Tracoma
Il tracoma (dal greco antico "occhio ruvido") è una infezione batterica della congiuntiva e della cornea, causata da Chlamydia trachomatis, un batterio gram-negativo intracellulare obbligato.
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Diffusione[modifica]
Questi microbi sono trasmessi di occhio in occhio da insetti come mosche e moscerini, specialmente in aree povere, con igiene carente e scarsità di acqua potabile. Le aree endemiche, infatti, sono le zone aride del mondo: l'Africa, il Medio Oriente e il Sud-Est asiatico.
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), nel mondo oltre 150 milioni di bambini sono stati infettati e rischiano di diventare completamente ciechi.
Sintomi e decorso[modifica]
I primi sintomi si manifestano con arrossamento, fotosensibilità, forti bruciori, lacrimazione e gonfiore delle palpebre. In poche settimane i follicoli congiuntivali s'infiammano e i vasi capillari invadono la cornea.
Durante il decorso della malattia le ciglia si rivoltano verso l'interno della palpebra (entropion), così da creare lesioni via via sempre più gravi alla cornea e cicatrici che causano distorsione visiva. Questo processo è molto doloroso e progressivamente conduce alla completa cecità.
Diagnosi[modifica]
L'esame microscopico delle lesioni congiuntivali mostra le cellule del batterio; inoltre, si ha una reazione polimorfonucleata (neutrofili) nel plasma e nelle cellule della cornea.
Trattamento[modifica]
Il tracoma può essere curato in 3-4 settimane per via topica con una pomata oftalmica a base di doxiciclina (una tetraciclina) o per via sistemica con eritromicina o sulfamidici. La terapia chirurgica è riservata agli stadi più avanzati della malattia.
Prevenzione[modifica]
La prevenzione può avvenire col miglioramento delle condizioni igieniche delle popolazioni colpite o con la lotta contro gli insetti vettori (moscerini e mosche).
Inoltre è importante evitare i contatti diretti tra individui infetti e individui sani.
Collegamenti esterni[modifica]
- Tracoma - Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità IAPB Italia onlus
- Vision 2020 World Health Organisation (OMS) e IAPB
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