Euphorbia

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Euphorbia
Euphorbia cyparissias bloemen.jpg
Fiori di Euphorbia cyparissias
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Euphorbiales
Famiglia Euphorbiaceae
Genere Euphorbia
L.
Classificazione APG
Ordine Malpighiales
Famiglia Euphorbiaceae
Specie

Il genere Euphorbia L. comprende un vasto numero di piante dicotiledoni della famiglia delle Euphorbiaceae, erbacee o legnose a seconda della specie.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome Euphorbia (assegnato da Linneo) viene dal latino euphorbium, a sua volta dal greco εὐφόρβιον euphórbion, dal nome personale Εὔφορβος Éuphorbos, cerusico di Giuba II[1] di Mauretania, come riportato da Plinio. Altre possibilità prevedono una derivazione da Euphorbium, con cui s'indicavano le piante (che ora noi conosciamo sotto il genere considerato) che producevano un succo latteo caustico e velenoso utilizzato nella medicina di allora[2]. Euphorbia infine potrebbe derivare da Euphorbius che è formato da due parole: εὖ ("buono") e φορβή phorbḗ, ("pascolo" o "foraggio"), il cui significato finale potrebbe essere "ben nutrito"[3].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il genere comprende piccoli alberi, arbusti, rampicanti e piante erbacee. Una percentuale significativa sono piante succulente, alcune delle quali assomigliano straordinariamente ai cacti nonostante non siano per nulla imparentate con questi ultimi, un esempio di evoluzione convergente. Ad eccezione di poche specie (es: E. hedytoides o E. curtisii), questo genere è composto da specie ermafrodite.

Sezione trasversa di un ciazio
b brattee g nettari mf fiore maschile a antera ff fiore femminile o ovario s stilo

Le euforbie hanno una infiorescenza altamente specializzata, il ciazio, composta da un fiore femminile centrale, dotato di pistillo, circondato da cinque o più gruppi di fiori maschili ridotti ciascuno ad un solo stame. L'insieme dei fiori è avvolto da brattee che formano un ricettacolo a coppa, con quattro ghiandole nettarifere marginali, con forme diverse (ellittiche, a mezzaluna ecc). Il fiore centrale si sviluppa prima dei fiori maschili che lo circondano, così ogni ciazio funziona come un fiore ermafrodito. La ghiandole del ciazio generalmente producono nettare, e l'impollinazione è prevalentemente zoofila. Dall'ovario del fiore femminile centrale si sviluppa un frutto tricarpellare.
In effetti, il ciazio è così simile ad un fiore ermafrodita che Linneo e altri autori lo indicavano come un vero fiore. Lamarck tuttavia interpretò il ciazio come una infiorescenza e questo è quanto oggi accettato.

Le euforbie contengono un lattice acre e velenoso, ed alcune sono dotate di spine. Da molte euforbie si ricavano potenti prodotti emetici e catartici

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Il genere è diffuso principalmente nelle regioni tropicali dell'Africa e dell'America, ma anche nelle zone dal clima temperato.
Alcune specie (E. dendroides, E. bivonae) sono essenze tipiche della macchia mediterranea. Le specie succulente sono originarie principalmente dell'Africa e del Madagascar.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Specie di Euphorbia.

Il genere Euphorbia comprende oltre 2000 specie.[4]

Alcune specie[modifica | modifica sorgente]

Clima temperato
Clima tropicale

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carlo Battisti, Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950-57.
  2. ^ Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
  3. ^ Botanical_names. URL consultato il 12 luglio 2009.
  4. ^ Euphorbia in World Checklist of Selected Plant Families, Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 12 aprile 2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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