La forza del destino

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La forza del destino
Ponselle Caruso Forza del Destino.jpg
José Mardones, Enrico Caruso e Rosa Ponselle
in una rappresentazione de La forza del destino
Lingua originale italiano
Musica Giuseppe Verdi
Libretto Francesco Maria Piave (Libretto online)
Fonti letterarie Don Álvaro o la Fuerza del sino
di A. Saavedra, duca di Rivas
Atti quattro
Prima rappr. 10 novembre 1862
Teatro Teatro Imperiale,
San Pietroburgo
Versioni successive
Personaggi
  • Il marchese di Calatrava (basso)
  • Donna Leonora, figlia del marchese (soprano)
  • Don Carlo di Vargas, figlio del marchese (baritono)
  • Don Alvaro (tenore)
  • Padre guardiano, francescano (basso)
  • Fra Melitone, francescano (baritono buffo)
  • Preziosilla, giovane zingara (mezzosoprano)
  • Curra, cameriera di Leonora (mezzosoprano)
  • Un alcade (basso)
  • Mastro Trabuco, mulattiere, poi rivendugliolo (tenore buffo)
  • Un chirurgo, militare spagnolo (tenore)
Autografo Archivio Storico Ricordi, Milano

La forza del destino è un'opera o Melodramma in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave tratto da Alvaro o La forza del destino di Ángel de Saavedra.

La prima rappresentazione assoluta ebbe luogo al Teatro Imperiale di San Pietroburgo, oggi conosciuto come Teatro Mariinskij, il 10 novembre 1862. Gli interpreti e gli artisti coinvolti furono i seguenti:[1]

Personaggio Interprete
Marchese di Calatrava Meo
Leonora Caroline Barbot
Don Carlo di Vargas Francesco Graziani
Don Alvaro Enrico Tamberlick
Curra Lagramanti
Preziosilla Constance Nantier-Didiée
Alcade Ignazio Marini
Mastro Trabuco Geremia Bettini
Padre Guardiano Gian Francesco Angelini
Fra Melitone Achille De Bassini
Un Chirurgo Alessandro Polonini
Un Granatiere Buccolini
Scene Andreas Leonhard Roller
Wagner
Costumi Natalie Pétroff
Stoliaroff
Concertatore Giuseppe Verdi
Direttore d'orchestra Eduardo Baveri

Il debutto italiano avvenne al Teatro Apollo di Roma il 7 febbraio 1863, con il titolo Don Alvaro. Così il compositore scrisse a Vincenzo Luccardi il successivo 17 febbraio: Se l’opera a Roma è andata abbastanza bene, avrebbe potuto andare mille volte meglio se Jacovacci potesse una volta mettersi in testa che, per avere dei successi, ci vogliono ed opere adatte agli artisti ed artisti adatti alle opere. È certo che nella Forza del Destino non è necessario sapere fare dei solfeggi, ma bisogna aver dell’anima e capir la parola ed esprimerla.

La seconda versione, per la quale Verdi aggiunse la celebre sinfonia, compose un nuovo finale e operò numerose altre modifiche, debuttò con successo al Teatro alla Scala di Milano il 27 febbraio 1869. Inoltre il finale fu cambiato, perché nella prima versione russa, l'opera terminava con il suicidio di Alvaro, dopo la morte di Leonora, gettatosi da un burrone. Gli interpreti e gli artisti coinvolti nella prima furono i seguenti:[1]

Personaggio Interprete
Marchese di Calatrava Giuseppe Vecchi
Leonora Teresa Stolz
Don Carlo di Vargas Luigi Colonnese
Don Alvaro Mario Tiberini
Curra Ester Neri
Preziosilla Ida Benza
Alcade Luigi Alessandrini
Mastro Trabuco Antonio Tasso
Padre Guardiano Marcel Junca
Fra Melitone Giacomo Rota
Un Chirurgo Vincenzo Paraboschi
Scene Carlo Ferrario
Costumi Serafino De Candia
Giovanni Pessina
Maestro del coro Zirilli
Concertatore Giuseppe Verdi
Direttore d'orchestra Eugenio Terziani

Coì Verdi scrisse ad Opprandino Arrivabene l'1 marzo successivo: Sono ritornato qui ieri sera da Milano a mezzanotte stanco morto di fatica. Ho bisogno di dormire quindici giorni di seguito per rimettermi. A quest’ora tu saprai della Forza del destino: vi fu una buona esecuzione ed un successo. La Stolz e Tiberini superbi. Gli altri bene. Le masse, Cori ed orchestra hanno eseguito con una precisione ed un fuoco indescrivibili. Avevano il diavolo addosso. Bene, assai bene. Ho avuto notizie anche della seconda recita: ancora bene, anzi meglio della prima. I pezzi nuovi sono una sinfonia eseguita meravigliosamente dall’orchestra, un piccolo coro di ronda ed un Terzetto col quale si chiude l’opera. Permetti che ti stringa presto la mano e vada a dormire.

Il 27 ottobre 1870 avviene la prima nel Teatro Comunale di Bologna con Angelo Mariani (direttore d'orchestra), Antonietta Fricci e Gaetano Fraschini.

Il 9 febbraio 1873 avviene la prima nel Teatro Regio di Torino.

Il successivo 22 aprile avviene la prima delle 15 recite fino al 5 giugno nel Teatro Regio di Parma diretta da Giovanni Gaetano Rossi con le scene di Girolamo Magnani ed il soprano Maddalena Mariani Masi come Leonora. Sempre a Parma il secondo allestimento è stato nel 1888 ed il terzo nel 1903. Nel 1924 una nuova produzione e ancora nel 1932 diretta da Antonino Votto e, fra gli interpreti, Gina Cigna ed Ebe Stignani. Votto torna a dirigere nel 1940 e nel 1942, anno di Maria Caniglia e Beniamino Gigli. Successivamente le rappresentazioni si fanno più frequenti: 1949, 1951, 1956, 1959, 1963, 1968, anni in cui calcano il palcoscenico del Regio Carlo Bergonzi, Piero Cappuccilli, Raffaele Arié, Flaviano Labò, Franco Corelli e Renato Bruson. La forza torna al Festival Verdi nel 2002, nel 2011 e nel 2014 con Michele Pertusi.

Il 21 dicembre 1876 avviene la prima nel Teatro San Carlo di Napoli diretta da Paolo Serrao con Giuseppina Pasqua, Giuseppe Capponi (tenore) e Colonnese.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Marchese di Calatrava: nobilissimo signore spagnolo altero, che altamente sente lo spirito di casta, ed ancor più, se fosse possibile, il punto d'onore. Sui sessantacinque anni; capelli, baffi e pizzo grigi.
  • Donna Leonora: figlia del marchese, i suoi 20 anni, creatura dolcissima e appassionata che in sulle prime ama il padre, ma non al punto di anteporlo ad Alvaro, il quale è la sua esistenza, il suo universo. Ella soffre tutto con la rassegnazione d'un eroico amore e di migliore destino.
  • Don Carlo: fratello di Leonora, Giovane ardente di 22 anni. Animato sempre dalla sete di vendicare l'offeso onore della sua casa; che risolutamente e tenacemente affronta ogni difficoltà, sprezza ogni pericolo pur di giungere al suo scopo.
  • Don Alvaro: indo di regale stirpe, di anima ardentissima, indomita e sempre nobilmente generosa, avrà circa 25 anni.
  • Padre guardiano: vero tipo di evangelica mansuetudine, d'incrollabile fede. Avrà 70 anni, candidi la barba e i capelli.
  • Fra Melitone: frate laico buontempone, alquanto iracondo, ma facilmente pieghevole. Avrà circa 40 anni, sarà tabaccone, e avrà tutti gl'indizi dell'astuzia.
  • Preziosilla: giovane zingarella, destra, spiritosa, civetta; avrà circa 20 anni e tutte le proprietà della sua specie.
  • Curra: giovane in sul quinto lustro, spensierata, desiderosa di viaggiare, e che anche per ciò favorisce gli amori di don Alvaro colla sua signora.
  • Alcade: uomo tipo, che appartiene all'innumerevole tribù degli importanti, ecc. di circa 50 anni.
  • Trabucco: tipo originale, spiritoso e franco.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Tra il primo e il secondo atto passano circa 18 mesi. Tra il secondo e il terzo alcuni anni; e tra il terzo e il quarto oltre un lustro.

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Donna Leonora di Vargas (soprano) e don Alvaro (tenore), meticcio, per evitare l'opposizione al loro matrimonio del padre di lei, il marchese di Calatrava (basso), si preparano a fuggire nottetempo da Siviglia. Leonora, affezionata nonostante tutto al padre, medita sull'incertezza del proprio destino e dice addio alla terra natia. L'arrivo di Alvaro le fa svanire gli ultimi dubbi, ma i due vengono sorpresi dal marchese, che, tornato all'improvviso, rinnega la figlia e ordina ai servi di arrestare il giovane. Questi, proclamandosi unico colpevole, si dichiara pronto a subire la punizione del marchese e getta a terra la pistola, da cui parte un colpo che uccide il vecchio. I due sventurati amanti scompaiono nella notte.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Il fratello di Leonora, don Carlo (baritono), deciso a vendicare la morte del padre, è alla ricerca dei due amanti. Giunto a Hornanchuelos si spaccia per uno studente agli occhi degli avventori di un'osteria, tra i quali si trovano dei pellegrini, la zingara Preziosilla (mezzosoprano), alcuni soldati, un mulattiere, e la stessa Leonora che, travestita da uomo, si sta dirigendo al Monastero della Vergine degli Angeli, nei pressi del quale intende vivere in eremitaggio. Dal racconto di don Carlo Leonora scopre che don Alvaro, creduto morto, è ancora in vita, e teme per la propria stessa incolumità: si appresta quindi a ritirarsi dal secolo con rinnovato vigore.

Giunta al monastero, la giovane si affida alla Vergine pregando perché i propri peccati siano perdonati, quindi chiede un colloquio al padre guardiano (basso), cui rivela la propria identità e il desiderio di espiazione. Il padre, indulgente e comprensivo, l'avverte però che la vita che l'attende è piena di stenti e cerca di convincerla per l'ultima volta a ritirarsi in convento invece che in una misera grotta. Constatando la fiduciosa costanza di Leonora, tuttavia, acconsente al volere di lei e, consegnatole un saio, chiama a raccolta i monaci che, maledicendo chiunque oserà infrangere l'anonimato dell'eremita, si rivolgono in coro alla Madonna.

Atto III[modifica | modifica wikitesto]

La versione bilingue del primo libretto de La forza del destino pubblicato in occasione della prima di San Pietroburgo, 1862

Siamo in Italia, vicino a Velletri. È notte, infuria la lotta tra gli spagnoli e gli imperiali. Don Alvaro è capitato nei granatieri spagnoli e, non potendo sopportare oltre le sue sventure, spera di trovare la morte in battaglia. Rievocando il proprio passato di orfano, figlio di discendenti della famiglia reale Inca, ripensa alla notte fatale in cui vide per l'ultima volta Leonora, e, convinto che la giovane sia morta, le chiede di pregare per lui.

Ad un tratto, sente il lamento di un soldato in difficoltà, accorre in suo aiuto e gli salva la vita: l'uomo altri non è che don Carlo, che però non riconosce il giovane indio. I due si giurano eterna amicizia. L'indomani, tuttavia, Alvaro stesso cade ferito e viene trasportato da don Carlo. Alvaro morente affida a Carlo una valigia con un plico sigillato contenente un segreto che non dovrà mai essere rivelato: alla sua morte il plico dovrà essere bruciato.

Carlo giura di farlo, ma una volta rimasto solo, insospettito dall'orrore provato dall'amico al nome dei Calatrava, apre la valigia, dentro la quale trova un ritratto di sua sorella Leonora: vedendo confermati i propri sospetti, sfida don Alvaro a duello. I due hanno già incrociato le spade quando sopraggiunge la ronda: Alvaro scappa e trova rifugio in un monastero. Nell'accampamento, intanto, ricomincia la vita di sempre: la zingara Preziosilla predice il futuro e incita i soldati alla battaglia.

Atto IV[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi del Monastero degli Angeli il frate Melitone (baritono) distribuisce la minestra ai poveri. Questi, lamentandosi per il suo comportamento sgarbato, rimpiangono l'assenza del padre Raffaele, il nome scelto da don Alvaro al momento dell'entrata in monastero.

Lo stesso padre Raffaele è richiesto da don Carlo, che, scoperto il nascondiglio di don Alvaro, lo sfida nuovamente a duello. In un primo momento don Alvaro rifiuta il confronto ma, sentendosi chiamare codardo e mulatto, si prepara ad incrociare nuovamente il ferro con lui.

Presso la grotta dove si è ritirata, Leonora, riconoscendosi ancora innamorata di don Alvaro, piange il proprio destino. Sentendo improvvisamente dei rumori nelle vicinanze, si rifugia nel proprio abituro, ma è richiamata proprio da don Alvaro che, avendo ferito don Carlo a morte, cerca un confessore per dare all'agonizzante gli ultimi conforti. Terrorizzata, Leonora chiama aiuto ma, inaspettatamente riconosciuta dal giovane, si accinge a ricongiungersi con lui. Messa a parte del ferimento di don Carlo, tuttavia, si precipita da lui che, ancora ossessionato dal desiderio di vendetta, la pugnala. Raggiunta dal padre guardiano, Leonora spira tra le braccia di don Alvaro, augurandosi di ritrovarlo in cielo. Egli, rimasto definitivamente solo sulla terra, maledice ancora una volta il proprio destino.

Organico orchestrale[modifica | modifica wikitesto]

La partitura di Verdi prevede l'utilizzo di:

Da suonare sul palco:

Brani celebri[modifica | modifica wikitesto]

  • Sinfonia
  • Me, pellegrina ed orfana, Romanza di Leonora (soprano), atto I
  • Ah, per sempre o mio bell'angiol, Duetto di Don Alvaro (tenore) e Leonora (soprano), atto I
  • Al suon del tamburo, Canzona di Preziosilla (mezzosoprano) e coro, atto II
  • Son Pereda, son ricco d'onore, Ballata di Don Carlo (baritono) e coro, atto II
  • Madre, pietosa Vergine, Aria di Leonora (soprano) e coro, atto II
  • Più tranquilla l'alma sento, Duetto fra Leonora (soprano) e Padre Guardiano (basso), atto II
  • La vergine degli angeli, Leonora (soprano) e coro, finale atto II
  • Oh tu che in seno agli angeli, Romanza di Don Alvaro (tenore), atto III
  • Solenne in quest'ora, Duetto tra Don Alvaro (tenore) e Don Carlo (baritono), atto III
  • Urna fatale del mio destino, Romanza di Don Carlo (baritono), atto III
  • Rataplan, Preziosilla (mezzosoprano) e coro, Finale atto III
  • Invano Alvaro ti celasti al mondo, Duetto tra Don Alvaro (tenore) e Don Carlo (baritono), atto IV
  • Pace, pace, mio Dio!, Melodia di Leonora (soprano), atto IV

Numeri musicali[modifica | modifica wikitesto]

I numeri musicali si riferiscono alla versione del 1869.

  • Sinfonia

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

  • 1 Scena e Romanza di Leonora
    • Scena Buona notte, mia figlia... (Marchese, Leonora) Scena I
    • Recitativo Temea restasse qui fino a domani! (Curra, Leonora) Scena II
    • Romanza Me pellegrina ed orfana (Leonora) Scena II
  • 2 Scena, Duetto di Leonora e Don Alvaro, Terzetto finale
    • Scena M'aiuti, signorina... (Curra, Leonora) Scena II
    • Duetto Ah! per sempre, o mio bell'angiol (Don Alvaro, Leonora) Scena III
    • Tempo di mezzo È tarda l'ora... (Leonora, Don Alvaro) Scena III
    • Cabaletta Seguirti fino agli ultimi (Leonora, Don Alvaro) Scena III
    • Recitativo È tardi. - Allor di calma è d'uopo (Leonora, Curra, Don Alvaro) Scena III
    • Finale I Vil seduttor!... infame figlia!... (Marchese, Leonora, Don Alvaro) Scena IV

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

  • 3 Scena dell'osteria
    • Coro e Ballabile Holà, holà, holà! Ben giungi, o mulattier (Coro) Scena I
    • Scena La cena è pronta... (Alcade, Don Carlo, Leonora, Trabuco, Coro) Scena I
    • Recitativo Viva la guerra! (Preziosilla, Don Carlo, Coro) Scena II
    • Canzone Al suon del tamburro (Preziosilla, Don Carlo, Coro) Scena II
    • Preghiera Padre Eterno Signor... (Coro di Pellegrini, Alcade, Leonora, Don Carlo) Scena III
    • Scena Viva la buona compagnia! (Don Carlo, Trabuco, Alcade, Coro) Scena III-IV
    • Recitativo Poich'è imberbe l'incognito (Don Carlo, Alcade, Coro) Scena IV
    • Ballata Son Pereda, son ricco d'onore (Don Carlo, Coro) Scena IV
    • Scena Sta bene. - Ucciso fu quel Marchese? (Alcade, Preziosilla, Don Carlo, Coro) Scena IV
    • Coro Holà, holà, holà! È l'ora di posar (Coro, Don Carlo, Alcade, Preziosilla) Scena IV
  • 4 Scena e Aria di Leonora
    • Scena Sono giunta!... grazie, o Dio! (Leonora) Scena V
    • Aria Madre, pietosa Vergine (Leonora, Coro di Frati) Scena V
  • 5 Scena e Duetto di Leonora e Padre Guardiano
    • Scena Chi siete? - Chiedo il Superiore. (Leonora, Melitone) Scena VI-VII
    • Scena Chi mi cerca? - Son io (Padre Guardiano, Leonora) Scena VIII-IX
    • Duetto Più tranquilla l'alma sento (Leonora, Padre Guardiano) Scena IX
  • 6 Finale II
    • Finale II Il santo nome di Dio Signore (Padre Guardiano, Leonora, Coro) Scena X

Atto III[modifica | modifica wikitesto]

  • 7 Scena e Romanza di Don Alvaro
    • Scena Attenti al gioco... (Coro) Scena I
    • Recitativo La vita è inferno all'infelice... (Don Alvaro) Scena I
    • Romanza O tu che in seno agli angeli (Don Alvaro) Scena I
  • 8 Scena, Battaglia, Duettino di Don Alvaro e Don Carlo
    • Scena Al tradimento... (Don Carlo, Don Alvaro, Coro) Scena I-II
    • Duettino Amici in vita e in morte (Don Carlo, Don Alvaro) Scena II
    • Scena All'armi!... all'armi! (Coro, Don Carlo, Don Alvaro) Scena II
    • Battaglia Arde la mischia!... (Soldati, Chirurgo, Coro) Scena III
    • Scena Piano... qui posi... approntisi il mio letto (Don Carlo, Chirurgo, Don Alvaro) Scena IV
    • Scena Solenne in quest'ora giurarmi dovete (Don Alvaro, Don Carlo) Scena IV
    • Duettino Or muoio tranquillo... (Don Alvaro, Don Carlo) Scena IV
  • 9 Scena e Aria di Don Carlo
    • Scena Morir!... tremenda cosa!... (Don Carlo) Scena V
    • Aria Urna fatale del mio destino (Don Carlo) Scena V
    • Tempo di mezzo E s'altra prova rinvenir potessi?... (Don Carlo, Chirurgo) Scena V
    • Cabaletta Egli è salvo!... oh gioia immensa (Don Carlo) Scena V
  • 10 Ronda
    • Coro Compagni, sostiamo, il campo esploriamo (Coro) Scena VI
  • 11 Scena e Duetto di Don Alvaro e Don Carlo
    • Scena Né gustare m'è dato (Don Alvaro, Don Carlo) Scena VII-VIII
    • Duetto Sleale! il segreto fu dunque violato? (Don Alvaro, Don Carlo, Coro) Scena VIII-IX
  • 12 Scena dell'accampamento
    • Coro Lorché pifferi e tamburi (Coro) Scena X
    • Strofe Venite all'indovina (Preziosilla, Coro) Scena X
    • Scena Qua, vivandiere, un sorso (Coro, Preziosilla) Scena X
    • Arietta. Sortita del rivendugliolo A buon mercato chi vuol comprare? (Trabuco, Coro) Scena XI
    • Coro Pane, pan per carità! (Contadini, Reclute, Vivandiere, Preziosilla) Scena XII-XIII
    • Coro Nella guerra è la follia (Coro) Scena XIII
    • Predica Toh, toh!... Poffare il mondo!... (Melitone, Coro) Scena XIV
    • Recitativo Lasciatelo, ch'ei vada... (Preziosilla) Scena XIV
    • Rataplan Rataplan, rataplan (Preziosilla, Coro) Scena XIV

Atto IV[modifica | modifica wikitesto]

  • 13 Coro e Aria di Melitone
    • Coro Fate la carità (Mendicanti) Scena I
    • Aria buffa Che? siete all'osteria?... (Melitone, Padre Guardiano, Coro) Scena II
  • 14 Scena e Duetto di Padre Guardiano e Melitone
    • Scena Auf!... Pazienza non v'ha che basti! (Melitone, Padre Guardiano) Scena III
    • Duetto Del mondo i disinganni (Padre Guardiano, Melitone) Scena III
    • Scena Giunge qualcuno... aprite... (Padre Guardiano, Don Carlo, Melitone) Scena III-IV
  • 15 Scena e Duetto di Don Alvaro e Don Carlo
    • Scena Invano Alvaro ti celasti al mondo (Don Carlo, Don Alvaro) Scena V
    • Duetto Col sangue sol cancellasi (Don Carlo, Don Alvaro) Scena V
    • Tempo di mezzo Ah, la macchia del tuo stemma (Don Carlo, Don Alvaro) Scena V
    • Cabaletta Ah, segnasti la tua sorte! (Don Alvaro, Don Carlo) Scena V
  • 16 Melodia di Leonora
    • Melodia Pace, pace, mio Dio! (Leonora) Scena VI
  • 17 Scena e Terzetto finale
    • Scena Io muoio!... Confession!... l'alma salvate (Don Carlo, Don Alvaro, Leonora) Scena VII-VIII-IX
    • Terzetto Non imprecare, umiliati (Padre Guardiano, Leonora, Don Alvaro) Scena IX

Un'opera sfortunata?[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il successo che l'ha accompagnata nel corso degli anni (tanto da farla figurare nel cosiddetto "repertorio"), quest'opera di Verdi porta con sé una malignità che circola - sia pure a mezza voce - negli ambienti della musica lirica: si dice cioè che porti sfortuna. Una tale tesi verrebbe supportata da una lunga serie di motivazioni ed eventi negativi accostati a talune sue rappresentazioni del passato, alcune di poco conto, altre gravi o clamorose:

  • Durante la prima scena dell'Atto III, durante il recitativo di Alvaro prima dell'aria O tu che in seno agli angeli, il testo originale della prima edizione dell'opera metteva in bocca ad Alvaro la frase "Fallì l'impresa": il fallimento di un'impresa teatrale era una sventura frequente nel mondo teatrale ottocentesco e nessun cantante o impresario voleva nemmeno sentir pronunciare una frase del genere[1]. La frase, infatti, dalla seconda edizione dell'opera fu sostituita con "Fu vana impresa";
  • Il librettista Francesco Maria Piave finì la sua vita con una serie di sventure: nel 1866 si ammalò gravemente, il fratello fu imprigionato a Venezia per alto tradimento e la madre impazzì. Nel 1867, caduto in miseria, sarà costretto a chiedere in prestito 500 franchi a Verdi e il 5 dicembre di quell'anno rimarrà paralizzato, condizione che lo affliggerà fino alla morte nel 1876[1].
  • Si racconta che il 1º settembre 1939, cioè il giorno d'inizio della Seconda guerra mondiale con l'invasione della Polonia da parte della Germania nazista, in cartellone al teatro Wielki di Varsavia ci fosse proprio La forza del destino[2].
  • Il 4 marzo 1960, al Metropolitan di New York, durante la messa in scena dell'opera, il grande baritono Leonard Warren perì sul palcoscenico a causa di una trombosi proprio mentre attaccava l'aria Morir, tremenda cosa.
  • Innumerevoli anche gli incidenti di palcoscenico: la barba del Padre Guardiano che si stacca, Preziosilla che inciampa nei tamburi, don Alvaro che entra in scena scordandosi le parole o ancora peggio la pistola, il direttore d'orchestra che cade precipitando sui violinisti, furiose liti fra impresari e consigli d'amministrazione, e poi ancora forfait, cadute degli attori e terribili stecche[2].
  • Durante la prima scossa del violento terremoto di Sendai che ha colpito il Giappone l'11 marzo 2011 l'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino stava conducendo una prova d'insieme dell'opera al Teatro Bunka Kaikan di Tokyo[3].
  • L'8 luglio 2011, in occasione del concerto a Nairobi (Le vie dell'amicizia), le due orchestre giovanili italiane Cherubini e OGI e due cori con il maestro Riccardo Muti sono riuscite ad arrivare in Kenya solo poche ore prima del concerto a causa del fallimento della compagnia aerea che doveva garantire il volo. In programma c'era la Sinfonia della Forza del Destino. Nei giorni precedenti, durante le prove, un ragazzo del Kenya e l'accompagnatore italiano del suo gruppo di artisti erano affogati in mare[senza fonte].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • L'opera viene menzionata nel libro Il penultimo pericolo di Lemony Snicket, dodicesimo libro della serie Una serie di sfortunati eventi.
  • Tradizione vuole che l'aria "La Vergine degli Angeli" sia stata ispirata al maestro da una tela dello Scaramuzza, conservata presso la Collegiata di Cortemaggiore e raffigurante l'Assunzione in cielo della Vergine Maria. Verdi soleva recarsi spesso all'altare minore dove si trova questo dipinto per pregare, e così è nata la leggenda che sia stato ispirato proprio dal quadro che raffigura, appunto, la Vergine sollevata in cielo da una miriade di angeli.

Incisioni discografiche[modifica | modifica wikitesto]

1961 Marcella De Osma, Piero Cappuccilli, Ivo Vinco, Fiorenza Cossotto, dir. Ottavio Ziino - ed. Bongiovanni/Living Stage Registrazione dal vivo - Fidenza (PR) - Teatro G. Magnani

Anno Cast (Don Alvaro, Leonora, Don Carlo, Preziosilla, Fra Melitone, Padre Guardiano) Direttore Etichetta
1954 Richard Tucker, Maria Callas, Carlo Tagliabue, Elena Nicolai, Renato Capecchi, Nicola Rossi-Lemeni Tullio Serafin EMI
1955 Mario Del Monaco, Renata Tebaldi, Ettore Bastianini, Giulietta Simionato, Fernando Corena, Cesare Siepi Francesco Molinari Pradelli Decca
1964 Richard Tucker, Leontyne Price, Robert Merrill, Shirley Verrett, Ezio Flagello, Giorgio Tozzi Thomas Schippers RCA
1969 Carlo Bergonzi, Martina Arroyo, Piero Cappuccilli, Bianca Maria Casoni, Geraint Evans, Ruggero Raimondi Lamberto Gardelli EMI
1976 Placido Domingo, Leontyne Price, Sherrill Milnes, Fiorenza Cossotto, Gabriel Bacquier, Bonaldo Giaiotti James Levine RCA
1985 José Carreras, Rosalind Plowright, Renato Bruson, Agnes Baltsa, Juan Pons, Paata Burchuladze Giuseppe Sinopoli Deutsche Grammophon
1987 Placido Domingo, Mirella Freni, Giorgio Zancanaro, Dolora Zajick, Paul Plishka, Giorgio Surjan Riccardo Muti EMI
1995 Nikolai Putilin, Gegam Grigorian, Olga Borodina, Askar Abdrazakov, Galina Gorchakova, Mikhail Kit Valery Gergiev Decca

DVD parziale[modifica | modifica wikitesto]

Anno Cast (Alvaro, Leonora, Carlo, Preziosilla, Melitone, Padre Guardiano) Direttore Etichetta
1958 Franco Corelli, Renata Tebaldi, Ettore Bastianini, Oralia Dominguez, Renato Capecchi, Boris Christoff Francesco Molinari-Pradelli Hardy Classics
1978 José Carreras, Montserrat Caballé, Piero Cappuccilli, Maria Luisa Nave, Sesto Bruscantini, Nicolaj Ghiaurov Giuseppe Patanè Hardy Classics
1984 Giuseppe Giacomini, Leontyne Price, Leo Nucci, Isola Jones, Enrico Fissore, Bonaldo Giaiotti James Levine Deutsche Grammophon
2013 Aquiles Machado, Dimitra Theodossiou, Vladimir Stoyanov, Mariana Pentcheva, Carlo Lepore, Roberto Scandiuzzi Gianluigi Gelmetti Unitel Classica

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Eduardo Rescigno, Dizionario verdiano, BUR Dizionari, Rizzoli, Milano, 2001, ISBN 88-17-86628-8
  2. ^ a b Alberto Mattioli, "La potenza del fato" in La forza del destino di Giuseppe Verdi, a cura del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Pendragon, Firenze 2007
  3. ^ Giappone: al momento del sisma "Maggio Fiorentino" provava "Forza del destino", articolo su it.notizie.yahoo.com. URL consultato il 12 marzo 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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