Villafranca Sicula

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Villafranca Sicula
Villafranca Sicula - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Sicilia
Provincia: stemma Agrigento
Coordinate: 37°35′21″N 13°17′24″E / 37.58917, 13.29Coordinate: 37°35′21″N 13°17′24″E / 37.58917, 13.29
Altitudine: 326 m s.l.m.
Superficie: 17,67 km²
Abitanti:
1.493 2005
Densità: 84,49 ab./km²
Comuni contigui: Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Lucca Sicula
CAP: 92020
Pref. telefonico: 0925
Codice ISTAT: 084043
Codice catasto: L944 
Nome abitanti: villafranchesi 
Santo patrono: San Eucarpio 
Giorno festivo: 21 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Villafranca Sicula è un comune di 1.493 abitanti della provincia di Agrigento.

Indice

[modifica] Geografia

Il paese si sviluppa a 330 metri sul livello del mare presso la Valle del fiume Verdura Gli abitanti sono chiamati chiamati Villafranchesi.

[modifica] Storia

Villafranca Sicula è fondata nel 1499 sul territorio di Triocala. Diodoro Siculo spiega il significato del toponimo, così chiamato perché disponeva di tre splendide risorse: molta acqua sorgiva di una rara dolcezza, una campagna fertilissima adatta alla vite e all'ulivo, e infine una eccezionale sicurezza. Questo territorio è stato lo scenario della seconda rivolta degli schiavi del 104 a.C. Il re dei ribelli, Salvio, chiamato Tritone dai suoi uomini, conquista l'area e la fortifica con costose strutture protettive.

Le successive testimonianze sono di epoca normanna; ricca di importanti insediamenti, Triocala viene donata dal re Ruggero II Normanno, all'archimandrita di Messina, insieme col monastero basiliano di San Giorgio ed un celebre tempio, già riedificato dal conte Ruggero, nel 1134.

In una pergamena bilingue (greco e arabo) del 1141, il re Ruggero II, conferma i privilegi concessi nel 1097-98 al monastero di San Giorgio in Troccoli (Triocala), presentati da Luca, archimandrita di San Salvatore in Messina.

Il 22 novembre 1446, il territorio viene concesso dall'archimandrita Luca de Bufalis ad Antonio Luna Peralta, conte di Caltabellotta, con facoltà di affrancarlo con atto di enfiteusi stipulato dal notaio Nicolo Abbatellis alias De Florellis. Con la morte del conte Antonio, il figlio Carlo eredita il possesso. È attraverso il cognato di Carlo Luna, Pietro Alliata Settimo, che il territorio di Troccoli giunge per la prima volta agli Alliata.

A Pietro succede il nipote Antonio Alliata Settimo (sposo di Eleonora Luna Peralta, contessa di Caltabellotta e per tal motivo appellato conte di Caltabellotta) per donazione fattagli dallo zio.

Nell'anno 1499, questo Antonio Alliata, insieme al fratello Andreotta, che era destinato poi a succedergli nel dominio feudale della baronia, a causa della morte senza figli di Antonio, chiede al sovrano la facoltà di infeudare il territorio di Troccoli, di chiamare popolazione nel feudo (Licenzia Populandi) e quindi accrescere la sua produttività agraria, fondando così una nuova terra. Il viceré Giovanni La Nuza, con privilegio dato in Palermo il 27 settembre 1499, accorda ad Antonio la chiesa facoltà di denominare la nuova baronia e terra "Villafranca". Gli Alliata erano presenti in Sicilia fin dagli inizi del secolo XIV con Filippo Alliata e i suoi due figli Giovanni e Nicolò, originari di Pisa e trasferiti a Palermo. Questo casato stringe legami di parentela con varie famiglie nobili siciliane e ottiene la concessione di numerosi feudi.

Villafranca, dopo circa un secolo di baronia, diventa principato con Francesco Alliata e Paruta, che ottiene la conversione del titolo di barone in quello di principe di Villafranca per sé, i suoi eredi e successori, con privilegio dato in Palermo dal re Filippo III, in data 23 ottobre 1609, in ricompensa dei servizi resi alla corona; l'investitura avveniva il 10 marzo del 1622. E così che la baronia di Villafranca, che aveva contato sette baroni, diviene principato e mantiene le sue condizioni di terra feudale fino al 1812, anno in cui è abolita la feudalità in Sicilia.

Gli Alliata raggiungono l'apice della loro potenza nel XVIII secolo, ed oltre al titolo di Principi del Sacro Romano Impero si fregiano del Grandato di Spagna e del Toson d'oro, giungendo a sommare sette principati, quattro ducati e trentadue baronie.

A partire dal 1734 ottengono anche il privilegio dell'amministrazione delle poste, detto Corso Maggiore, con sede al piano dei Bologni nel palazzo Villafranca; nel 1786 la correria-5 cessa di essere affidata a privati, per revoca della Regia Corte, che la gestisce direttamente attraverso un apposito organo.

Dei legami stretti dagli Alliata con le più importanti famiglie della nobiltà siciliana è testimone lo stemma araldico con un'aquila imperiale che supporta una rappresentazione in oro a tre pali di nero, alla quale, nel corso della storia, si sono aggiunte le simbologie araldiche delle famiglie apparentate come quella dei Paruta, dei Di Giovanni, dei Morra e dei Valguarnera.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Pino Luigi Trafficanti dal 28/05/2002
Centralino del comune: 0925 550041
Posta elettronica: disponibile non disponibile

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Economia

Villafranca Sicula è una cittadina dall'economia prevalentemente agricola.
Le significative risorse della terra le consentono di avere una produzione variegata e ricca, dotata anch'essa di prodotti con tutte le proprietà organolettiche che possiedono le altre colture del territorio limitrofo.
La tradizione agricola risale già al XVI secolo quando frumento, mirto e vite erano le coltivazioni prevalenti; inoltre il territorio, sin da allora, era coltivato anche a cereali e significativa era la presenza di mulini.
Dopo il 1950 l'agricoltura è uscita da una fase critica ed ha risalito la china attraverso una suddivisione del latifondo che ha permesso di variegare le coltivazioni. Così, seguendo le inclinazioni e le vocazioni dei luoghi limitrofi, anche a Villafranca si è diffusa la coltivazione dell'arancia (la cui varietà più rinomata è la Washington Navel), quella della pesca montagnola e quella dell'ulivo, dal quale si ottiene un ottimo extravergine.
I metodi di coltivazione biologica ed integrata, applicati dalle aziende del territorio, si inseriscono pienamente nelle odierne tendenze verso la degustazione di cibi genuini e sicuri.

Cospicuo è l'allevamento di ovini e bovini grazie alle numerose terre adibite a pascolo.

Un'altra importante risorsa economica del paese è l'artigianato: le donne mantengono le antichissime usanze del ricamo e dell'uncinetto e continuano a lavorare tovaglie da tavola, copriletti e centrini; gli uomini, inoltre, sono ancora dediti alla realizzazione di cappelli e "coffe", cioè delle borse intrecciate realizzate con la palma nana, resistentissime ed utili anche per la campagna.

[modifica] Arte e monumenti

Il paese custodisce frammenti e reperti dell'età ellenistico-romana e tardo-romana.

Le notizie storiche ci riportano all'esistenza di un antico castello, come recita la licentia populandi nel 1499; ristrutturato nel 1700 dagli Alliata, esso faceva da cornice al piccolo teatro ed al palazzo Alliata che animarono in modo significativo la vita culturale del periodo. Il terremoto del 1968 distrusse il Castello che fu, quindi, raso al suolo come tanti altri edifici danneggiati. Passeggiando per le strade del paese, infatti, sono rintracciabili numerosi resti di monumenti antichi, ruderi che, una volta, dovevano essere di grande splendore: tantissime Chiese, per esempio, ma anche ciò che resta dell'antico Castello e di antichi palazzi nobiliari.


Spiccano fra i monumenti:

  • la cinquecentesca Chiesa Madre che è stata danneggiata dal terribile terremoto del 1968 che ha colpito l'intera Valle del Belice; Essa, riconsegnata all'antico splendore dopo il terremoto, costituisce oggi un monumento interessante per Villafranca. L'interno, unico vano a pianta quadrata, è arricchito dalla cupola della cappella del Purgatorio, un gioiello di affreschi del sec. XVIII.
  • la Chiesa di S. Giovanni Battista (del Terz'ordine Regolare di san Francesco) del XVII secolo. L'ex convento attiguo è oggi sede del Comune. Il prospetto è di stile barocco con al centro un portale eseguito nel 1698 a spese della principessa Margherita Alliata. L'unica navata interna conduce verso l'altare maggiore in marmo verde e rosso con bassorilievi in legno dorato. La nicchia absidale ospita la policroma statua di S.Giovanni, portata in giro per il paese insieme a quella di S. Michele nel periodo pasquale per le celebrazioni dette rigattiate.

La Chiesa ospita, al suo interno, interessanti tele raffiguranti un santo vescovo e l'Angelo e Tobia. Infine, nella Chiesa sono custodite la due vare della Madonna della Catena; la più grande è del XVIII secolo.

  • la Chiesa del Carmine della fine del XVIII sec. con all'interno il quadro della Madonna del Mirto del XVIII sec;
  • la Chiesa di S. Giuseppe del XVIII sec. il cui prospetto è stato recentemente restaurato. Al suo interno il mezzobusto ligneo policromo di san Biagio del sec. XVI.

Tra le altre ex chiese esistenti ricordiamo:

  • quella dell'Annunziata della quale resiste il portale principale del XVI e XVIII secolo;
  • l'ex Chiesa di santa Maria di Gesù dei Padri Minori Osservanti che conserva il blocco absidale ed il giardino recintato, quasi totalmente abbandonato;
  • l'ex Chiesa di Sant'Anna collegata ad un Ospedale che probabilmente fungeva da ospizio per i viaggiatori che transitavano da queste parti.


Pur non esistendo ruderi di questi edifici, recentemente sono stati ritrovati alcuni brandelli di mura ed una finestra con stucchi, due arcate ed il portale principale sormontato da un ovale del XVIII secolo.

A circa due chilometri dal paese è situara la Casina del Barone Giuseppe Antonio Musso, oggi interamente ristrutturata. Il Barone riposa nella cappella a lui dedicata, di fronte alla Casina.

[modifica] Tradizioni

Patrono del Paese è Sant'Eucarpio, che si festeggia il 18 marzo.

In Comune è apprezzata la festa della Madonna del Mirto. Tanto è apprezzata che prima si svolgeva nel mese di Maggio ma oggi, per consentire la partecipazione ai villafranchesi emigrati in ritorno per le vacanze estive, è stata spostata nel mese di agosto. La Madonna del Mirto è patrona di Villafranca insieme a S.Eucarpio.
La Festa della Madonna del Mirto si celebra a Villafranca nella prima domenica di agosto e vi prendono parte due fazioni divise in devoti di San Giovanni (sangiuannari) e devoti di San Michele Arcangelo (sammichilari).
La tradizione vuole che, il giorno della vigilia della festa, i cortei dei fedeli con i propri Santi vadano dalle rispettive chiese alla Matrice per rendere il loro rispettoso saluto alla Madonna.
La domenica, giorno della festa, inizia con i giochi pirotecnici al termine dei quali riprendono le due processione in un clima di particolare entusiasmo. Infine, le Statue dei Santi, dopo aver riaccompagnato la Vergine Maria alla sua hiesa, ritornano ai loro santuari. La scena è unica: i cortei procedono correndo nella sera illuminata dalle fiaccole.

Altri momenti di festa, particolarmente graditi ai turisti locali, avvengono nel periodo pasquale (le 'rigattiate) e di San Giuseppe. Anche in queste ricorrenze il paese ospita un turismo locale fatto sia di emigrati di ritorno nelle loro terre che di passeggeri occasionali.

[modifica] Gastronomia

Riportiamo un elenco di pietanze locali:

  • Sarde a beccaficu: sarde fritte ripiene di pane grattugiato, aglio, formaggio e prezzemolo.
  • pasta mezzu zitu: pasta tipica della sera di Natale, condita con sugo di carne di maiale].
  • Pasta con fave e ricotta: minestra con fave verdi sbucciate, ricotta fresca di latte di pecora e cavatuna (formato di pasta).
  • u pupu cu l'ovu: pastafrolla lavorata in varie forme con un uovo; è una ricetta tipica di Pasqua.

[modifica] Curiosità

È di Villafranca Sicula, il Cardinale Salvatore Pappalardo, Arcivescovo Metropolita emerito di Palermo, deceduto a Palermo (Baida) il 10 dicembre 2006). Pappalardo è stato un illustre uomo religioso definito il "nonno dei siciliani".

[modifica] Nota

Buona parte delle notizie contenute in questo articolo sono tratte dal Sito ufficiale del Comune di Villafranca Sicula http://www.villafrancasicula.com/

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