Gerlando Alberti

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Gerlando Alberti, anche conosciuto come "U Paccarè" (l'imperturbabile) (Palermo, 18 settembre 1927Palermo, 1º febbraio 2012), è stato un criminale italiano. Appartenente alla famiglia di Cosa Nostra di Porta Nuova di Palermo, guidata dal boss Giuseppe Calò.

Il nipote Gerlando Alberti Jr era anch'esso affiliato a Cosa Nostra[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Alberti era il figlio di un venditore di frutta ed è cresciuto a Palermo, nel quartiere di Danisinni. È stato avviato a Cosa nostra da Gaetano Filippone (u' zù Tanu), boss di Porta Nuova. Nel 1956 fu assolto dall'accusa di un omicidio per insufficienza di prove. Ufficialmente Alberti vendeva tessuti, ma in realtà contrabbandava gioielli e trafficava droga. Nel 1961 ha istituito un settore tessile a Milano e ha formato una Cosca a Genova e Milano. Alberti è stato incriminato nel luglio del 1963 con Tommaso Buscetta e altri 53 mafiosi della strage di Ciaculli. Fu assolto ma mandato al confino in Lombardia. Nel dicembre 1969 tornò a Palermo mentre doveva essere al confino, quando il boss Michele Cavataio fu ucciso perché faceva il doppio gioco nella prima guerra di mafia.

È stato coinvolto in numerosi eventi di mafia, come la strage di Ciaculli (1963), la strage di Viale Lazio (1969), la scomparsa del giornalista Mauro De Mauro (1970) e l'uccisione del procuratore capo Pietro Scaglione (1971). È stato uno dei principali mafiosi coinvolti prima nel contrabbando di sigarette negli anni sessanta e poi nel traffico di eroina negli anni settanta.

L'arresto[modifica | modifica sorgente]

Dopo un primo arresto ad opera dell'allora colonnello dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, è scarcerato nei primi mesi del 1971 e torna latitante. Il 26 agosto 1980 la polizia che si era infiltrata nell'hotel Riva smeralda a Palermo, per arrestare alcuni marsigliesi fu da questi inconsapevolmente condotta in una raffineria di droga nei pressi di Carini, dove nella retata antidroga fu arrestato anche Gerlando Alberti. Due giorni dopo fu assassinato il titolare dell'albergo e per l'omicidio fu condannato Alberti come mandante[2]

Nel 2008 era stato coinvolto nell'operazione Perseo dei carabinieri di Palermo che aveva portato a 99 arresti, e posto ai domiciliari.

È morto il 31 gennaio 2012 all'età di 84 anni, mentre si trovava agli arresti domiciliari nella sua abitazione palermitana[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mafia. Ai domiciliari Gerlando Alberti, il killer di Graziella Campagna | America Oggi
  2. ^ Trentuno anni fa la mafia uccideva Carmelo Jannì
  3. ^ Repubblica

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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