Raffadali
| Raffadali comune |
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|---|---|---|---|---|---|
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Silvio Marcello Cuffaro (centrodestra) dal 13/05/2007 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 37°24′17″N 13°32′2″E / 37.40472°N 13.53389°ECoordinate: 37°24′17″N 13°32′2″E / 37.40472°N 13.53389°E | ||||
| Altitudine | 420 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 22,05 km² | ||||
| Abitanti | 12 924[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 586,12 ab./km² | ||||
| Frazioni | Sant'Anna (Raffadali) | ||||
| Comuni confinanti | Agrigento, Joppolo Giancaxio, Sant'Angelo Muxaro, Santa Elisabetta | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 92015 | ||||
| Prefisso | 0922 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 084030 | ||||
| Cod. catastale | H159 | ||||
| Targa | AG | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Cl. climatica | zona C, 1 177 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | raffadalesi | ||||
| Patrono | santa Oliva di Palermo | ||||
| Giorno festivo | II domenica di luglio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Raffadali nella provincia di Agrigento |
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| Sito istituzionale | |||||
Raffadali è un comune italiano di 12.924 abitanti[3] della provincia di Agrigento in Sicilia.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
[modifica] Territorio
Si erge su una zona collinare fra i fiumi Platani e Salso, a 425 m sul livello del mare. Dista 11 km da Agrigento, copre un'area di circa 1.617 ettari e conta una densità di 586,12 abitanti per km². L'aspetto fisico del territorio è caratterizzato da marne bianche e foraminifere, da suoli bruni e regosuoli.
- Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003[4].
[modifica] Clima
La costante di queste aree è il clima di tipo "Mediterraneo" con temperatura media di 26° - 28 °C in luglio e agosto e con punte massime di 30° - 32 °C.
- Classificazione climatica: zona C, 1177 GG[5].
[modifica] Storia
| Le origini del nome |
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Il nome Raffadali ha origine dall'arabo رحال افدال (Rahl-Afdal), che significa "villaggio eccellente". |
[modifica] Preistoria
La storia di Raffadali svanisce nelle nebbie della preistoria; di tali lontane origini però si scoprono ancora oggi, tracce interessanti che testimoniano la continuità della presenza umana sin dal neolitico superiore. Resti di capanne, ingrottati, reperti fittili, e ancor più significative e rare, sculture litiche (La Venere di Businè) indicano che nell'ampio territorio nel cui sito è l'odierna Raffadali, l'uomo visse ed ebbe modo, tempo ed intelletto per dedicarsi alla meditazione artistica. Raffadali inteso non come insediamento urbano ma come territorio abitato dovette essere sempre territorio agro-pastorale.La discreta fertilità del suolo, la varietà della natura, dai siti rupestri, alle vallate fresche per vene di acqua corrente o sorgiva, si prestavano a tale destinazione ancora viva ai giorni nostri.
[modifica] Età medievale
Gli arabi giunti intorno al primo quarto del secolo IX portarono una nuova civiltà agricola introducento la coltura degli agrumi, delle rosacee (pero, albicocco, pistacchio) e forse del carrubbo, organizzarono e realizzarono la raccolta e la canalizzazione delle scarse, e perciò preziose, riserve idriche; introdussero una nuova pasticceria che aveva come componente principale la mandorla ed il pistacchio.La presenza araba è forte la si sovrappone alla primitiva cultura locale. Etnicamente determina un aumento generazionale, ancora oggi è rinvenibile nei carratteri somatici della popolazione (non soltanto raffadalese). È in questa epoca che nasce Raffadali (forse da Rahl-afdal).Alla dominazione araba, dopo circa due secoli, succede quella normanna che porta la propria civiltà ma assorbe, con intelligenza e temperanza, quella dei predecessori.Al potere dei conquistatori siaffianca, quando non si contrappone, quello della chiesa saldamente organizzata e fortemente radicata nella coscienza religiosa. È in quest'epoca che il feudo assume la caratteristica di circoscrizione politica-agro-socio-economica; su di esso esercita i più ampi poteri il Signore, soggetto solo al potere centrale, il sovrano (normanno, poi svevo, poi angioino, poi aragonese ect.) ; Raffadali diventa un grande feudo concesso nell'XI secolo ai Montaperto.
[modifica] Età moderna
L'odierna cittadina venne fondata sulle rovine dell'antico casale. Nel 1507 Pietro Montaperto ottenne dal Re Ferdinando lo "ius populandi" per la espansione dell'agglomerato urbano, e iniziò i lavori di consolidamento del castello e di costruzione della Chiesa Madre. Nel 1649 Giuseppe Nicolò Montaperto, intervenne per reprimere una rivolta degli agrigentini contro il vescovo Trajna accusato di costringere la popolazione alla fame. Per premiare il coraggio e la fedeltà dei Montaperto, Filippo IV di Spagna insignì la famiglia feudataria di Raffadali del titolo di Principe, elevando anche il feudo al rango di principato. L'ultimo signore di Raffadali fu Salvatore Montaperto Valguarnera.
Siamo agli albori dell'urbanistica in luoghi dove le uniche espressioni urbanistiche erano la trazzera con la fontana, la chiesa, il castello.Le profonde trasformazioni politiche che tra la fine del 700 e l'inizio dell'800 cambiano il volto degli stati europei, coinvolgono la Sicilia e segnano il mutamento delle strutture ispirate a nuovi principi di libertà, ed alla esigenza di una diversa distribuzione della ricchezza: tramonta il feudalesimo; Raffadali, da borgo del feudo, lentamente si trasforma in borgo rurale di piccoli e medi proprietari rimanendo ai vecchi feudatari il diritto enfiteutico sulle frazioni del fondo.
[modifica] Età contemporanea
I venti rivoluzionari del '48 spirano anche su Raffadali che, con una coscienza politica sorprendente, date le sue origini e le consolidate consuetudini feudali, partecipa ai movimenti per lìindipendenza italiana ed il distacco dalla Spagna, alla quale la dinastia borbonica del Regno delle due Sicilie, etichetta certamente fittizia. Anche a Raffadali plebiscitariamente voterà per l'ammissione al Regno d'Italia. Tuttavia l'economia agricola non migliora poiché il grande latifondo si trasforma in un mosaico di fazzoletti di terra insufficienti di per sé ad assicurare benessere a ciascun propritario.Ma i feudi minori (non quelli cioè che costituivano il territorio sul quale il principe investito dal sovrano esercitava poteri amplissimi, compreso quelli attinenti alla giustizia civile ed in parte a quella criminale) erano rimasti in mano ai grandi proprietari, che pur avendone ben organizzato lo sfruttamento tenevano i contadini in condizioni misere.
Il ventennio tra le due guerre mondiali segna un periodo di stallo per la vita di Raffadali dove una modesta borghesia consolida le sue posizioni attraverso l'oculata amministazione di una piccola (ma non piccolissima) proprietà terriera e l'esercizio delle professioni liberali.Il fascismo promette al proletariato nuovi orizzonti ma la seconda guerra mondiale brutalmente riporta i contadini di Raffadali alla realtà di una miseria mai lenita. Fervono così i movimenti contadini per l'abbattimento della residua grande proprietà terriera e la spartizione delle terre.
La riforma agraria riesce a scorporare il latifondo, ma i quattro ettari a testa assegnati a ciascun contadino finiscono con il non essere utili perché la trasformazione delle tecniche della coltivazio ne postula l'adozione dei mezzi meccanici, per una produzione competitiva da smaltire commercialmente.
[modifica] Simboli
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Blasonatura
d’azzurro, a quattro sbarre alternate da nove rose, poste 1.2.3.2.1; il tutto d’argento.
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Lo stemma comunale ha origine dal blasone della famiglia dei principi di Montaperto. Fu rielaborata la simbologia dello stemma araldico della famiglia che era costituito da: spaccato semipartito nel 1º d’azzurro a quattro sbarre trasverse insieme a nove rose poste in posizione 1, 2, 3, 2, 1 in colore argento. Nel 2º di rosso alla mezza aquila d’argento si muove dalla divisione a destra. Nel 3º tinto d’azzurro con cinque file color oro. Nel cimiero si trova un cavaliere armato che ha l'armatura in colore argento, con la lancia in resta, e cavalca un cavallo bianco che galoppa nel rosso delle fiamme scaturenti una montagna. La divisa è costituita dal motto: "Ad astra".
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
Nella chiesa madre, chiesa di Santa Oliva che si trova al centro del paese e domina insieme al castello Montaperto la Via Nazionale. Nella chiesa nella seconda metà di luglio si celebra la festa della Madonna degli Infermi, patrona di Raffadali. La sua costruzione cominciò nella seconda metà del XV secolo per volere della famiglia Montaperto, ma fu finita due di secoli più tardi. Nella decorazione del portale a sinistra della facciata principale si vede la data 1831. La chiesa è rivolta verso sud, è lunga 40 m. e larga 26 m. La facciata principale deriva da modelli tardo rinascimentali romani. La pianta è a croce latina ed è suddivisa in tre navate con transetto. La cupola e la volta della navata centrale sono affrescate. All'interno si trova un Sarcofago romano in marmo del II secolo d.C. con su inciso Ratto di Proserpina, una statua in legno di Maria SS, degli infermi con il Bambino, costruita da Nicola Buttafuoco del 1585 e le tombe dei Montaperto e di molte altre persone. si possono ammirare molte opere d'arte di valore.
Altri edifici religiosi sono:
- Chiesa del Carmelo
- Chiesa di San Giuseppe: Risalente al XIX secolo, il suo interno risente da vicino la mano dell'architetto Saverio Bentivegna, della prima metà dell'Ottocento. Molti decenni prima si suppone invece costruita la facciata perché, con le abbondanti flessuosità delle linee, con l'ardita distesa degli spazi, offre evidenti riferimenti al mondo barocco. La chiesa sorge accanto al Monastero delle suore Collegine con il suo frontale barocco
- Chiesa del Rosario
- Chiesa di San Giacinto Giordano Ansalone.
[modifica] Cappelle
A Raffadali esistono circa 5 cappellette situata ognuna in un quartiere del paese.In passato erano molto frequentate ora invece sono tutte abbandonate e fatiscenti eccetto una situata in una zona vecchia del paese ancora abitata.
[modifica] Edicole Sacre
A Raffadali esistono 2 edicole sacre dedicate ognuna alla Madonna col Gesù Bambino. Esse si trovano in via Porta Agrigento e in via Porta Palermo.
[modifica] Archittetture civili
- Palazzo Principe, ex dimora dei principi di Montaperto.Costruito nel VIII secolo, subì nel corso degli anni molte modifiche, tra cui la distruzione di una delle torri e delle merlature. Nei suoi sotterranei si trovano antiche macchine di tortura, che i principi Montaperto usavano contro i ribelli ed i criminali. Il Palazzo è collegato al duomo del paese attraverso un tunnel ancora oggi esistente. Tale passaggio veniva usato dai principi per evitare eventuali attentati.
- Palazzo di Città, sede del comune di Raffadali, sulla cui facciata si trova lo Stemma di Raffadali.
[modifica] Siti archeologici
- Cozzo Busonè, è un colle che si trova a Raffadali, Agrigento, al cui interno furono trovate le famose Veneri di Busonè, due statuette femminili dell'età del rame, oggi esposte al Museo Archeologico di Agrigento. È stato anche il più antico insediamento umano di Raffadali, nonché una necropoli. A questo colle sono legate molte leggende arabe tra le quali quella secondo cui ogni sette anni e mezzo, nelle notti di Luna piena la collina si apra rivelando al suo interno un tesoro. A questa leggenda è stata anche dedicata una canzone.
- Cozzo Pietra Rossa, è un rilievo e un'area archeologica ubicata nel territorio di Raffadali, in provincia di Agrigento. Nel sito di Cozzo Pietra Rossa si trova una necropoli con tombe risalenti all'età del bronzo e all'inizio dell'età del rame e una serie di tombe a forno, come il vicino Cozzo Tahari ora quasi del tutto divorato dalle ruspe.
- Colle Palombara, è una dei monti raffadalesi ed un sito archeologico. Dentro una fenditura sui fianchi del colle Palombara, a tre chilometri ad ovest di Raffadali, alcuni speleologi hanno scopert, alla fine di un grande cunicolo, uno slargo con stalattiti, e, saldate al suolo, ossa calcificate e cocci fittili della Facies Castellucciana. Fino agli anni cinquanta, secondo Lo Mascolo, a poche centinaia di metri da Raffadali vi erano ancora grotte più grandi, ora non piu' esistenti, vere e proprie stanze scavate nella roccia. Una grandissima, nel poggio di Terranova, un'altra semidistrutta verso nord - ovest scavata sul piccolo masso roccioso, sul quale sorgeva la cappella della Madonna delle Grazie, dalla quale la contrada prende il nome. Altre grotte si trovano sul cozzo dove sorge la chiesa di S. Antonio Abate presso la quale, nel secolo scorso, ve ne erano delle altre.
- Monte Guastanella, il monte, che ha una prominenza di circa 250 metri sui rilievi circostanti, è formato da scisto gessoso, bianco e vetroso, una roccia ruvida e dura, ma friabile e semplice da scavare. Su di esso si trova un sito archeologico comprendente una necropoli e conservando altresì i resti di un castello arabo. Il castello arabo di guastanella fu usato dai musulmani come luogo di deportazione, qui fu imprigionato per tre volte in periodi successivi il vescovo di Agrigento Ursone. Tra il 1221 e il 1232 Federico II di Svevia tornò in Sicilia dopo aver combattuto una guerra in Germania contro Ottone IV di Brunswick, combatté gli arabi, li sconfisse e distrusse anche la fortezza. Del castello oggi restano poche rovine. Sulla cima del monte Guastanella si trovano antiche grotte scavate nella parete.
- Monte Grotticelle, una montagna della Sicilia in provincia di Agrigento.Il monte è una delle alture che circondano Raffadali oltre che un sito archeologico. Lungo le sue pendici è stata scoperta una necropoli romano-bizantina, costituita da numerose tombe scavate nella roccia, e alcuni resti di costruzioni appartenenti all'antica Erbesso. Qui è stato ritrovato un sarcofago di età romana di notevole valore ed interesse archeologico ed artistico rappresentante il Ratto di Proserpina.
[modifica] Altro
- Statue ed altri monumenti
Quattro monumenti decorano piazze e vie di Raffadali: il monumento ai caduti di tutte le guerre, inaugurato nel 1924 e situato davanti alla chiesa madre; il monumento a Francesco Spoto, posto ai lati della via Nazionale; il monumento al movimento operaio e contadino, posto in Piano Progresso, nelle vicinanze di Palazzo Principe, ed il monumento a Cesare Sessa, inaugurato nel 2007, sito nella piazzetta omonima.
Nel 2006, è stato inaugurato un bassorilievo in memoria di Salvatore Di Benedetto nel Teatro civico di Raffadali.
[modifica] Fontane
A Raffadali sono presenti 3 fontane pubbliche molto antiche: una è posta in Piano Progresso, è la più recente, ed ha uno scopo puramente decorativo. Un'altra è posta in via Porta Palermo, ha circa 300 anni ed era usata fino a poco tempo fa per abbeverare gli animali.Ed infine ve n'è un'altra nella strada verso Joppolo Giancaxio ed ha la stessa funzione della precedente.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
Dall'analisi della struttura della popolazione emergono dei dati che confermano alcuni fenomeni che si sono verificati negli ultimi 30 anni su tutta la compagine demografica nazionale, che supera i 65 anni sulle altri classi di eta'. A Raffadali dal 1961 al 1991 la popolazione ultrasessantacinquenne è aumentaya notevolmente sia in termini assoluti, passandoda1126 a 2035 soggetti, che in termini relativi, passando dal 9% al 15% della popolazione, mentre rispetto alla popolazione del '61 sono aumentati dell'81%. Un andamento contrapposto si registra nelle classi di età giovanile, in particolare quelli che rientrano convenzionalmente tra 0 e 14 anni, tale decrescenza si registra negli ultimi venti anni, in valore assoluto sono passati da 3487 a 2793 ed in termini relativi dal 27 al 20%, rispetto al 1961 sono diminuiti invece del 15%. In termini assoluti la diminuizione della popolazione più giovane si evidenzia maggiormente nella suddivisione di essa per classe di età.
[modifica] Etnie e minoranze stranieri
| Nazionalità | Residenti |
|---|---|
| 7 | |
| 9 | |
| 7 |
[modifica] Tradizioni e folclore
- Natale: durante il Natale vengono cantate le novene che sono molto semplici, la gente si riunisce attorno ad una nicchia di sparacella tinteggiata di bambagia, con i ridenti occhioni rossi delle arance. Anche le preghiere e sono molto semplici. Quando finisce il periodo della novena, inizia la pastorale, che è una piccola recita teatrale.Il personaggio principale è Nardo un pastore pasticcione. E' tradizione mangiare i purciddati, strudel riempiti con fichi secchi e mandorle triturate e il pane con i fichi.
- Carnevale: molto importanti sono anche le manifestazioni di carnevale, durante il quale si svolgono sfilate di carri allegorici e gruppi per le vie più importanti del paese, e verso tarda sera balli in maschera per la Via Nazionale.Il carnevale dura quattro serate di allegria e colori nel paese dal sabato al martedì grasso.
Tradizionalmente vengongono preparati i spingi, frittelle di pasta di farina e uova o in alternativa purea di patate, fritte in abbondante olio e addolciti con zucchero o miele, la pignulata, dolce di pasta di farina e uova, preparate a forma cilindrica dello spessore di un dito e dopo averli fritti in olio si mescolano con zucchero riscaldato.
- Pasqua: durante la Pasqua il Venerdì Santo è il giorno più importante. Si sente dire: Per me la più bella festa è quella del venerdì santo. Infatti il Calvario è un monumento cittadino. Le funzioni non sono quelle liturgiche della chiesa, ma sono le rappresentazioni teatrali sacre che si svolgono, su un palcoscenico stabile, all’aperto, a un pubblico immenso di spettatori. Per l'intera giornata le persone sono legate al mistero di Cristo morto.
Tradizionalmente vengono preparare u panareddu cu l'ovu, pasta di farina opportunamente preparata a forma di panierino con un uovo di gallina al forno.
[modifica] Cultura
[modifica] Istruzione
Uno degli indicatori che fa emergere la migliorata condizione economica della popolazione è il suo grado di istruzione. Dai dati rilevati, ai censimenti presi in considerazione, si desume come sia aumentato, a tutti i livelli, il grado di istruzione scolastica.I dati che principalmente emergono sono quelli relativi all'aumento della popolazione che ha conseguito la licenza media e la contemporanea diminuizione dell'analfabetismo.Il primo è passato tra il 61 e il 91, in valore assoluto da 319 a 3.665 unità, registrando un aumento del 1.049% ; il secondo in termini assoluti, è passato da 2.279 a 825 con una diminuzione del 64%.Il fenomeno dell'analfabetismo, destinato a scomparire, sull'intera popolazione, rappresenta il 6%.Risultati positivi si registrano anche per l'istruzione superiore, avendo avuto variazioni assolute per i laureati da 52 a 282 unità, per i diplomati e simili da 319 a 1.746.
[modifica] Biblioteche
La Biblioteca Comunale "Salvatore di Benedetto", intitolata al personaggio illustre, ha sede presso alcune stanze del Palazzo Comunale, in Via Nazionale. Dispone di un fondo librario di oltre 8.000 volumi.
[modifica] Scuole
Raffadali ha una scuola media, tre scuole elementari e quattro asili .
[modifica] Media
Elenco dei media di diffusione locale fruibili a Raffadali.
[modifica] Stampa
- Ad Est
- Il Fatto Locale
- L'Eco di Raffadali
[modifica] Radio
- Radio Popolare (Raffadali): è stata una Radio Libera esistita a Raffadali tra gli anni '80 e gli anni '90. Essa veniva gestita da alcuni ragazzi di sinistra e trasmetteva programmi culturali e politici.
[modifica] Arte
- Sarcofago romano, è un sarcofago di età romana che presenta una classica raffigurazione del ratto di Proserpina. É stato ritrovato in contrada Grotticelle a Raffadali nel 1500 , dove riaffiorano altre testimonianze del periodo romano. Il sarcofago fu tenuto prima nel palazzo dei principi di Montaperto, poi venne donato da questi ultimi alla chiesa madre del paese, dove è tuttora custodito.
[modifica] Cucina
Il piatto tipico di Raffadali è il macco di fave e si tratta di una crema di fave realizzata con una cottura prolungata di fave secche alle quali viene aggiunta una verdura, solitamente delle bietole, e servita con il solo condimento di olio extravergine di oliva. È un piatto povero della cultura contadina e nello stesso tempo molto nutriente. Risale all'antichità in quanto sembra fosse conosciuto al tempo degli antichi romani.
[modifica] Personalità legate a Raffadali
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Personalità legate a Raffadali. |
Tra i cittadini raffadalesi più conosciuti ricordiamo:
- Cesare Sessa, sindacalista e parlamentare nazionale e regionale
- Domenico Alvise Galletto, regista
- Francesco Spoto, religioso
- Salvatore Di Benedetto, partigiano, parlamentare nazionale e regionale
- Vittoria Giunti, partigiana
- Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana
- Tinturia, gruppo musicale
- Giuseppe Serroy, medico e poeta
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Urbanistica
Il nucleo più antico è costituito da un fitto intrico di stradine, vicoletti, cortili nei quali si affacciano, l'una a ridosso dell'altra, casupole di pietrame e gesso con le caratteristiche ripide scale esterne che consentono l'accesso al vano a primo piano, quasi sempre unico, soprastante il piano terra, ed il tutto si raggruma attorno al castello ed alla chiesa madre, simbolicamente imponenti. Il cuore della città sin dal principio del XX secolo è la via Nazionale dove si svolgono le attività vitali cittadine. In essa vi si trovano: il municipio, la chiesa madre, il castello, la biblioteca, i negozi, le banche, i circoli, gli studi professionali, le sedi dei partiti e altro ancora.
[modifica] Frazioni
- Sant'Anna, è una frazione di 21 abitanti di Raffadali, comune italiano della provincia di Agrigento in Sicilia. Sorge sottostante il centro capoluogo, posto a 420 m s.l.m.
[modifica] Economia
Nel paese prevale un'economia di tipo agricolo con una notevole produzione di grano, uva, mandorle, pistacchi e olive e l'allevamento bovino e ovino.
Durante l'ultimo cinquantennio 1961-2011, all'aumento della popolazione ha corrisposto un aumento delle persone in condizione professionale con indice di disoccupazione molto vicini a quelli del resto del territorio regionale. Ciò che è mutato notevolmente anche nei confronti del territorio provinciale è la struttura produttiva.Da economia di natura agricola si è passati ad una terziarizzazione delle attività.Infatti la popolazione in condizione professionale per il settore dell'agricoltura dal 71 al 91 è passata in valore assoluto da 1641 a 636 unità in termini relativi dal 49 al 19 %.In contrapposizione, ed in maniera crescente, la popolazione dedita ad altre attività in termini assoluti è passata da 706 a 2015 unità ed in termini relativi dal 21 al 60 %.Dai dati ISTAT si registra che oltre il 50 % degli addetti è dedito ad attività commerciali ed artigianali. Decremento consistente ha avuto invece nell'ultimo ventennio la popolazione addetta all'industria, in termini relativi è passata dal 30 al 20 % ; ciò è da addebitare ad una crisi di carattere generale ed altresì alla carenza di un piano organico a livello locale.
[modifica] Agricoltura
Ben sviluppata è anche l'agricoltura: vigneti, oliveti, mandorleti e frutteti sono le principali colture, a complemento delle quali sono sorti oleifici e stabilimenti enologici e conservieri. Attivissimo il commercio di prodotti agricoli, favorito dalla specializzazione delle colture (pomodori, carciofi, cetrioli, uva da tavola, pere e fichi), che determina una forte corrente di esportazione.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
Il terminal dei bus extraurbani si trovano in via Nazionale. Sono garantiti collegamenti diretti per Palermo, Agrigento, Trapani, Sciacca e per i paesi limitrofi. Inoltre Raffadali dispone di una linea di pullman per la Romania. I trasporti urbani sono invece garantiti dalla ditta C.A.R.
[modifica] Strade
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Silvio Marcello Cuffaro (centrodestra) dal 13/05/2007
Indirizzo della casa comunale: Via Nazionale, 111 - 92015 Raffadali (Ag)
[modifica] Amministrazioni precedenti
| Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Raffadali. |
[modifica] Altre informazioni amministrative
Il comune di Raffadali fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.3 (Colline del Platani)[6].
[modifica] Sport
[modifica] Calcio
- La principale squadra di calcio del paese è la F.C.D. Raffadali Calcio, che milita nel campionato di Eccellenza. La squadra venne fondata nel 1990 da Bruno Fabio, attuale presidente della squadra. La F.C.D. Raffadali Calcio fece subito carriera passando dalla terza categoria alla Eccellenza in pochi anni.
- Nel 2010 è stata fondata l'A.S.D. Atletico Raffadali, che milita nel campionato di Seconda Categoria.
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ Dati Istat al 31 dicembre 2010
- ^ Classificazione sismica dei comuni italiani in Sito ufficiale Protezione civile. URL consultato il 16-11-2009. (PDF)
- ^ Clima Sicilia in Dati Confedilizia. URL consultato il 07-11-2009.
- ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato il 08-07-2011.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Raffadali
[modifica] Collegamenti esterni
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