Teatro Massimo Vittorio Emanuele

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Coordinate: 38°07′12.66″N 13°21′26.33″E / 38.120183°N 13.357314°E38.120183; 13.357314

Teatro Massimo Vittorio Emanuele
Palermo-Teatro-Massimo-bjs2007-04.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Palermo
Indirizzo Piazza Giuseppe Verdi - 90138
Dati tecnici
Tipo Sala a ferro di cavallo con cinque ordini di palchi più un loggione
Fossa Presente
Capienza 1358 posti
Realizzazione
Costruzione 1875-1891
Architetto G.B.F. Basile, Ernesto Basile
Sito ufficiale
« L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire »
(epigrafe anonima incisa sull'architrave del portico del Teatro Massimo)

Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo è il più grande edificio teatrale lirico d'Italia, e uno dei più grandi d'Europa, terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l'Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Ambienti di rappresentanza, sale, gallerie e scale monumentali circondano il teatro vero e proprio, formando un complesso architettonico di grandiose proporzioni.

Corpo di ballo:[modifica | modifica wikitesto]

Elisa Arnone Soimita Lupu

Carmen Marcuccio Monica Piazza Floriana Zaja Annalisa Bardo Francesca Bellone Francesca Davoli Lucia Ermetto Noemi Ferrante Simona Filippone Romina Leone Alessia Pollini Giada Scimemi Valentina Zaja

Giuseppe Bonanno Vito Bortone Marcello Carini Daniele Chiodo Fabio Correnti Gaetano La Mantia Gianluca Mascia Andrea Mocciardini Benedetto Oliva Manuel Barzon Giuseppe Rosignano

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alla sua apertura, per monumentalità e dimensione (oltre 7.700 metri quadrati), suscitò le invidie di molti, come si può facilmente verificare leggendo i giornali italiani dell'epoca (es: L'Illustrazione Italiana del 6 giugno 1897). Di gusto neoclassico-eclettico, sorge sulle aree di risulta della chiesa delle Stimmate e del monastero di San Giuliano che vennero demoliti alla fine dell’Ottocento per fare spazio alla grandiosa costruzione. I lavori furono iniziati nel 1875 dopo vicende travagliate che seguirono il concorso del 1864 vinto dall'architetto Giovan Battista Filippo Basile, alla morte del quale subentrò il figlio, anch'esso architetto, che accettò di ultimare l'opera in corso del padre su richiesta del Comune di Palermo, completando anche i disegni necessari per la prosecuzione dei lavori del Teatro.

Cupola del teatro

L'impresa di costruzioni che lo edificò apparteneva ai due Soci - Giovanni Rutelli ed Alberto Machì. L'architetto Cav. Giovanni Rutelli, di antica famiglia italiana con tradizioni anche nel settore dell'architettura fin dalla prima metà del Settecento palermitano con l'architetto S.r Mario Rutelli (bisnonno di Giovanni), diresse dall'inizio, fino al completamento, tutti i lavori di costruzione dell'edificio con la propria direzione tecnica e costruttiva (tutte le opere murarie, le quali erano in pietra da taglio, dalle fondamenta sino all'ossatura dei solai, comprese tutte le decorazioni esterne). Il Rutelli, costruttore civile ed imprenditore molto richiesto, era pure un profondo esperto sia delle antiche costruzioni greco-romane che della scienza stereotomica, conoscenze ereditate dalla stessa famiglia composta da diversi architetti ed imprenditori provenienti dall'antica ed importante scuola siciliana degli architettori di impronta classica e barocca ma anche da artisti puramente classici della scultura, conoscenze essenziali e preziose per poter erigere un edificio - tempio del genere e mole come il Teatro Massimo, vero monumento dall'autentico stile greco-romano, completando così il progetto dell'ecclettico Basile. Da ricordare che G.B.F. Basile aveva organizzato dei corsi di formazione d'arte classica sia per l'intaglio della pietra che per la decorazione atti a formare un adeguato numero di esperti maestri preparati a dare le volute forme, e quindi a poter rifinire nei minimi dettagli richiesti tutti gl'innumerevoli blocchi di pietra viva da taglio necessari all'edificazione dell'imponente teatro, a parte le precise ed originali decorazioni esterne da apportare in seguito (durante quel periodo il numero di maestri esperti intagliatori a disposizione era estremamente esiguo poiché le note Maestranze dei tempi erano già andate scomparendo); per la costruzione, di maestri dell'intaglio se ne impiegarono addirittura circa centocinquanta; fu l'occasione da parte del Rutelli di ideare anche una rivoluzionaria gru azionata da un motore a vapore e caratterizzata da un ingegnoso sistema di pulegge/carrucole e cavi che s'impiegò effettivamente e con successo durante l'edificazione del Teatro Massimo V. E. per il sollevamento dei grossi massi, capitelli e colonne (capacità di sollevamento fino ad otto tonnellate di peso) a considerevoli altezze per quel tempo (fino a metri 22 d'altezza), il che poté accelerare anche il proseguimento dei lavori. Di detta gru il Comune di Palermo ne custodisce oggi il relativo prototipo in scala donato al tempo dallo stesso Giovanni Rutelli. Nel 1897 si inaugurò ampiamente l'apertura ufficiale del Teatro: nel 1997 venne riaperto dopo un lunghissimo periodo d'abbandono iniziato nel 1974 per motivi di restauro procrastinato. Il lungo periodo di chiusura fu gestito dal sovrintendente Ubaldo Mirabelli dal 1977 al 1995.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La simmetria compositiva attorno all’asse dell’ingresso, la ripetizione costante degli elementi (colonne, finestre ad archi), la decorazione rigorosamente composta, definiscono una struttura spaziale semplice ed una volumetria chiara, armonica e geometrica, d’ispirazione greca e romana. I riferimenti formali di quest'edificio sono, oltre che nei teatri antichi, anche nelle costruzioni religiose e pubbliche romane quali il tempio, la basilica civile e le terme soprattutto nello sviluppo planimetrico dei volumi e nella copertura.

Sul frontone della facciata si può leggere il motto "L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenire".

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

L’esterno del teatro, seguendo la moda dell'attualizzazione delle architetture antiche, presenta un pronao corinzio esastilo elevato su una monumentale scalinata ai lati della quale sono posti due leoni bronzei con le allegorie della Tragedia dello scultore Benedetto Civiletti e della Lirica dello scultore Maestro Cav. Mario Rutelli, figlio dello stesso Architetto Giovanni (Mario Rutelli è, fra le centinaia di sue opere scultoree, l'autore della quadriga che orna il pronao del Politeama Garibaldi, l'altro grande teatro di Palermo); in alto l'edificio è sovrastato da un'enorme cupola emisferica. L'ossatura della cupola è una struttura metallica reticolare che s'appoggia ad un sistema di rulli a consentirne gli spostamenti dovuti alle variazioni di temperatura.

Teatro Massimo (Particolare)

Interno e aerazione[modifica | modifica wikitesto]

L'apparato architettonico della grande sala si deve all'architetto Ernesto Basile, figlio di Giovan Battista, autore del complesso generale dell'opera. Ernesto raffinatissimo rappresentante del Liberty europeo, si servì per le decorazioni e i particolari della valida opera del Ducrot, soprattutto per le raffinatissime composizioni dei palchi e degli arredi. L'interno è decorato e dipinto da Rocco Lentini, Ettore De Maria Bergler, Michele Cortegiani, Luigi Di Giovanni. La sala, a ferro di cavallo, con cinque ordini di palchi e galleria (loggione). La platea dispone di uno speciale soffitto mobile composto da grandi pannelli lignei affrescati (i cosiddetti petali) che vengono mossi da un meccanismo di gestione dell'apertura modulabile verso l'alto, che consente l'aerazione dell'intero ambiente. Il sistema permette al teatro di non necessitare di aerazione forzata per la ventilazione e la climatizzazione interna.

Acustica[modifica | modifica wikitesto]

Nella rotonda del mezzogiorno o sala pompeiana, la sala riservata in origine ai soli uomini, si può constatare un effetto di risonanza particolarissimo, appositamente ottenuto dall'architetto tramite una leggera asimmetria della sala, tale per cui chi si trova al centro esatto della sala ha la percezione di udire la propria voce amplificata a dismisura, mentre nel resto dell'ambiente la risonanza è enorme e tale per cui risulta impossibile comprendere dall'esterno della rotonda quanto viene detto al suo interno.[modifica | modifica wikitesto]

Il Massimo nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 il teatro è stato lo scenario di alcune riprese del film Il padrino - Parte III di Francis Ford Coppola, con Al Pacino, Andy García e Sofia Coppola in cui il padrino Michael Corleone si reca a Palermo per assistere al debutto del figlio nella Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro fu edificato fra il bastione di San Vito e La Porta Maqueda, abbattendo la Chiesa delle Stimmate e l'annesso convento e la Chiesa di San Giuliano; la tradizione narra che una suora detta "la monachella" (la prima Madre Superiora del convento) si aggiri ancora per le sale del teatro. Si dice anche che chi non creda alla leggenda inciampi in un particolare gradino entrando a teatro, gradino detto appunto "gradino della suora".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Maria Fundarò, Il concorso per il Teatro Massimo di Palermo: storia e progettazione, Stass, 1974.
  • Luigi Maniscalco Basile, Storia del Teatro Massimo di Palermo, L.S. Olschki, 1984. ISBN 9788822232991
  • Gianni Pirrone, Il Teatro Massimo di G.B. Filippo Basile a Palermo, 1867/97, Officina, 1984.
  • Corrado Martinez, 40 anni di attività artistica del Teatro Massimo di Palermo: dalla costituzione dell'ente autonomo, 1936-1975, Editrice Priulla, 1980.
  • Benedetto Patera, Giorgio Gualerzi, Sara Patera, Il Teatro Massimo di Palermo: cento anni attraverso le stagioni liriche e gli artisti, Théatron.
  • Salvo Lo Nardo, Giovan Battista Filippo Basile 1825-1891, Franco Cosimo Panini Editore, Modena, 1995.
  • Eliana Mauro, Ettore Sessa, Giovan Battista Filippo ed Ernesto Basile. Settant'anni di architettura. I disegni restaurati della dotazione Basile 1859-1929, Novecento Editrice, Palermo, 2000. ISBN 88-373-0379-3
  • Ettore Sessa, Ernesto Basile: dall'eclettismo classicista al modernismo, Palermo, Novecento Editrice, 2002. ISBN 88-373-0417-X
  • Paola Pandiani, I luoghi della musica: tutti i principali centri e le più importanti manifestazioni, Touring Editore, 2003. ISBN 9788836528103
  • Ettore Sessa, Ernesto Basile, Palermo, Dario Flaccovio Editore, 2010. ISBN 978-88-7804-478-4

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