sua parte orientale.

Indice

[modifica] Traffici

Il porto di Napoli è il secondo al mondo dopo quello di Hong Kong per scalo passeggeri [1].

Pur avendo negli ultimi dieci anni un andamento poco costante, negli ultimi due anni il dato è sempre stato in crescita, raggiungendo i 6.226.078 di passeggeri transitati nel 2010.

Il traffico merci, invece, è stato per lo stesso anno, di circa 22 milioni di tonnellate con il traffico Roll-on/Roll-off transitato di poco più di 6 milioni di tonnellate.

La maggior parte dei traffici si svolgono nei due moli più importanti e centrali: il Molo Angioino, destinato all'approdo delle navi da crociera, con la famosa Stazione Marittima (la più vasta del globo con i suoi 12 km quadrati di superficie e i 10 approdi per navi di grande e medio tonnellaggio) e il Molo Beverello, dove attraccano i traghetti e gli aliscafi che collegano Napoli con le isole del Golfo (Capri, Ischia, Procida).

[modifica] Dati sul traffico passeggeri[2]

Anno Passeggeri +/-
2001 6.900.000
-
2002 6.238.000 Red Arrow Down.svg 9,6%
2003 6.772.000 Green Arrow Up.svg 8,6%
2004 7.003.000 Green Arrow Up.svg 3,4%
2005 6.384.000 Red Arrow Down.svg 8,8%
2006 6.322.600 Red Arrow Down.svg 1,0%
2007 5.951.141 Red Arrow Down.svg 5,9%
2008 6.010.543 Green Arrow Up.svg 1,0%
2009
-
-
2010 6.226.078 Green Arrow Up.svg 3,59%

[modifica] Dati sul traffico merci

I dati relativi al traffico merci riguardano solo l'anno 2010[3]:

Tipo traffico Tonnellate
Rinfuse solide 4.419.297
Rinfuse liquide 5.551.903
Merce in container 5.883.394
Traffico ro-ro 6.068.783
Totale 21.923.377

[modifica] Collegamenti

Il porto alla metà dell'800, prima dell'abbattimento della Lanterna (stereografia di Giorgio Sommer)

È attualmente in costruzione un collegamento metropolitano che, insieme alla pedonalizzazione della intera area, con la creazione di sottopassi per le auto, permetterà un accesso più sicuro e tranquillo di quello attuale.

Essendo il porto situato di fronte al centro cittadino, molti luoghi di interesse storico ed artistico sono abbastanza vicini e raggiungibili a piedi: il castello Maschio Angioino, Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito con la Basilica, la Galleria Umberto I, le vie dello shopping come Via Toledo e Via Chiaia, il Municipio (Palazzo San Giacomo), il centro degli affari con gran parte degli uffici e molti alberghi cittadini, l'Università, etc. È inoltre assai vicina la fermata della Funicolare di Piazzetta Augusteo, che consente di arrivare in pochi minuti al Vomero.

[modifica] Storia

Fotografia di Giorgio Sommer (1860-1870)

La fondazione di Napoli e del suo porto è da collocarsi nell'ambito della colonizzazione greca. Dopo la fondazione, nel IX secolo a.C., della colonia greca sull'Acropoli di Pizzofalcone da parte di un gruppo di navigatori di Rodi, nel 475 a.C. gli abitanti di Cuma fondarono Neapolis (Νεἀπολις, città nuova) nella parte orientale della città originaria. Il massimo sviluppo del porto in età greca, si verificò a partire dal 420 a.C., periodo in cui, con il calo dell'influenza ateniese, divenne uno dei più importanti del Mediterraneo, producendo uno sviluppo urbanistico che rimase immutato sino alla metà del I secolo a.C.

Da scalo principalmente militare dell’epoca romana, successivamente il Porto di Napoli si aprì sempre più ai traffici marittimi assumendo importanza crescente.

Sotto la dominazione normanna, il porto conobbe un periodo di grande splendore, al punto che Napoli fu l'unica fra le città marittime italiane ad entrare, nel 1164, nella Lega Anseatica. Per Napoli e per il suo porto, il periodo normanno fu contrassegnato da enormi successi tanto in campo marittimo quanto nei traffici. Ma fu con l’avvento degli Angioini, nella seconda metà del XIII secolo, in particolare sotto il regno di Carlo I d'Angiò, che il porto si ampliò, si arricchì di nuovi edifici parallelamente allo sviluppo della città, ormai fra le più grandi e popolose d'Europa. La fortificazione del porto e la costruzione di magazzini, di depositi e di fabbriche continuò sotto la dominazione aragonese (XV secolo) e nel periodo del vicereame spagnolo.

Sotto il Regno dei Borbone (XVIII secolo) il porto si afferma come uno dei più attrezzati, dei più forti a livello europeo. L’Arsenale diviene un grande cantiere navale e nel 1818, addì 27 settembre, la “Real Ferdinando I”, la prima nave a vapore del Mediterraneo, è varata.

L'Unità d'Italia invece segnò negativamente la storia del porto, che vide diminuire i suoi traffici e ridurre le sue attività. E a partire dal 1861 iniziò il declino, che durò sino ai primi del '900, quando, grazie all'impegno profuso da Francesco Saverio Nitti e dall'Ammiraglio Augusto Witting, avviene finalmente la ripresa.

Nel 1911 nacque il cantiere navale Bacini e Scali Napoletani oggi denominato Cantieri del Mediterraneo.

Il Fascismo puntò su Napoli come porto di collegamento con i possedimenti coloniali, dotandola di nuove infrastrutture e di nuovi edifici come la Stazione Marittima, progettata nel 1932 e costruita nel 1936 dall’architetto Cesare Bazzani.

[modifica] Area Turistica: Molo Beverello e Molo Angioino

Stazione Marittima del Molo Beverello
Banchina dove attraccano aliscafi e catamarani.

[modifica] Terminal crocieristico

  • 10 ormeggi
  • 7 passerelle mobili
  • 12 banchi check-in informatizzati
  • sala arrivi e partenze
  • nastri bagagli
  • negozi
  • bar
  • centro congressi

[modifica] Terminal passeggeri e auto

  • biglietterie
  • sala d'attesa
  • nursery
  • area d'attesa con 5 pensiline e panchine
  • parcheggi
  • attrezzature per imbarco mezzi

[modifica] Compagnie operanti presso il Beverello

operazioni di sbarco e successivo imbarco passeggeri su un aliscafo diretto verso una delle isole del golfo (Capri, Ischia e Procida)

Le compagnie di navigazione del settore passeggeri operanti (con navi traghetto o aliscafi) presso la struttura del Beverello sono:

[modifica] Area Commerciale

L'isolotto di Megaride, nei pressi del porto

[modifica] Terminal Container

Porto di Napoli dal mare
  • Calata Granili
  • Molo Flavio Gioia
  • Molo Bausan


[modifica] Terminal rinfuse solide

  • Calata V.Veneto
  • Calata villa del Popolo
  • Molo Carmine
  • Pontile V.Emanuele II


[modifica] Terminal rinfuse liquide

  • Ponte Vigliena
  • Calata Petroli

[modifica] Note

  1. ^ PortoNapoli.it. URL consultato il 14 settembre 2011.
  2. ^ Traffico passeggeri. URL consultato il 13 settembre 2011.
  3. ^ Traffico merci. URL consultato il 13 settembre 2011.

[modifica] Bibliografia

  • Toma P. Antonio, Storia del porto di Napoli. SAGEP Libri & Comunicazione Editore, 1991 Codice ISBN 8870584097
  • Lidio Aramu, La Camera sul porto (il porto di Napoli dall'unità d'Italia al fascismo). Colla Passaggi Editore, 2009 Codice ISBN 9788887501827

[modifica] Altri progetti

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