Caltabellotta

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Caltabellotta
comune
Caltabellotta – Stemma Caltabellotta – Bandiera
Caltabellotta – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Amministrazione
Sindaco Paolo Luciano Segreto (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 37°34′42″N 13°13′03″E / 37.578333°N 13.2175°E37.578333; 13.2175 (Caltabellotta)Coordinate: 37°34′42″N 13°13′03″E / 37.578333°N 13.2175°E37.578333; 13.2175 (Caltabellotta)
Altitudine 949 m s.l.m.
Superficie 123,55 km²
Abitanti 3 898[1] (30-04-2012)
Densità 31,55 ab./km²
Frazioni Sant'Anna
Comuni confinanti Bisacquino (PA), Burgio, Calamonaci, Chiusa Sclafani (PA), Giuliana (PA), Ribera, Sambuca di Sicilia, Sciacca, Villafranca Sicula
Altre informazioni
Cod. postale 92010
Prefisso 0925
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 084007
Cod. catastale B427
Targa AG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti caltabellottesi
Patrono san Pellegrino
Giorno festivo 18 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caltabellotta
Posizione del comune di Caltabellotta nella provincia di Agrigento
Posizione del comune di Caltabellotta nella provincia di Agrigento
Sito istituzionale

Caltabellotta (Cataviddotta in siciliano) è un comune italiano di 3.898 abitanti[2] della provincia di Agrigento in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Dista 63 km da Agrigento e 113 da Palermo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Per la sua posizione geografica ed i suoi capisaldi territoriali, venne identificata da storici della levatura dell'Inveges, dal Boudrand e da Ottavio Gaetani, con l'antica città Sicana di Camico, sulle cui rovine sorse la greca Triocala.

Triocala, deve il suo nome a tre doni di madre natura: la Rocca che la rendeva inespugnabile, l'abbondanza e la dolcezza delle acque e la fruttuosità ubertosa delle sue campagne. Triocala fu una potente città antica, ma la sua potenza massima fu raggiunta all'epoca di Salvio Trifone, che a capo di servi fuggitivi, installò in questa città la sua corte. Eresse un regale palazzo e regnò inespugnato fino al 99 a.C., quando il Console romano Aquilio, in una delle guerre servili, la rase al suolo. "Et mox servili vastata Triocala bello". Riedificata, subì ancora la sorte della devastazione per mano degli Arabi, i quali di eressero il "Castello delle querce, in arabo "Qal'at Al-Ballut" e, dal quale, come certamente si intuisce, discende l'attuale nome di Caltabellotta.

Con il periodo Normanno, venne la fama, conquistata nel 1090 da Ruggero il Normanno, questi inflisse una dura sconfitta agli Arabi ed a perenne ricordo edificò sul monte un tempio in onore di San Giorgio con doppio ordine di colonnati, di cui oggi non rimane traccia.

Caltabellotta fu città demaniale, appartenne al Conte Luna e, per atto dotale alla famiglia Moncada. Nel 1713, divenne Signoria di Giuseppe Alvarez Toledo e fino al XIX secolo ai suoi discendenti.

La pace di Caltabellotta[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi pace di Caltabellotta.

La Guerra dei Vespri Siciliani, ebbe fine sul monte Castello, altrimenti conosciuto come il "Pizzo di Caltabellotta". Il 31 agosto dell'anno 1302, probabilmente nel castello del Pizzo, si firmò il trattato di pace, per il quale Federico III venne riconosciuto Re di Trinacria, con l'impegno a convolare a nozze con Eleonora d'Angiò, sorella di Roberto Re di Napoli, ponendo termine alla guerra del vespro.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa matrice: realizzata dai Normanni nell'XI secolo, è caratterizzata da un portale gotico e presenta all'interno opere dei Gagini e dei loro allievi;
  • chiesa di Sant'Agostino: all'interno conserva una Deposizione in cotto di A. Ferraro (1512);
  • chiesa di San Lorenzo: ricordata per il suo portale gotico e per la cappella impreziosita dagli affreschi di O. Ferraro del 1594;
  • monastero e chiesa di San Pellegrino, primo vescovo di Tricala.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Tricala.

Sin dall'alba del cristianesimo Triocala fu sede vescovile con il protovescovo San Pellegrino[4], il quale sbarcato a Capo Bianco, nella cosiddetta Piccola Cartagine, proveniente da Lucca di Grecia, quando giunse in questa città, sconfisse un mitologico dragone che dimorava in un antro nutrendosi giornalmente di un giovane pasto umano. Il Pellegrino, fece precipitare la bestia in un burrone e prese a dimora quella stessa grotta, fino alla fine del suo passaggio terreno, vivendo in santità.

Con la conquista araba, la sede vescovile fu trasferita a Sciacca ed infine con i normanni ad Agrigento.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

L'agricoltura è il settore principale dell'economia, si procude principalmente olio di oliva. Il territorio di Caltabellotta è compreso nella zona di produzione dell'Arancia di Ribera D.O.P..

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arancia di Ribera.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Caltabellotta fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.2 (Colline del Carboj)[5].

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2012.
  2. ^ Dati Istat al 30 aprile 2012. URL consultato il 26 ottobre 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Melchiorre Trigilia, S. Pellegrino di Caltabellotta, Caltabellotta, 2011
  5. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 24 luglio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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