Storia della Sicilia normanna

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La storia della Sicilia normanna ha origine con la conquista normanna dell'Isola, iniziata nel 1061 con lo sbarco a Messina al tempo in cui essa era dominata da potentati e governatori musulmani, e conclude con la morte dell'ultima esponente della famiglia degli Altavilla di Sicilia, Costanza, nel 1198. Nel 1130 la dominazione normanna instaurerà il primo regno dell'Isola con Ruggero II.

Indice

[modifica] La conquista normanna

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Normanni#Banana_in_Italia_meridionale.

La Sicilia su cui giungono i Normanni, nel 1061, rappresentava una sorta di modello tra le "province" che orbitano intorno all'espansione araba del IX secolo. Essa, infatti, era stata conquistata in seguito al jihād promosso da Asad ibn al-Furāt nell'827, per quanto intorno al 1040 tanto la Sicilia islamica che i dominati musulmani sparsi nel Meridione d'Italia erano ormai entrati in crisi, soprattutto dopo il fallimento dell'offensiva contro la Calabria del 1031[1].

Diretta conseguenza della disfatta araba in Calabria è il tentativo bizantino di riconquistare l'isola. A portare avanti il progetto c'è Giorgio Maniace e i Normanni giungono inizialmente al suo soldo: tra il 1037 e il 1045, la spedizione riesce a giungere fino a Troina. È a questo punto che vari capi militari arabi fondano poteri autonomi, finché Ibn al-Thumna non ricerca l'ausilio dei Normanni stanziati tra Puglia e Calabria. Quelli che egli considera solo dei mercenari finiranno per prendere l'isola e fondare il futuro regno di Sicilia[2].

Con l'occupazione di Messina da parte di Roberto il Guiscardo e del fratello Ruggero, iniziò la riconquista cristiana della Sicilia. Ruggero d'Altavilla, ultimogenito di Tancredi d'Altavilla, assieme ai suoi fanti e cavalieri "cattolici", professionisti della guerra, provenienti dalle complesse realtà geopolitiche dell'odierno Meridione d'Italia, e che ormai avevano poco in comune con i loro antenati Vichinghi (fase storica tra i secoli VIII e XI), misero dunque piede in Sicilia nel 1061. Dopo aver conquistato Cerami, Troina ed altre città, si impadronirono di Catania nel 1071 e di Palermo nel 1072. Erano ben armati, anche se scarsi di numero, e avevano l'appoggio della marina pisana[3].

[modifica] Il nuovo Stato

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Contea di Sicilia.

Già con la conquista di Palermo vengono fissati i ruoli su cui si fonderanno i futuri rapporti di potere: i musulmani avrebbero conservato i propri giudici, mentre Roberto si attribuisce il titolo di malik, la parola che in arabo indica il re, come testimoniano i numerosi tarì d'oro, le monete da lui coniate. Nel portare a termine l'opera di conquista, il Gran Conte Ruggero si preoccupa di installare vescovi francesi nel territorio: l'alleanza con papa Urbano II ha condotto a quell'esperienza unica di privilegio concesso dal papa ai Normanni, investiti della sua fiducia nella scelta dei vescovi sull'isola, che fu l'Apostolica legazia. Diverso è il peso che viene dato alle diverse popolazioni: musulmani e cristiani di rito basiliano vengono iscritti nelle platee (cioè nelle liste contenenti un inventario dei possedimenti e degli abitanti relativi) come "villani": a loro non è concesso portare armi addosso e sono anche negati i diritti politici. Inoltre, devono pagare un canone sulla terra, che è divisa a parecchiate (corrispondenti ad una misura variabile, che va dai 14 ai 50 ettari). Da questa politica, risultano favoriti gli immigrati latini, in particolare i lombardi, provenienti per lo più dai territori della Marca Aleramica.

Impronte di rilievo lasciarono le colonie gallo-italiche, come quella di San Fratello che fu fatta stabilire accanto alla popolazione greca che orbitava intorno al monastero sotto i musulmani. Tale colonia non fu tra le più numerose, ma incise sul dialetto, che fu gallo-italico fino al 1922, quando, a seguito del terremoto, l'abitato fu parzialmente trasferito ad Acquedolci[4]. La presenza lombarda ebbe grande effetto anche in altri paesi interni della Sicilia orientale, come Nicosia, Aidone, Piazza Armerina, Randazzo e Sperlinga, che rientravano nei possedimenti degli Aleramici di Sicilia e dove esistono ancora oggi ricche testimonianze sia nella struttura della rete viaria che nella parlata galloitalica[5].

Nel 1101, muore Ruggero. Nel 1112, in piena reggenza, sua moglie, Adelaide del Vasto (il cui matrimonio con Ruggero è il frutto dell'alleanza tra Normanni e Aleramici), insedia la capitale dell'isola a Palermo: i grandi feudi non vengono più ammessi e l'isola diviene una sorta di grande demanio a disposizione del re (a lui, ad esempio, è riservata la caccia).

[modifica] Il ritorno del culto cristiano

Non c'è dubbio che i Normanni ripristinarono il culto cristiano sull'isola.[senza fonte] È però vero che l'occupazione normanna dell'isola si ammantò della veste di crociata anche per opportunità politica: fu nell'ottica della riconquista cristiana delle terre in mano agli infedeli che Ruggero pretese da papa Urbano II la legazia, sulla base della quale egli poté sovrintendere alla riorganizzazione del Cristianesimo isolano.[6] Le prime sedi vescovili furono istituite agganciandosi ai più grossi centri esistenti, con la sola eccezione di Troina, scelta quando ancora l'insediamento era seminale, e che cedette ben presto la palma a Messina. Troina fu per lungo tempo un caso unico di sede vescovile distante dal mare.[6] Bisogna anche sottolineare che Ruggero e Adelaide favorirono non poco l'istituzione e la costruzione di monasteri di rito greco, comunque sottomessi a vescovi latini, ma poi riuniti sotto l'autorità dell'archimandrita del Salvatore di Messina e ciò proprio mentre l'ellenismo stava retrocedendo nel Meridione d'Italia.

[modifica] La nascita del Regno di Sicilia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regno di Sicilia.

Nel 1130, Ruggero II d'Altavilla cingeva la corona di re di Sicilia. Cominciava così un regno caratterizzato dalla convivenza di varie etnie e diverse fedi religiose, una specie di stato federale con un primo parlamento, creato nel 1129, e l'organizzazione del catasto secondo una moderna concezione. Fu creata anche la contea di Ragusa, affidata a Goffredo di Ragusa.

Ai due Ruggero, e al breve interregno di Simone, successero Guglielmo I (detto il Malo) e Guglielmo II (detto il Buono), i quali tentarono di opporsi alle mire dell'imperatore Federico Barbarossa, deciso ad annientare il Regno dei Normanni in Sicilia. Un matrimonio di stato fra Enrico VI, figlio dell'imperatore Federico Barbarossa, e Costanza d'Altavilla, figlia di Ruggero II, nel 1185 aprì la strada alla conquista sveva. Nel 1194, con la morte di Guglielmo III, Costanza divenne regina di Sicilia fino alla morte nel 1198, quando il regno passò al figlio di 4 anni Federico II del Sacro Romano Impero, sotto la tutela papale.

Le costituzioni del Regno di Sicilia di Federico II di Svevia.

[modifica] Luoghi di influenza

[modifica] I normanni a Catania

Catania, sotto la dominazione normanna, ebbe un periodo di rinnovato splendore sotto la guida del vescovo benedettino Ansgerio voluto dallo stesso Gran Conte Ruggero.

[modifica] I normanni a Messina

Con le conquiste normanne, la città di Messina ebbe sviluppo demografico e si ristabilì un moderato sviluppo economico con ripercussioni culturali e artistiche. Al secolo la città ricopre un ruolo politico e socio-economico rilevante sia per la Sicilia che per la Calabria . Ciò equipara la città ad altri centri siciliani importanti quali , Catania, Siracusa e alcune città calabresi. Inoltre Messina ottenne nel 1172 con Guglielmo I di Sicilia numerosi privilegi legati alla istituzione della prima Magna Curia[7]. Il periodo vede l'aumentare degli scambi di merce per via navale, con un notevole commercio paragonabile alla sede del Regno di Sicilia, Palermo.

[modifica] I normanni a Palermo

Palazzo dei Normanni

La rilevanza della civiltà normanna a Palermo è visibile attraverso gli edifici più importanti della città, come la Chiesa della Martorana e la Cappella Palatina. Il geografo arabo Edrisi, nel libro dedicato a re Ruggero ha lasciato la testimonianza di questo magnifico periodo di fasti e ricchezza culturale[8].

Anche fuori della città, di incomparabile bellezza restano testimoni dell'epoca normanna il Duomo di Cefalù del 1131 ed il Duomo di Monreale del 1174.

[modifica] I normanni a Siracusa

Nel 1086, inizia la dominazione normanna a Siracusa, divenuta caposaldo della cacciata araba dall'isola. La città diviene una roccaforte militare, grazie alla sua posizione strategica. La politica del re Ruggero determina, inoltre, la costruzione di nuovi quartieri nell’isola e il rimaneggiamento della cattedrale nonché il restauro di diverse chiese, seguendo una politica di rinascita cristiana.

[modifica] I rapporti con gli arabi

La conquista normanna dell'isola non coincise con l’eliminazione dell'elemento musulmano, numericamente ancora consistente, malgrado le molte migrazioni verso il Maghreb, la Spagna e l'Egitto. I Normanni, sul piano politico, economico e giuridico, conservarono molti elementi dell’organizzazione musulmana, e la cultura islamica continuerà ancora a caratterizzare le vicende sociali e politiche almeno fino alla prima metà del XIII secolo. Molto influente è l'elemento arabo nell'architettura, come testimoniano a Palermo gli edifici di numerose chiese e soprattutto il palazzo reale normanno detto "la Zisa".

Il dibattito tra gli studiosi è stato prevalentemente incentrato sull’entità e sulla stessa origine di questi apporti: Michele Amari, ipotizzando una comunità col passato islamico, sosteneva che i Normanni avessero a modello gli emiri kalbiti; di recente, Jeremy Johns distingue tra l’eredità del passato islamico della Sicilia e specifici elementi nordafricani quali il dīwān, la firma reale, la scrittura reale, l’architettura e la decorazione dei palazzi importati dall’Egitto fatimida solo dopo l’istituzione del Regno nel 1130.

[modifica] La cultura

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arte della Sicilia normanna.

[modifica] Note

  1. ^ la complicatissima situazione del Mezzogiorno italiano, prima e dopo l'arrivo dei normanni, era dovuta alla coesistenza di gruppi etnici diversi tra cui bizantini, longobardi, arabi. Con narrazione attenta e puntuale. (cit.da Chalandon Ferdinand , 2009)
  2. ^ (cit.da Chalandon Ferdinand,2009)
  3. ^ (cit.da Chalandon Ferdinand,2009)
  4. ^ I. Peri, cit., p. 43.
  5. ^ Fiorenzo Toso, Le minoranze linguistiche in Italia, Il Mulino, Bologna 2008, p. 137.
  6. ^ a b I. Peri, cit., p. 13.
  7. ^ un vero e proprio tribunale del Regno di Sicilia dove si appellavano cause civili e criminali, e si difendevano i privilegi di nobili, baroni e feudi
  8. ^ Note: «In Sicilia, 1' imperatore vi stabili scuole di arti litherali e d'ogni approvata scienza, avendo chiamato con la liberalità dei premi maestri da tutte le parti del mondo, e assegnato del suo erario uno stipendio, non solo ad essi, ma eziandio agli scolari poveri, cosicché gli uomini di qualsiasi condizione e fortuna non fossero allontanati dallo studio della filosofia per ragione...alcuna‎»(cit da Giuseppe del Re, 1835)

[modifica] Bibliografia

  • Giuseppe Giarrizzo, F.Benigno, Storia della Sicilia, vol. 2, Laterza, Roma-Bari, 1999
  • Illuminato Peri, Uomini città e campagne in Sicilia dall'XI al XIII secolo, Roma-Bari, Laterza, 1978
  • Ibn Giubayr, Viaggio in Sicilia (1192), a cura di Carlo Ruta, Edi.bi.si., Messina, 2007
  • Pasquale Hamel, L'invenzione del regno, dalla conquista normanna alla fondazione del Regnum Siciliae (1061-1154), Palermo, ed. Nuova Ipsoa,2009
  • Chalandon Ferdinand, A. Tamburrini, Storia della dominazione normanna in Italia e in Sicilia, ed. Ciolfi, 2009
  • Domenico del Re, B. Fabbricatore, S. Gatti, M. Naldi, S. Volpicella, E. Rocco, N. Corcia, C. Minieri-Riccio,Cronisti e scrittori sincroni della dominazione normanna nel regno di Puglia e Sicilia: Svevi - Stamperia dell' Iride 1868 - Provenienza: Biblioteca Pubblica di New York
  • Giuseppe Del Re, Descrizione topografica, fisica, economica, politica de' reali dominj al di qua del faro nel regno delle due Sicilie con cenni storici fin dà tempi avanti il dominio dè Romani, Volumi 1 e 2 - ed. La pietà de' Turchini 1835 - Provenienza: University of California
  • Camillo Minieri-Riccio, Alcuni studii storici intorno a Manfredi e Corradino della imperiale casa di Hohenstauffen, ed. San Marcellino, 1850 (ristampa 2010) - Provenienza: Biblioteca Pubblica Bavarese
  • Salvatore Tramontana - Il Mezzogiorno medievale: normanni, svevi, angioini, aragonesi nei secoli XI-XV,ed Carrocci, 2000
  • Vittorio Noto, "Architetture medievali normanne e siculo normanne", ed. Vittorietti, Palermo 2012

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[modifica] Collegamenti esterni