Racalmuto

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Racalmuto
comune
Racalmuto – Stemma Racalmuto – Bandiera
Panorama di Racalmuto
Panorama di Racalmuto
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Sindaco Filippo Romano
Enrico Galeani
Emilio Saverio Buda
Commissario straordinario ex artt. 143-144 d.lgs. 267/2000 per infiltrazioni mafiose[1] dal 23 marzo 2012
Territorio
Coordinate 37°24′30″N 13°44′05″E / 37.408333°N 13.734722°E37.408333; 13.734722 (Racalmuto)Coordinate: 37°24′30″N 13°44′05″E / 37.408333°N 13.734722°E37.408333; 13.734722 (Racalmuto)
Altitudine 445 m s.l.m.
Superficie 68,33 km²
Abitanti 8 338[2] (30-11-2012)
Densità 122,03 ab./km²
Comuni confinanti Bompensiere (CL), Canicattì, Castrofilippo, Favara, Grotte, Milena (CL), Montedoro (CL)
Altre informazioni
Cod. postale 92020
Prefisso 0922
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 084029
Cod. catastale H148
Targa AG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti racalmutesi
Patrono Maria SS. del Monte
Giorno festivo 8 maggio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Racalmuto
Posizione del comune di Racalmuto nella provincia di Agrigento
Posizione del comune di Racalmuto nella provincia di Agrigento
Sito istituzionale

Racalmuto (Racalmutu in siciliano) è un comune italiano di 8.338 abitanti[3] della provincia di Agrigento in Sicilia.

Ha dato i natali al pittore Pietro D'Asaro, a Eugenio Napoleone Messana, ai tenori lirici Luigi Infantino e Salvatore Puma, nonché allo scrittore Leonardo Sciascia che ne diede una rappresentazione letteraria nella Regalpetra della sua opera d'esordio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Racalmuto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Età medievale[modifica | modifica sorgente]

Gli Arabi si stabilirono qui con piccoli nuclei di coloni, dediti all'agricoltura. Sorgeva, infatti, su una vallata fertile e irrigata da acqua abbondante. Probabilmente il piccolo villaggio era difeso da un Castello. Il geografo Edrisi ne situa, infatti, proprio uno dove sorgeva Racalmuto. Nel 1038, il Castello fu espugnato dai Bizantini e, nel 1087, dai Normanni. Dopo la dominazione normanna, la terra di Racalmuto venne concessa alla famiglia Barresi che eresse, nel 1229, l'importante fortezza del "Castelluccio", per meglio difendere il paese probabilmente su un preesistente fortilizio di epoca araba. Dopo la guerra del Vespro, gli Aragonesi spogliarono i Barresi dei loro domini che vennero concessi, qualche anno dopo, alla famiglia Chiaramonte. A seguito del matrimonio di Costanza Chiaramonte con il marchese Antonio Del Carretto, nel 1307 Racalmuto passò a questa famiglia. Una grave pestilenza, nel 1355, decimò la popolazione, ma la città risorse, nel 1400, grazie ai provvedimenti di Matteo Del Carretto.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Il Castello venne restaurato e tornò ad essere abitato. Nel 1503, un avvenimento religioso scosse la vita del paese: la venuta della Madonna del Monte. Una tradizione mariana che rimarrà nel cuore dei fedeli. Sino al 1576, Racalmuto fu dominio baronale, ma, dall'anno successivo, divenne Contea e alla fine del XVI secolo, contava oltre 4.000 abitanti. Si arricchisce di conventi, monasteri, chiese, collegi, ed ha anche un ospedale. Il maggior tempio viene dedicato all'Annunziata. Nel 1600, fiorisce l'opera dell'artista racalmutese Pietro D'Asaro (il monocolo racalmutese). Nel 1700, la decadenza di Racalmuto fu molto evidente e dovuta a soprusi e tasse esose. Passò alla nobile famiglia Gaetani (1739), e un secolo dopo, a quella dei Requesens.

Età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Nel secolo scorso divenne un importante centro minerario ed ebbe un certo incremento anche l'industria del sale. Oggi è cresciuta l'attività agricola e decaduta in parte quella mineraria.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome del paese deriva probabilmente dall'arabo Rahal Maut può essere tradotto "Villaggio morto", perché quando gli arabi vi giunsero, trovarono la popolazione quasi sterminata dalla peste.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Statua di Sciascia a Racalmuto

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di Santa Maria di Gesù o di Santa Margherita vergine (FEC)
  • Chiesa di San Francesco (FEC)
  • Chiesa di San Giuseppe
  • Chiesa di San Nicolò
  • Santuario di Maria SS. del Monte
  • Chiesa della Madonna dell'Itria
  • Chiesa Madre - Maria SS. Annunziata
  • Chiesa di Sant'Anna
  • Chiesa della Madonna della Rocca
  • Chiesa della Madonna del Carmelo
  • Chiesa di San Giuliano
  • Chiesa di San Pasquale
  • Chiesa di San Michele Arcangelo e Collegio di Maria
  • Chiesa della Madonna del Serrone (rurale)

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Teatro

Fondazione Teatro Regina Margherita

Costruito fra il 1870 e il 1880, il teatro di Racalmuto - 350 posti, due ordini di palchi, un loggione a ferro di cavallo, golfo mistico per l'orchestra e un ampio palcoscenico - nacque come simbolo di stato delle famiglie ricche del paese, che derivavano potere e benessere dalle locali miniere di zolfo e dal lavoro di coloro che vi penavano. La realizzazione dell'edificio fu deliberata il 19 dicembre 1870 e il progetto fu affidato all'architetto Dionisio Sciascia, allievo della scuola di Filippo Basile, al quale si deve il Massimo di Palermo, concepito nello stesso periodo. La costruzione sarebbe dovuta durare un paio d'anni: occorse invece un decennio. Ma il teatro, alla fine, risultò assai bello, nel giardino dell'ex monastero di Santa Chiara, anticipatore delle armonie del Massimo palermitano, impreziosito dagli stucchi di Giuseppe Carta (autore anche del sipario, che raffigura i Vespri siciliani), nonché dotato di dodici scenari dipinti dal pittore Giuseppe Cavallaro.

La riapertura del teatro Regina Margherita di Racalmuto ha restituito al piccolo paese in provincia di Agrigento, ma anche a tutta la Sicilia, un vero gioiello di arte e architettura che ricalca, seppure in scala minore, il più celebre teatro Massimo di Palermo. E con il Massimo, purtroppo, anche il teatro di Racalmuto ha condiviso il triste primato della lunga chiusura. L'esterno imponente, di stile classicheggiante, le decorazioni a fresco della volta interna in cui i mesi dell'anno fanno da contorno al Carro dell'aurora, il sipario, con la spettacolare rappresentazione pittorica della rivolta dei Vespri siciliani ne fanno un monumento degno della massima attenzione.

Alla riapertura, avvenuta il 14 febbraio del 2003 è stato nominato direttore artistico lo scrittore empedoclino, Andrea Camilleri.

Da qualche anno il regista teatrale Fabrizio Catalano è subentrato a Camilleri nel ruolo di direttore artistico.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Racalmuto, paese agricolo posto a venticinque chilometri da Agrigento, si sviluppò come borgo attorno al Castello dei Chiaramonte nel periodo della conquista normanna. La costruzione della fortezza risale al tempo dei normanni. Successivamente Federico d'Aragona (1272-1337) trasferì la proprietà del castello e del feudo circostante a Federico II Chiaramonte. I nuovi signori di Racalmuto rifondarono, all'inizio del Trecento, la modesta dimora, rendendola imponente.

Il maniero si erge a oriente del centro abitato e si sviluppa su una struttura poligonale dalla massa compatta. Il prospetto della fortezza, posto sul cosiddetto piano castello, una terrazza di solida roccia, ha mura dallo spessore di circa due metri chiuse da due alte e colossali torri e corredate di due file di dodici finestre. Il lato meridionale ospita al piano terra porte a arcate, una linea di balconi al piano nobile e una serie di finestre sparse senza un ordine preciso sulla facciata. La torre di sinistra si conserva nella sua forma originale mentre quella di destra è stata rifatta a belvedere.

Il castello, per la pianta trapezoidale, per le tipiche finestre, per i torrioni a base circolare, per la disposizione del portale e degli ingressi secondari, è sicuramente una costruzione caratteristica dell'architettura militare del periodo svevo. All'inizio del novecento il castello è stato dichiarato monumento nazionale.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Persone legate a Racalmuto[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Un importante ruolo nell'economia locale hanno le miniere di sale, che si trovano a circa 2 chilometri dal centro abitato, quasi al confine tra le province di Agrigento e Caltanissetta, e sono di proprietà dell'Italkali. Sono costituite da un corpo salino, stratigraficamente diviso in 3 formazioni distinte: alla base, la formazione potassica, composta da un'alternanza di strati di kainite e di salgemma; superiormente, la formazione di cloruri di potassio e magnesio, costituita principalmente da strati di carnallite; a tetto, la formazione di salgemma ad alto contenuto di Nacl, superiore al 98%. La miniera è accessibile attraverso gallerie e rampe camionabili e raggiunge 100 m di profondità. Un pozzo, collocato in posizione baricentrica rispetto alla zona di coltivazione, assicura il ricambio dell'aria in sottosuolo in ragione di 120 m³/secondo. Le linee di produzione del minerale sono due:

  • il salgemma alimentare destinato al consumo diretto ed all'industria alimentare e zootecnica;
  • il salgemma industriale destinato in prevalenza a concerie e tintorie.

Il salgemma alimentare viene coltivato con un minatore continuo che lo trasferisce automaticamente a bordo di camion con cassoni in acciaio inossidabile che lo conferiscono ad un silo posto all'esterno della miniera. Il salgemma industriale viene abbattuto con volate di mine. Gli impianti di frantumazione, comminuzione e vagliatura, di confezionamento di astucci da 1 kg, sacchi da 25 e 50 kg e sacconi da 1400 kg sono ubicati all'esterno della miniera.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Comune sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2012 dal Governo Monti[5].

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Racalmuto è gemellata con:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Racalmuto fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.3 (Colline del Platani)[7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In un solo giorno il Consiglio dei ministri scioglie sette comuni per mafia, Il Fatto Quotidiano, 23 marzo 2012. URL consultato il 23 marzo 2012.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 310 novembre 2012.
  3. ^ Dato Istat al 30/11/2012.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  5. ^ Mafia, governo Monti ha sciolto 25 comuni: “Con Cancellieri niente mediazioni” - Il Fatto Quotidiano
  6. ^ (EN) Hamilton's Twin Cities, The Hamilton Mundialization Committee. URL consultato il 1 luglio 2013.
  7. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato l'8 luglio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Italkali

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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