Oculista

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L'oculista o oftalmologo è un medico specializzato in oftalmologia (malattie dell'apparato visivo) che si occupa di prevenzione, diagnosi e terapia delle malattie dell'occhio e del sistema visivo (occhio, annessi dell'occhio, sistema oculomotore, vie visive nervose etc...), della misurazione della vista (optometria) e della correzione dei vizi refrattivi. La disciplina di competenza è nota come oculistica o oftalmologia.

L'oculista si distingue nettamente dall'ortottista e dall'ottico optometrista, figure non mediche che, in quanto tali, non possono prescrivere farmaci o eseguire interventi chirurgici.

Il medico chirurgo specialista in oftalmologia è abilitato ad eseguire e refertare tutte le indagini diagnostiche in oftalmologia, ad eseguire interventi chirurgici sul bulbo oculare e i suoi annessi, a prescrivere lenti oftalmiche, ad applicare lenti a contatto etc... Sono di sua pertinenza lo studio dell'ipovisione e la gestione dei disturbi oculomotori di qualsiasi tipo.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia il titolo di oculista è riservato al laureato in medicina e chirurgia (sei anni) che successivamente sceglie la specializzazione in oftalmologia (cinque anni). Di conseguenza per essere oculisti è necessario portare a compimento un percorso di studi di undici anni.

Attualmente in Italia la laurea in medicina e chirurgia viene seguita da un esame di abilitazione alla professione di medico (della durata di tre mesi) con esame finale scritto. Anche la scuola di specializzazione in oftalmologia prevede un accesso a numero chiuso, con concorso scritto e valutazione di titoli.

Dopo il conseguimento del titolo accademico, l'oculista può decidere tra attività libero professionale, attività in reparti oculistici di cliniche convenzionate con il Sistema sanitario nazionale (ospedali convenzionati) oppure in reparti oculistici pubblici (ospedali pubblici). Quest'ultima scelta è la più ambita in quanto consente una vasta esperienza in campo clinico e chirurgico, sebbene l'accesso sia regolato in maniera selettiva da concorso pubblico nazionale.

Sebbene non vi sia ancora un riconoscimento legale della "sottospecializzazione", come avviene nei Paesi anglosassoni, tuttavia anche in Italia l'oculista (in particolare il dirigente medico ospedaliero) spesso decide per una branca particolare dell'oftalmologia (anche considerando il gran numero di patologie del sistema visivo): strabismo, oftalmologia pediatrica, uveiti, neuro-oftalmologia, chirurgia palpebrale etc...

La maggior parte degli oculisti in Italia è membro della SOI, la Società oftalmologica italiana. La SOI rappresenta un organismo scientifico ed ente morale dal 1879. Nel 2010 è stata costituita l'AIMO Associazione italiana medici oculisti; l'Associazione riunisce oculisti e medici specializzandi in oculistica che esercitano la professione in Italia a qualunque categoria appartengano: universitari, ospedalieri, convenzionati, specialisti ambulatoriali e libero professionisti.

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