Provincia di Agrigento

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Provincia di Agrigento
provincia
Provincia di Agrigento – Stemma Provincia di Agrigento – Bandiera
Il tempio della Concordia di Agrigento, uno dei monumenti-simbolo della provincia
Il tempio della Concordia di Agrigento, uno dei monumenti-simbolo della provincia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Amministrazione
Capoluogo Agrigento
Presidente Commissario straordinario
Territorio
Coordinate
del capoluogo
37°19′18″N 13°35′22″E / 37.321667°N 13.589444°E37.321667; 13.589444 (Provincia di Agrigento)Coordinate: 37°19′18″N 13°35′22″E / 37.321667°N 13.589444°E37.321667; 13.589444 (Provincia di Agrigento)
Superficie 3 052,59 km²
Abitanti 448 831 (31-12-2013)
Densità 147,03 ab./km²
Comuni 43 comuni
Province confinanti Trapani, Palermo, Caltanissetta
Altre informazioni
Cod. postale 92100 Agrigento, 92010-92029 provincia
Prefisso 0922, 0925
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 084
Targa AG
PIL procapite (nominale) 15.548 €
Cartografia

Provincia di Agrigento – Localizzazione

Il territorio della provincia di Agrigento
Il territorio della provincia di Agrigento
Sito istituzionale

La provincia di Agrigento (pruvincia di Girgenti in siciliano) amministrativamente Libero Consorzio Comunale di Agrigento, è una provincia italiana di 448.831 abitanti[1] della Sicilia, con capoluogo ad Agrigento. Confina ad ovest con la provincia di Trapani, a nord con la provincia di Palermo e ad est con la provincia di Caltanissetta; a sud si affaccia sul Canale di Sicilia.

Il suo capoluogo da Girgenti mutò il nome nell'attuale Agrigento, nel 1929, in pieno periodo fascista. È per eccellenza la terra simbolo della colonizzazione greca in Italia, e la maggiore per testimonianze dell'epoca sul suo territorio attualmente visitabili. Inoltre la sua valle può essere definita come una delle maggiori attrazioni turistiche della Sicilia[2].

Si estende, da est a ovest, dal mare di Licata alle spiagge di Menfi, in prossimità delle rovine greche di Selinunte; da nord a sud si estende dalla catena montuosa dei Sicani al canale di Sicilia; un suo lembo di terra, corrispondente all'arcipelago delle Pelagie (Lampedusa, Linosa e Lampione), appartiene geologicamente al continente africano.

Il suo territorio coincide perfettamente con quello dell'arcidiocesi di Agrigento, la più vasta diocesi cattolica siciliana per estensione[3].

La Provincia di Agrigento ospita un importante sito archeologico, la Valle dei Templi, dal 1997 Patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio provinciale, situato nella parte centro-meridionale della Sicilia, si divide nettamente tra la costa, bassa e sabbiosa, e l'entroterra, composto di rilievi principalmente collinari, un tempo prodighi di zolfo, rilievi arrotondati e aridi. A nord, infatti si incontrano i monti Sicani, ad est ed a ovest dai fiumi Salso e Belice, mentre a sud si estende il litorale.

La pianura, invece, si estende prevalentemente nel territorio del comune di Licata, anticamente descritta come i Campi Geloi per i rodio-cretesi.

Tra Sambuca di Sicilia e Caltabellotta si trova un'enclave della provincia di Palermo: San Biagio, frazione di Bisacquino.

Isole[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Isole della Sicilia.

Quella agrigentina, come altre province siciliane, comprende anche alcune isole minori: l'arcipelago delle Pelagie, infatti, appartiene amministrativamente alla provincia di Agrigento, anche se legato geograficamente all'Africa, sia per le caratteristiche climatiche che per la vicinanza al "continente nero". Dell'arcipelago fanno parte l'Isola di Lampedusa, l'Isola di Linosa e la piccola e disabitata Isola di Lampione, comprese nel territorio comunale di Lampedusa e Linosa. Altre isole della provincia, seppur di esigue dimensioni, sono la Rocca San Nicola, appartenente al comune di Licata[4], lo scoglio di Pietra Patella, a Palma di Montechiaro, e gli scogli Guicciarda, appartenenti al comune di Realmonte.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

La provincia di Agrigento è prevalentemente collinare; la parte settentrionale, tuttavia, ricade nel territorio del sistema montuoso dei Monti Sicani, che presenta alcune cime di oltre 1000 m di altezza: il Monte delle Rose, situato al confine delle province di Agrigento e Palermo (nei territori comunali di Bivona dentro la provincia e Palazzo Adriano nel palermitano), e il Monte Cammarata (1578 m), la cima più elevata della provincia.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso tra il trapanese e l'agrigentino del fiume Belice

La provincia comprende tre laghi artificiali: la Diga Castello (o Lago di Magazzolo), presso Bivona, il Lago Arancio, presso Sambuca di Sicilia, ai piedi dei monti Arancio (403 m) e Cirami (516 m) e la Diga San Giovanni sul fiume Naro, presso la città omonima al fiume. Nonostante la presenza di codesti bacini, la provincia risulta alquanto povera di risorse idriche ed è spesso soggetta a mancanza d'acqua potabile, per via del regime semi-torrentizio dei corsi d'acqua che l'attraversano, che durante la stagione estiva diventano completamente secchi. Tuttavia sono più di uno i fiumi di rilevanza che interessano la provincia:

  • il fiume Belice, attraversa il nord dell'agrigentino, al confine con la Provincia di Trapani. La portata media annua (circa 4,5 m3/s) è molto modesta in rapporto all'estensione del bacino.
  • il fiume Platani, che attraversa diversi centri abitati della provincia (come San Biagio Platani) per sfociare dopo un tortuoso viaggio nel Canale di Sicilia. Il fiume ha carattere torrentizio con piene notevoli in autunno e magre fortissime in estate, con una portata media annua di 7,5 m3/s. Rappresenta uno dei principali della Sicilia.
  • il fiume Imera Meridionale, detto anche Salso, secco per solo per un medio periodo all'anno, possiede un modesta portata, (appena 5,1 m3/s.) nonostante l'ampio letto di raccolta. L'Imera Meridionale scorre nei territori collinari tra la Provincia di Enna e di Agrigento e sfocia nel mare di Licata. Rappresenta il fiume più lungo di Sicilia ed in passato ha rappresentato il confine della parte orientale della Sicilia con quella occidentale, dalla Sicilia dei Sicani e dei Siculi, dai Cartaginesi e Greci ai Romani, e poi linea di confine tra il Val di Noto e il Val di Mazara.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Sicilia centrale e Clima mediterraneo.

A nord nell'entroterra il clima è differente dal resto della provincia, rispecchiando in più mesi quello della Sicilia centrale.

Quella di Agrigento è però una tra le province più calde della Sicilia, anche se meno esposta alle condizioni estreme che si verificano in altre aree dell'isola, durante le più intense onde di calore estive. Lungo la fascia costiera e le pianure litoranee in inverno difficilmente si scende al di sotto dei 7/8 °C, mentre d'estate le temperature medie si mantengono piuttosto elevate (medie giornaliere attorno ai +26/+27 °C in luglio e agosto).

Ecco come le temperature medie registrate sono state messe in ordine in mesi e nelle varie stagioni dell'anno dal principale centro di informazioni climatiche della provincia, la stazione meteorologica di Agrigento:

AGRIGENTO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 14,0 14,5 16,4 18,9 23,6 28,2 30,9 30,9 27,5 23,5 19,3 15,8 14,8 19,6 30,0 23,4 22,0
T. min. mediaC) 8,0 8,0 9,1 11,2 14,8 19,2 21,8 22,1 19,8 16,1 12,6 9,7 8,6 11,7 21,0 16,2 14,4

Altre stazioni meteorologiche della provincia sono presenti a Bivona, Lampedusa, Licata, Racalmuto e Sciacca.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il dolmen di Sciacca

Dalla preistoria alla distruzione di Akragas[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Akragas.
Una delle tante testimonianze della storia agrigentina: il tempio di Hera

La provincia agrigentina è stata abitata fin dalla preistoria, come dimostrano le testimonianze riferibili all'età del rame e del bronzo, individuate nelle immediate vicinanze della città attuale. Il territorio era abitato inizialmente dai Sicani, popolo stanziato in gran parte della Sicilia. Nell'VIII secolo si insediarono i Greci che costrinsero i Sicani ad abbandonare le coste e spostarsi verso l'interno, dando il via alla colonizzazione.

Il periodo greco si apre quindi con la nascita della polis Ἀκράγας (Akragas) fondata nel 581 a.C. da coloni di Gela, originari delle isole di Rodi e di Creta, per bloccare l'espansione verso est di Selinunte. La scelta del sito dell'antica Akragas fu dovuta alla presenza di campi coltivabili e di alture su cui arroccare l'acropoli, la Rupe Atenea (il punto più alto della città). Tra il VI secolo e l'inizio del V secolo a.C., sotto la tirannia di Falaride si ebbero le fortificazioni delle mura e le grandi costruzioni dei templi dorici, nonché la politica espansionistica verso l'interno.

Divenuta grande potenza militare, Akragas riuscì a sconfiggere più di una volta Cartagine nella guerra per il controllo del Canale di Sicilia. Nel 409 a.C. i cartaginesi si impossessarono di Minoa (sotto il dominio di Akragas), e nel 406 a.C. saccheggiarono e incendiarono Akragas. Nel 339 a.C., grazie a Timoleonte che destituì i tiranni della Sicilia, fece ricostruire e ripopolare la città.

Nel 282 a.C., Finzia, tiranno di Akragas, distrusse definitivamente Gela e ne deportò la popolazione a Licata. Testimonianze di insediamenti ellenici e pre-ellenici sono presenti sul Monte Sant'Angelo che sovrasta la città di Licata, tanto da far presumere che si trattasse proprio dell'antica Gela, dati i tantissimi riferimenti geografici e storici scorsi.

Il periodo romano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prima guerra punica.

I Romani penetrarono per la prima volta in Sicilia nel 264 a.C., dichiarando guerra a Cartagine, per il possesso dell'isola, e il controllo commerciale del Mediterraneo; contribuendo così all'inizio della Prima guerra punica.

Nel 262 a.C. i romani marciarono su Agrigento dove i Cartaginesi tenevano una guarnigione comandata da Annibale di Giscone. Annibale e la sua guarnigione si rinchiusero all'interno delle mura, e si prepararono ad un lungo assedio durato cinque mesi. I Cartaginesi riuscirono a chiedere rinforzi, che giunsero guidati da Annone. Fu così che si venne alla Battaglia di Agrigento, vinta dai Romani. Fra il 256 a.C. e il 255 a.C. Roma, che si costruì una grande flotta, tentò di portare la guerra in Africa per invadere le colonie cartaginesi. Cartagine cercò di fermare questa operazione ma venne sconfitta nella Battaglia di Capo Ecnomo, al largo delle coste di Licata.

Nel 210 a.C., con la seconda guerra punica Akragas passò sotto il controllo di Roma col nome latinizzato di "Agrigentum".

La dominazione arabo-normanna[modifica | modifica wikitesto]

Architettura gotica in provincia: il portale gotico-chiaramontano (detto arabo-normanno) dell'antica chiesa madre di Bivona

Successiva dominazione fu quella degli Arabi[5], che presero il capoluogo nell'828, attribuendogli il nome di "Girgenti"; essi furono promotori di una nuova crescita demografica. L'intero territorio provinciale ricadde nel Vallo di Mazara (uno dei tre valli in cui era suddivisa la Sicilia durante la dominazione araba, fino all'abolizione nel 1812). I normanni arrivarono nel 1087, regalando periodi di massimo benessere, e di grandi crescite economiche e non solo al territorio della provincia. La più fortunata in mano ai Normanni fu Licata che ne prese il titolo di città reale e demaniale e che per diversi secoli rappresentò uno dei porti commerciali più importanti del Mediterraneo per via degli scambi con tutti i paesi del bacino, grazie al suo caricatore di grano[senza fonte].

Il Medioevo e l'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Naro, chiesa di San Francesco

Testimonianze del periodo medievale nel territorio della provincia agrigentina sono i numerosi castelli della zona, ad esempio quello di Palma di Montechiaro[6], realizzato nel 1353, che, per la sua posizione strategica, ricoprì un ruolo di grande importanza nella storia della lotta contro i pirati e gli invasori della fascia costiera; attualmente è ben conservato in tutta la sua imponenza. Il castello inoltre tra i tanti castelli chiaramontani presenti in Sicilia, è il solo edificato su un costone roccioso a picco sul mare. Altri ruderi di rocche medievali sono attualmente visitabili anche nel resto della provincia, come a Bivona, prima città siciliana ad essere stata elevata a dignità di ducato (nel 1554 ad opera di Carlo V)[7]. Da non dimenticare il Castel San Giacomo a Licata, che rappresentava un'isola fortificata di fronte l'attuale porto. Per secoli era il baluardo di un'intera costa per le sue difese e tamponò gli attacchi dei vari turchi, francesi, inglesi che volevano attaccare la città licatese nei secoli della dominazione spagnola-aragonese. Altro castello d'importanza rilevante in provincia è il castello Chiaramontano di Naro, esso sorge sulla sommità della collina sulla quale si sviluppa la città e risale al Trecento, ad opera della famiglia Chiaramonte. Fu ingrandito nel 1330 per volere di Federico II d'Aragona il quale fece costruire l'imponente torre quadrata. Dal 1912 è monumento nazionale.

L'età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

La città di Agrigento prende le sembianze attuali, e dunque di moderna città, con nuovi edifici e le attuali strade fra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento: la città nuova si stende ai piedi della vecchia acropoli, determinando due parti di divisione: Agrigento alta (il nucleo storico di epoca greca), e quella bassa (la parte nuova della città). Nel 1968 la parte occidentale della provincia viene colpita dal terremoto del Belice che provoca la distruzione degli abitati di Montevago e Santa Margherita di Belice.

L'ente provincia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1861 fu istituito il circondario e nel 1927 la provincia.

Con lo Statuto speciale siciliano del 1946 furono soppresse le provincie siciliane. Furono ricostituite nel 1963, recependo la normativa nazionale e furono trasformate in "provincie regionali"" nel 1986[8].

Il 28 marzo 2014 è stata prevista la soppressione delle 9 provincie regionali, sostituite da nove "Liberi Consorzio comunali " e 3 aree metropolitane in seguito all'entrata in vigore della legge approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana il 12 marzo 2014[9]. Una ulteriore legge regionale disciplinerà compiti e funzioni di questi nuovi enti, mentre ogni provincia è, nel frattempo, retta da un commissario straordinario nominato dalla giunta regionale.[10].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Stemmi dei comuni della provincia di Agrigento.
Lo stemma della provincia agrigentina

Lo stemma della provincia di Agrigento è suddiviso in tre sezioni che rappresentano gli stemmi comunali di Agrigento (il rettangolo a sinistra), Sciacca (il quadrato in alto a destra) e Bivona (il quadrato in basso a destra), cioè le sedi della prefettura e delle due sottoprefetture da essa dipendenti negli anni in cui fu approvato lo stemma provinciale; lo stemma venne ufficialmente riconosciuto come proprio simbolo provinciale dall'allora Regno d'Italia nel 1938. Da allora nessun cambiamento è stato apportato.[11]

In tutte e tre le parti è predominante l'acceso azzurro del cielo limpido. Nella prima sezione, quella di sinistra - la più grande, sono raffigurati tre giganti con i piedi su una pianura; essi sorreggono una struttura con tre torri medievali; in cima alla torre centrale spicca un'Ostia simbolo della fede in Cristo. Alla base della struttura sorretta dalle tre figure si legge una frase latina: Signat Agrigentum mirabilis aula gigantum. Nel riquadro in alto a destra, si vede un cavaliere con armatura a cavallo, in fase di scalata di una pendenza, o forse una collina, dove in cima vi è una fortezza medievale da conquistare; nel cielo è raffigurato un piccolo sole colmo di raggi. Infine in basso a destra, su un prato verde, vi è un granchio di fiume, Potamon fluvitile; nel cielo vi è la Luna.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e siti di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il ben conservato Tempio della Concordia
La casa natale di Luigi Pirandello, contrada Kaos

Oltre ai patrimoni dell'umanità UNESCO, vi sono in provincia parecchi monumenti e siti culturali di grande rilievo, nominati monumenti nazionali. Si va dai resti archeologici della Magna Grecia, alle case natali di alcuni personaggi illustri, della politica e letteratura italiana. I monumenti nazionali nell'agrigentino sono:

Aree Archeologiche[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro greco di Eraclea Minoa
Provincia di Agrigento-Stemma.png Capitello modanatura mo 01.svg Aree archeologiche
Agrigento Valle dei templi
Quartiere ellenistico romano
Alessandria della Rocca Necropoli sicana in contrada Grotticelli
Bivona Necropoli Millaga
Cattolica Eraclea Eraclea Minoa
Palma di Montechiaro Monte Grande
Realmonte Villa romana di Realmonte
Ribera Necropoli di contrada Anguilla

Castelli[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello di Poggiodiana
Provincia di Agrigento-Stemma.png Ch teau-fort 01.svg Castelli
Alessandria della Rocca Castello della Pietra d'Amico
Bivona Castello di Bivona[12]
Burgio Castello arabo (Castrum Burgii)
Camastra Castellazzo di Camastra
Cammarata Castello di Cammarata
Favara Castello di Favara
Licata Castel Sant'Angelo
Menfi Torre di Porto Palo
Naro Castello Chiaramontano
Palma di Montechiaro Castello di Marina di Palma
Torre San Carlo
Racalmuto Castello normanno
Ribera Castello di Poggiodiana
Sciacca Castello Luna
Castello Vecchio
Castello Incantato

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

La tartaruga Caretta caretta
L'Isola dei Conigli a Lampedusa

Nell'agrigentino si estende gran parte del Parco dei Monti Sicani, quinto parco regionale della Sicilia; vi sono inoltre alcune aree naturali protette, tra cui quella della Montagnola, nella cui grotta si possono ammirare stalattiti e stalagmiti, quella del Monte Cammarata, la cui cima è ammantata da una interessante vegetazione, e la foce del fiume Belice, che sbocca tra ampie spiagge dorate.

Dal punto di vista naturalistico sono notevoli anche le acque che circondano Lampedusa e Linosa, isole geograficamente africane, che offrono interessanti paesaggi propri del continente nero, come l'interno desertico e le spiagge rocciose che si raggruppano nelle cosiddette cale. L'arcipelago è noto inoltre per la numerosa presenza delle tartarughe Caretta caretta, che apprezzano queste isole per la cova delle loro uova.

Le principali riserve naturali riconosciute della provincia sono:

Società[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arcidiocesi di Agrigento.
Festa di San Calogero, Agrigento
Gli archi di Pasqua a San Biagio Platani

Le tradizioni delle celebrazioni cristiane sono molto sentite, in particolar modo nei paesi. L'agrigentino conta parecchie feste in onore di Santi e di Gesù, vissute tutte con grande partecipazione e fede. Ciò attira anche il turismo, che viene colpito da questo antico folklore di Sicilia. Tra le feste più note si ricordano:

  • Festa di Calogero di Sicilia, si svolge nel cuore della città di Agrigento dal 6 al 13 luglio. Durante la processione è tradizione offrire del pane al santo, lanciandolo nella direzione del simulacro.
  • Altra festa legata al culto verso San Calogero è quella che si svolge a Naro tra il 15 ed il 25 giugno e che vede il suo culmine il 18, giorno in cui la tradizione della chiesa pone la morte del Santo, con la processione del "tiro delle corde" durante la quale il simulacro del Patrono della città viene posto sopra una grande slitta in legno e trascinato dai fedeli grazie ad una lunga fune dal Santuario di San Calogero fino alla chiesa Madre. Durante il periodo dei festeggiamenti vengono organizzate diverse serate di intrattenimento mentre la notte tra il 17 ed il 18 giugno viene effettuato uno spettacolo pirotecnico.
  • Sant'Angelo martire, patrono della città di Licata; viene festeggiato il giorno della ricorrenza della sua morte avvenuta il 5 maggio 1225; la festa è molto movimentata soprattutto dalla lunga fiera che si apre un paio di giorni prima e si conclude il 6 maggio. L'urna argentea seicentesca viene portata in spalla da marinai scalzi e accompagnata da quattro ceri lignei portati da altre categorie di lavoratori.
  • La Festa di Santa Rosalia in Bivona, che si svolge dal 1624[senza fonte] si svolge con la processione del fercolo della santa per le vie del paese. Nei festeggiamenti è usuale la grande sfilata di bande musicali per i vicoli di Bivona e vengono conclusi con spettacoli pirotecnici.
  • La Festa di Santa Rosalia a Santo Stefano Quisquina si celebra la prima domenica di giugno. Dal sabato al mercoledì vi sono riti religiosi, mostre e spettacoli musicali. Il martedì avviene lo storico pellegrinaggio quando il busto con le reliquie di Santa Rosalia viene portato all'Eremo della Quisquina, preceduto da una suggestiva cavalcata.
  • La festa di Gesù Nazareno[14] che si svolge nel comune di San Giovanni Gemini, in cui si festeggia il ritrovamento di una statua del Cristo nelle campagne circostanti il paese. In onore del Cristo protettore del paese, viene allestito un carro trionfale alto ben 22 m. Vi sono inoltre spettacoli di "masculiata" o "maschiata", dei mortaretti di polvere da sparo che producono assordanti boati.
  • La festa di San Giuseppe a Favara: si esibiscono bande musicali e si portano in processione statue del santo per i vicoli del suggestivo paese. È una festa dalle origini contadine, caratterizzata da numerose offerte di grano fatte al Santo dai fedeli. Durante la festa nei vari quartieri della città viene preparata la classica "minestrata", fatta con svariati tipi di pasta e verdure. La festa si conclude dopo 3 giorni con spettacoli pirotecnici.
  • La festa di San Giuseppe di Sant'Anna di Caltabellotta: anticamente gli abitanti del paese il giorno 19 di marzo erano dediti alla preparazione degli "altari di San Giuseppe". Gli altari venivano allestiti da famiglie che avevano ricevuto la grazia da parte del santo, pertanto preparavano come sacrificio diverse pietanze, tra cui pane artistico, fritture e dolci, da offrire ai "santi", generalmente ragazzi bisognosi che venivano invitati a pranzo. Oggi la tradizione viene mantenuta con grande fervore ed amore. È un'occasione di festa e di convivialità per il paese che ha una grande devozione per San Giuseppe.
  • La festa di San Giuseppe di Ribera: gli abitanti del paese nel mese di marzo raccolgono offerte in cibo da destinare alla chiesa durante i giorni che precedono quelli dei festeggiamenti. Nel giorno in cui si esce la processione viene costruito un carro con in cima l'immagine sacra del santo circondata da pane e corone di alloro.
  • La Pasqua di San Biagio Platani: lungo il corso principale del paese, reso allegro e colorato dagli addobbi e dai tanti archi si faranno incontrare le statue della Vergine Maria, e di Gesù.
  • La Pasqua ad Aragona: è caratterizzata dal suggestivo "Incontro dei Giganti" ovvero della Madonna e del Cristo Risorto e della gigantesche statue dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Legata alla Pasqua Aragonese è la tipica pietanza "Taganu d'Aragona" che si prepara per il Sabato Santo.
  • La Festa di Santa Croce[15] o Sagra del tataratà, una grande festa che si svolge la quarta domenica di maggio a Casteltermini, in onore di una grande croce ritrovata nel XVII secolo, ma risalente, secondo alcune ricerche al I secolo[senza fonte].
  • La Festa di Maria Santissima dell'Udienza a Sambuca di Sicilia, che si celebra ogni terza domenica di maggio, dal 1575. Durante tutta la notte di domenica ha luogo la processione del simulacro portato a spalla dai componenti della Confraternita, vestiti con particolari abiti ricamati in seta e oro. La festa è arricchita da numerosi tipi di festeggiamenti, quali il Palio, le sfilate, i concerti di bande musicali e le famose luminarie notturne di stile Veneziano.
  • Festa del SS. Crocifisso di Rifesi a Burgio: la seconda domenica di agosto il simulacro, una delle immagini più antiche di Cristo, viene portato in processione al santuario che dista 8 km dal paese. La seconda domenica di ottobre ritorna in paese tra il tripudio dei devoti e della cittadinanza. Da tempo immemorabile si rinnova così un atto di fede e di promesse al Salvatore.
  • Festa di Sant'Antonio da Padova a Ribera, con la celebrazione della Tredicina in suo onore. Oltre a momenti di spiritualità e carità,che culminano nella Solenne Processione del Simulacro e delle Reliquie del Santo il 13 Giugno, la città gioisce per il Patrono del quartiere più antico con la Festa della Famiglia in piazza Sant'Antonino e la distribuzione del Pani cu l'Ogliu (pane condito con olio, sale e spezie) in corso Crispi.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore) Qualità della Vita (Italia Oggi) Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)
2007 103º (- 8) 98º (=) 94º (+ 1)
2008 101º (+ 2) 103º (- 5) 97º (- 3)
2009 107º (-6)[16]
2010 98º (+ 9)
2011 101º (- 3)
2012 95º (+ 6)
2013 96º (- 1)

Secondo il XX Rapporto Ecosistema Urbano redatto da Legambiente nel 2013 Agrigento risulta essere al 44º posto su 45 città (con popolazione inferiore a 80.000 ab.). A determinare tale risultato negativo tra le altre voci contribuisce l'assenza di Pianificazione e Partecipazione ambientale (45°, unica città con valore 0).

Gli sbarchi a Lampedusa[modifica | modifica wikitesto]

La porta d'Europa: è questa la definizione del piccolo lembo di terra più a sud d'Europa: Lampedusa. L'isola, facente parte della provincia di Agrigento, è facilmente raggiungibile dall'Africa per la vicinanza, (infatti è più vicina all'Africa e ne fa parte geograficamente). A partire dal 1990 circa, numerose persone provenienti dall'Africa Mediterranea, maggiormente da Tunisia, Algeria, e Marocco e dalla nazione dove hanno inizio le traversate cioè la Libia, hanno attraversato il mare per raggiungere l'isola italiana. Infatti, l'avanzare della desertificazione, e altri motivi, in gran parte socio-economici e politici, hanno interessato l'impoverimento di queste aree, provocandone una successiva migrazione della popolazione in cerca di sviluppo economico. Il fenomeno è andato avanti, e continua ad espandersi sempre più, dilagando, come nel gennaio 2009, in rivolte da parte dei clandestini, ma anche dei Lampedusani stessi[17], che non vogliono che la loro isola venga trasformata in un enorme centro di raccolta per clandestini. Oggi l'isola si ritrova essere la più trafficata delle Rotte dei migranti africani nel Mediterraneo, insieme alla città spagnola di Ceuta, territorio circondato dal Marocco, e dunque obbligato a respingere sempre più gente che vuole per speranza varcare la frontiera.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

La sede distaccata dell'Università di Palermo, il polo universitario della provincia,[18], possiede più sedi nel centro città di Agrigento, tra cui una delle principali nell'Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio, principale struttura sanitaria provinciale. Un'altra sede decentrata dell'ateneo palermitano presente in provincia di Agrigento è quella di Bivona, attivata all'inizio degli anni novanta.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il telamone di Agrigento
L’Efebo, museo archeologico
Interno del Museo del Gattopardo

Il Museo archeologico regionale di Agrigento raccoglie le collezioni statali, civiche e diocesane di materiali archeologici e costituisce un insieme organico e di particolare importanza per la comprensione della storia della città di Agrigento e del suo territorio; è uno dei principali e più completi musei regionali, ed è tutto interamente dedicato alla Magna Grecia; è situato nel cuore della Valle dei Templi.

Il museo è suddiviso in 20 sale, ogni sala corrisponde ad oggetti di quotidiano uso del popolo greco. Tra le più suggestive vi è la sala IX, interamente dedicata alle migliaia di monete greche ritrovate con gli scavi della valle e di tutto l'agrigentino. Attraverso le stanze, è possibile rivivere la vita contadina, i culti religiosi, la vita privata del popolo greco. La sala X ospita invece un pezzo simbolo dei rinvenimenti archeologici, l'Efebo di Agrigento, scultura in stile severo. Sono inoltre visibili tantissimi vasi tra cui il cratere di Gela.

Provincia di Agrigento-Stemma.png Capitello modanatura mo 01.svg Musei
Agrigento Museo archeologico regionale di Agrigento
Museo Diocesano
Museo Civico di Agrigento
Museo Civico di Santo Spirito
Antiquarium Iconografico della collina dei Templi Casa Barbadoro
Bivona Casa museo Carmelo Cammarata
Burgio Museo delle mummie
Museo della ceramica Muceb
Casteltermini Antiquarium comunale Di Pisa e Guardì
Cattolica Eraclea Antiquarium di Eraclea Minoa
Cianciana Museo civico
Licata Museo archeologico della Badia
Ribera Museo Etnoantropologico di Ribera[19]
Sambuca di Sicilia Museo Etno-Antropologico della Terra di Zabut
Santa Margherita di Belice Museo del Gattopardo
Museo della Memoria
Sciacca Antiquarium di Monte Kronio - Stufe di S. Calogero
Casa-Museo "F. Scaglione"
Museo del carnevale di Sciacca[20]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Radio locali

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

L'informazione della provincia è legata ai numerosi telegiornali messi in onda dalle emittenti provinciali, tra le quali il video giornale di Tele Acras.

Il Giornale di Sicilia e La Sicilia hanno un'edizione dedicata alla provincia di Agrigento e da 57 anni è presente il periodico L'Amico del Popolo, settimanale cattolico agrigentino, aderente alla Federazione Italiana Stampa Cattolica.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

TV locali
  • Tele Acras (con sede ad Agrigento)
  • TRS98 (Tele Radio Studio 98)
  • Sicilia TV (con sede a Favara)
  • RMK Tele Monte Kronio (con sede a Sciacca)
  • TRS Tele Radio Sciacca (con sede a Sciacca)
  • TVA Tele Video Agrigento (con sede ad Agrigento)
  • Agrigento TV (con sede ad Agrigento)
  • TV Alfa Licata (con sede a Licata)
  • Licata Nuova TV (con sede a Licata)
  • TV Europa (con sede a Canicattì)
  • TRC Tele Radio Canicattì (con sede a Canicattì)

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina siciliana.
La cassata di Sicilia, uno dei prodotti gastronomici più famosi.

I piatti della cucina della provincia di Agrigento si basano sui prodotti che l'ambiente del Mediterraneo offre.

I dolci vengono prodotti in particolare durante le feste di paese. La mandorla, principale prodotto simbolo della provincia[21], viene spesso usata in molti dolci per il suo delicato ed intenso profumo, come ad esempio per i dolcetti Cucchiateddi, preparati in Menfi, dove alla mandorla viene unito l'aroma dei limoni di Sicilia. Altro dolce caratteristico, molto noto anche fuori dai confini provinciali grazie ad una sagra organizzata durante la Settimana Santa, è l'Agnello Pasquale di Favara, preparato secondo tradizione con pasta di mandorle e ripieno di pistacchio ed infine ricoperto da una glassa di zucchero. La cassata, che si presenta con varianti da comune a comune, ed infine gli immancabili ed cannoli siciliani sono altri classici dessert.

La cucina agrigentina d'altra parte, è rappresentata anche dall'ottimo pesce. Le alose in camicia ad esempio, sono un ottimo piatto nutriente e delicato, in cui il pesce viene avvolto in pasta sfoglia e tostato al forno, o ancora la pasta con sarde e piselli - quella di Agrigento è l'unica provincia che in questo tipico piatto di Sicilia aggiunge anche i piselli. In generale la più totale sicilianità della provincia è rappresentata dalla Caponata.

Tra i piatti detti "della povertà", cucinati dai contadini durante i periodi di carestia o di guerra, vi è l'u pani frittu cioè il pane fritto, creato anche nella variante in cui viene fritto con l'uovo. Una ricetta "umile", che "si accontentava" delle interiora degli animali nell'agrigentino è stata trasformata in un gustoso piatto: i budelli grassi di vittello e maiale[22]. Nel capoluogo una ricetta tipica è la pasta con fave e ricotta[23].

Persone legate alla provincia di Agrigento[modifica | modifica wikitesto]

Luigi Pirandello
Leonardo Sciascia

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Con un PIL pro capite nominale pari a 13.024,52 € nel 2012 è risultata essere una delle province più povere d'Italia[24]. L'economia è prevalentemente basata sull'agricoltura e sul turismo. Dalla viticoltura si ottengono produzioni raffinate di vino, tra cui l'Inzolia ed il Marsala, e di spumante, tutte produzioni peculiari e trainanti per un'economia piuttosto depressa. È inoltre discreto il traffico portuale, che si basa su Porto Empedocle, che fu un tempo fiorente scalo per lo smercio dello zolfo della miniera di Pasquasia, ad Enna, e dei giacimenti minori. Oggi la siccità e l'iniquità della rete idrica rende frequenti le crisi idriche.

Uva da Tavola di Canicattì

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Anche se non bene agevolata economicamente, l'agricoltura, e le coltivazioni nell'agrigentino restano sempre tra le più vive della Sicilia. Tra i prodotti qui coltivati sotto protezione dai Presidii ed Arca del Gusto di Slow Food ci sono le mandorle di Agrigento da cui nasce la tradizione contadina della sagra del mandorlo in fiore, la pesca bianca di Bivona.

Sono inoltre presenti le arance di Ribera della qualità Washington Navel, oggi conosciute con il nuovo marchio Riberella D.O.P.[25].

L'agricoltura della Provincia soffre parecchio nelle stagioni estive e più calde, poiché l'agrigentino è tra le terre più a rischio idrico, e le risorse d'acqua sono poco sufficienti per una omogenea irrigazione dei campi. La siccità dunque è la principale nemica dell'agricoltura agrigentina.

L'agrigentino dimostra essere, una delle provincie più interessanti dal punto di vista vitivinicolo. E la conferma arriva anche dal numero di "etichette" che conquistano le Cinque Stelle: circa 4[senza fonte]. Certo, Agrigento è anche la provincia di alcuni marchi celebri come Planeta che in questa provincia della Sicilia ha due grandi cantine, la più famosa presso Menfi. Insomma una provincia con mille volti enologici: dai rossi ai bianchi e rosati, agli Spumanti quest'ultimi ben noti per il particolare gusto. Tante sono le etichette DOC ma nessuna molto celebre ancora a livello nazionale. Altre cantine di rilevanza sono situate presso Campobello di Licata. Una grande uva bianca che dal 1997 giova all'economia provinciale è un'uva da tavola coltivata nel comune di Canicattì, la famosa Uva da tavola di Canicattì.

Un altro vanto sono le produzioni di primizie e prodotti in coltivati in serra nella piana di Licata. La ricchezza prodotta nel territorio licatese rappresenta una fonte di guadagno per migliaia di agricoltori e per i mercati della zona che velocizzano i prodotti di questa terra verso i grandi supermercati del nord.

Sono presenti impianti industriali per la lavorazione dei prodotti agricoli destinati al mercato nazionale.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Una lavorazione artigianale che si è magnificamente sviluppata nella città di Sciacca è quella della produzione di ceramica. Dopo la famosa Caltagirone, Sciacca è la seconda per la bellezza delle sue ceramiche presenti anche sulle facciate dei monumenti cittadini. La città è entrata a far parte della categoria dei centri di produzione di ceramiche più importanti d'Italia. Piatti, vasi, anfore, statue, piastrelle e oggetti artistici vari fanno bella mostra nei numerosi negozi del centro storico. I forni antichi, recentemente scoperti, fanno pensare che l'arte della ceramica a Sciacca abbia avuto inizio dal Trecento, se non prima. Tale attività fu continuata ed ampliata nei secoli successivi. Le sue numerose fornaci sono anche la testimonianza che la sua ceramica dominava i mercati della Sicilia occidentale e veniva esportata altrove. Nel XVI secolo come già in precedenza si è detto per ordine dei nobili locali, parecchie mattonelle, e tessere colorate furono destinate ad abbellire tanti monumenti. Quasi sempre la produzione allestite in mostre sfocia in attrazioni turistiche molto apprezzate da tutta Europa.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

L'energia si sta sviluppando specie nel settore delle "fonti pulite": grazie soprattutto al clima soleggiato della provincia ed ai venti delle sue colline, sulle colline dell'entroterra sono stati negli ultimi anni installati parecchi aerogeneratori, e molti impianti fotovoltaici. Tuttavia la produzione d'energia in provincia non fa ancora parte di una principale fonte di guadagno; lo sarà in futuro secondo i progetti provinciali.

Grazie anche ad alcune società specializzate in costruzioni tecniche, si stanno realizzando importantissimi parchi eolici, alcuni di questi saranno in breve tra i più grandi e produttivi d'Europa[26]. A Porto Empedocle, sono già stati montati alcuni pannelli solari, per alcune sperimentazioni, primo passo verso la costruzione di una grande centrale solare. Sarà realizzato ad Agrigento uno dei più grandi impianti fotovoltaici di Europa. Il Comune di Agrigento e la società IESS (Impianti Energia Solare Sicilia) hanno sottoscritto, infatti, un protocollo d'intesa per la realizzazione di una tra le più grandi centrali fotovoltaiche d'Europa, con una potenza installata di 40 MW ed una capacità di produzione di 55 milioni di kWh/anno, la cui realizzazione permetterà una riduzione di anidride carbonica nell'atmosfera di circa 35 mila tonnellate su base annua.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Area archeologica di Agrigento
(EN) Archaeological Area of Agrigento
Agrigente Temple concorde2.jpg
Tipo archeologico
Criterio C (i) (ii) (iii) (iv)
Pericolo Non segnalato
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Senza alcun dubbio turismo e archeologia nella provincia di Agrigento si fondono in una sola cosa, infatti principali attrazioni turistiche della zona sono quasi tutte resti e testimonianze dell'età della Magna Grecia e sono tra le maggiori in Italia.

La più rinomata è la Valle dei templi, un sito archeologico risalente al periodo della Magna Grecia, ubicato nei pressi di Agrigento; nel 1997 è stata inserita nella lista dei luoghi Patrimonio mondiale dell'umanità, redatta dall'UNESCO. È considerata un'ambita meta turistica, oltre alla più importante fonte di turismo per l'intera città di Agrigento e una delle principali di tutta la Sicilia. Rappresenta anche uno dei principali monumenti nazionali. Il principale dei templi è il Tempio della Concordia, paragonabile per splendore a quelli oggi presenti in Grecia. Costruito come quello di Giunone su di un massiccio basamento destinato a superare i dislivelli del terreno roccioso, per lo stato di conservazione è considerato uno degli edifici sacri d'epoca classica più notevoli del mondo greco (440 a.C.-430 a.C.). Al centro della Valle dei Templi, nella zona ad ovest della chiesa di San Nicola (oggi Museo Nazionale), si ergono i resti dell'ekklesiastérion e del cosiddetto Oratorio di Falaride. I lavori per la costruzione del museo hanno messo in luce un interessantissimo complesso di carattere pubblico. Nella parte nord, non più visibile perché barbaramente sepolto dall'edificio del museo, era un santuario di Demetra e Kore del VI-V secolo a.C., da collegare con ogni probabilità, come presidio sacro, con le attività pubbliche svolte immediatamente in basso a sud: dal santuario provengono i consueti ex voto fittili e ceramici.

L'imponente castello su un costone di roccia a Marina di Palma.

La Valle dei Templi non è l'unica attrazione storico-turistica. Anche i centri storici di molti paesi, come quello di Licata con suoi antichi palazzi, le sue ville liberty, le sue chiese, ed i suoi caratteristici borghi come la "marina" antico polo commerciale, e poi il centro storico di Canicattì con le sue chiese e i palazzi nobiliari, o le cattedrali delle città della provincia come il duomo di Sciacca, sono rilevantissimi centri culturali per tutto l'agrigentino.

Altra fonte di turismo sono i castelli[27]: in epoca medievale furono costruiti nell'entroterra molte fortezze, mura, castelli e palazzi fortificati. La maggior parte di essi, essendo appartenenti all'Alto Medioevo e dunque tra il 900 ed il 1000 a.C., è ormai quasi distrutta, o ne sono totalmente scomparse le tracce rimanendo solamente documenti e/o testi che parlano di queste antiche fortezze. I castelli attualmente visitabili oggi sono comunque parecchi, alcuni levigati dal tempo, altri ancora ben tenuti e imponenti. Tra questi spicca per importanza il castello di Palma di Montechiaro (castello chiaramontano), che realizzato nel 1353 fu, per la sua posizione strategica, di grande importanza nella storia della lotta contro i pirati provenienti dal mediterraneo. Il castello di Bivona, fortezza anch'essa eretta intorno al 1300, è stato dichiarato monumento nazionale. Il castello di Favara costruito intorno al 1270 restaurato di recente, viene utilizzato come sede di rappresentanza del comune e scenario di mostre e convegni anche a carattere nazionale. Il Castel Sant'Angelo di Licata, che durante la seconda guerra mondiale, nel 1943, fu bombardato dalle truppe alleate, è stato successivamente restaurato ed è oggi adibito a museo.

Tra le località legate al turismo balneare, vi è Eraclea Minoa, con le coste sabbiose bianche perla e le sue pinete a ridosso del mare ed altre nel licatese, dalla spiaggia di Rocca San Nicola (l'antica Inico, reggia di Cocalo) alla Baia di Mollarella, ai faraglioni situati sotto il monte Sant'Angelo, fino alle sabbiose spiagge della riviera di levante di Licata, fino ai confini con il castello di Falconara. L'isola di Lampedusa è un'altra nota meta turistica.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La provincia non è toccata da alcuna autostrada, possedendo solamente alcune strade a scorrimento veloce. Di particolare rilievo quella per Palermo che risulta comunque essere una arteria parecchio trafficata. Infatti le infrastrutture risultano essere largamente insufficienti, poiché vi sono solo 4 strade statali, di cui solo due di rilievo. Questo rappresenta un grave deficit per una provincia che ricopre una notevole importanza turistica e che richiederebbe un adeguato collegamento autostradale.

Le due strade statali di maggior rilevanza sono:

  • La Strada Statale 115 Italia.svglefth SS. 115 che passa per Agrigento, e collega tutta la costa mediterranea da Trapani fino alla punta estrema orientale della Sicilia, a Siracusa. Congiunge gran parte delle località della Sicilia meridionale attualmente sprovvista di autostrade.
  • La Strada Statale 624 Italia.svg SS. 624, che è il vero e proprio collegamento diretto dalla provincia al capoluogo; essa parte da Sciacca e, dopo aver attraversato un isolato entroterra, arriva sulla tangenziale di Palermo (Viale della Regione Siciliana). Si giunge a Palermo con una moderata velocità in circa due ore. Gran parte del percorso si trova su alti e lunghi viadotti, immerso tra le colline.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

L'elegante edificio della stazione centrale di Agrigento, e Piazza Marconi

Nella provincia di Agrigento si incontrano, nella zona tra il capoluogo e Aragona, la linea ferroviaria Palermo-Agrigento, proveniente da Nord, che arriva fino a Porto Empedocle e la linea Caltanissetta Xirbi-Agrigento, che collega anche Racalmuto e Canicattì. Canicattì è anche estremità della linea ferroviaria per Gela e Siracusa, che passa anche per Licata.

La principale stazione della provincia è Agrigento Centrale, da dove partiva il famoso treno Freccia del Sud, che arrivava alla Stazione di Milano Centrale. La Stazione di Licata, un tempo molto frequentata e di interscambio, ha rilievo perlopiù ormai storico: oggi vede ridotto il suo traffico per l'agguerrita concorrenza del trasporto pubblico ed individuale su strada cui non fa riscontro alcuna iniziativa di ricupero dell'utenza; nonostante sia ben ubicata nel tessuto urbano della città offre pochi servizi anche qua non favorevoli. È comunque di fermata per tutti i treni per e da Caltanissetta.

Tutte le linee sono monobinario e in gran parte non elettrificate. Le carenze maggiori si evidenziano soprattutto nelle zone interne della provincia e lungo la costa, dove esistono importanti centri balneari, archeologici e portuali, poiché non vi sono linee ferroviarie attive (la vecchia linea per Castelvestrano è stata chiusa nel 1986).

Altre ferrovie ora dismesse presente in provincia erano la Agrigento-Naro-Licata e la Lercara-Filaga-Magazzolo.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio dell'area portuale di Licata

Principale per le quantità del pescato e per l'arrivo di altri generi alimentari e non solo, Sciacca vanta il porto più attivo della provincia, porto moderno ed ospita circa cinquecento natanti tra pescherecci e piccole imbarcazioni, che quasi ogni anno scaricano oltre cinquemila tonnellate di pesce. La sua flotta peschereccia comprende circa duecento barche ed è la seconda in Sicilia dopo quella di Mazara del Vallo (TP). Tale attività impegna, comprese le strutture a terra, quasi duemila persone con un fatturato annuo che supera i trenta milioni di euro.[28] I tipi di pesca più note sono lo strascico, la sottocosta e il palangresi. La pesca più praticata è quella del pesce azzurro a cianciolo che, attraverso la lavorazione nelle sue industrie conserviere, viene esportato in tutto il mondo, facendo di Sciacca il primo produttore europeo.

Tra i porti più importanti vi è anche quello di Licata di origine antichissime: fu polo commerciale del Mediterraneo dal periodo greco al periodo romano e normanno ed enormi erano gli scambi commerciali con gli approdi europei ed extraeuropei, fino agli inizi del secolo scorso; il commercio riguardava soprattutto lo zolfo, prodotto nell'entroterra licatese, che vantava il giacimento più grande d'Europa di questo elemento zolfo. Tanti erano i consolari di paesi europei che aprivano le proprie sedi in città; successivamente divenne uno dei primi porti intermodali dell'isola per via della ferrovia che attraverso un collegamento permetteva il carico delle merci. Il porto licatese per via degli attacchi stranieri col passare dei secoli divenne anche un approdo militare e difesa del territorio. La cantieristica licatese rappresenta un vanto dell'economia locale: antichi maestri d'ascia sono il fulcro artigianale dell'attività di costruzione delle numerosissime barche prodotte ed esportate anche fuori Sicilia; la marineria licatese rappresenta il fiore all'occhiello dell'economia locale, con il suo freschissimo pescato richiesto dai maggiori mercati dell'isola. Un piccolo cantiere navale provvede alla realizzazione delle piccole e medie imbarcazioni.

Le principali partenze di traghetti per Lampedusa, e Linosa gestite dalla "Ustica lines" sono garantite dal porto del comune di Porto Empedocle[29], che si può definire un po' anche porto di Agrigento per la vicinanza in città.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

In provincia non sono presenti aeroporti, fatta eccezione per l'Aeroporto di Lampedusa che si trova all'interno della provincia politicamente ma non geograficamente. L'aeroporto serve solamente l'arcipelago delle Isole Pelagie e sorge a poche centinaia di metri dal centro abitato di Lampedusa; possiede una sola pista di 1800 mt[30].

Futuristici progetti parlano della realizzazione di un grande scalo aereo che servirà la città di Agrigento, attualmente di difficile realizzazione a seguito della definitiva partenza dell'aeroporto di Comiso nell'estate 2013. Quest'ultimo, infatti, risulta essere il più vicino per distanza. Tuttavia, gli aeroporti di Catania e Palermo, pur essendo geograficamente più distanti, sono maggiormente trafficati per via del numero delle destinazioni aeree disponibili.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prefetti della provincia di Agrigento.

L'amministrazione provinciale ha sede ad Agrigento in piazza Aldo Moro, 1.

La giunta provinciale è attualmente governata da una coalizione di centro-destra, eletta nelle elezioni provinciali 2008, dove Eugenio D'Orsi è stato eletto al primo turno con il 67,9%, sostenuto da Pdl, Udc, Mpa, Sicilia Forte e Libera, Democratici Autonomisti ed Alleanza Azzurra.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Agrigento.
Gonfalone provinciale
# Comune Popolazione al 31 maggio 2011
(ab)
1 Agrigento 59.190
2 Alessandria della Rocca 3.101
3 Aragona 9.607
4 Bivona 3.938
5 Burgio 2.812
6 Calamonaci 1.388
7 Caltabellotta 3.953
8 Camastra 2.059
9 Cammarata 6.430
10 Campobello di Licata 10.303
11 Canicattì 35.118
12 Casteltermini 8.475
13 Castrofilippo 3.028
14 Cattolica Eraclea 3.969
15 Cianciana 3.525
16 Comitini 950
17 Favara 33.832
18 Grotte 5.898
19 Joppolo Giancaxio 1.245
20 Lampedusa e Linosa 6.297
21 Licata 39.041
22 Lucca Sicula 1.901
23 Menfi 12.805
24 Montallegro 2.546
25 Montevago 3.047
26 Naro 8.200
27 Palma di Montechiaro 24.033
28 Porto Empedocle 17.338
29 Racalmuto 8.976
30 Raffadali 12.909
31 Ravanusa 12.706
32 Realmonte 4.563
33 Ribera 19.579
34 Sambuca di Sicilia 6.175
35 San Biagio Platani 3.540
36 San Giovanni Gemini 8.183
37 Santa Elisabetta 2.762
38 Santa Margherita di Belice 6.624
39 Sant'Angelo Muxaro 1.492
40 Santo Stefano Quisquina 4.942
41 Sciacca 41.105
42 Siculiana 4.579
43 Villafranca Sicula 1.430
# TOTALE 453.594

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport non è un campo molto sviluppato nell'agrigentino. Un motivo che forse causa questa scarsa conoscenza a livello nazionale è forse dovuta anche alle poche società sportive e squadre che non sono ancora a livelli competitivi nazionali, ma limitati a campionati regionali. Tuttavia le città più popolate possiedono proprie squadre riconosciute dalle leghe sportive.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Nel calcio le principali squadre provinciali sono l'Akragas Calcio, con le maglie bianche-blu, il Licata Calcio 1931, che visse un periodo di massimo successo negli anni 80 quando disputò in Serie B, o attualmente in promozione l'Associazione Sportiva Canicattì la società calcistica della cittadina, ed infine in Eccellenza regionale il Pro Favara.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di pallacanestro femminile più rappresentativa per la provincia di Agrigento è stata la Pallacanestro Ribera che dal 2003 al 2009 ha militato per 6 stagioni consecutive nel massimo Campionato di serie A1 con partecipazioni anche in FIBA Europe Cup[31], al termine della stagione 2008-09 è retrocessa ed ha rinunciato ad iscriversi per il campionato successivo di serie A2[32]. Nel 2006 la squadra era arrivata ad aggiudicarsi la Coppa Italia di Basket Femminile[33].

Per la pallacanestro maschile la squadra più rappresentativa è attualmente la Fortitudo Agrigento che milita in Serie A Dilettanti, in passato è arrivata a giocare nella stessa serie anche l'Ares Ribera.

Per un periodo l'Ares Ribera è stata l'unica società italiana di basket a gestire una squadra maschile e una femminile di livello così alto (B maschile e A1 femminile)[34][35].

Rally[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1990 si svolge a Favara il Fabaria Rally. Dall'edizione del 2006 il Fabaria Rally è stato abbinato al Trofeo Rally Asfalto (TRA) diventando così il secondo Rally per importanza della Sicilia dopo la Targa Florio[senza fonte].

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Le strutture che ospitano eventi calcistici o di altro vario genere, sono non molto note, tuttavia le maggiori per capienza sono:

Più altre strutture comunali calcistiche adibite anche ad altri sport che raramente superano la capienza di 4000 posti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat al 31/12/2013. URL consultato il 23 luglio 2014.
  2. ^ Turismo agrigento, valle dei templi e sicilia in milanoweb.net. URL consultato il 26 novembre 2009.
  3. ^ Arcidiocesi di Agrigento - Cenni storici. URL consultato il 27 luglio 2011.
  4. ^ Dettaglio località abitate provincia di Agrigento. URL consultato l'8 gennaio 2012.
  5. ^ Il periodo arabo ad Agrigento. Kerkent, Girgenti in La Valle dei Templi. URL consultato il 26 novembre 2009.
  6. ^ Castello di Palma di Montechiaro - Agrigento in Castelli d'Italia. URL consultato il 26 novembre 2009.
  7. ^ Antonino Marrone, 1987, 152
  8. ^ Le funzioni delle Province Regionali siciliane » U.R.P.S
  9. ^ dalla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana
  10. ^ Cosa cambia con i Liberi Consorzi Comunali - Sicilia - ANSA.it
  11. ^ Stemma Provincia di Agrigento in comuni-italiani.it. URL consultato il 26 novembre 2009.
  12. ^ a b Leggiamo il nostro patrimonio artistico, Bivona, Distretto Scolastico N. 003 - Bivona (AG), 2000. Pag. 44.
  13. ^ r.d. n. 1942 del 22/09/1927
  14. ^ Festa di Gesù Nazareno, San Giovanni Gemini in I LOVE AGRIGENTO. URL consultato il 26 novembre 2009.
  15. ^ La Festa in tatarata.it. URL consultato il 26 novembre 2009.
  16. ^ La graduatoria in Il Sole 24 ORE, 19 dicembre 2009. URL consultato il 19 dicembre 2009.
  17. ^ Lampedusa, rivolta contro Maroni Isola bloccata, allarme dell'Onu in La Repubblica, 23 gennaio 2009. URL consultato il 26 novembre 2009.
  18. ^ Polo Universitario della Provincia di Agrigento e dell'Area Euromediterranea. URL consultato il 26 novembre 2009.
  19. ^ Puma, Minio, Pasciuta 2008
  20. ^ Museo del carnevale Sciacca
  21. ^ MandorloInFiore.net - Il sito ufficiale della Sagra del Mandorlo in Fiore. URL consultato il 26 novembre 2009.
  22. ^ Gastronomia in Sicilia, cucina siciliana. in Regioni Italiane... Una guida utile per viaggiare nelle regioni d'Italia. URL consultato il 26 novembre 2009.
  23. ^ La provincia di Agrigento in agrigento-sicilia.it. URL consultato il 26 novembre 2009.
  24. ^ dati pil Sole 24 ore. URL consultato il 7 luglio 2014.
  25. ^ Riberella - Arancia di Ribera D.O.P.. URL consultato il 26 novembre 2009.
  26. ^ Primato Europeo Agrigento nel fotovoltaico in ANSA, 16 novembre 2007. URL consultato il 26 novembre 2009.
  27. ^ I castelli nella provincia di Agrigento in insicilia.it. URL consultato il 26 novembre 2009.
  28. ^ Sciacca - SICILIA in Mare in Italy - Il Portale del Mare e della Pesca in Italia. URL consultato il 26 novembre 2009.
  29. ^ Traghetti Sicilia in traghettionline.com. URL consultato il 26 novembre 2009.
  30. ^ Aeroporto di Lampedusa in Sicilia in dettaglio. URL consultato il 26 novembre 2009.
  31. ^ Fiba Europe Cup donne, Ribera vince in Spagna in La Gazzetta dello Sport, 27 ottobre 2005. URL consultato il 25 giugno 2009.
  32. ^ BASKET Pallacanestro Ribera femminile vendesi in AgrigentoNotizie.it, 04 luglio 2009. URL consultato il 17 settembre 2009.
  33. ^ Ribera vince la coppa Italia femminile in La Gazzetta dello Sport, 26 marzo 2006. URL consultato il 25 giugno 2009.
  34. ^ Fabio Tartamella, Scoppia a Ribera la febbre del basket in La Repubblica, 27 giugno 2003, p. 14 sezione:Palermo. URL consultato il 16 febbraio 2010.
  35. ^ Lucio Luca, Benvenuti a Ribera la città malata di basket in La Repubblica, 05 novembre 2005, p. 13 sezione:Palermo. URL consultato il 16 febbraio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonino Marrone, Bivona città feudale voll. I-II, Caltanissetta-Roma, Salvatore Sciascia Editore, 1987.
  • Nicolò Inglese, Storia di Ribera, Agrigento, Tipografia Vescovile Padri Vocazionisti, 1966. ISBN non esistente
  • Gaetano Augello, Condizioni demografiche ed economiche del Comune di Canicattì, Tesi di laurea, Facoltà di Lettere dell'Università di Palermo, A.A. 1965/1966.
  • Gaetano Augello, Agostino La Lomia - Un Gattopardo nella terra del Parnaso, Editore Cerrito, Canicattì, 2006.
  • Gaetano Augello, Canicattì - La storia e le tradizioni, Canicattì, Edizioni Cerrito, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]