Madame de Staël

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Anne-Louise Germaine Necker in un disegno di Friedrich Tieck dell'inizio del XIX secolo

Anne-Louise Germaine Necker, baronessa di Staël-Holstein, meglio nota con il nome di Madame de Staël (IPA: [madam də stal]; Parigi, 22 aprile 1766Parigi, 14 luglio 1817), è stata una scrittrice francese di origini svizzere.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Germaine Necker a 14 anni
Madame de Staël

Figlia di Jacques Necker, ministro delle finanze del re di Francia Luigi XVI, e di Suzanne Curchod (figlia di un pastore protestante, che era stata innamorata e ricambiata in gioventù dal grande storico inglese Edward Gibbon) durante il suo soggiorno quinquennale a Losanna in Svizzera, Anne-Louise si giovò di una formazione accademica frequentando il salotto letterario organizzato dalla madre.

Dopo il matrimonio con il barone de Staël-Holstein, ambasciatore svedese presso il governo francese, Anne-Louise diede vita a un proprio circolo culturale ospitando alcuni dei maggiori intellettuali dell'epoca.

Nel 1794 incontrò il filosofo Benjamin Constant, che la seguirà anche nel suo successivo esilio: la loro collaborazione intellettuale fu molto celebrata all'epoca, ma quando, nel 1803, Constant fu annoverato fra gli oppositori del regime, Napoleone Bonaparte - su consiglio di Joseph Fouché - dispose la sua interdizione dal soggiorno a Parigi, con il divieto di avvicinarsi a meno di 150 chilometri dalla città. Stabilitasi sul lago di Ginevra, a Coppet, diede vita a un nuovo salotto e continuò a scrivere ed a viaggiare. Con il nome di "Madame de Staël" intraprese la carriera letteraria, raccogliendo sollecitazioni culturali dai suoi viaggi: il suo testo Corinne, ad esempio, fu scritto dopo un viaggio in Italia.

Un testo a favore della cultura tedesca le costò definitivamente l'inimicizia del governo napoleonico. Il testo De l'Allemagne, (edito nel 1810) vide, infatti, il sequestro di tutte le 10 000 copie distribuite sul territorio francese. De l'Allemagne descriveva il popolo tedesco come più interessato alle idee che all'azione, offrendo una visione (poi diventata ricorrente come cliché) secondo cui la classicità discendeva dal passato greco-romano dell'Europa meridionale, mentre il Romanticismo derivava dal cavalleresco mondo della cristianità nord-europea. L'opera raccoglieva le suggestioni di una serie di viaggi da lei condotti in Germania, a partire dalla prima visita a Weimar (quando guadagnò un giudizio di Friedrich Schiller e Johann Wolfgang von Goethe non propriamente lusinghiero, essendo stata tacciata di gusti eccessivamente "borghesi") e poi nel 1807 (quando incontrò Goethe, Schiller, i fratelli Friedrich e Wilhelm Schlegel, Johann Gottlieb Fichte): le porte dei salotti letterari tedeschi le erano aperte grazie alla compagnia di Wilhelm August von Schlegel, che influenzò la sua visione estetica ed era il precettore dei suoi figli.

Nel gennaio 1816 si inserì nel dibattito in Italia fra classicisti e romantici pubblicando sul primo numero della Biblioteca Italiana un articolo intitolato Sulla maniera e l'utilità delle traduzioni nel quale criticava i classicisti per la loro staticità nelle tematiche, ormai antiche e ripetitive; consigliava inoltre di prendere spunto dalle letterature europee come quella inglese e tedesca, che rappresentavano grande innovazione e modernità. Fra i grandi sostenitori del classicismo italiano che risposero all'articolo della de Staël, vi fu Pietro Giordani, "cara e buona immagine paterna" di Giacomo Leopardi.

« Dovrebbero a mio avviso gl'italiani tradurre diligentemente assai delle recenti poesie inglesi e tedesche; onde mostrare qualche novità a' loro cittadini. »
(Madame de Staël, Sulla maniera e la utilità delle Traduzioni, traduzione di Pietro Giordani)

Dopo la fine dell'impero di Napoleone tornò a Parigi, dove morì.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Madame de Staël come Corinna
  • Sophie ou les sentiments secrets (1786)
  • Lettres sur le caractère et les écrits de Jean-Jacques Rousseau (1788)
  • Jeanne Grey (1790)
  • Réflexions sur le procès de la reine (1793)
  • De l’influence des passions sur le bonheur des individus et des nations (1796)
  • De la littérature considérée dans ses rapports avec les institutions sociales (1800)
  • Delphine (1802)
  • Du caractère de M. Necker et de sa vie privée (1804)
  • Corinne ou l'Italie (1807)
  • De la littérature (1800)
  • De l'Allemagne (1810)
  • Réflexions sur le suicide (1812)
  • Considérations sur les principaux événements de la Révolution française (1817)
  • Dix années d'exile (1821, postumo)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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