La traviata

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La Traviata
Avviso per la prima mondiale de La traviata
Manifesto originale della prima assoluta
Lingua originale italiano
Musica Giuseppe Verdi
(partitura online)

(spartito online)

Libretto Francesco Maria Piave
(libretto online)
Fonti letterarie Alexandre Dumas (figlio),
La dame aux camélias
Atti tre (quattro quadri)
Prima rappr. 6 marzo 1853
Teatro Teatro La Fenice, Venezia
Personaggi
  • Violetta Valéry (soprano)
  • Flora Bervoix, sua amica (mezzosoprano)
  • Annina, serva di Violetta, (soprano)
  • Alfredo Germont (tenore)
  • Giorgio Germont, suo padre (baritono)
  • Gastone, Visconte di Létorières (tenore)
  • Il barone Douphol (baritono)
  • Il marchese d’Obigny (basso)
  • Il dottor Grenvil (basso)
  • Giuseppe, servo di Violetta (tenore)
  • Un domestico di Flora (basso)
  • Un commissionario (basso)
  • Servi e signori amici di Violetta e Flora, Piccadori e mattadori, zingare, servi di Violetta e Flora, maschere
Autografo Archivio Storico Ricordi, Milano
« Ah della traviata sorridi al desìo

a lei deh perdona, tu accoglila, o Dio »

(Violetta, atto III scena IV)

La traviata è un'opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dalla pièce teatrale di Alexandre Dumas (figlio) La signora delle camelie.

Fa parte della "trilogia popolare" assieme a Il trovatore e a Rigoletto.

Fu in parte composta nella villa degli editori Ricordi a Cadenabbia, sul lago di Como. La prima rappresentazione avvenne al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853 ma, a causa soprattutto di interpreti non all’altezza e della scabrosità dell'argomento, si rivelò un sonoro fiasco; ripresa l’anno successivo (il 6 maggio 1854) ancora a Venezia al Teatro San Benedetto con interpreti più validi come Maria Spezia Aldighieri diretta dal compositore, riscosse finalmente il meritato successo.

Gli interpreti e gli artisti coinvolti nella prima del 1853 furono i seguenti:[1]

Personaggio Interprete
Violetta Fanny Salvini Donatelli
Alfredo Germont Lodovico Graziani
Giorgio Germont Felice Varesi
Flora Bervoix Speranza Giuseppini
Annina Carlotta Berini
Gastone Angelo Zuliani
Douphol Francesco Dragone
Marchese d'Obigny Arnaldo Silvestri
Dottor Grenvil Andrea Bellini
Giuseppe Giuseppe Borsato
Domestico di Flora Giuseppe Tona
Commissionario Antonio Manzini
Scene Giuseppe Bertoja
Maestro al cembalo Giuseppe Verdi (per tre recite)
Primo violino e direttore d'orchestra Gaetano Mares

Fra i passaggi più popolari dell'opera, l'invocazione di Violetta Amami, Alfredo, il famoso brindisi Libiamo ne' lieti calici, la cabaletta Sempre libera degg'io, il concertato finale del secondo atto, l'aria Addio, del passato e il duetto Parigi, o cara.

A causa della critica alla società borghese, l'opera, nei teatri di Firenze, Bologna, Parma, Napoli e Roma, fu rimaneggiata dalla censura e messa in scena con alcuni pezzi totalmente stravolti. Sempre per sfuggire alla censura, l'opera dovette essere spostata come ambientazione cronologica dal XIX secolo al XVIII secolo.[2] Il 28 gennaio 1855 avviene la prima rappresentazione nel Real Teatro San Carlo di Napoli con Leone Giraldoni.

Il 12 gennaio 1856 avviene la prima di Violetta nel Teatro Coppola di Catania.

Nel Regno Unito debutta all'Her Majesty's Theatre in Haymarket a Londra il 24 maggio 1856 con Marietta Piccolomini, il 20 febbraio 1857 al Theatre Royal in Dunlop Street di Glasgow, il 26 febbraio al Theatre Royal di Edinburgo ed il 25 maggio 1858 al Royal Opera House (allora Royal Italian Opera), Covent Garden con Giovanni Matteo De Candia.

Il 2 settembre 1856 avviene la prima nel Teatro Solís di Montevideo.

Il 10 settembre 1856 avviene la prima con successo nel Teatro della Canobbiana di Milano con la Spezia Aldighieri e Giraldoni.

Negli Stati Uniti va in scena il 3 dicembre 1856, in italiano, all'Academy of Music di New York.

In Francia esordisce al Salle Ventadour del Théâtre de la comédie italienne di Parigi il 6 dicembre 1856 con la Piccolomini e De Candia ed il 27 ottobre 1864 come Violetta nella traduzione francese di Édouard Duprez al Théâtre Lyrique con Christina Nilsson. Per l'Opéra national de Paris la prima rappresentazione all'Opéra Garnier avviene il 24 dicembre 1926.

Il 10 novembre 1857 avviene la prima nell'Opera di Amburgo e nel Teatro Nazionale Ungherese di Pest.

Al Teatro alla Scala va in scena il 29 dicembre 1859 diretta da Alberto Mazzucato.

Al Teatro Regio di Torino la prima rappresentazione è stata il 2 aprile 1860 con Mario Tiberini. Allestimenti successivi del Regio torinese sono stati negli anni: 1878, 1879, 1886, 1889, 1912, 1920, 1928, 1931, 1936, 1939, 1947, 1948, 1950, 1956, 1960, 1965, 1970, 1972, 1977, 1988, 1990, 1999, 2001, 2009, 2011 e 2013.

Il 25 dicembre 1866 avviena la prima rappresentazione nel Regio Teatro Metastasio di Prato.

Il 30 aprile 1879 avviene la prima nel Teatro Grande di Brescia.

Al Metropolitan Opera House di New York la premiere è il 5 novembre 1883 con Marcella Sembrich e da allora è stata rappresentata novecentoquattro volte risultando la terza delle opere maggiormente rappresentate insieme a Carmen (opera).

Al Teatro dell'Opera di Roma va in scena il 2 maggio 1885 con Gemma Bellincioni.

Al San Francisco Opera va in scena nel 1924 con Claudia Muzio, Tito Schipa e Giuseppe De Luca diretta da Gaetano Merola.

Al Teatro Verdi (Trieste) va in scena nel 1940 diretta da Antonino Votto.

Al Festival lirico areniano va in scena per la prima volta nel 1946 e da allora è andata in scena per quattordici stagioni risultando la settima opera maggiormente rappresentata.

Al Grand Théâtre di Ginevra va in scena nel 1950.

A Bilbao va in scena nel 1953.

All'Opera di Chicago va in scena nel 1954 con Maria Callas e Tito Gobbi diretta da Nicola Rescigno.

Nel 1955 va in scena nel Saint Peters Hall di Melbourne.

Al Wiener Staatsoper la premiere è nel 1957 con Virginia Zeani, Gianni Raimondi e Rolando Panerai diretta da Herbert von Karajan e da allora è andata in scena per quattrocentoventinove rappresentazioni.

All'Opera di Santa Fe (Nuovo Messico) va in scena negli anni 1960, 1962, 1965, 1968, 1970, 1976, 1980, 1989, 1991, 1997, 2002, 2009 e 2013.

Per il Glyndebourne Festival Opera va in scena nel 1987 alla Royal Albert Hall di Londra per The Proms con Ileana Cotrubaș e la London Philharmonic Orchestra diretta da Bernard Haitink.

Al Festival di Salisburgo va in scena nel 1995 con Andrea Rost/Angela Gheorghiu, Renato Bruson e la Wiener Philharmoniker diretta da Riccardo Muti.

Secondo i dati pubblicati da Operabase nel 2013 è l’opera più rappresentata al mondo nelle ultime cinque stagioni, con 629 recite.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La copertina del libretto in una edizione popolare dell'Edizioni Madella di inizio novecento
« Ti prego dunque di adoperarti affinchè questo soggetto sia il più possibile originale e accattivante nei confronti di un pubblico sempre teso a cercare in argomenti inusuali un confine alla propria moralità »
(Giuseppe Verdi nella lettera a Francesco Maria Piave sulla trama della Traviata[3])

Atto I[modifica | modifica sorgente]

(Scena I, Scena II, Scena III, Scena IV)

Dopo un profondo e toccante preludio, il sipario si apre mostrando un elegante salone della casa parigina di Violetta Valery, dove lei, donna di mondo, attende gli invitati. In breve questi sopraggiungono. Violetta saluta tra gli altri, il Marchese d'Obigny, Flora Bervoix e il visconte Gastone de Letorières, che le presenta Alfredo Germont, spiegandole che è un suo grande ammiratore e che durante la sua recente malattia si era recato spesso nella sua casa per ricevere notizie. Dopo aver chiesto spiegazioni per il comportamento ammirevole di Alfredo, Violetta rimprovera il suo protettore, il Barone Douphol, di non aver avuto la stessa sollecitudine del giovane; il Barone, irritato, mostra il suo disappunto a Flora. Poco dopo Violetta, propone un brindisi, al quale si unisce subito Alfredo, seguito dagli altri invitati, che cantano gioiosamente le lodi del vino e dell'amore.

Si ode quindi della musica provenire dalle altre stanze; Violetta invita gli ospiti a recarsi nella sala accanto. Uscendo, però, si sente male. Sedendosi, invita gli ospiti ad avviarsi e promette di raggiungerli subito. Guardandosi allo specchio, Violetta nota il suo pallore e allo stesso tempo si accorge di Alfredo, che si è trattenuto ad aspettarla. Egli la rimprovera per aver trascurato la sua salute e poi confessa di amarla. Colpita, Violetta chiede da quanto egli l'ammiri. Alfredo risponde che l'ama da un anno, dalla prima volta in cui l'ha vista felice. Incapace di provare vero amore, Violetta propone una semplice amicizia, ma quando Alfredo sta per allontanarsi gli porge un fiore, invitando il giovane a riportarglielo il giorno seguente. Alfredo si allontana felice. Intanto giungono dalla stanza vicina gli ospiti che prendono congedo da Violetta, ringraziandola per la bella e allegra serata. Ormai sola, Violetta nota con incredibile sorpresa che le parole di Alfredo l'hanno scossa. Incerta, decide infine di continuare a vivere come ha sempre fatto, come una cortigiana e di rinunciare ad essere finalmente amata seriamente.

Atto II[modifica | modifica sorgente]

(Scena I, Scena II, Scena III, Scena IV, Scena V, Scena VI, Scena VII, Scena VIII, Scena IX, Scena X, Scena XII, Scena XII, Scena XIII, Scena XIV, Scena XV)

Quadro I[modifica | modifica sorgente]

Alfredo è contento della sua vita con Violetta (De’ miei bollenti spiriti), quando sopraggiunge Annina, la domestica di lei. Interrogata da Alfredo, ella ammette di essere stata a Parigi per vendere tutti i beni della sua padrona coi quali poter pagare le spese di mantenimento della casa. La somma ammonta a 1.000 luigi e Alfredo promette di andare lui stesso a sistemare gli affari e raccomanda ad Annina di non far parola del loro dialogo con Violetta. Una volta solo, Alfredo si incolpa per la situazione finanziaria (Oh mio rimorso! Oh infamia!).

Violetta entra in scena ed il suo cameriere, Giuseppe, le porge una lettera di invito per quella sera ad una festa presso il palazzo di Flora. Subito dopo Giuseppe annuncia la visita di un signore. Violetta ordina di farlo entrare, credendolo il suo avvocato. È invece Giorgio Germont, il padre di Alfredo, che l'accusa duramente di voler spogliare Alfredo delle sue ricchezze. Violetta allora gli mostra i documenti che provano la vendita di ogni suo avere per mantenere l'amante presso di lei ed il vecchio signore capisce la situazione. Pur convinto dell'amore che lega Violetta al figlio, egli le chiede un sacrificio per salvare il futuro dei suoi due figli. Germont spiega che ha anche una figlia e che Alfredo, se non torna subito a casa, rischia di mettere in pericolo il matrimonio della sorella (Pura siccome un angelo). Violetta così propone di allontanarsi per un certo periodo da Alfredo; ma non basta e il vecchio Germont le chiede di abbandonarlo per sempre. Violetta, senza parenti né amici e provata dalla tisi, non può accettare. Germont le fa allora notare che quando il tempo avrà cancellato la sua avvenenza (Un dì quando le veneri), Alfredo si stancherà di lei, che non potrà trarre nessun conforto, non essendo la loro unione benedetta dal cielo. Stremata, Violetta accetta di lasciare Alfredo.

Rimasta sola, Violetta scrive dapprima al barone Douphol, poi ad Alfredo per annunciargli la sua decisione di lasciarlo; non appena terminata la lettera, Alfredo entra agitato perché ha saputo della presenza del padre. Propone a Violetta di andare a conoscerlo ma lei, dopo essersi fatta giurare l'amore di Alfredo (Amami Alfredo), fugge. Alfredo si insospettisce della fuga di Violetta, e quando vede la lettera sul tavolo, capisce che lei è alla festa, e, infuriato, decide di recarsi anche lui a casa di Flora, nonostante le suppliche del padre (Di Provenza il mar, il suol).

Quadro II[modifica | modifica sorgente]

Alla festa a casa di Flora Bervoix si vocifera della separazione di Violetta e Alfredo. Durante i festeggiamenti per il carnevale, Alfredo arriva per cercare Violetta, e successivamente Violetta arriva accompagnata dal barone. Alfredo, giocando, insulta in modo indiretto Violetta, scatenando l'ira del barone, che lo sfida ad una partita di carte. Il barone perde ed Alfredo incassa una grande somma. Violetta chiede un colloquio con Alfredo, durante il quale lo supplica di andare via e, mentendogli, dice di essere innamorata del Barone. Alfredo, sdegnato, chiama tutti gli invitati (Or testimon vi chiamo che qui pagata io l'ho), e getta una borsa di denaro ai piedi di Violetta, che sviene in braccio a Flora. Tutti inveiscono contro Alfredo, e arriva il padre che lo rimprovera del fatto. Il barone decide di sfidare a duello Alfredo. Alfredo è innamorato di Violetta che a sua volta dichiara di amarlo.

Atto III[modifica | modifica sorgente]

(Scena I, Scena II, Scena III, Scena IV, Scena V, Scena VI, Scena ultima)

La scena si svolge nella camera da letto di Violetta. La tisi si fa più acuta e ormai il dottor Grenvil rivela ad Annina che Violetta è in fin di vita (La tisi non le accorda che poche ore). Violetta, sola nella sua stanza, rilegge una lettera che custodiva vicino al petto, nella quale Giorgio Germont la informava di aver rivelato la verità ad Alfredo e che il suo amato, in viaggio in un paese lontano, sta tornando da lei. Verdi accompagna il parlato della protagonista con un violino solista che accenna il canto d'amore di Alfredo del primo atto Di quell'amor ch'è palpito. Violetta sa che è troppo tardi ed esprime la sua disillusione nella romanza Addio, del passato bei sogni ridenti.

Per contrasto, all'esterno impazza il carnevale. Annina porta una buona notizia: è arrivato Alfredo, che entra, abbraccia Violetta e le promette di portarla con sé lontano da Parigi (Parigi, o cara...). Giunge anche Giorgio Germont, che finalmente manifesta il suo rimorso. Violetta chiama a sé Alfredo e gli lascia un medaglione con la sua immagine, chiedendogli di ricordarsi sempre di lei. Per un momento Violetta sembra riacquistare le forze, si alza dal letto, ma subito cade morta sul canapè.

Organico orchestrale[modifica | modifica sorgente]

La partitura di Verdi prevede l'utilizzo di:

Banda:

Brani celebri[modifica | modifica sorgente]

  • Preludio

Atto I[modifica | modifica sorgente]

  • Libiamo ne' lieti calici - Violetta, Alfredo e coro
  • Un dì felice, eterea - Alfredo e Violetta
  • È strano! È strano...Follie! Delirio vano è questo...Sempre libera - Violetta

Atto II[modifica | modifica sorgente]

  • De' miei bollenti spiriti - Alfredo
  • Pura siccome un angelo - Germont e Violetta
  • Che fai?/ Nulla / Scrivevi?... Amami Alfredo - Alfredo e Violetta
  • Di Provenza il mar, il suol, - Germont
  • Noi siamo zingarelle/È Piquillo un bel gagliardo - Coro
  • Mi chiamaste? Che bramate? - Alfredo e Violetta
  • Qui testimon vi chiamo
  • Finale

Atto III[modifica | modifica sorgente]

  • Teneste la promessa - Violetta
  • Addio, del passato bei sogni ridenti - Violetta
  • Parigi, o cara - Alfredo e Violetta
  • Gran Dio! Morir sì giovane - Violetta

Numeri musicali[modifica | modifica sorgente]

Atto I[modifica | modifica sorgente]

  • Preludio
  • Introduzione
    • Introduzione Dell'invito trascorsa è già l'ora... (Violetta, Alfredo, Flora, Gastone, Barone, Marchese, Dottore, Coro) Scena I-II
    • Brindisi Libiam ne' lieti calici (Alfredo, Violetta, Flora, Gastone, Barone, Marchese, Dottore, Coro) Scena II
    • Valzer Che è ciò? - Non gradireste ora le danze? (Violetta, Flora, Gastone, Barone, Marchese, Dottore, Alfredo, Coro) () Scena II-III
    • Duetto Un dì, felice, eterea (Alfredo, Violetta) Scena III
    • Stretta dell'Introduzione Si ridesta in ciel l'aurora (Coro) Scena IV
  • 3 Aria di Violetta
    • Scena È strano!... è strano!... (Violetta) Scena V
    • Aria Ah, fors'è lui che l'anima (Violetta) () Scena V
    • Tempo di mezzo Follie!... follie!... (Violetta) Scena V
    • Cabaletta Sempre libera degg'io (Violetta) Scena V

Atto II[modifica | modifica sorgente]

  • 4 Scena e Aria di Alfredo
    • Scena Lunge da lei per me non v'ha diletto! (Alfredo) Scena I (Allegro vivo in La Minore)
    • Aria De' miei bollenti spiriti (Alfredo) Scena I
    • Tempo di mezzo Annina, donde vieni? (Alfredo, Annina) Scena II
    • Cabaletta Oh mio rimorso!... Oh infamia... (Alfredo) Scena III
  • 5 Scena e Duetto di Violetta e Germont
    • Scena Alfredo? - Per Parigi or or partiva (Violetta, Annina, Giuseppe) Scena IV-V
    • Scena Madamigella Valery? (Violetta, Germont) Scena V
    • Duetto Pura siccome un angelo (Germont, Violetta) Scena V
    • Transizione Non sapete quale affetto (Violetta, Germont) Scena V
    • Cantabile Un dì, quando le veneri (Germont, Violetta) Scena V
    • Transizione Così alla misera (Violetta, Germont) Scena V
    • Cantabile Dite alla giovine sì bella e pura (Violetta, Germont) Scena V
    • Tempo di mezzo Or imponete - Non amarlo ditegli (Violetta, Germont) Scena V
    • Cabaletta Morrò!... la mia memoria (Violetta, Germont) () Scena V
  • 6 Scena, Duettino e Aria di Germont
    • Scena Dammi tu forza, o cielo! (Violetta, Alfredo, Annina) Scena VI
    • Duettino Ch'ei qui non mi sorprenda... (Violetta, Alfredo) Scena VI
    • Scena Ah, vive sol quel core all'amor mio!... (Alfredo, Giuseppe, Commissario) Scena VII-VIII
    • Aria Di Provenza il mare, il suol (Germont) Scena VIII
    • Tempo di mezzo Né rispondi d'un padre all'affetto? (Germont, Alfredo) Scena VIII
    • Cabaletta No, non udrai rimproveri (Germont, Alfredo) Scena VIII
  • 7 Finale II
    • Scena Avrem lieta di maschere la notte (Flora, Marchese, Dottore) Scena IX
    • Coro Noi siamo zingarelle (Coro di Zingare, Flora, Marchese) Scena X
    • Coro Di Madride noi siam mattadori (Coro di Mattadori, Gastone) Scena XI
    • Seguito del Finale II Alfredo!... Voi!... - Qui desiata giungi... (Violetta, Alfredo, Flora, Gastone, Barone, Marchese, Dottore, Coro) Scena XII
    • Scena e Duettino Invitato a qui seguirmi (Violetta, Alfredo) Scena XIII
    • Transizione Ne appellaste?... che volete? (Violetta, Alfredo, Flora, Gastone, Barone, Marchese, Dottore, Coro) Scena XIV
    • Arietta Ogni suo aver tal femmina (Alfredo) Scena XIV
    • Coro Oh, infamia orribile (Gastone, Barone, Marchese, Dottore, Coro) Scena XV
    • Largo del Finale II Di sprezzo degno se stesso rende (Germont, Violetta, Alfredo, Flora, Gastone, Barone, Marchese, Dottore, Coro) Scena XV

Atto III[modifica | modifica sorgente]

  • 8 Preludio
  • 9 Scena e Romanza di Violetta
    • Scena Annina?... - Comandate?... (Violetta, Annina, Dottore) Scena I-II-III
    • Declamato Teneste la promessa... (Violetta) Scena IV
    • Scena Attendo, attendo... né a me giungon mai!... (Violetta) Scena IV
    • Romanza Addio, del passato bei sogni ridenti (Violetta) Scena IV
  • 10 Baccanale
    • Coro Largo al quadrupede (Coro di Maschere) Scena IV
  • 11 Duetto di Violetta e Alfredo
    • Scena Signora... - Che t'accadde? (Annina, Violetta) Scena V
    • Tempo di attacco Alfredo! - Colpevol sono... so tutto, o cara... (Violetta, Alfredo) Scena VI
    • Duetto Parigi, o cara, noi lasceremo (Alfredo, Violetta) Scena VI
    • Tempo di mezzo Ah, non più... a un tempio... (Violetta, Alfredo) Scena VI
    • Cabaletta Gran Dio!... morir sì giovine - Oh mio sospiro e palpito (Violetta, Alfredo) Scena VII
  • 12 Finale ultimo
    • Scena Ah, Violetta! - Voi, signor!... (Germont, Violetta, Alfredo) Scena VIII
    • Concertato Prendi: quest'è l'immagine - No, non morrai, non dirmelo (Violetta, Alfredo, Germont, Annina, Dottore) Scena VIII
    • Scena ultima È strano!... - Che! - Cessarono gli spasmi del dolore (Alfredo, Violetta, Germont, Annina, Dottore) Scena VIII

Incisioni discografiche[modifica | modifica sorgente]

Anno Cast (Violetta Valery, Alfredo Germont, Giorgio Germont Direttore Etichetta
1953 Maria Callas, Francesco Albanese, Ugo Savarese Gabriele Santini Fonit Cetra
1954 Renata Tebaldi, Gianni Poggi, Aldo Protti Francesco Molinari-Pradelli Decca
1955 Antonietta Stella, Giuseppe Di Stefano, Tito Gobbi Tullio Serafin Columbia
1960 Anna Moffo, Richard Tucker, Robert Merrill Fernando Previtali RCA
1962 Joan Sutherland, Carlo Bergonzi, Robert Merrill John Pritchard Decca
1962 Renata Scotto, Gianni Raimondi, Ettore Bastianini Antonino Votto Deutsche Grammophon
1967 Montserrat Caballé, Carlo Bergonzi, Sherrill Milnes Georges Prêtre RCA
1968 Pilar Lorengar, Giacomo Aragall, Dietrich Fischer-Dieskau Lorin Maazel Decca
1971 Beverly Sills, Nicolai Gedda, Rolando Panerai Aldo Ceccato EMI
1976 Ileana Cotrubas, Placido Domingo, Sherrill Milnes Carlos Kleiber Deutsche Grammophon
1979 Joan Sutherland, Luciano Pavarotti, Matteo Manuguerra Richard Bonynge Decca
1980 Renata Scotto, Alfredo Kraus, Renato Bruson Riccardo Muti EMI
1991 Cheryl Studer, Luciano Pavarotti, Juan Pons James Levine Deutsche Grammophon
1992 Kiri Te Kanawa, Alfredo Kraus, Dmitrij Chvorostovskij Zubin Mehta Philips
Edita Gruberova, Neil Shicoff, Giorgio Zancanaro Carlo Rizzi Teldec
2005 Anna Netrebko, Rolando Villazón, Thomas Hampson (cantante) Carlo Rizzi Deutsche Grammophon

Trasposizioni televisive e cinematografiche[modifica | modifica sorgente]

Tra i diversi titoli che ripropongono l'opera ricordiamo:

Tra i film invece ispirati all'opera ricordiamo:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Eduardo Rescigno, Dizionario verdiano, BUR Dizionari, Rizzoli, Milano, 2001, ISBN 88-1786628-8
  2. ^ Giuseppe Martini, Lo scandalo delle camelie,Focus Storia Collection: Il secolo d'oro dell'opera italiana, 2013, 56-61
  3. ^ Estratto dal libretto della Traviata del Teatro dell'Opera di Milano

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni d'approfondimento[modifica | modifica sorgente]

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