Bivona

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Bivona
Panorama di Bivona
Panorama di Bivona, città delle pesche
Bivona - Bandiera
Bivona - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Sicilia
Provincia: stemma Agrigento
Coordinate: 37°37′13″N 13°26′21″E / 37.62028, 13.43917Coordinate: 37°37′13″N 13°26′21″E / 37.62028, 13.43917
Altitudine: 503 m s.l.m.
Superficie: 88,57 km²
Abitanti:
4.015 31-12-2008
Densità: 45,33 ab./km²
Frazioni: Santa Filomena (località abitata), Bacino di Barico (area speciale) 
Comuni contigui: Alessandria della Rocca, Calamonaci, Castronovo di Sicilia (PA), Cianciana, Lucca Sicula, Palazzo Adriano (PA), Ribera, Santo Stefano Quisquina
CAP: 92010
Pref. telefonico: 0922
Codice ISTAT: 084004
Codice catasto: A896 
Class. sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Class. climatica: zona C, 1268 GG
Nome abitanti: bivonesi 
Santo patrono: Santa Rosalia 
Giorno festivo: 4 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« Nella provincia di Agrigento, è noto come paese modello, pulito, con i conti in ordine. Un posto fortunato, pure: clima invidiabile, terra buona, i peschi più belli del Mediterraneo [...] »

Bivona (IPA: [biˈvoːna][2], Vivona in siciliano) è un comune italiano di 4.015 abitanti[3] della provincia di Agrigento in Sicilia.
Circondata dai monti Sicani, dista 66 km dal capoluogo di provincia e 88 km da Palermo, capoluogo di regione. Durante i secoli XV e XVI fu uno dei maggiori centri feudali della Sicilia ed il primo ad essere elevato a ducato, nel 1554. Vi è attestato il culto più antico di santa Rosalia di cui si abbia notizia certa[4]. Oggi Bivona è nota soprattutto per la coltivazione della pesca e per la presenza di diverse scuole e istituti superiori, che la rende meta di studi dei giovani provenienti dai paesi circostanti[5].

Indice

[modifica] Geografia fisica

Panoramica di Bivona e del suo territorio

Bivona è situata alle pendici della catena dei monti Sicani, nell'entroterra agrigentino, al confine con la provincia di Palermo. L'altitudine del centro abitato, compresa tra i 420 m s.l.m. dei quartieri meridionali e i 600 circa di quelli settentrionali[6], è usualmente indicata come di 503 m s.l.m., in riferimento all'antica casa comunale (attuale piazza Giovanni Cinà). Il paese è attraversato da un torrente, oggi intubato, l'Alba, che confluisce nel Magazzolo: quest'ultimo, a sua volta, scorre a sud del paese. A qualche chilometro dal centro abitato si trova la diga Castello, le cui acque sono irrigue per i pescheti di Bivona e per gli aranceti di Ribera. Ecco cosa scrisse nel 1553 il padre gesuita Domenech in una lettera in cui descrisse Bivona e il suo territorio inviata ad Ignazio di Loyola[7]:

« Oltre a ciò sappia V.P. che questa terra si trova in mezzo a molte altre terre e città, che le fanno corona. A dieci, venti, venticinque miglia, poco più poco meno, da essa distanti si trovano Agrigento, Termini, Trapani, Mazara, Giuliana, Prizzi, S. Stefano, con Palermo ch'è ad una giornata di viaggio. E poiché è terra sana e molto abbondante di frumento, carni e legna, e quanto ai costumi molto migliore di Palermo e Messina, si crede che dai paesi circonvicini molti genitori vi manderanno a studio i figlioli piuttosto che nelle due predette città. È inoltre ricca di fontane e giardini, sano n'è il clima e gode fama di essere la migliore fra le montagne di questo regno »

[modifica] Territorio

Il territorio di Bivona ricade nel tratto montano inferiore del complesso orografico dei monti Sicani e nel tratto medio vallivo del bacino idrografico del fiume Magazzolo. Ha un'estensione di circa 89 km² e si presenta abbastanza eterogeneo sotto il punto di vista geomorfologico: si passa da una zona pedemontana o collinare (circa i 3/4 dell'intero territorio) ad una zona tipicamente montana, con un'altitudine media di circa 1000-1100 m. La quota è compresa tra i 64 m s.l.m. dell'area meridionale, al confine con i comuni di Ribera e di Cianciana, e la cima del Monte delle Rose (1.436 m), a nord dell'abitato, al confine con il territorio di Palazzo Adriano nella provincia di Palermo. Tutto il territorio bivonese, uno dei più estesi del circondario, è costellato di boschi e ampie zone verdi: anch'esso, insieme ai territori di altri tre comuni, ricade all'interno della "riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio".

Ubicazione del territorio di Bivona nella provincia di Agrigento
Palazzo Adriano
32 km
Palazzo Adriano Castronovo di Sicilia
33 km
Lucca Sicula
19 km
Santo Stefano Quisquina
7 km
Calamonaci, Ribera
25 km, 30 km
Cianciana
18 km
Alessandria della Rocca
10 km


  • Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003[8]

[modifica] Orografia

Il paesaggio montano di Bivona è composto da rilievi calcareo-dolomitici di epoca mesozoica, quasi tutti nella parte settentrionale del territorio, che sovrastano l'abitato formando un anfiteatro naturale. Le principali cime del territorio bivonese sono:

Panoramica del Pizzo Mondello
  • Monte delle Rose (1436 m)
  • Monte Pernice (1.393 m)
  • Pizzo San Filippo (1.352 m)
  • Monte Scuro (1.310 m)
  • Pizzo Mondello (1.245 m)
  • Pizzo Catera (1.192 m)
  • Pizzo Scavarrante (1.072 m)
  • Pizzo di Naso (965 m)

Gli affioramenti rocciosi di Pizzo Mondello, costituiti dalla stratificazione di calcari e selce con tracce di conchiglie fossili (Halobia), si presentano fortemente inclinati e testimoniano le deformazioni tettoniche subite dai monti Sicani.[9]

[modifica] Idrografia

Invaso di Diga Castello

Il fiume Magazzolo rappresenta l'asta principale del bacino idrografico: sono frequenti anche i valloni tributari di destra del Magazzolo ed i corsi d'acqua dallo sviluppo tortuoso con forte azione erosiva di tipo regressivo, con importante apporto idrico nella stagione delle piogge (ma asciutti durante l'estate). I corsi d'acqua prendono origine dai rilievi presenti nella zona. I principali affluenti del Magazzolo sono il vallone Lordo, il vallone Calabrò, il vallone Acque Bianche, il vallone Salito e il vallone Gebbia. Il bacino del fiume Magazzolo è limitato dal Pizzo Mondello, dal Pizzo Scavarrante, dalla Serra Mezzo Canale e dal Cozzo Timpe Rosse. Questa fitta rete idrografica ha favorito la realizzazione della diga Castello che, con i suoi 20.500.000 , risulta uno degli invasi più importanti della zona ed uno dei più grandi dell'intera Sicilia. Numerose sono anche le sorgenti, la cui portata varia da oltre 40 litri/secondo a pochi litri/secondo nei periodi di magra; le acque delle varie sorgenti sgorgano da diverse zone, e convogliano in tre canali naturali principali: il primo, in cui confluiscono le acque delle sorgenti Santa Rosalia e Capo d'Acqua, è il fiume Alba (oggi fiume sotterraneo che attraversa il paese); il secondo convoglia le acque delle sorgenti Santissimo e Acque Bianche e il terzo convoglia le acque delle due sorgenti Grotticelle e delle sorgenti Canfuto e San Filippo: tutti e tre i canali confluiscono nel Magazzolo. Da notare la presenza di alcuni piccoli laghi artificiali, specialmente ad uso aziendale.

[modifica] Flora e fauna

La flora e la fauna del territorio di Bivona sono quelle tipiche delle zone pedemontane dell'area mediterranea. In prevalenza sono presenti il pino d'Aleppo, il cipresso comune, il pino nero e l'abete greco; l'euforbia cespugliosa, il biancospino e la ginestrella si trovano soprattutto presso i corsi d'acqua. Tanti alberi presenti in paese furono piantati negli anni trenta in vista della visita del paese da parte di Benito Mussolini: in quella occasione vennero piantati i platani di via Lorenzo Panepinto, le robinie nella piazzetta denominata XXVIII ottobre (a ricordare appositamente un evento legato al fascismo) e venne edificata la Villa Comunale. Ugualmente al periodo fascista risale la presenza di numerosi eucalipti introdotti in quel periodo in tutta la Sicilia per interventi di rimboschimento e bonifiche. Per quanto riguarda la fauna, i boschi sono prevalentemente costituiti da piccoli insettivori (cinciarelle, cinciallegre, fringuelli, capinere, pettirossi, scriccioli) e da merli, colombacci e ghiandaie.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Bivona.

Con estati prolungate e inverni miti, il regime climatico bivonese, come quello dell'intera area dei Monti Sicani, è classificato come temperato caldo (o mesotermico) di tipo "xeroterico mediterraneo"[senza fonte]. La morfologia e le differenze altimetriche determinano tuttavia una relativa variabilità fra le diverse località del territorio comunale.

Il mese più freddo è gennaio, quando le temperature sono comprese tra un valore minimo giornaliero di 4,8 °C e uno massimo di 11,6 °C; il mese più caldo è luglio, con estremi termici compresi tra i 20 °C e i 33 °C.[10] Pochi sono i giorni di gelo.

Le precipitazioni sono maggiori nei mesi di dicembre e gennaio e diminuiscono progressivamente fino a raggiungere il minimo nel mese di luglio. Le precipitazioni nevose si registrano soprattutto nel mese di gennaio e, più raramente, negli altri mesi invernali.


BIVONA[11] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,6 13,1 15,3 18,7 24,6 30,0 33,0 32,8 28,3 22,0 16,7 13,1 12,6 19,5 31,9 22,3 21,6
T. min. mediaC) 4,8 5,1 6,4 8,5 12,3 17,2 20,0 20,4 17,0 12,8 9,4 6,5 5,5 9,1 19,2 13,1 11,7
  • Classificazione climatica: zona C, 1268 GG[12]

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Bivona.

[modifica] Dalle origini alla fine del XIII secolo

Le origini del nome[13]
Il nome Bivona è sicuramente un nome di derivazione non araba; esso si trova per la prima volta in un documento del 1171, ma la forma più frequente fino ai primi anni del Cinquecento era Bibona. La forma Bisbona venne usata molto probabilmente per la prima volta da Federico III, in una lettera del 28/09/1363 spedita a Giovanni Chiaramonte. In una lettera del 1553 viene scritto: «Bisbona quoque vulgo Bivona dicitur»: ciò farebbe pensare ad una colta rielaborazione del nome; così nel 1557 viene affermato: «È questa terra detta Bivona, quasi Bi-bona, cioè bis-bona, per la perfezione dell'aria, essendo posta sopra altissime rupi e per l'abbondanza delle salutifere acque e fruttiferi arbori, de quali sommamente abbonda, luogo veramente più che buono e amenissimo». Esiste anche la forma Vivona, oggi usata nel dialetto locale. Il toponimo Bivona potrebbe derivare da Hipponium (probabile antico nome della città nei secoli avanti Cristo) o da Ippana (città greca nei pressi dell'attuale Prizzi), con la seguente trasformazione nel corso dei secoli: Hipponium>Ippona>Ippana>Vibo(na)>Bibona>Bisbona>Bivona. Quindi il nome, probabilmente, si dovrebbe ricondurre al greco ἴππος.

Alcuni reperti archeologici hanno confermato la presenza umana nel territorio di Bivona a partire già dall'età del rame[14]. Si pensa che la città sia stata fondata dal tiranno Gelone di Siracusa (allora avrebbe dovuto chiamarsi Hipponium); alcuni studiosi la identificano con Ippana (città greca rinvenuta nei pressi di Prizzi), ma è un'ipotesi aspramente criticata da molti[15]. Il primo documento ufficiale su Bivona risale al 1160, al tempo di re Ruggero II e dei suoi successori Guglielmo I e Guglielmo II[16]. Da semplice casale abitato da popolazione musulmana, in pochi anni divenne uno dei maggiori centri del Val di Mazara.

[modifica] Dal XIV al XVIII secolo

Divenuta signoria alla fine del XII secolo, fu messa al sacco dalle truppe regie comandate da Francesco Ventimiglia (1359), che lasciò poi il castello di Bivona in custodia a Corrado Doria, futuro signore del paese[17]. Bivona si sviluppò maggiormente sotto la signoria dei Chiaramonte (1363-1392) ma soprattutto sotto quella dei De Luna. Alcuni esponenti di questa famiglia furono protagonisti dei due famosi Casi di Sciacca.
Il XVI secolo fu il secolo d'oro della storia di Bivona: nel 1554 Carlo V elevò il paese a città ducale e Pietro De Luna fu il primo nobile siciliano ad acquistare il maggiore titolo feudale dell'epoca, cioè il titolo di duca[18]. I due secoli successivi furono caratterizzati prima dal ducato della famiglia dei Moncada (i principi di Paternò), poi da quello di nobili famiglie spagnole che non entrarono mai negli affari locali e favorirono il declino della città di Bivona.

[modifica] Dal XIX secolo ai giorni nostri

Nel 1812 in Sicilia venne abolita la feudalità e ciò favorì la rinascita, soprattutto economica, di Bivona: infatti la cittadina agrigentina fu designata a capoluogo dell'omonimo circondario, uno dei ventitré in cui fu divisa l'isola[19]; esso comprendeva tredici comuni.
Nel Novecento Bivona si affermò soprattutto come importante centro amministrativo e culturale dell'entroterra agrigentino[20]: infatti Bivona è sede di tanti uffici (sanitari e amministrativi), di numerose scuole (soprattutto istituti superiori) e per questo rappresenta un punto di riferimento per i comuni nelle vicinanze delle province di Agrigento e di Palermo[20][5].

[modifica] Simboli

Per approfondire, vedi la voce Stemma di Bivona.
Stemma del Comune
Gonfalone del Comune

Ecco la descrizione dello stemma del comune di Bivona[21]:

« Scudo recante al suo interno due rami intrecciati di quercia e di ulivo e stemma, sormontato da una corona, raffigurante nella parte superiore una mezza luna calante e nella parte inferiore un granchio »

La mezza luna rappresenta la famiglia nobile De Luna d'Aragona, la famiglia del primo ducato sotto la quale Bivona conobbe il periodo di maggiore splendore, mentre il granchio potrebbe riferirsi alla città di Agrigento, capoluogo di Provincia: l'animale ne era il simbolo, ed era rappresentato anche sulle monete della città di Akragas.

Il gonfalone del comune di Bivona riproduce lo Stemma su fondo azzurro arricchito di decori floreali[21]. Il gonfalone deve essere sempre accompagnato dal sindaco o da un assessore delegato e deve essere scortato dai vigili urbani del comune di Bivona.

Il Palazzo Ducale di Bivona in una foto di inizio Novecento

[modifica] Onorificenze

La più importante onorificenza della storia di Bivona risale all'epoca del Regno di Sicilia: nel 1554, Carlo V, con privilegio del 22 maggio, esecutoriato a Palermo il 16 giugno, elevò la baronia di Bivona alla dignità di ducato. Così Bivona acquisì il diritto ad assumere il titolo di città[18]. Il titolo di ducato decadde nel 1812 quando la feudalità fu abolita con la nuova Costituzione del Regno delle Due Sicilie.

Tre cittadini del distretto di Bivona (il sorvegliante Francesco Bonomo[22], l'operaio Carmelo De Marco[23] e il capomastro Giovanni Todaro[24]) ricevettero la medaglia d'oro al valor civile alla memoria per aver perso la vita il 4 luglio 1916 nel tentativo di soccorrere i compagni intrappolati nelle miniere Cozzo Disi e Serralonga di Casteltermini, in un incidente minerario che fece 89 vittime.

[modifica] Ricorrenze

  • 1160: in un documento viene scritto usque ad viam que vadit ad Bibonam: è questo il primo dato certo sull'esistenza di Bivona.
  • 11 ottobre 1299: in un diploma si attesta la cessione del castello di Bivona da parte del re di Napoli Roberto d'Angiò: è questo il primo dato certo sulla signoria di Bivona.
  • luglio 1359: Bivona viene messa al sacco da Francesco Ventimiglia.
  • 13 agosto 1529: gli uomini della famiglia Perollo saccheggiarono Bivona e distrussero il castello durante il "Secondo Caso di Sciacca".
  • 16 giugno 1554: Pietro de Luna, primo fra i nobili siciliani, acquista il titolo di duca; Bivona viene elevata a ducato.
  • 4 settembre 1624: Santa Rosalia viene proclamata Patrona di Bivona.
  • 19 luglio 1812: in Sicilia viene soppresso l'antico sistema feudale; Bivona diviene capoluogo del XII Distretto in Provincia di Girgenti.
  • 11 novembre 1817: con regio decreto, Bivona viene elevata a Sottintendenza della Provincia di Girgenti; nel 1862 diviene Sottoprefettura.
  • 6 agosto 1860: scontro tra i garibaldini e i soldati dell'esercito inviati dalla sottoprefettura di Bivona a Santo Stefano di Bivona.
  • 26 agosto 1860: con decreto prodittatoriale, il Distretto di Bivona diventa Circondario di Bivona.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Per approfondire, vedi la voce Monumenti e luoghi d'interesse di Bivona.
« Alle falde di una lunga catena di monti, contornata di magnifici giardini, siede operosa e silente la graziosa e ridente cittadina di Bivona, che rassomiglia a prima vista a un delizioso luogo di villeggiatura della frontiera svizzera »
(Ingegnere Luigi La Russa di Agrigento[25])

Nonostante le piccole dimensioni del centro abitato, Bivona possiede numerosi monumenti, luoghi d'interesse e opere d'arte: è un paese ricco soprattutto di edifici religiosi (circa quaranta in tutta la sua storia); a partire dal Seicento vennero costruiti numerosi palazzi nobiliari, molti dei quali sono stati distrutti o inglobati da costruzioni più moderne. Sono numerosi anche i punti panoramici presenti in paese e in tutto il territorio e le aree verdi. I molteplici giardini presenti nel territorio comunale negli scorsi secoli sono stati sostituiti da zone di verde pubblico e dall'istituzione di diverse aree protette. Il territorio di Bivona, inoltre, è stato oggetto di diversi preziosi ritrovamenti archeologici, e tuttora corrisponde all'area della Sicilia in cui sono stati trovati i più antichi reperti fossili[26].

[modifica] Architetture religiose

Per approfondire, vedi la voce Chiese di Bivona.
Portale della Chiesa Madre Chiaramontana, simbolo di Bivona

[modifica] Architetture civili

[modifica] Palazzi

Portale del Palazzo De Michele
La Villa Comunale e la fontana circolare
  • Palazzo Ducale (XVI secolo)
  • Palazzo Municipale (XVII secolo)
  • Palazzo del Marchese Greco (XVIII secolo)
  • Palazzo De Michele
  • Palazzo dei Baroni Guggino
  • Antica Casa Comunale

[modifica] Fontane

Numerose sono le fontane e le sorgenti sparse nel territorio bivonese. Il primo impianto di fontane pubbliche risale al 1887, molte furono costruite nel 1894. Oggi a Bivona sono presenti circa una ventina di fontane; le più importanti sono:

[modifica] Altre architetture civili

[modifica] Architetture militari

Ruderi del Castello di Bivona

Le principali architetture militari di Bivona sono:

  • I resti del bastione e le rovine del castello (XIV secolo)
  • Il Casino (XVII secolo), sito in prossimità del Monte Il Casino, da cui prende nome
  • I ruderi del castello "Petra d'Amico" (IX secolo), sito in prossimità della Diga (che da esso prende il nome), al confine con il territorio di Alessandria della Rocca
  • La torre di guardia, o Turris Bibonae, era la costruzione militare che venne poi inglobata dal castello; viene citata in un diploma dell'11 ottobre 1299 in cui si attesta la concessione dei castelli di Bivona e di Calatamauro a Giacomo di Catania
  • La torre difensiva, sita nelle vicinanze del "Ponte Pisciato", i cui ruderi erano visibili fino agli anni sessanta del XX secolo. Il bastione era stato costruito ad oggetto di difesa e sicurezza molto probabilmente durante la costruzione della cinta muraria cittadina
  • Le mura cittadine, costruite nel Trecento, il cui circuito è ricavabile dalla posizione dei vari edifici sacri che esistevano all'epoca e da alcuni documenti e toponimi del tempo
  • Il castello di Poggiodiana (XIV secolo), sito nel territorio di Ribera: ha attinenza con Bivona in quanto è stato costruito da Guglielmo Peralta, padre di Niccolò, signore di Bivona, e per secoli è stato dominio dei nobili signori bivonesi

[modifica] Altro

[modifica] Strade e Piazze

Piazza Guglielmo Marconi
Xanèa di Via Arco Marchese Greco
Territorio bivonese che ricade all'interno della Riserva naturale

Principali strade e piazze di Bivona:

  • Via Roma
  • Via Porta Palermo
  • Via Lorenzo Panepinto
  • Piazza Castello
  • Piazza Damaso Pio De Bono
  • Piazza Giovanni Cinà
  • Piazza Guglielmo Marconi
  • Piazza San Giovanni
  • Piazza XXVIII Ottobre

[modifica] Xanèe

Una xanèa (o hanìa, hanèia, khanèa) è una volta ad arco, tipicamente araba, che si trova ad un crocicchio di vie dentro il paese.

  • Xanèa Piazza Guggino
  • Xanèa Piazza San Paolo (Ex Via Arco Trizzino)
  • Xanèa Via Arco Marciante
  • Xanèa Via Arco Marchese Greco

[modifica] Statue ed altri monumenti

  • Monumento dei caduti
  • Monumento a Cesare Sermenghi
  • Monumento al movimento operaio e contadino
  • Monumento dei donatori

[modifica] Siti archeologici

Per approfondire, vedi la voce Storia di Bivona#Testimonianze archeologiche.

Nel territorio di Bivona non esistono veri e propri siti archeologici; tuttavia a Bivona e in tutto il suo territorio sono stati ritrovati tantissimi reperti archeologici, che confermano la presenza di insediamenti umani nel luogo a partire già dall'età del rame.

[modifica] Aree naturali

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Evoluzione storica della
popolazione
1593 7.315
1628 10.000[29]
1659 4.000
1697 3.600
1722 4.023
1762 3.381
1772 3.417
1802 2.660
1805 2.050
1814 2.565
1861 3.475
1901 4.850
1931 5.146
1951 5.667
1981 5.030
1991 5.076
2001 4.225
2002 4.179[30]
2003 4.160[31]
2004 4.116[32]
2005 4.086[33]
2006 4.091[34]
2007 4.041[35]

Abitanti censiti


Bivona è oggi il 28° comune più popoloso della provincia di Agrigento e il 217° dell'intera Sicilia.
I dati certi più antichi sulla popolazione di Bivona sono quelli del Rivelo[36] del 1548; la dinamica demografica del periodo precedente a tale anno fu senza dubbio positiva: secondo calcoli approssimativi[37], nel 1375 il paese contava 2.076 abitanti, negli anni intorno al 1530 5.222, nel 1548 6.666. Nella seconda metà del Quattrocento Bivona ebbe una crescita sia demografica che economica: ciò fu dovuto soprattutto alla presenza della comunità ebraica e ai numerosi ordini religiosi che si stabilirono nella cittadina (in particolar modo nel XVI secolo, subito dopo l'elevazione a ducato)[37].
Nel rivelo demografico del 1548 Bivona risultò formata da 1.515 famiglie (circa 7.300 abitanti)[37]. A causa della fondazione di nuovi Comuni feudali nella zona di Bivona, nel Seicento cominciò per il paese il declino demografico: contava circa 6.000 abitanti nella prima metà del XVII secolo; ne contava poco più di 4.000 nella prima metà del Settecento. Alla fine del XVIII secolo la popolazione era di circa 3.300 abitanti[37]. Il minimo storico è stato raggiunto nel 1806: allora Bivona contava appena 2.006 abitanti; in seguito la popolazione ricominciò ad aumentare: nel 1812 gli abitanti erano 2.383, due anni dopo diventarono 2.565[37]. A partire dallo stesso anno (1814) e fino al 1859 fece parte del comune di Bivona il borgo San Ferdinando, che dopo l'Unità d'Italia venne chiamato Filaga (e oggi è frazione del comune di Prizzi in provincia di Palermo). La borgata contava circa una cinquantina di abitanti, annoverati nei rilevi insieme agli abitanti di Bivona. Col passare degli anni la popolazione bivonese aumentò nuovamente, e raggiunse i 3.475 abitanti nel 1861.
Nei primi anni del Novecento Bivona superò di gran lunga la soglia dei 4.000 abitanti, nel primo dopoguerra quella dei 5.000 abitanti; nel secondo dopoguerra la cittadina raggiunse la soglia massima del XX secolo: più di 5.600 abitanti. In seguito, a causa delle emigrazioni (in un primo momento nelle Americhe e nel Nord Europa, più recentemente nel Nord Italia) la popolazione diminuì ancora una volta e oggi conta solamente poco più di 4.000 persone.
Tuttavia il paese si rianima nei mesi caldi dell'anno, in quanto tanta gente del posto fa ritorno a casa per trascorrere il periodo estivo; il resto dell'anno, nonostante la tranquillità del posto, il paese è sempre pieno di gente grazie alla numerosa presenza di studenti provenienti dai paesi del circondario.

[modifica] Etnie

La presenza straniera a Bivona è piuttosto esigua: al 31 dicembre 2007 sono residenti 27 stranieri, pari allo 0.7% della popolazione, dato di gran lunga inferiore alla media nazionale[38].
Nel corso dei secoli la popolazione di Bivona è stata composta da diverse etnie: fu un pagus Saracenorum (villaggio di Saraceni, come lo definì lo storico Fazello), quindi abitato da gente araba, che lasciò notevoli tracce sia nella toponomastica bivonese sia nel dialetto. Successivamente la popolazione del paese crebbe con la venuta dei Normanni. Il paese subì l'influenza sia delle popolazioni che dominarono in Sicilia (Angioini, Aragonesi), sia, soprattutto, dai signori (e successivamente dai duchi) che esercitarono il potere nella cittadina, quasi tutti di origini spagnole.
Alla fine del XIV secolo si stanziò nella cittadina una comunità ebraica, che diede vita alla Giudecca di Bivona.

[modifica] Lingue e dialetti

Per approfondire, vedi la voce Dialetto di Bivona.

L'idioma più diffuso è, ovviamente, la lingua italiana, ma il dialetto tipico di Bivona è il bivonese, facente parte della famiglia dei dialetti centro-occidentali del siciliano. Il subdialetto bivonese presenta alcune caratteristiche che lo rendono simile al tipico siciliano occidentale, altre che lo accostano al dialetto ennese[39].

[modifica] Religione

Per approfondire, vedi la voce Aspetti religiosi di Bivona.

La religione maggiormente praticata a Bivona è la religione cattolica. Bivona appartiene all'Arcidiocesi di Agrigento ed è stato considerato per secoli uno dei posti più religiosi dell'intera Sicilia[40]: a testimoniare ciò sono le numerose chiese presenti nel territorio (nel corso dei secoli furono costruiti più di 40 edifici sacri, evento insolito per un paese che al massimo arrivò a contare poco più di 7.000 abitanti) e le molteplici comunità religiose (più di una trentina) che si stanziarono in paese. Bivona è un paese ancora legato alle proprie tradizioni e devozioni religiose: su tutte quella di Santa Rosalia, la vergine palermitana che visse gran parte della sua vita sulle montagne di Bivona. A Bivona è attestato il culto più antico di cui si abbia traccia della santa[4]. L'altro santo patrono del paese è San Francesco d'Assisi, festeggiato il 4 ottobre.

Altre religioni professate nel corso dei secoli a Bivona furono l'islam ed il giudaismo. Oggi sono presenti una comunità evangelica e la congregazione cristiana dei testimoni di Geova.

[modifica] Tradizioni e folclore

Per approfondire, vedi la voce Tradizioni e folclore di Bivona.
Il Fercolo di Santa Rosalia del Seicento

Durante l'anno, gli eventi tradizionali e folcloristici che coinvolgono la popolazione locale sono i seguenti:

L'atrio del Palazzo Municipale, già Collegio dei Gesuiti

A Bivona, nel 1996, è stato formato il gruppo folcloristico “Bivona folk”, che si esibisce, in tipici abiti siculi, in occasione delle feste di paese e in diversi saggi di musica tradizionale siciliana.

[modifica] Istituzioni, enti e associazioni

Per secoli Bivona ha rappresentato il centro amministrativo, culturale, sociale, religioso e sanitario di tutto il circondario, grazie alla presenza di numerosi uffici[41][42][43], servizi[44][45], scuole[46], edifici sacri e di enti[47] e associazioni[48][49][50] di rilevanza provinciale e regionale, e tuttora il paese ricopre questo ruolo importante.

L'ospedale di Bivona, ex Tracomatosario e sede dell'ASL

Per quanto riguarda la sanità, fin dal XVI secolo Bivona è dotata di strutture ospedaliere: nel 1540, infatti, con l'aiuto del Senato cittadino è stato fondato l'Ospedale degli Incurabili, in prossimità della Chiesa di San Bartolomeo[51]. Oggi a ricordare quell'edificio rimane solo il nome della via, denominata appunto "Via Ospedale". Nel 1936 è stato costruito un ospedale nei quartieri più alti del paese: la struttura divenne presto un Tracomatosario, luogo di cura del tracoma, malattia che imperversò in Sicilia soprattutto nel secondo dopoguerra e colpì maggiormente i bambini. Oggi l'edificio è una sede dell'ASL di Bivona (l'altra è in via Benedettine, in quello che anticamente era il Convento delle Suore Benedettine): la cittadina è infatti sede dell'omonimo Distretto Sanitario (Distretto di Bivona) dell'Azienda Sanitaria Locale N°1 di Agrigento[52]. Oltre al poliambulatorio e alla guardia medica ad esso connessa, a Bivona è presente l'Ambulatorio Specialistico "Renato Traina", un centro dialisi nato nella primavera del 2001 convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale[53], e la Casa di Riposo per anziani "Villa Santa Chiara"[54]. A pochi chilometri dal paese, sulla SS 118, in direzione di Santo Stefano Quisquina, si trova la Casa di Salute "Ignazio Attardi", in territorio stefanese[55], clinica privata appartenente all'ASL n°1 di Agrigento.

[modifica] Qualità della vita

Nel comune di Bivona non si riscontrano particolari problematiche ambientali: c'è poco inquinamento, il clima e la terra sono buoni[1]. Ma Bivona non è esente da diverse problematiche: una riguarda proprio l'acqua e il tentativo da parte della società "Girgenti Acque" di privatizzarla. Il Comune ha reagito con un referendum cittadino svoltosi il 15 febbraio 2009: al quesito "Ritieni che la gestione dell’acqua debba essere affidata ai privati?", il 99,43 % dei votanti ha risposto con un plebiscitario "no"[56]. Per l'accanimento e la determinazione mostrati dalla cittadinanza bivonese nella lotta contro la privatizzazione dell'acqua, il sindaco di Palma di Montechiaro Rosario Gallo, durante un Consiglio Comunale svoltosi a Bivona il 4 febbraio 2009, affermò che Bivona può ritenersi la capitale della Sicilia[57].
Un altro problema che grava sui bivonesi è quello che riguarda le infrastrutture e i trasporti: nonostante il paese sia attraversato dalla SS 118, sono pessimi i collegamenti sia con le principali città dell'Isola, sia con i comuni posti nelle vicinanze[58]. La strada che collega Bivona con Lucca Sicula sta per essere ultimata; quella che collega Bivona con Ribera è al limite della percorribilità[59]; ormai impraticabile è la strada montana che collega Bivona con Palazzo Adriano. È ancora in cantiere il progetto della "Mare-Monti", la strada che dovrebbe collegare le aree interne della provincia agrigentina con la fascia costiera, attraversando i comuni di Cammarata, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina, Bivona, Alessandria della Rocca, Cianciana e Ribera[60].
Un altro grave problema è la crisi economica che negli ultimi anni ha colpito gran parte della Sicilia: tantissimi giovani, per mancanza di lavoro, sono costretti ad emigrare nel Nord Italia e, talvolta, anche all'estero. Nel 2008 la provincia di Agrigento risulta essere al 101° posto (in ex-aequo con quella di Palermo) nella classifica annuale sulla "Qualità della vita" stilata da Il Sole 24 Ore[61].
Il problema delle discariche e dei rifiuti urbani è parzialmente risolto in seguito all'adesione del comune alla Sogeir S.p.A.[62], società che gestisce l’ATO AG1 e che si occupa dei servizi di nettezza urbana. Anche a Bivona i dipendenti della Sogeir praticano la raccolta differenziata porta a porta.
Infine, tra i problemi che colpiscono maggiormente la cittadina è da annoverare la siccità del periodo estivo, che causa il quasi totale prosciugamento delle acque della Diga Castello ed enormi problemi nel settore agricolo.
Ciononostante, Bivona è considerato un punto fermo per i comuni limitrofi, rappresentando per essi un centro amministrativo e culturale, e il fatto che in Bivona si alternano paesaggi naturalistici (monti, boschi, fiumi, sorgenti, laghi) a diverse strutture culturali, amministrative e sociali (scuole, unità sanitarie, uffici, cinema, ristoranti) all'interno del paese, rende agiata la qualità della vita del comune[1][40].

[modifica] Criminalità ed intimidazioni mafiose

In seguito alla nomina a capoluogo di distretto ricevuta nel 1812, Bivona venne dotata delle carceri distrettuali e circondariali, ed in paese esercitava un giudice supplente e un giudice istruttore: in quel periodo venne rivoluzionato l'intero ordinamento giudiziario siciliano. Tra i maggiori problemi del Regno delle Due Sicilie, infatti, vi erano la criminalità e il brigantaggio, che si accentuarono ancor di più in seguito all'Unità d'Italia (la "questione meridionale"); il circondario di Bivona era uno dei più difficili a custodirsi a causa della notevole presenza di compagnie di malviventi[63]. Ma è proprio in questo periodo che prendono il sopravvento le prime associazioni mafiose, tra cui Cosa Nostra, poi evolutasi in Stidda (maggiormente diffusa nell'agrigentino). Negli anni novanta del XX secolo, Bivona è stata più volte luogo di episodi legati alla mafia: tra tutti, spicca quello del 1994, in cui, nel giro di pochi mesi, vi furono due omicidi[64]. Nell'estate del 2008 ancora una volta Bivona è stata teatro di un'operazione antimafia[65]: nell'occasione si distinse un imprenditore bivonese, che, nonostante avesse subito l'incendio dei propri mezzi di lavoro ed altri diversi attentati mafiosi, denunciò gli estorsori e contribuì all'indagine che portò al loro arresto[66]. Nel maggio 2009, su iniziativa dello stesso imprenditore, nacque la prima associazione anti-racket della provincia di Agrigento, denominata Libere Terre[67].

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Biblioteche

A Bivona è presente la Biblioteca Comunale "Romano Cammarata" (poeta e scrittore bivonese), con sede provvisoria nei locali del Palazzo Municipale (ex Collegio dei Gesuiti). Dispone di un fondo di 8.359 articoli, così suddivisi: 7.175 libri, 827 videocassette e relativi opuscoli, 357 dischi.[68] La Biblioteca Comunale di Bivona ha curato la pubblicazione di molti testi di storia locale.

[modifica] Ricerca

Dedito alla ricerca è il Centro Studi "Luigi Pirandello". Istituito nel 1999, il suo fine è l'attivazione di percorsi culturali, umani e sociali, attraverso iniziative di studio e di ricerca. In questi anni il Centro Studi ha intensificato i rapporti con professionisti, enti pubblici e privati, organizzazioni sindacali ed istituti bancari e ha realizzato progetti formativi concordati con i lavoratori, le imprese e le istituzioni. Tra i progetti, i principali sono il Progetto Giovenale (che si pone l’obiettivo di attuare un articolato programma di interventi finalizzati alla creazione di un "Osservatorio sui Minori a Rischio"), il Progetto Idros (che si pone l’obiettivo di attuare un articolato programma di interventi finalizzati allo sviluppo e alla gestione delle risorse idriche) e il Progetto Calceola (che intende creare le condizioni che favoriscono l’ingresso, il reingresso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro nell’area dei comuni del PIT 23 Magazzolo Platani e Monti Sicani dell'Agrigentino)[69].
Bivona è sede del Rotaract Club "Bivona - Montagna delle Rose" del Distretto 2110 Sicilia - Malta[70]. Nel territorio comunale, inoltre, sono presenti un Circolo Culturale (Circolo "Leonardo da Vinci") e l'Istituto Carmelo Cammarata, che si propone come obiettivo quello di valorizzare la vita e le opere dell'artista bivonese, facendo della sede museale a lui intitolata un luogo di incontro sociale e culturale.

[modifica] Scuole

Per approfondire, vedi la voce Liceo ginnasio statale Luigi Pirandello.
Il Liceo Ginnasio Statale "Luigi Pirandello"
L'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "Lorenzo Panepinto"

La presenza della comunità ebraica prima e della Compagnia di Gesù in un secondo momento assicurò a Bivona un continuo processo di crescita culturale già a partire dal XVI secolo. Nel 1767 i Gesuiti vennero espulsi dalla Sicilia e il sistema scolastico, qualche anno dopo, venne gestito direttamente dal governo dei Borboni, che dispose l'istituzione di una scuola apposita in ciascuno dei conventi dell'Isola: fu una fortuna per Bivona, sede, all'epoca, di quattro conventi. Sotto il governo dei Savoia, a Bivona venne istituito un Ginnasio, con decreto di Garibaldi, nel 1860[5]: tuttavia l'apertura si ebbe solo il 9 febbraio 1863. Nel periodo fascista l'istituto fu sostituito da un istituto tecnico (intitolato a Francesco Crispi, originario della zona), in cui veniva insegnato anche il latino. Il Liceo Classico fu attivato alla fine degli anni quaranta grazie alla collaborazione tra l'avvocato bivonese Edmondo Trizzino, il Ministro della Pubblica Istruzione Guido Gonella e l'avvocato bresciano Ludovico Montini, fratello di Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI. Il Liceo-Ginnasio Statale di Bivona ottenne l'autonomia il 18 marzo 1953; alla fine degli anni settanta fu attivato l'Istituto Tecnico Commerciale; negli anni novanta vennero attivati nuovi corsi liceali: il Linguistico, lo Scientifico e il Bio-Socio-Sanitario, unico in Sicilia. È in fase di costruzione un nuovo istituto superiore, con annesso un corso Alberghiero.

[modifica] Università

Bivona è una sede decentrata dell'Università degli Studi di Palermo. Dal 1991, per quasi un decennio, è stata sede del Corso di Laurea in Scienze Forestali ed Ambientali della Facoltà di Agraria dell'ateneo palermitano e i suoi locali erano siti in Via Roma, all'interno dell'ex convento dei Domenicani; dal 2001 è sede del Corso di Laurea in Tecniche erboristiche della Facoltà di Farmacia di Palermo[71] e dipende logisticamente dal Consorzio universitario della Provincia di Agrigento (Cupa)[72]; i suoi locali sono siti in Via Roma nel contiguo comune di Santo Stefano Quisquina. Attualmente in questa sede gli iscritti sono solo venticinque, e all'interno dei locali non ci sono mense, pensionati, postazioni Internet, laboratori, biblioteche.[73]

[modifica] Musei

  • Casa-Museo Carmelo Cammarata: dedicata allo scultore bivonese Carmelo Cammarata (1924-1999), si tratta della bottega in cui l'artista lavorava. La casa è stata restaurata e contiene alcune opere dello scultore. La specialità del Cammarata (grande amico di artisti e intellettuali del suo tempo, tra cui Renato Guttuso e Cesare Sermenghi) era la scultura in legno, alabastro e arenaria, tutte tecniche tipiche della scultura siciliana.

[modifica] Media

Con la chiusura di Radio Bivona[74], il paese non dispone di stazioni radiofoniche. L'informazione locale via etere è coperta dalle radio site nei comuni vicini e dalle emittenti televisive locali. Circa la carta stampata, le uniche testate giornalistiche bivonesi sono i giornali pubblicati dagli istituti scolastici e dai partiti politici. Ha sede a Bivona, inoltre, la casa editrice Cammarata editore[75] che pubblica testi di narrativa e ha una collana dedicata alla multimedialità.

Un addio a Bivona
Salve, o Bivona! Bello è il tuo soggiorno
Bello il tuo ciel sì limpido ed azzurro,
Belli i campi verdeggiano a te intorno,
Bello è delle aure il placido sussurro,
Bella si sposa all'armonia dei fiori
Quella di tanti aligeri cantori.
Bello è il tuo mite ed incantevol clima,
Bello è il tramonto in te, bella l'aurora
....E sei più bella ancora
Per la gentil bontà dei figli tuoi,
Di cui ben lieta e altera esser tu puoi.

Mons. Nicola Tafuri (da "Un addio a Bivona"), maggio 1901
Monografie su Bivona

Alla scuola media "Giovanni Meli", alla Biblioteca Comunale "Romano Cammarata" e al Circolo "Leonardo da Vinci" si devono la pubblicazione di alcuni saggi storici, quali i lavori del cultore di storia locale Antonino Marrone, autore di Bivona Città feudale, saggio in due volumi sulla storia del paese fino al 1812, e di diverse monografie (Il Distretto, il Circondario ed il Collegio Elettorale di Bivona (1812-1880), Storia delle Comunità Religiose e degli edifici sacri di Bivona, Ebrei e Giudaismo a Bivona (1428-1547), Bivona dal 1812 al 1881, Il fascio dei lavoratori di Bivona); del poeta e saggista Cesare Sermenghi. Rilevante è il Cenno storico - politico - etnografico di Bivona, pubblicato nel 1909 dal bivonese Giovan Battista Sedita e ristampato nel 1992. Di argomento religioso sono i recenti Il culto di S. Rosalia a Bivona. La Chiesa e il Fercolo di Salvatore Tornatore e Cristianesimo imperfetto di Alessandro De Bono.

Di recente pubblicazione sono alcuni libri ambientati a Bivona: Gaetano Marini verificatore di pesi e misure. Bivona 1862 di Pasquale Marchese, Le tribolazioni di un insegnante di ginnasio di Placido Cerri (pubblicato nel 1872 e ristampato nel 2005), Giardino sicano. Bivona come metafora di Salvatore Guida e I bambini della Croce bianca di Carmelo Miduri[76].

[modifica] Arte

Fercolo di Santa Rosalia

A Bivona sono presenti opere d'arte appartenenti alle correnti artistiche che più influenzarono e caratterizzarono la Sicilia nei secoli scorsi. Nel campo della pittura si mettono in risalto i quadri e le tele che decorano le pareti e le sagrestie delle molteplici chiese bivonesi: esempi illustri sono i quadri dello Zoppo di Ganci presenti all'interno della Chiesa del Carmine (come Maria e Sant'Anna del XVII secolo), la tela settecentesca raffigurante Santa Maria degli Angeli presente dietro l'altare maggiore della Chiesa dei Cappuccini (probabilmente opera del pittore fiammingo Ettore Cruzer) o le preziose tele site all'interno della Chiesa Madre e della Chiesa di San Paolo. Nel campo dell'architettura, i portali delle chiese di Bivona sono gli esempi eclatanti delle correnti artistiche che fecero parte della vita culturale della cittadina: dal Portale Gotico Chiaramontano, ritenuto tra i più apprezzabili reperti dell'architettura tardo gotica dell'entroterra siculo[77], al portale tardo gotico della Chiesa del Carmine; dal portale barocco della Chiesa di Santa Rosalia a quello di identico stile della Chiesa di San Bartolomeo; dal portale tardo-rinascimentale della Chiesa Madre a quello tipico del barocco autoctono della Chiesa di San Paolo.

Particolari delle chiavi di volta del Portale Gotico Chiaramontano

Nel campo della scultura, le statue e i crocifissi presenti all'interno degli edifici sacri testimoniano il benessere economico e culturale della Bivona dei secoli passati. Nel 1601 il sacerdote bivonese Ruggero Valenti scolpì il Fercolo di Santa Rosalia, ritenuta la più bella statua della vergine presente in Sicilia[78]: si tratta di una vara in legno dorato e policromo, a forma di baldacchino, sovrastata da una cupola traforata e sorretta da una base a rilievi instoriati da figure fantastiche (all'interno dell'opera figurano circa duecento personaggi fantastici); le colonne, ricche di dettagli e decorazioni (elementi tipici della corrente artistica tardo-manierista), sembrano quasi proteggere la statua della Santuzza, dalle fattezze leggiadre e completamente ricoperta d'oro zecchino. A Bivona nacquero e operarono tantissimi artisti famosi a livello regionale[40], tra cui Carmelo Cammarata.
Ogni anno, nel periodo estivo, viene organizzata una Rassegna d'Arte (nel 2008 giunta alla seconda edizione) a cui partecipano vari artisti, che mettono in mostra i propri lavori che toccano ogni forma d'arte visiva: pittura, scultura, grafica, ceramica e fotografia.

L'Associazione Boccascena di Bivona in Dalle Origini all'Inizio

[modifica] Teatro

A Bivona opera l'associazione culturale "Boccascena"[79]. Le sue origini risalgono ai primi anni Ottanta, quando l'associazione aveva un'altra denominazione, ARCAS (Associazione Culturale Amici dello Spettacolo), che per anni rappresentò con successo due musical (La Barunissa di Carini e Caino e Abele, quest’ultimo trasmesso dalla RAI). Nel 2003 nasce ufficialmente la compagnia Boccascena, con un cast totalmente rinnovato. In questi ultimi anni l'associazione ha messo in scena due musical, Dalle Origini all'Inizio e la Barunissa di Carini.
Ogni anno a Bivona si svolge la Rassegna di Teatro Popolare "Città di Bivona", a cui partecipano compagnie teatrali provenienti da tutta la Sicilia: nell'estate del 2008 si è disputata la XIII edizione. Tra i più grandi autori bivonesi di opere teatrali si ricordano Cesare Sermenghi, Paolo Trizzino (1897-1955), il cui capolavoro è Il calvario di Pinocchio, messo in scena nel 1926 al Teatro Morgana di Roma, l'attuale teatro Brancaccio, e Giuseppe Scilì Bellomo (Bivona, 1951), autore di alcune commedie in rima alternata o baciata interamente in dialetto bivonese.

[modifica] Musica

A Bivona sono presenti due associazioni musicali:

  • A.C.M. "Città di Bivona", diretta dal maestro Salvatore Cutrò;
  • Banda musicale A.C.G.M. "G. Rossini", diretta dal maestro Ignazio Lo Pinto.

Nel 2006 l'Associazione Culturale Musicale ha indetto il primo Concorso Regionale per Banda "Città di Bivona", riservato ai complessi bandistici amatoriali di tutta la Sicilia[80], in cui ogni banda deve eseguire un brano a scelta libera ed uno d'obbligo per una durata complessiva di 15 minuti. Al concorso, giunto alla terza edizione, hanno preso parte diverse bande musicali siciliane. Per quanto concerne altri concorsi musicali, il gruppo polifonico di flauto dolce della Scuola Media "Giovanni Meli" di Bivona, diretta dal professore Francesco Lo Porto, vanta diversi successi in competizioni regionali e nazionali: nel 1995 il gruppo si è classificato secondo nel concorso regionale "G. Zizolfi" di Mirto; nel 1996 quarto nel concorso nazionale "F. Gullo" di Cosenza; nel 1998 si è classificato al primo posto nel medesimo concorso nella città calabra, mentre l'anno successivo arrivò un terzo posto; nel 2001 il gruppo polifonico di Bivona si classificò primo nella Rassegna Regionale "Premio Salvuccio Percacciolo" nuovamente a Mirto; nel 2002 si confermò al primo posto; nel 2003 arrivò un secondo posto, sempre a Mirto, mentre nel 2004 il secondo posto fu conquistato nel primo Concorso Nazionale di Musica "Ruvo di Puglia Città d'Arte", disputatosi nell'omonima cittadina in provincia di Bari. L'ultimo concorso a cui ha partecipato il gruppo musicale bivonese è stato la Rassegna Scolastica Musicale di Capo d'Orlando e Mirto, con cui la scuola si confermò ancora una volta al primo posto a livello regionale. Di notevole importanza anche i piazzamenti ottenuti dai solisti, che nel 1999 culminarono nel primo posto in occasione del Concorso Nazionale a Cosenza[81].

[modifica] Cucina

La pesca bianca di Bivona, si dice in giro che è la più buona[82]
« Bivona, il mio paese, il paese delle pesche più buone del mondo, terra di confine tra Palermo e Agrigento »
(Alfonso Sabella, da Il Cacciatore di mafiosi, 2008)

Bivona vanta un'antica tradizione gastronomica. Il clima mite temperato e i terreni permeabili hanno favorito la coltivazione della pesca di Bivona, chiamata anche "Montagnola", appunto perché prodotta in un'area caratterizzata da una orografia collinare e montana. La Pescabivona si presenta con la polpa bianca e soda, vellutata, di media pezzatura, non di rado solcata da venature rosee tendenti al rosso. Il sapore è dolce e aromatico, il profumo si distingue da quello della maggior parte di pesche prodotte nel resto di Sicilia e d'Italia. Il periodo di maturazione va dalla fine di giugno alla terza decade di settembre. A seconda del periodo di maturazione, si possono distinguere quattro ecotipi di Pescabivona: la Primizia o Murtiddara, la Bianca, l'Agostina e la Settembrina.
Le principali specialità gastronomiche di Bivona sono a base di pesche: torta alle pesche e di ricotta, biscotti con marmellata di pesche, pasticciotti con marmellata di pesche. Altre specialità sono la Pasta Ncasciata, la Froscia, la Pasta alla Milanisa, la caponata di olive verdi, li sfinci, li cannoli, i ravioli con la ricotta, i biscotti di mandorla, le paste alla frutta, i dessert, i bocconcini con crema e ricotta, la pignolata, la cubata e, ovviamente, la cassata. Il gelato è artigianale, da gustare in morbidissime brioches.

[modifica] Personalità legate a Bivona

Per approfondire, vedi la voce Personalità legate a Bivona.

Altre personalità[40]:

  • Paolo Caggio (1521 - 1562) letterato siciliano. Visse qualche anno a Bivona.
  • Suor Maria Roccaforte (1597 - 1648) fu una suora benedettina del monastero bivonese che ebbe visioni della Madonna, di Gesù e soprattutto di Santa Rosalia, che ad essa avrebbe narrato la propria vita. È nata, vissuta e morta a Bivona.
  • Giuseppe Romano (1613 - 1681) fu un medico ed un illustre poeta siciliano. È nato e morto a Bivona.

[modifica] Eventi

Locandina della Sagra della Pesca

[modifica] Sagra della Pesca

L'evento principale bivonese, noto a livello regionale, è la Sagra della Pesca, che viene organizzata dall'amministrazione comunale dal 1985. La sagra si svolge nella seconda metà di agosto e si articola in tre giorni, dal venerdì alla domenica.
Durante la giornata conclusiva numerosi sono gli stand per la degustazione gratuita delle specialità locali a base di pesche, tra cui le crostate, la marmellata, il gelato e pesche con il vino rosso e bianco.
Altri stand espongono l'artigianato locale e altri prodotti agroalimentari tipici.
Nel corso degli anni, in occasione della sagra si sono esibiti a Bivona, tra gli altri, Max Gazzé, Paola Turci, Marina Rei, Silvia Salemi, Anna Oxa, Ivana Spagna, Edoardo Bennato, Tony Esposito, Francesco Baccini, Mario Venuti e Michele Zarrillo.

[modifica] Altri eventi

  • Maggio Bivonese: include attività culturali, sportive e musicali per tutto il mese di maggio;
  • Estate Bivonese: il cartellone delle manifestazioni organizzate nei mesi estivi comprende rassegne teatrali, concerti, serate di cabaret, cinema all'aperto, mostre e tornei sportivi amatoriali.
  • Torneo di calcio a 5: nato nei primi anni ottanta, si svolge nella seconda metà di luglio ed è l'evento più seguito dalla popolazione bivonese, dopo la sagra. Tradizionalmente disputato in piazza San Giovanni, vede la partecipazione di ragazzi e adulti provenienti anche dai comuni del circondario.
  • Notte Bianca: solitamente si svolge durante la Sagra della Pesca, la notte tra il sabato e la domenica.
  • Festa dei Giovani: include una serie di attività e manifestazioni dedicate ai giovani che si svolgono ad agosto. Il programma si articola in diverse settimane e offre esibizioni di bande musicali, majorettes, disco-dance in piazza, gruppi folkloristici, torneo di ping-pong, caccia al tesoro, gare di tiro alla fune e il Raduno Rock, in cui partecipano le band di Bivona e dintorni.

[modifica] Geografia Antropica

[modifica] Urbanistica

Piano Regolatore Generale del Comune di Bivona

I coloni che fondarono il primo nucleo urbano nel territorio bivonese scelsero una zona in cui l'abbondanza di acque e di sorgenti e la posizione collinare ai piedi della catena montuosa dei Sicani assicurava loro una vita pacifica, dedita all'agricoltura e alla pastorizia ed esente da gravi malattie dell'epoca, ad esempio la malaria. Nel XIII secolo il casale di Bivona venne infeudato, divenendo così, nel secolo successivo, una terra cum turri: il castello (o torre di guardia) venne infatti costruito all'interno del centro abitato fortificato, a nord-est del nucleo abitato. Inizialmente i quartieri di Bivona erano posti tra le sorgenti del Savuco e dei Ferri, poi il paese si estese verso meridione.
Nel XIV secolo, lungo il circuito murario dovevano trovarsi quattro Porte attraverso le quali si entrava e si usciva dalla cittadina. L'impianto della struttura urbana era irregolare, le numerose piazze non avevano alcuna funzione scenografica ed in paese vi erano numerosi giardini. Una consistente immigrazione nel XVI secolo fece sì che nascessero nuovi quartieri: in questo modo Bivona raggiunse la configurazione urbanistica che perdurò per diversi secoli.
Gli isolati furono disposti in maniera lineare, la maggior parte "a spina". I quartieri si moltiplicarono, divenendo circa una quarantina alla fine del secolo, e le loro denominazioni servivano da vero e proprio punto di riferimento, poiché non era usanza dare nomi alle singole vie.
Nel XVIII secolo, a causa dell'emigrazione e dell'impoverimento della popolazione, molti edifici e molte strade si deteriorarono, e crollarono molte chiese e molti campanili. A causa della presenza del fiume Alba, che attraversava parte del paese, furono costruiti diversi ponti che univano i due lati del fiume. L'impianto urbanistico medievale, di forma pressappoco romboidale, si mantenne anche nei due secoli successivi, caratterizzati da un notevole incremento demografico. Le numerose aree verdi erano di proprietà delle comunità religiose e delle famiglie più agiate. Gli uffici distrettuali e circondariali di Bivona erano situati nei quartieri posti nelle vicinanze della piazza principale del paese.
Negli anni quaranta del XIX secolo si procedette alla denominazione delle strade del paese e alla numerazione delle case. Negli stessi anni venne realizzata la strada rotabile interna, la Strada Nazionale (attuale Via Roma), che collegava Palermo e Girgenti (Agrigento) via Corleone e Bivona. Venne ampliata Piazza San Giovanni, vennero sistemate varie strade, venne realizzata la Strada Nuova (l'attuale Via Lorenzo Panepinto), che coprì il fiume Alba, e venne aperto il Cimitero.
Nel XX secolo Bivona cominciò ad espandersi verso est e verso ovest, con la costruzione dei palazzi condominiali di Via Porta Palermo e delle case popolari in prossimità della località Santa Filomena. Inoltre furono edificate numerose ville soprattutto nella parte orientale del territorio bivonese, in direzione di Santo Stefano Quisquina.
Il Comune di Bivona è dotato di Piano Regolatore Generale adottato con delibera del commissario ad acta n. 1 del 20 luglio 1999[84]. Sul centro abitato gravano i vincoli antisismici e quelli storico-artistico-monumentali. Il Comune è suddiviso in diverse zone territoriali omogenee (ai sensi del decreto interministeriale del 2 aprile 1968, n. 1444) e dispone di ampie zone di verde pubblico, destinate ad aumentare. Inoltre sono previste le realizzazioni di diversi parcheggi (contrada Scaldamosche e Via Porta Palermo), di un parco urbano, di una piccola ricettività alberghiera urbana, di un impianto di tiro al piattello, di un impianto teatrale all'aperto e di una centrale per la produzione di energia alternativa (eolica)[85].

[modifica] Suddivisioni storiche

Per approfondire, vedi la voce Quartieri di Bivona.

Bivona è suddivisa in numerosi quartieri e contrade. I quartieri a Bivona non sono riconosciuti amministrativamente, pertanto sono considerati solamente sotto il punto di vista storico; le contrade, in Sicilia, sono strade larghe con delle abitazioni o altri edifici sparsi, provvisti di numeri civici: a Bivona stanno ad indicare anche ampie zone fuori dal centro urbano. I principali quartieri storici di Bivona sono[86]:

  • Quartiere del Savuco, che prende nome dalla sorgente omonima;
  • Quartiere di Fontana Pazza, che prende nome dalla fontana omonima;
  • Quartiere del Nadaro, il cui nome si ricollega probabilmente al termine arabo Nadarà, posto panoramico, per la sua posizione da cui si scorge gran parte del paese;
    Antica via di Bivona nei quartieri settentrionali del paese
  • Quartiere di Santa Rosalia, uno dei più antichi tra quelli costruiti extra moenia;
  • Quartiere di Santa Chiara, uno dei quartieri più estesi del paese, nella parte meridionale;
  • Quartiere di San Domenico, un quartiere posto nella parte centrale del paese, un tempo sede della Giudecca di Bivona;
  • Quartiere dei Garitani, che prende nome da una garita, cioè una torre di guardia che era posta nel lato sud-occidentale delle mura cittadine.

I quartieri prendono nome da caratteristiche fisiche o architettoniche; fino alla prima metà del XIX secolo, non essendoci alcuna denominazione di vie e piazze, i quartieri erano l'unico punto di riferimento in grado di fornire indicazioni topografiche.
Per quanto riguarda le contrade, le principali sono:

  • Contrada Canfuto, che prende nome dall'arabo Kunfud (porcospino), sita in prossimità dell'ingresso orientale del paese;
  • Contrada Cappuccini, sita nella parte più alta del centro abitato, in cui si trovano il Convento dei Cappuccini, il Calvario e l'ex Tracomatosario;
  • Contrada Paratore, nella parte settentrionale del paese, in cui si trova il Liceo Ginnasio Statale "Luigi Pirandello";
  • Contrada Scaldamosche, sita nella parte sud-occidentale del paese, in cui si trova, tra le altre cose, la Caserma dei Carabinieri.

[modifica] Suddivisioni amministrative

Il territorio del Comune di Bivona è suddiviso in zone territoriali omogenee[87]:

  • Zona A - Centro storico urbano
  • Zona B - Completamento e ristrutturazione urbana
  • Zona C - Espansione residenziale
  • Zona D - Insediamento artigianale
  • Zona E - Comprende il territorio destinato all'attività e alla produzione agricola e zootecnica
  • Zona F - Parti del territorio individuate per le attrezzature pubbliche e per gli impianti di interesse generale, distinte in diverse zone omogenee con specifiche destinazioni d'uso.

[modifica] Frazioni

Il comune di Bivona oltre al centro capoluogo presenta solamente una località abitata ed un'area speciale: Santa Filomena e Bacino di Barico[88]. Nel XIX secolo Bivona aveva una frazione, il Borgo San Ferdinando, oggi Filaga in territorio di Prizzi.

  • Santa Filomena è una località di quasi 200 abitanti di recente sviluppo, a breve distanza dal capoluogo.
  • Bacino di Barico è un bacino artificiale suddiviso con il comune di Alessandria della Rocca[89], in prossimità della diga Castello.

Inoltre sul territorio bivonese sono censite 107 case sparse con una popolazione di 185 abitanti[90].

[modifica] Economia

L'economia di Bivona si basa prevalentemente sull'agricoltura: in paese ha sede il Patto territoriale Agriqualitas di Monti Sicani il cui obiettivo è quello di valorizzare il territorio dei Monti Sicani presentando sul mercato nazionale una vasta gamma di prodotti agroalimentari locali con un "marchio di tipicità" a garanzia della qualità[91]. Assume rilevante importanza anche l'artigianato locale. Alcune iniziative e alcuni progetti, come l'Itinerarium Rosaliae e la realizzazione della Strada Mare-Monti, tendono a promuovere il settore turistico.

[modifica] Agricoltura

Il terreno di Bivona, permeabile e argilloso nelle zone basse del territorio, calcareo in quelle alte, ha favorito lo sviluppo e la propagazione del pesco. Ogni pianta riesce a produrre, specialmente dal terzo anno di vita in poi, più di quaranta chili di frutto. La coltivazioni delle pesche ricopre circa il 70% dell'agricoltura locale. La peschicoltura ebbe inizio a Bivona a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, nella contrada di San Matteo. Nel giro di un ventennio lo sfruttamento del terreno si era esteso da pochi ettari a circa 350 ettari; oggi si è esteso a circa 1.200 ettari di terreno, e la coltivazione della Pescabivona non riguarda solo il territorio bivonese, ma anche quelli di Santo Stefano Quisquina, Alessandria della Rocca, Cianciana, San Biagio Platani e Palazzo Adriano. Un grande contributo alla peschicoltura di queste zone è dato sicuramente dalle acque della Diga Castello e alle opere di canalizzazione realizzate. Il Comune di Bivona ha già avviato l'iter affinchè la Pescabivona ottenga il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta)[92].
Alla peschicoltura si aggiunge una vasta produzione di olive, mandorle, e uva (a Bivona durante il periodo fascista si celebrava la Festa dell'uva). La produttività del settore agricolo è da attribuire soprattutto alla vicina presenza dell'Invaso Castello ma anche ai moderni sistemi di irrigazione, grazie ai quali si superano, seppur con le dovute difficoltà, le torride estati caratterizzate da tanta siccità.

È sviluppato l'allevamento di bovini, ovini e suini (Carne dei Monti Sicani). Per quanto riguarda i prodotti caseari, anche a Bivona vengono ottenuti formaggi e latticini tipicamente siciliani. Specialità locali sono la Tuma, formaggio a pasta dura semicotta, a forma cilindrica con facce piane o leggermente concave, di sapore piccante, che viene prodotto con latte di pecora intero crudo e non richiede stagionatura; il fiore sicano, l'unico formaggio a pasta cruda tipico dell'area sicana; il piacentino, il cui nome non ha niente a che fare con la città di Piacenza ma significa formaggio piacevole (piacentino, cioè che piace), molto simile al pecorino, anch'esso largamente prodotto nel territorio; anche la ricotta ha un'enorme produzione in tutto il circondario.
Bivona fa parte del Distretto Rurale dei Monti Sicani: tale istituzione è un sistema produttivo locale costituito da imprese agricole e non agricole in grado di interagire tra loro attuando una politica distrettuale di diversificazione produttiva, di integrazione economica, sociale e di coesione nel rispetto della conservazione e riproduzione degli equilibri naturali ed in grado di promuovere una qualità totale territoriale, con una forte vivibilità per i residenti, promovendosi a polo d’attrazione per altre imprese ed individui[93]. II territorio del Distretto Rurale dei Monti Sicani si sviluppa tra le Province di Palermo, di Agrigento e di Caltanissetta, comprendendo numerosi comuni.
Bivona è assai nota a livello regionale come la Città delle Pesche[94].

Cartello pubblicitario della Sedia di Bivona, rivalutata anche dalla facoltà di architettura dell'università di Palermo[95]

[modifica] Artigianato

Nel settore dell'artigianato preminente è la produzione di sedie in legno (famosa in tutto il circondario è la cosiddetta Sedia di Bivona)[96], ma è in crescita anche la produzione di ricami, di merletti, di piatti in terracotta dipinti a mano, e ancora di mobili, di divani, di tendaggi, di infissi, di ceste di vimini, di sculture, di oggetti in legno e di manufatti in ferro battuto. Nel mese di agosto, in occasione della Sagra della Pesca, si svolge la Mostra dell'Artigianato, il cui fine è quello di far conoscere i prodotti artigianali locali alle centinaia di persone che durante la festa affollano il paese. Per l'occasione vengono messi in mostra anche antichi mobili restaurati.

[modifica] Industria

L'Istat ha suddiviso la Regione siciliana in 82 Sistemi Locali del Lavoro (SLL), cioè unità territoriali costituite da più comuni contigui fra loro, geograficamente e statisticamente comparabili[97]. Ciascuna SLL è costituita da un'aggregazione di comuni basata sul principio di funzionalità economica. Bivona costituisce una SLL all'interno della Provincia di Agrigento. Secondo un'analisi della situazione delle SSL siciliane effettuata nel 2003[98], nel settore industriale, oltre ad avere una notevole rendita nell'industria agricola, incentrata sulla trasformazione dei prodotti, Bivona è specializzata:

  • nelle industrie delle pelli, del cuoio e delle calzature;
  • nelle industrie chimiche e delle fibre;
  • nelle industrie della fabbricazione di apparecchi medicali e di precisione
  • nella fabbricazione degli autoveicoli, anche se quest'ultimo, insieme a quello dell'industria alimentare, è un settore in cui il paese ha avuto una vistosa perdita di specializzazione.

[modifica] Servizi

Secondo l'analisi delle SLL del 2003, nel settore "Servizi alle imprese" e nel settore "Beni e servizi culturali e ambientali" Bivona risulta essere un comune altamente sviluppato: ciò è determinato soprattutto dal ruolo di preminenza che il paese ha assunto dalle sue origini ad oggi nei confronti dei comuni limitrofi. A Bivona non mancano né i servizi scolastici né quelli sanitari né quelli amministrativi. Ciononostante, poco sviluppati sono sia il settore terziario che quello commerciale. Secondo i dati Istat risalenti al Censimento del 2001[99], il settore trainante dell'economia bivonese è certamente quello agricolo (in cui operano 990 unità); nel commercio operano 71 unità, nel settore industriale 49; il commercio riguarda 71 lavoratori, l'artigianato 57, mentre gli addetti alle istituzioni sono 15. Da qualche anno molti bivonesi lavorano a Santo Stefano Quisquina presso lo stabilimento Nestlé, che nel 2007 ha acquistato l'impianto di Santo Stefano Quisquina dove viene imbottigliata l'acqua Santa Rosalia[100]: alla più grande multinazionale di prodotti alimentari nel mondo si è opposto il sindaco di Bivona Giovanni Panepinto, chiedendo all'Ars la tutela e il controllo della quantità di acqua prelevata, al fine di salvaguardare l'integrità del bacino, riferendosi alle acque delle numerosi sorgenti del territorio dei Monti Sicani[101].

[modifica] Turismo

Il turismo, a Bivona come in tutto il circondario, è il settore meno produttivo. Sono stati avanzati diversi progetti per la valorizzazione e la rivalutazione del patrimonio urbanistico e naturalistico di Bivona. Le persone che giungono in paese, in particolar modo nel periodo estivo, vengono attirate dalla qualità dell'ambiente e l'integrità del paesaggio; migliaia di persone affollano il paese in occasione della Sagra della Pesca che si celebra a fine agosto. Le principali vocazioni turistiche del luogo sono le numerose chiese, con i loro portali e le opere d'arte contenute all'interno; in occasione della festa di Santa Rosalia centinaia di persone accorrono all'omonima chiesa per vedere il Fercolo e il ceppo di quercia sotto cui pregava la vergine palermitana. Oltre alle numerose bellezze che offre la cittadina (edifici sacri, palazzi, piazze ed altro), meta per molti turisti sono le zone montane del territorio: il Monte delle Rose, che offre ampi panorami (tra cui quelle dell'Isola di Pantelleria e dell'Etna nelle giornate più limpide); i monti che formano la catena dei Sicani offrono agli amanti di mountain bike e della natura l'opportunità di fare delle escursioni attraverso vari itinerari naturalistici[40].

[modifica] Infrastrutture e trasporti

Antica stazione di Bivona con veduta panoramica del paese
« l'andare da Bivona a Ribera, a venticinque chilometri di distanza, significava seguire una pista
talvolta ripidissima e lunga cinque volte di più e guadare un fiume una dozzina di volte »
(Denis Mack Smith, da Storia della Sicilia medievale e moderna, 1973)

Bivona si trova all'incrocio di due strade molto percorse nei secoli passati: quella che univa Sciacca con Castronovo e quella che univa Agrigento con Corleone. Per questo motivo per molti secoli è stata il punto di sosta obbligata per tutti coloro che percorrevano quelle strade. Questo fattore determinò lo sviluppo di molte vie extraurbane nei pressi di Bivona che permisero il collegamento sia con i centri limitrofi, sia con le maggiori città dell'Isola.
Tuttavia uno dei maggiori problemi che oggi colpisce Bivona è proprio l'inefficienza o la mancanza di infrastrutture che permettano collegamenti sicuri e veloci. Nonostante il paese sia attraversato dalla SS 118, molte strade sono pericolose o impraticabili; la linea ferroviaria è stata abolita alla fine degli anni cinquanta, così oggi la stazione più vicina è quella di Cammarata - San Giovanni Gemini; l'aeroporto più vicino è il "Falcone e Borsellino" di Punta Raisi nei pressi di Palermo, dal momento che mancano le strutture aeroportuali in provincia; il porto più vicino è quello di Porto Empedocle, ma il più frequentato rimane quello di Palermo.

[modifica] Strade

Il principale asse viario che attraversa il territorio comunale è la Strada statale 118 Corleonese Agrigentina. Il suo tracciato, che risale al 1862, ripercorre quello della strada realizzata dai romani all'epoca della prima guerra punica (264-241 a.C.)[102], che ripresero la viabilità indigena. Il tracciato della strada statale 118 nel tratto da Corleone a Bivona, che doveva inizialmente passare per Chiusa Sclafani e la sua frazione di San Carlo, fu in seguito modificato attraverso Prizzi e Santo Stefano Quisquina; il tratto tra Bivona e Agrigento fu realizzato solo dopo il 1880. La strada attraversa il centro urbano di Bivona lungo via Porta Palermo, piazza Guglielmo Marconi e via Roma e prosegue poi verso le contrade Scaldamosche e Santa Filomena.

Bivona è inoltre servita da alcune strade provinciali:

  • strada provinciale 34, che la collega con la Strada statale 386 presso il "bivio Tamburello" nel territorio di Calamonaci;
  • strada provinciale 15 Bivona-Palazzo Adriano, che attraversa il territorio montano del Monte delle Rose e i rilievi al confine tra le province di Palermo e di Agrigento;
  • strada provinciale verso Ribera.

[modifica] Ferrovie

Per approfondire, vedi la voce Ferrovia Lercara-Filaga-Magazzolo.
Antico casello ferroviario in via Fabrizio De Andrè

Bivona era servita da una linea ferroviaria a scartamento ridotto che collegava la stazione di Lercara Friddi (Lercara Bassa) con la stazione di Magazzolo, nei pressi di Ribera. La ferrovia serviva per trasportare lo zolfo estratto dalle miniere di Lercara Friddi nel palermitano e di Cianciana nell'agrigentino. Permetteva inoltre il facile spostamento dei minatori pendolari. Fu costruita a cura delle Ferrovie dello Stato nel 1912. Nel 1918 venne diramato un tronco dalla stazione di Filaga che portava a Prizzi e a Palazzo Adriano. La ferrovia fu terminata nel 1924 in concomitanza dell'attivazione del tratto centrale tra Bivona e Alessandria della Rocca (1 settembre), con cui si congiunse la linea Lercara-Magazzolo con la linea costiera Castelvetrano-Porto Empedocle. Il servizio venne interrotto nel 1959. La stazione principale di Bivona si trovava a sud-ovest del paese, in località Santa Filomena. In paese c'era un casello sito in contrada Antinoro (attuale via Fabrizio De André), oggi di proprietà privata. Un altro casello era situato lungo la Strada Nazionale, a sud del paese: oggi l'edificio è abbandonato e diruto. Il treno era il mezzo più usato sia per raggiungere i posti nelle vicinanze, sia per raggiungere Palermo e le altre città principali. Attualmente i binari della ferrovia sono distrutti o in pessime condizioni.

[modifica] Mobilità urbana

All'interno del Comune di Bivona la rete urbana è rappresentata dai pullman scolastici e quelli messi a disposizione dal Comune per permettere alla cittadinanza di raggiungere il poliambulatorio dell'ASL, posto fuori dal centro abitato, o in occasione di determinati eventi (ad esempio nei giorni 1-2 novembre, per permettere alla gente di raggiungere il cimitero, posto nella parte settentrionale del paese, fuori dal centro abitato e difficilmente raggiungibile senza mezzi di trasporto). È attivo il servizio di trasporto che assicura i collegamenti con le principali città più vicine a Bivona[103].

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giovanni Panepinto (PD) dal 14/05/2007
Centralino del comune: 0922 983711
Posta elettronica: bivona.comune@tiscali.it

Il Comune di Bivona fa parte di:

  • Regione Agraria n. 1 - Versante meridionale dei Sicani, comprendente i comuni di Bivona, Cammarata, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina
  • Unione dei Comuni "Platani - Quisquina - Magazzolo", comprendente i comuni di Alessandria della Rocca, Bivona, Cianciana, San Biagio Platani, Santo Stefano Quisquina
  • Patto Territoriale Magazzolo Platani, comprendente i comuni di Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Cammarata, Casteltermini, Cianciana, Lucca Sicula, Sant'Angelo Muxaro, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina, Villafranca Sicula
  • Area PIT 23 Magazzolo Platani e Monti Sicani dell’Agrigentino, comprendente i comuni di Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Cammarata, Casteltermini, Cianciana, Lucca Sicula, Sant'Angelo Muxaro, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina, Villafranza Sicula
  • GAL Platani Quisquina "Terre di Halykos", comprendente i comuni di Alessandria della Rocca, Bivona, Cammarata, Cianciana, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina
  • Protocollo d’intesa "Parco fluviale del Fiume Platani", comprendente i comuni di Alessandria della Rocca, Bivona, Cammarata, Cianciana, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina

[modifica] Amministrazioni precedenti

Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Bivona.

Questa lista raccoglie gli incarichi a sindaco del Comune di Bivona dal novembre 1993 ad oggi.

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
novembre 1993 maggio 2002 Giovanni Panepinto Sindaco
maggio 2002 maggio 2007 Vincenzo Di Salvo DS Sindaco
maggio 2007 in carica Giovanni Panepinto PD Sindaco

[modifica] Gemellaggi

Bivona è gemellata con:

[modifica] Altre informazioni amministrative

Mappa dell'antico Distretto di Bivona, con relative distanze dagli altri comuni

Bivona per molti decenni ebbe un territorio vastissimo, che si estendeva dalla zona montana dei Sicani alle coste del Canale di Sicilia. Ecco cosa scrive lo storico Giovan Battista Sedita nel 1909: « [...] allora, non esistendo i paesi di Ribera, Calamonaci, Cianciana, Alessandria, S. Stefano, a fortiori il territorio di Bivona era così vasto, che si comprendeva dal fiume Verdura ai Monti Rifesi, al monte delle Rose, alla serra Ipponica, cui diede il nome d'Hipponium a Bivona, al monte Quisquina, al fiume Platani di cui doveva seguire il corso della sponda sinistra fino al mare, e quel tratto di mare che intercede fra la foce del Platani e quella del Verdura, intermedio Capo Bianco e Secca Grande, per come questo ultimo estremo confine sussistette, ed è provato, fino al XVI secolo, quando Sigismondo De Luna vi teneva un naviglio, sul quale s'imbarcò, quando fuggì da Bivona»[106].
Nel XIII secolo il casale di Bivona era già uno dei maggiori centri dell'intera diocesi di Agrigento e ad aveva un ruolo preminente anche sui casali di Prizzi, Adriano e Raia, posti al di là della catena montuosa. Il fatto che la maggior parte dei signori bivonesi appartenesse a potentissime famiglie nobili rafforzò la preminenza che Bivona esercitava sui feudi posti nelle vicinanze. Nel periodo normanno numerosi casali vennero abbandonati e gli abitanti emigrarono a Bivona, che così incorporò numerosi territori o li rese suffraganei: Villanova, Billucchio, Gordalisi, Sebi, Rahal Nicola (divenuto Carnicola). I casali di Kinesii, Scibene, Pietra d'Amico e Chincana erano suffraganei alla baronia di Bivona. Altri abitanti provennero dai casali di Filaca, Adriano (Palazzo Adriano, che fu popolato nuovamente nel 1482 da una colonia di albanesi), Raia (sito tra Prizzi e Corleone) e Platanella[107].
Dal XVI secolo, molti feudi furono suffraganei alla ducea di Bivona, tra cui il feudo di Sant'Antonio di Cianciana, divenuto in seguito dapprima Ducato, poi Principato. La preminenza di Bivona fu rilevante anche sotto il punto di vista toponomastico: basti pensare al vicino paese di Santo Stefano, che venne denominato Santo Stefano di Bivona.
Quando, nel XIX secolo, fu abolita la feudalità, Bivona venne eletta capoluogo del XII Distretto: da essa dipendevano altri dodici comuni. Dopo l'Unità d'Italia i distretti diventarono circondari, e ancora una volta Bivona fu eletta capoluogo. Nel corso dei secoli Bivona subì numerosi cambi di confini del proprio territorio, sia a causa della creazione di nuovi centri urbani nelle vicinanze, che si ritagliarono un proprio spazio nell'area dei Monti Sicani, sia a causa di concessioni feudali da parte dei nobili o delle autorità ecclesiastiche, che decretarono la cessione di feudi, posti in prossimità di Bivona, ad altri centri; ciononostante, molti cittadini bivonesi tuttora possiedono proprietà terriere anche al di fuori del territorio di Bivona.
Un eclatante esempio è il territorio di Palazzo Adriano, in provincia di Palermo, la cui parte meridionale si estende in gran parte nelle zone di Bivona (ma anche di Lucca Sicula e di Burgio): per questo motivo i suoi proprietari terrieri sono soprattutto bivonesi.

[modifica] Sport

Lo stadio comunale di Bivona, con panorama del paesaggio montano

Lo sport viene praticato soprattutto a livello dilettantistico: diverse associazioni tengono corsi di varie discipline sportive e in estate, in occasione dell'"Estate bivonese", organizzano attività ludico-sportive .

Un seguito torneo di calcio a 5 si svolge dai primi anni '80 nella seconda metà di luglio in piazza San Giovanni. Presso la diga Castello si svolgono anche le gare di pesca e di surf casting.


[modifica] Calcio

L'unica squadra di calcio bivonese è l'"Associazione sportiva dilettantisca Virtus Bivona" (fino alla stagione 2005/2006 "Associazione sportiva Bivona 98"), che nella stagione 2008/2009 ha militato in terza categoria.

[modifica] Impianti sportivi

A Bivona è presente uno stadio comunale, il "Renato Traina", sito nella parte sud-occidentale del paese, in prossimità della località Santa Filomena. È dotato di illuminazione, di tribuna coperta nel lato est e di pista di atletica, non omologata in quanto più corta dei 400 m regolamentari[108].

Altri impianti sportivi sono le palestre annesse agli istituti scolastici, una piscina all'aperto privata, un campo da tennis, un campo da calcio a 5 e una pista di go-kart, sita nella parte occidentale del territorio bivonese.

[modifica] Curiosità

Il 17º Duca

Nonostante in Sicilia, nel 1812, sia stata abolita la feudalità, tuttora in Spagna vive Manuel Falcò y Anchorena, 17º Duca di Bivona, classe 1936, discendente delle antiche famiglie nobili di Bivona[109].

Via "Duque de Bivona"

Se nella toponomastica bivonese i personaggi illustri che hanno fatto la storia del paese sono scarsamente rappresentati, nella nazione iberica invece alcuni comuni hanno intitolato vie e piazze ai vari duchi di Bivona, appartenenti a nobili famiglie di Spagna.

La villa del Primo Duca
Per approfondire, vedi la voce Villa del Duca di Bivona.

A Palermo, alla fine del XVI secolo, nella campagna a Nord della città si estendevano i giardini della villa di Pietro de Luna, primo Duca di Bivona. All'epoca questa proprietà si trovava a circa mezzo miglio dall’antica cinta muraria della città, ma la residenza del Duca era compresa tra il "Piano Sant'Oliva" (ovvero le attuali piazze S. Oliva, Castelnuovo e Politeama), il "Piano delle Croci", il Borgo di Santa Lucia e la Contrada delle Terre Rosse: quelle che oggi sono le zone più frequentate dai palermitani e che costituiscono gran parte del centro della città, allora erano i giardini del Duca della già affermata città di Bivona.

L'inno di Bivona

Secondo quanto è riportato nello Statuto del Comune di Bivona, articolo 4 comma 6, il comune ha un proprio inno[110]. Il testo s'intitola Bivona è bello ed è stato scritto da Carmelo Galasso; la musica è di Pasquale Sciara.

Il cognome e il soprannome

Bivona, oltre ad essere un toponimo (ad avere tale nome sono questo comune, una frazione di Vibo Valentia ed una località di Menfi, anch'essa nell'agrigentino), è un cognome, molto diffuso soprattutto in Sicilia: secondo alcuni dati, circa 450 persone in Italia portano il cognome Bivona, che così risulta il 7.261° più diffuso nel territorio nazionale[111]. Altra curiosità è il soprannome dei bivonesi: vengono definiti judè (giudei), sia per l'antica presenza di una folta comunità ebraica a partire dagli ultimi secoli del medioevo, sia per un'antica tradizione, ormai persa: quella di portare in processione un Crocifisso in legno ebanizzato il primo venerdì dopo Pasqua, tanto che i cittadini dei paesi limitrofi esclamavano: "Vivunisi judè, ca doppu 'na simana Lu mittistivu 'ncruci arrè", cioè "Bivonesi giudei, che dopo una settimana l'avete messo nuovamente in croce".

L'altare del Papa

Il 17 giugno 2007 Papa Benedetto XVI andò in visita pastorale ad Assisi: in quell'occasione, l'altare e il maxi-palco allestito nella Piazza Inferiore della Basilica per la celebrazione della Santa Messa vennero rivestiti di circa 15.000 anthurium di Bivona: infatti nel comune agrigentino è attiva una grande azienda di floricoltura, la Disaflor[112], che già nel 2003 aveva abbellito chiese ed altari della cittadina in provincia di Perugia.

Vittorio Sgarbi al Supercinema di Bivona
Libri d'autore

Negli ultimi anni a Bivona sono stati presentati libri che hanno riscosso grande successo a livello nazionale. Il 29 maggio 2008 è stato presentato Il cacciatore di mafiosi[113], libro edito dalla Mondadori scritto da Alfonso Sabella, magistrato bivonese che ha condotto in prima persona alcune indagini che portarono all’arresto di boss mafiosi di primissimo piano (Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Pasquale Cuntrera e Giuseppe Salvatore Riina, figlio di Totò Riina), fratello di Marzia Sabella, pm bivonese che nel 2006 ha coordinato le operazioni di cattura di Bernardo Provenzano. Il 10 febbraio 2009 Bivona è stata una tappa della tournèe siciliana di Vittorio Sgarbi, che ha avuto modo di presentare il suo ultimo libro, Clausura a Milano e non solo. Da suor Letizia a Salemi (e ritorno)[114], edito da Bompiani; l'attuale sindaco di Salemi ha dichiarato di aderire all'iniziativa che vede impegnata Bivona nella lotta contro la privatizzazione dell'acqua[115].

[modifica] Galleria fotografica

Ulteriori immagini di Bivona nella galleria su Commons


[modifica] Note

  1. ^ a b c «La Repubblica del 12 luglio 2000». URL consultato in data 01-06-2009.
  2. ^ Dizionario di ortografia e pronunzia su Rai.it. URL consultato il 30-03-2009.
  3. ^ Dato Istat al 31/12/2008. URL consultato il 27-04-2009.
  4. ^ a b Antonino Marrone, Storia delle Comunità Religiose e degli edifici sacri di Bivona, Bivona, Comune di Bivona, 1997. pag. 106.
  5. ^ a b c La storia del liceo di Bivona. URL consultato il 25-06-2009.
  6. ^ I dati altimetrici specificati sono stati desunti dalla carta aerofotogrammetrica esistente nell'ufficio tecnico del Comune di Bivona.
  7. ^ Antonino Marrone, Bivona città feudale vol. I, Caltanissetta-Roma, Salvatore Sciascia Editore, 1987. Pag. 206.
  8. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani. URL consultato il 30-03-2009.
  9. ^ Formazioni geologiche al Pizzo Mondello. URL consultato il 30-03-2009. sul sito www.guidasentiero.it
  10. ^ Dati tratti da un lavoro di ricerca svolto sui Monti Sicani da Aruta et al. (1985)[senza fonte]. Tali elaborazioni si riferiscono ad un periodo di cinquanta anni a partire dal 1921.
  11. ^ I dati della tabella si riferiscono invece al periodo trentennale 1961-1990. URL consultato il 30-03-2009.
  12. ^ Dati Confedilizia. URL consultato il 30-03-2009.
  13. ^ Antonino Marrone, 1987 I, op. cit., 47-48.
  14. ^ Antonino Marrone, 1987 I, op. cit., 40.
  15. ^ Antonino Marrone, 1987 I, op. cit., 33-40.
  16. ^ Antonino Marrone, 1987 I, op. cit., 49.
  17. ^ Antonino Marrone, 1987 I, op. cit., 59.
  18. ^ a b Antonino Marrone, 1987 I, op. cit., 152.
  19. ^ Antonino Marrone, 1987 II, op. cit., 643.
  20. ^ a b Storia di Bivona. URL consultato il 28-06-2009.
  21. ^ a b Tratto dallo statuto comunale.
  22. ^ Onorificenze. URL consultato il 30-03-2009.
  23. ^ Onorificenze. URL consultato il 30-03-2009.
  24. ^ Onorificenze. URL consultato il 30-03-2009.
  25. ^ Ingegnere Luigi La Russa di Agrigento: Relazione su Bivona, 1928.
  26. ^ Il Portale dei Parchi italiani. URL consultato il 30-03-2009.
  27. ^ Il nome deriva dall'affioramento spontaneo di olio minerale nella zona in cui sorse il Santuario. L'olio veniva utilizzato per accendere le lucerne e, come medicamento, per guarire alcune malattie, specialmente quelle degli animali.
  28. ^ Antonino Marrone, Storia delle Comunità Religiose e degli edifici sacri di Bivona, Bivona, Comune di Bivona, 1997. pag. 403.
  29. ^ Tale dato, fornito nel 1628 dai Giurati di Bivona, risulta inattendibile: infatti loro dichiararono un numero di abitanti così elevato perché volevano ottenere dal TRP (Tribunale del Real Patrimonio) l'autorizzazione a macellare quattro giovenchi la settimana (all'epoca la macellazione era ostacolata).
  30. ^ Dato Istat fine 2002. URL consultato il 30-03-2009.
  31. ^ Dato Istat fine 2003. URL consultato il 30-03-2009.
  32. ^ Dato Istat fine 2004. URL consultato il 30-03-2009.
  33. ^ Dato Istat fine 2005. URL consultato il 30-03-2009.
  34. ^ Dato Istat fine 2006. URL consultato il 30-03-2009.
  35. ^ Dato Istat fine 2007. URL consultato il 30-03-2009.
  36. ^ Censimento di anime e di beni.
  37. ^ a b c d e Antonino Marrone, 1987 I, op. cit., 96.
  38. ^ Dati Istat 2007. URL consultato il 30-03-2009.
  39. ^ Paolo Trizzino, La parlata di Bivona nella dialettologia siciliana , Roma, Ciuffa Editore, 1996.
  40. ^ a b c d e Guida turistica di Bivona. URL consultato il 30-03-2009.
  41. ^ Giustizia.it. URL consultato il 30-03-2009.
  42. ^ Assessorato Agricoltura e Foreste. URL consultato il 30-03-2009.
  43. ^ Bonifica 3 Agrigento. URL consultato il 30-03-2009.
  44. ^ URP della Provincia di Agrigento. URL consultato il 30-03-2009.
  45. ^ Consultori Familiari in Provincia di Agrigento. URL consultato il 30-03-2009.
  46. ^ Liceo Ginnasio Statale "Luigi Pirandello" di Bivona. URL consultato il 30-03-2009.
  47. ^ Sede INPS di Bivona. URL consultato il 30-03-2009.
  48. ^ AVIS della Provincia di Agrigento. URL consultato il 30-03-2009.
  49. ^ Centri per l'impiego. URL consultato il 30-03-2009.
  50. ^ Sedi del Patronato Acli. URL consultato il 30-03-2009.
  51. ^ Ospedalità antica in Sicilia. URL consultato il 30-03-2009.
  52. ^ ASL N°1 di Agrigento. URL consultato il 30-03-2009.
  53. ^ Centro Dialisi Bivona. URL consultato il 30-03-2009.
  54. ^ Villa Santa Chiara. URL consultato il 30-03-2009.
  55. ^ Casa di cura privata "Ignazio Attardi". URL consultato il 30-03-2009.
  56. ^ «I bivonesi dicono "no" alla privatizzazione». URL consultato in data 30-03-2009.
  57. ^ «Intervento di Rosario Gallo a Bivona». URL consultato in data 30-03-2009.
  58. ^ «Strade pericolose dell'agrigentino». URL consultato in data 28-06-2009.
  59. ^ «Strada provinciale Bivona-Ribera». URL consultato in data 28-06-2009.
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[modifica] Bibliografia

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  • Giovan Battista Sedita, Cenno storico-politico-etnografico di Bivona, Bivona, 1909 .
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  • Salvatore Tornatore, Il culto di S. Rosalia a Bivona. La Chiesa e il Fercolo, Bivona, Comune di Bivona, 2009.
  • Paolo Trizzino, La parlata di Bivona nella dialettologia siciliana, Roma, Ciuffa Editore, 1996.

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