Racalmuto
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| Racalmuto | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 445 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 68,33 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 138,20 ab./km² | ||||||||
| Comuni contigui: | Bompensiere (CL), Canicattì, Castrofilippo, Favara, Grotte, Milena (CL), Montedoro (CL) | ||||||||
| CAP: | 92020 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0922 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 084029 | ||||||||
| Codice catasto: | H148 | ||||||||
| Nome abitanti: | racalmutesi | ||||||||
| Santo patrono: | Maria SS. del Monte | ||||||||
| Giorno festivo: | 8 maggio | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Racalmuto (Racalmutu in siciliano) è un comune di quasi 10.000 abitanti della provincia di Agrigento. Ha dato i natali al pittore Pietro D'Asaro, a Eugenio Napoleone Messana, ai tenori lirici Luigi Infantino e Salvatore Puma, nonché allo scrittore Leonardo Sciascia che lo definì il Paese della Ragione.
Indice |
[modifica] Geografia
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Racalmuto. |
[modifica] Origine del nome
Il nome del paese deriva probabilmente dall'arabo Rahal Maut può essere tradotto "Villaggio morto o diroccato", perché sorgeva sopra le rovine di un altro antico paese.
[modifica] Storia
Gli Arabi si stabilirono qui con piccoli nuclei di coloni, dediti all'agricoltura. Sorgeva, infatti, su una vallata fertile e irrigata da acqua abbondante. Probabilmente il piccolo villaggio era difeso da un Castello. Il geografo Edrisi ne situa, infatti, proprio uno dove sorgeva Racalmuto. Nel 1038, il Castello fu espugnato dai Bizantini e, nel 1087, dai Normanni. Dopo la dominazione normanna, la terra di Racalmuto venne concessa alla famiglia Barresi che eresse, nel 1229, l'importante fortezza del "Castelluccio", per meglio difendere il paese probabilmente su un preesistente fortilizio di epoca araba. Dopo la guerra del Vespro, gli Aragonesi spogliarono i Barresi dei loro domini che vennero concessi, qualche anno dopo, alla famiglia Chiaramonte. A seguito del matrimonio di Costanza Chiaramonte con il marchese Antonio Del Carretto, nel 1307 Racalmuto passò a questa famiglia. Una grave pestilenza, nel 1355, decimò la popolazione, ma la città risorse, nel 1400, grazie ai provvedimenti di Matteo Del Carretto. Il Castello venne restaurato e tornò ad essere abitato. Nel 1503, un avvenimento religioso scosse la vita del paese: la venuta della Madonna del Monte. Una tradizione mariana che rimarrà nel cuore dei fedeli. Sino al 1576, Racalmuto fu dominio baronale, ma, dall'anno successivo, divenne Contea e alla fine del XVI secolo, contava oltre 4.000 abitanti. Si arricchisce di conventi, monasteri, chiese, collegi, ed ha anche un ospedale. Il maggior tempio viene dedicato all'Annunziata. Nel 1600, fiorisce l'opera dell'artista racalmutese Pietro D'Asaro (il monocolo racalmutese). Nel 1700, la decadenza di Racalmuto fu molto evidente e dovuto a soprusi e tasse esose. Passò alla nobile famiglia Gaetani (1739), e un secolo dopo, a quella dei Requienses. Nel secolo scorso divenne un importante centro minerario ed ebbe un certo incremento anche l'industria del sale. Oggi è cresciuta l'attività agricola e decaduta in parte quella mineraria.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Salvatore Petrotto (centrosinistra) dal 11/05/2007
Centralino del comune: 0922 948111
Posta elettronica: sindaco@comune.racalmuto.ag.it
[modifica] Gemellaggi
Racalmuto è gemellata con:
[modifica] Economia
Importante ruolo dell'economia locale è dato dalle miniere di sale, si trova a circa 2 chilometri dall'omonimo comune, ubicato quasi al limite tra le province di Agrigento e Caltanissetta, di proprietà dell'Italkali. È costituito da un corpo salino, stratigraficamente diviso in 3 formazioni distinte: alla base, la formazione potassica, composta da un'alternanza di strati di kainite e di salgemma; superiormente, la formazione di cloruri di potassio e magnesio, costituita principalmente da strati di carnallite; a tetto, la formazione di salgemma ad alto contenuto di Nacl, superiore al 98%. La miniera è accessibile attraverso gallerie e rampe camionabili e raggiunge 100 m di profondità. Un pozzo, collocato in posizione baricentrica rispetto alla zona di coltivazione, assicura il ricambio dell'aria in sottosuolo in ragione di 120 m³/secondo. Le linee di produzione del minerale sono due: - il salgemma alimentare destinato al consumo diretto ed all'industria alimentare e zootecnica; - il salgemma industriale destinato in prevalenza a concerie e tintorie. Il salgemma alimentare viene coltivato con un minatore continuo che lo trasferisce automaticamente a bordo di camion con cassoni in acciaio inossidabile che lo conferiscono ad un silos posto all'esterno della miniera. Il salgemma industriale viene abbattuto con volate di mine. Gli impianti di frantumazione, comminuzione e vagliatura, di confezionamento di astucci da 1 kg, sacchi da 25 e 50 kg e sacconi da 1400 kg sono ubicati all'esterno della miniera.
[modifica] Media e telecomunicazioni
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Castello
Racalmuto, paese agricolo posto a venticinque chilometri da Agrigento, si sviluppò come borgo attorno al Castello dei Chiaramonte nel periodo della conquista normanna. La costruzione della fortezza risale al tempo dei normanni. Successivamente Federico d'Aragona (1272-1337) trasferì la proprietà del castello e del feudo circostante a Federico II Chiaramonte. I nuovi signori di Racalmuto rifondarono, all'inizio del '300, la modesta dimora, rendendola imponente. Il maniero si erge a oriente del centro abitato e si sviluppa su una struttura poligonale dalla massa compatta. Il prospetto della fortezza, posto sul cosiddetto piano castello, una terrazza di solida roccia, ha mura dallo spessore di circa due metri chiuse da due alte e colossali torri e corredate di due file di dodici finestre. Il lato meridionale ospita al piano terra porte a arcate, una linea di balconi al piano nobile e una serie di finestre sparse senza un ordine preciso sulla facciata. La torre di sinistra si conserva nella sua forma originale mentre quella di destra è stata rifatta a belvedere. Il castello, per la pianta trapezoidale, per le tipiche finestre, per i torrioni a base circolare, per la disposizione del portale e degli ingressi secondari, è sicuramente una costruzione caratteristica dell'architettura militare del periodo svevo. All'inizio del novecento il castello è stato dichiarato monumento nazionale.
[modifica] Chiese
[modifica] Teatro
Fondazione Teatro Regina Margherita http://www.teatroracalmuto.com
[modifica] Fondazione Leonardo Sciascia
LINK: http://www.amicisciascia.it/ http://manogialla.bastulli.com/Sciascia/Sciascia.htm http://www.regalpetra.it/home.htm http://www.italica.rai.it/argomenti/grandi_narratori_900/sciascia.htm http://digilander.iol.it/letteratura/Novecento/sciascia.htm http://www.girodivite.it/antenati/xx3sec/_sciascia.htm http://www.riflessioni.it/enciclopedia/sciascia.htm
[modifica] Personalità legate a Racalmuto
- Alfonso Principato, carabiniere
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Racalmuto
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Sicilia Wiki
- La Sicilia in detteglio
- Italkali Racalmuto
- http://www.ilcanale.org/[fornace di Eugenio Martorelli]


