Carlo Bergonzi

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Carlo Bergonzi
Nazionalità Italia Italia
Genere Opera lirica
Periodo di attività 1947-2001
Carlo Bergonzi fotografato nella sua casa di Milano

Carlo Bergonzi (Vidalenzo di Polesine Parmense, 13 luglio 1924Milano, 26 luglio 2014) è stato un tenore italiano, considerato in particolare uno dei più autorevoli interpreti del repertorio verdiano.

Biografia e carriera[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

Termina gli studi con la quinta elementare. All'età di 16 anni inizia gli studi come baritono al Conservatorio Arrigo Boito di Parma, dove segue i corsi di Ettore Campogalliani con Renata Tebaldi ed Aldo Protti. A 19 anni, nel corso della seconda guerra mondiale, arruolato soldato nel 4º Raggruppamento Artiglieria Contraerei (Mantova), è internato in un campo di lavoro forzato in Germania. Al termine del conflitto torna in Italia e riprende gli studi di canto a Brescia con il baritono Edmondo Grandini.

In un'intervista rilasciata a una stazione radio americana[1], Bergonzi indica nel 1947 l'anno del debutto in un piccolo teatro parrocchiale a Varedo, presso Milano, come Figaro ne Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, cui segue l'esordio, nello stesso ruolo, in un vero teatro a Lecce. Durante la carriera da baritono si esibisce in diversi ruoli: Metifio (L'Arlesiana), Dottor Malatesta (Don Pasquale) , Belcore (L'elisir d'amore) , Lord Enrico Ashton (Lucia di Lammermoor), Ghirlino (Le astuzie di Bertoldo), Silvio (Pagliacci), Alfio (Cavalleria rusticana), Albert (Werther), Marcello/Schaunard (La bohème), Sharpless (Madama Butterfly), Giorgio Germont (La traviata), Lescaut, Rigoletto.

Trovando difficoltà ad espandere il suono, ottenendo un volume vocale limitato, sembra avviato a una carriera non di primo piano di baritono lirico, essendogli preclusi i grandi personaggi donizettiani e, soprattutto, verdiani, ma, scrupoloso come sempre, inizia a studiare il modo di superare il problema. Nel 1949, nel corso di una recita di Madama Butterfly, come Sharpless, a Livorno, accanto al celebre tenore Galliano Masini, in camerino prova ad emettere il Do sovracuto che conclude il primo atto, rendendosi conto che le difficoltà che incontra sono dovute in realtà non ad errori di tecnica ma di impostazione vocale. Passa quindi al registro tenorile, studiando in solitudine e all'insaputa persino dei familiari, aiutato solo da un diapason, e debuttando nel 1951 a Bari nell'Andrea Chénier di Giordano. Le critiche sono subito favorevoli, ma non entusiasmanti; la strada tuttavia è tracciata.

La carriera tenorile non tarda a dargli soddisfazioni: nello stesso anno è Maurizio in Adriana Lecouvreur con Magda Olivero al Teatro Metastasio di Prato e, in occasione delle celebrazioni per il cinquantenario dalla morte di Verdi, viene scritturato dalla RAI per interpretare in radio Giovanna d'Arco, Simon Boccanegra ed I due Foscari, oltre a Pagliacci. Nel 1953 debutta alla Scala, allo Stoll Theatre di Londra (La forza del destino) e al Teatro Colon di Buenos Aires, dove ritrova una cara amica e collega di studi: Renata Tebaldi. Il 1955 è l'anno del debutto negli Stati Uniti, alla Lyric Opera di Chicago (Il tabarro di Puccini, L'amore dei tre re di Montemezzi). Nel 1956 gli si schiudono le porte del Metropolitan Opera di New York.

Teatro alla Scala di Milano[modifica | modifica sorgente]

Il già citato debutto nel 1953 avviene nel ruolo di Mas'Aniello nella prima rappresentazione in novità assoluta dell'omonima opera di Jacopo Napoli diretto da Nino Sanzogno con Saturno Meletti e Giangiacomo Guelfi. Nel 1955 interpreta Don Alvaro ne La forza del destino diretta da Antonino Votto, insieme a Renata Tebaldi, Aldo Protti e Renato Capecchi e Gabriele Adorno in Simon Boccanegra con Protti, Cesare Siepi e Giorgio Tadeo diretto da Francesco Molinari Pradelli. Ritorna alla Scala nel 1963 come Radames in una nuova produzione di Aida nella prima con un cast stellare che comprende Antonio Zerbini, Fiorenza Cossotto, Leontyne Price, Protti e Nicolai Ghiaurov sotto la direzione di Gianandrea Gavazzeni e la regia di Franco Zeffirelli.

Nel 1964 partecipa nella trasferta del Teatro alla Scala a Mosca, al Teatro Bol'šoj. Dando prova di un eclettismo vocale non comune interpreta la Messa di requiem di Verdi diretta da Herbert von Karajan, Manrico in Il trovatore, sempre di Verdi e Edgardo nella Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, accanto a Renata Scotto.

Nel corso della stessa stagione si esibisce come Faust in Mefistofele di Arrigo Boito con Nicolai Ghiaurov e Raina Kabaivanska, e nuovamente nella Messa di Requiem di Verdi. Inaugura la stagione scaligera una sola volta nella serata di gala del 7 dicembre 1965, con La forza del destino diretta da Gianandrea Gavazzeni, in una storica edizione trasmessa in diretta dalla radio, che vede schierati Ilva Ligabue, Piero Cappuccilli, Giulietta Simionato, Nicolai Ghiaurov e Renato Capecchi.

Nel 1966 offre un'ulteriore prova di eclettismo vocale, cantando come Nemorino in L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti, ruolo tradizionalmente riservato a tenori leggeri e Manrico in Il trovatore di Giuseppe Verdi. Nel 1968 si esibisce in Un ballo in maschera in coppia con Leontyne Price.

Nel 1976, dopo otto anni di assenza dal massimo teatro milanese, accetta di sostituire per due recite Placido Domingo nell'Aida diretta da Thomas Schippers, con la regia di Franco Zeffirelli e un cast formato da Montserrat Caballé, Grace Bumbry, Piero Cappuccilli e Ruggero Raimondi.

Nel 1983 ritorna alla Scala per un concerto, e nel 1993, a settant'anni, calca per l'ultima volta il palcoscenico scaligero nel recital di arie e canzoni "omaggio a Carlo Bergonzi"; memorabile al riguardo un articolo su La Repubblica, firmato da Angelo Foletto, che titola "Che lezione di canto, diavolo di un Bergonzi".

Il Metropolitan di New York[modifica | modifica sorgente]

Nel 1956, grazie anche all'interessamento di Mario Del Monaco (che lo ha visto cantare in Manon Lescaut a Parigi), che rinuncia ad una recita, debutta al Metropolitan Opera nell'Aida (unitamente al debutto al Met di Antonietta Stella). Del Monaco in persona lo accoglie a New York, assiste alle prove al pianoforte e si presta perfino a truccare il giovane collega[2]. Il pubblico e la critica gli tributano un autentico trionfo. Il New York Times scrive a tutta pagina: "Forse è arrivato il Radames che sognava Verdi". A distanza di pochi giorni interpreta il ruolo di Manrico nel Trovatore e da allora diviene un beniamino del pubblico newyorkese. Nel 1957 è la volta di Tosca con Zinka Milanov diretta da Dimitri Mitropoulos, La bohème con Victoria de los Ángeles, Carmen e ancora Aida assieme a Renata Tebaldi. Nel 1958 si esibisce ne La forza del destino, Andrea Chénier, Lucia di Lammermoor con Maria Callas e Madama Butterfly.

Nel 1959 canta in Macbeth di Giuseppe Verdi con Leonard Warren e Leonie Rysanek, Manon Lescaut, Pagliacci e debutta nella Messa di requiem di Verdi, diretta da Bruno Walter con Zinka Milanov, Rosalind Elias e Cesare Siepi. Nel 1959 inaugura la stagione con Il trovatore, in una nuova produzione che vede il debutto al Metropolitan di Giulietta Simionato.

È comunque Verdi a farla da padrone: nel 1960 canta in Simon Boccanegra, nel 1962 Un ballo in maschera, Aida ed Ernani, nel 1963 ancora Aida, diretta da Georg Solti, nel 1964 in Rigoletto. Nel 1966 propone per la prima volta al pubblico americano la sua interpretazione di L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti, con la direzione di Thomas Schippers, ottenendo un autentico trionfo. Nel 1968 prende parte ad una lunga serie di recite di La Gioconda con Renata Tebaldi e Fiorenza Cossotto, mentre due anni dopo, nel 1970 debutta come Pollione in Norma di Vincenzo Bellini con Joan Sutherland, Marilyn Horne e Cesare Siepi.

Nel 1970 inaugura nuovamente la stagione con Ernani in un'edizione che vede il debutto al Metropolitan di un giovane basso italiano:Ruggero Raimondi. Nel corso della stessa stagione si esibisce per la prima volta al Metropolitan come Alfredo in La traviata di Giuseppe Verdi.

Nel 1972 alterna recite di La forza del destino ad altre di L'elisir d'amore, rinnovando una sfida gia' proposta alla Scala.

Ritorna al Metropolitan nel 1975, dove tornera' costantemente fino al 1983.

Il 4 dicembre 1981 il Metropolitan organizza il "Bergonzi gala", una serata per celebrare i suoi 25 anni di carriera al Metropolian. Nel corso della serata si esibisce nel secondo atto di La traviata e nel terzo atto di Tosca e riceve l'omaggio di Luciano Pavarotti, da sempre suo amico e ammiratore che canta nel secondo atto di Un ballo in maschera. Nel 1988 a 64 anni fa il suo debutto americano in Luisa Miller, assieme ad alcuni dei suoi allievi e successivamente si esibisce ancora una volta come Edgardo in Lucia di Lammermoor di Donizetti, ruolo che nel 1958 lo aveva visto trionfare accanto a Maria Callas, accomiatandosi dal pubblico del Metropolitan.

Tornerà nel 1996 in occasione delle celebrazioni per il 25º anniversario del debutto di James Levine, interpretando "Quando le sere al placido" dalla Luisa Miller e, sostituendo all'ultimo momento Luciano Pavarotti, il celebre terzetto da I Lombardi alla prima crociata di Verdi, insieme a June Anderson e Ferruccio Furlanetto raggiungendo le 324 recite al Met.

Parallelamente all'attività legata al Metropolitan di New York, Carlo Bergonzi prende parte in numerose produzioni in forma di concerto alla Carnegie Hall di New York. Da ricordare Mefistofele di Arrigo Boito con Renata Tebaldi e Nicolai Ghiaurov, La Wally di Alfredo Catalani, sempre con Renata Tebaldi, Edgar di Giacomo Puccini, con Renata Scotto, I due Foscari con Renato Bruson, Il corsaro, I Lombardi alla prima crociata e Otello, oltre a vari concerti e recitals. Alla Carnegie Hall, nel 1967, si esibisce anche come tenore solista nella Messa di Requiem di Giuseppe Verdi, sotto la direzione di Herbert von Karajan, con Leontyne Price, Fiorenza Cossotto e Nicolai Ghiaurov.

Il Covent Garden di Londra[modifica | modifica sorgente]

Nel 1962 debutta al Covent Garden di Londra in una storica edizione di La forza del destino diretta da Georg Solti. Nel corso di tali recite accetta di cantare il duetto tra tenore e baritono del terzo atto, generalmente tagliato per le grandi difficoltà vocali che presenta sia in termini di stile (esecuzioni di gruppetti) sia in termini di tessitura, facendo ascoltare al pubblico inglese, per la prima volta, l'intera parte del tenore. Da allora diventa un beniamino del pubblico londinese fino al 1985, quando, al fianco di Joan Sutherland, interpreterà nuovamente il ruolo di Edgardo in Lucia di Lammermoor. A Londra canta praticamente tutti i suoi ruoli preferiti: nel 1965 Il trovatore con Ivo Vinco, Gwyneth Jones e Fiorenza Cossotto diretto da Carlo Maria Giulini; nel 1971 Un ballo in maschera, e quindi Aida, Tosca, e nel 1981 L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti e Luisa Miller di Giuseppe Verdi con Leo Nucci e Katia Ricciarelli.

Nel 1992, a 68 anni, si esibisce in un recital nel corso del quale Jeremy Isaacs, all'epoca sovrintendente del Toyal Opera House - Covent Garden gli consegna una medaglia commemorativa.

L'ultima apparizione londinese è per ritirare il premio "Tenore verdiano del secolo" nel centenario verdiano del 2001, quando si esibisce, alla non verde età di 77 anni, nel duetto della Traviata con Angela Gheorghiu, accompagnati da Antonio Pappano.

L'Opera di Vienna[modifica | modifica sorgente]

Debutta alla Wiener Staatsoper nel 1959 in Aida, con Renata Tebaldi, Giulietta Simionato e Tito Gobbi, con la direzione di Herbert von Karajan. Nel 1960 canta Andrea Chénier con Antonietta Stella ed Ettore Bastianini e Pagliacci. Nel 1961 La bohème, La forza del destino, Un ballo in maschera e Madama Butterfly Nel 1963 Tosca, nel 1973 Il trovatore, nel 1976 Tosca e Aida, entrambi assieme con Montserrat Caballè e nel 1988 Lucia di Lammermoor, con Edita Gruberova.

L'Arena di Verona[modifica | modifica sorgente]

Da ricordare anche la lunga collaborazione con l'Arena di Verona. Pur non essendo dotato di una voce particolarmente potente, è stato uno dei pochissimi cantanti che si potevano udire persino all'esterno del grande anfiteatro, grazie a un'emissione perfettamente impostata. In "Arena" Bergonzi ha interpretato tutti i grandi ruoli verdiani: Radames in Aida dal 1958 e per tante edizioni, fino al 1974, Manrico in Il trovatore, Riccardo in Un ballo in maschera, Alfredo in La traviata, e il tenore solista nella Messa di requiem ed Alvaro in La forza del destino', ruolo col quale si congeda dal pubblico areniano nel 1975.

Si è esibito anche nel grande repertorio tardo romantico e verista, con Enzo ne La Gioconda, Faust in Mefistofele, Canio in Pagliacci, Mario Cavaradossi in Tosca, Turiddu in Cavalleria rusticana.

È tornato nel grande teatro veronese nel 1990 per un concerto in memoria di Beniamino Gigli, con la partecipazione di 16 tenori; suo è stato l'onore di chiudere la serata.

Teatro Colón di Buenos Aires[modifica | modifica sorgente]

Carlo Bergonzi si è esibito diverse volte nel principale teatro del sud America. Gli esordi risalgono al 1953, dove si esibisce in due titoli verdiani, Don Carlo e Aida e in Tosca. Si esibisce nell'immensa sala del teatro della capitale argentina ancora in Cavalleria rusticana nel 1967, con Grace Bumbry, in Aida, nel 1968 e in Il trovatore in un'edizione con un cast sontuoso che vedeva Leontyne Price, Fiorenza Cossotto e Piero Cappuccilli tra gli altri interpreti. Nel 1972 interpreta Mario Cavaradossi in Tosca di Giacomo Puccini.

Teatro Regio di Parma[modifica | modifica sorgente]

Bergonzi ha studiato al conservatorio di Parma, la cui provincia gli ha dato i natali. Ha interpretato al Teatro Regio diversi ruoli baritonali e grandi ruoli verdiani come tenore in Un ballo in maschera, per due volte, Il trovatore, La forza del destino, per due volte e Aida.

Nel 1959, nel corso di una recita di Aida, conclude la celebre aria del primo atto con un Si-bemolle pianissimo, come prescritto da Verdi; l'applauso è cordiale ma non trionfale. Nel corso del terzo atto, avendo cantato la frase "Il ciel dei nostri amori", sempre secondo l'indicazione di Verdi, ancora con un Si-bemolle acuto pianissimo, è apostrofato da un loggionista che gli grida con tono critico "Tajoli !", assimilando una difficile acrobazia vocale come la smorzatura di una nota acuta al genere della musica leggera. Bergonzi rimane esterrefatto e ottiene di salire in loggione per spiegare, spartito alla mano, il motivo della sua scelta. Gli viene risposto, essendo talvolta la fede lirica dei melomani a senso unico: "Allora ha sbagliato anche Verdi", affermazione evidentemente paradossale, per non dire altro. Dopo alcuni giorni, sempre al Teatro Regio, è prevista una serie di recite de La forza del destino, con protagonista Franco Corelli. Il grande tenore marchigiano, forse spaventato dall'episodio durante Aida, si rifiuta di cantare, e Bergonzi accetta di sostituirlo: è uno dei più grandi trionfi della storia di quel teatro, nel quale, nonostante pressanti inviti, Bergonzi non canterà più.

La pace coi suoi concittadini verrà siglata formalmente solo nel 2004, quando al Teatro Regio viene organizzata una serata in suo onore per festeggiare l'ottantesimo compleanno. Intervistato da Angelo Foletto, Bergonzi ripercorse le tappe della carriera; seguì un concerto con la partecipazione dei suoi allievi Vincenzo La Scola, Michele Pertusi, Alberto Gazale e Roberto Aronica e al termine, a sorpresa, Bergonzi cantò "Niun mi tema" dall'Otello di Verdi e la canzone Non ti scordar di me.

Altri teatri[modifica | modifica sorgente]

Notevole anche la collaborazione con il Teatro La Fenice di Venezia, dove debutta nel 1957 in Cavalleria rusticana con Giulietta Simionato Torna nel 1961 con Aida con Adriana Lazzarini mentre nel 1965, sotto la direzione di Herbert von Karajan, si esibisce in Messa di Requiem di Giuseppe Verdi assieme a Renata Scotto e a Giulietta Simionato, accompagnati dall'Orchestra filarmonica di Berlino e dai Wiener Singverein. Appare anche in Un ballo in maschera. Nel 1978 si esibisce in Aida, con la direzione di Giuseppe Sinopoli; memorabile il suo LA3 di "Sacerdote, io resto a te" (termine Atto III), tenuto per tutto l'attraversamento del palcoscenico, secondo la storica prassi instaurata dai grandi tenori dell'Ottocento.

All'Opera di Chicago, dopo l'esordio del 1955 torna nel 1960 in Aida con Giulietta Simionato e Leontyne Price, nel 1961 in Lucia di Lammermoor con Joan Sutherland, nel 1971 con Tosca con Tito Gobbi e nel 1981 con L'elisir d'amore.

A Bilbao nel 1953 canta in Un ballo in maschera ed in Andrea Chénier, nel 1955 in La forza del destino con Adriana Lazzarini ed Antonietta Stella, nel 1976 in Lucia di Lammermoor e nel 1981 tiene un recital.

Nella Salle Garnier del Théâtre du Casino di Montecarlo nel 1954 canta Adriana Lecouvreur e nel 1955 in Carmen.

Nel Teatro Nuovo di Torino canta nelle prime rappresentazioni nel 1956 di Adriana Lecouvreur con Magda Olivero, nel 1961 nelle riprese di "Un ballo in maschera" e nel 1965 di La Gioconda.

Nel 1956 si esibisce al Théâtre du Casino Municipal di Enghien-les-Bains in Manon Lescaut.

Nel Teatro Comunale di Firenze nel 1967 si esibisce in L'elisir d'amore, in una trionfale produzione trasmessa dalla RAI, con Renata Scotto, Giuseppe Taddei e Carlo Cava, ora reperibile in DVD. Nel 1969 canta Aida sotto la direzione di Zubin Mehta.

Al Teatro Verdi (Trieste) nel 1958 canta Un ballo in maschera e nel 1969 Il trovatore.

Nel 1958 canta al Teatro Donizetti di Bergamo in La forza del destino.

Al Teatro Comunale di Bologna si esibisce nel 1961 in Un ballo in maschera con Leyla Gencer e nel 1964 in La forza del destino ancora con la Gencer, Adriana Lazzarini, Piero Cappuccilli e Carlo Cava.

Nel 1967 si esibisce alla Nippon Hoso Kyokay di Tokyo in Lucia di Lammermoor con Renata Scotto, e in Un ballo in maschera con Antonietta Stella, entrambi diretti da Bruno Bartoletti e fortunatamente ripresi dalla televisione. Entrambe le recite sono reperibili in DVD.

Alla San Francisco Opera debutta nel 1969 dove canta La forza del destino, tornando nel 1985 con Un ballo in maschera e riapparendo l'anno successivo, 1986 nel "Carlo Bergonzi Recital".

Oltre alle sedi citate in precedenza, ha cantato in tutti i principali teatri italiani, europei (Barcellona, Berlino, Lisbona, Madrid, Mosca, Parigi, Vienna, Salisburgo) e del Sudamerica (Buenos Aires, Teatro Municipal di Caracas), a Tokyo e nei più importanti teatri statunitensi (Philadelphia, San Diego, dove debutta l'ennesimo ruolo verdiano come Oronte in I lombardi alla prima crociata, a Tulsa, dove debutta, dopo averlo inciso alcuni anni prima, come Foresto in Attila di Giuseppe Verdi, e Miami, dove si esibisce in Werther di Jules Massenet, cantando l'edizione francese, ed Andrea Chénier).

I direttori d'orchestra[modifica | modifica sorgente]

Ha cantato sotto la direzione di grandi bacchette, quali Herbert von Karajan, Georg Solti, Riccardo Muti, Thomas Schippers, Tullio Serafin, Bruno Walter, Dimitri Mitropoulos, Nello Santi, James Levine, Gianandrea Gavazzeni, Georges Prêtre, Lorin Maazel, Bruno Bartoletti, Leonard Bernstein, Antonino Votto.

Iniziata diversi anni prima con dichiarazioni di reciproca ammirazione, con l'incisione di Aida, la collaborazione tra Carlo Bergonzi e Herbert von Karajan è proseguita per svariati anni, ed ha portato ad esecuzioni rimaste memorabili di Aida, Il trovatore, Tosca, Messa di Requiem e, sebbene solo in disco, di Cavalleria rusticana e Pagliacci. Fu proprio il rifiuto di Carlo Bergonzi ad interpretare entrambe le opere al Teatro alla Scala di Milano a causare fra i due artisti un'insanabile rottura. A parte una sporadica esecuzione di una Messa di Requiem di Verdi, a Salisburgo, nell'agosto del 1970, la loro collaborazione volse al termine.

I colleghi[modifica | modifica sorgente]

Ha cantato con tutti i più celebri soprani e mezzosoprani della sua epoca: Maria Callas, Renata Tebaldi, Montserrat Caballé, Leontyne Price, Magda Olivero, Zinka Milanov, Birgit Nilsson, Renata Scotto, Joan Sutherland, Raina Kabaivanska, Gabriella Tucci, Antonietta Stella, Anna Moffo, Giulietta Simionato, Marilyn Horne, Fiorenza Cossotto, Fedora Barbieri, Grace Bumbry, Shirley Verrett, ma con la curiosa eccezione di Mirella Freni.

Ha cantato numerose recite con i baritoni Leonard Warren, Dietrich Fischer-Dieskau, Piero Cappuccilli, Renato Bruson, Ettore Bastianini, Cornell MacNeil, Leo Nucci, Giuseppe Taddei, Tito Gobbi.

Tra i bassi vanno ricordate le collaborazioni con Boris Christoff, Giulio Neri, Nicolai Ghiaurov, Cesare Siepi, Fernando Corena, fino al suo allievo Michele Pertusi.

Nel corso della breve carriera di baritono ha avuto l'occasione di cantare accanto a colossi della corda tenorile quali Beniamino Gigli, Aureliano Pertile, Tito Schipa, Galliano Masini e Francesco Merli.

Carlo Bergonzi è stato un grande amico di Luciano Pavarotti, dal quale veniva affettuosamente chiamato "il campione".

I personaggi[modifica | modifica sorgente]

Il repertorio ha spaziato dai ruoli di tenore lirico o di grazia come Nemorino nell'Elisir d'amore di Donizetti, fino alle parti di tenore lirico-spinto o drammatico, come Des Grieux nella Manon Lescaut, Il Principe Ignoto nella Turandot di Puccini, Enzo Grimaldo nella Gioconda di Ponchielli. Tuttavia la fama e la carriera sono dovute principalmente all'interpretazione delle opere verdiane, che, rifacendosi scrupolosamente alle indicazioni scritte dall'autore, riusciva ad evidenziare aspetti inediti o dimenticati di molteplici personaggi: raramente infatti era possibile ascoltare, come prescritto da Verdi, un Manrico che eseguisse i trilli o un Radames che cantasse pianissimo il finale dell'opera. Ha inoltre trovato accenti originali come Alfredo, Duca di Mantova, Riccardo (di cui riprende l'aria "Ma se m'è forza perderti", generalmente omessa all'epoca), Don Alvaro, Don Carlo.
Numerosi sono stati anche i titoli del primo Verdi, di frequente affrontati in importanti riprese: Giovanna d'Arco alla RAI nel 1951, I due Foscari ancora alla RAI, all'Opera di Roma nel 1980 e alla Carnegie Hall, Macbeth al Metropolitan di New York nel 1959, Ernani. Non vanno inoltre dimenticati Il corsaro, Luisa Miller, I Lombardi alla prima crociata e, sebbene solo in disco, Oberto, Conte di San Bonifacio e I masnadieri.

Il ritiro[modifica | modifica sorgente]

Nel 1986 a Busseto, nella piazza dedicata a Giuseppe Verdi, interpreta assieme ad alcuni dei suoi allievi la Luisa Miller di Giuseppe Verdi, diretta da Angelo Campori. Per l'occasione il quotidiano milanese Il Giorno dedica la prima pagina del giornale all'avvenimento, sottolineando come a sessantadue anni sia stato ancora in grado, e senza nessuna apparente difficoltà, di affrontare uno dei più temibili ruoli di tutto il repertorio verdiano.

Termina la carriera artistica nel 1995 con una serie di concerti a Vienna, alla Carnegie Hall di New York, alla Scala di Milano ed al Theatre de l'Athénée di Parigi.

Il 3 maggio del 2000, alla Carnegie Hall di New York, affronta per la prima volta il ruolo di Otello nell'omonimo capolavoro di Giuseppe Verdi, ma, nonostante avesse cantato splendidamente nel corso della prova generale, come testimoniano le registrazioni, al termine del secondo atto un'indisposizione lo costringe ad abbandonare la scena.

Successivamente, a parte qualche sporadica esibizione, si dedica esclusivamente all'insegnamento del canto. Suoi allievi, oltre ai già citati Roberto Aronica, Vincenzo La Scola, Michele Pertusi e Alberto Gazale, sono stati tra gli altri Filippo Lo Giudice, Philip Webb, Giorgio Casciarri, Paul Caragiulo, Lance Clinker, Salvatore Licitra, Marco Chingari, Celso Albelo, Vincenzo Taormina

In occasione degli 80 anni sono state organizzate celebrazioni in suo onore, oltre che, come già detto, al Teatro Regio di Parma, al Teatro Comunale di Firenze, al Teatro alla Scala di Milano, al Teatro Verdi di Padova e al Teatro Bellini di Catania, al Metropolitan di New York ed alla Lyric Opera di Chicago.

Nel 2007 ha presieduto il Concorso Internazionale di Voci Verdiane di Busseto, ruolo che aveva ricoperto in precedenza per tantissimi anni, ridando così a questa manifestazione il lustro che le compete.

Amplissima è la discografia lasciata da Bergonzi, sia in studio che dal vivo. Tra le tante registrazioni degne di nota, nel 1975 ha inciso, primo tenore nella storia, un album di tutte le trentuno arie per tenore di Verdi, da Oberto, Conte di San Bonifacio fino a Falstaff.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Bergonzi è morto all'Istituto Auxologico di Milano, dove era ricoverato. La salma è stata sepolta presso il cimitero di Vidalenzo, nel comune di Polesine Parmense[3].

Vocalità e personalità interpretativa - tenore verdiano[modifica | modifica sorgente]

La voce chiara e con inflessioni brunite nel medium, di volume buono, ma non debordante, e sorretta da un’eccellente preparazione tecnica, forse la più raffinata del periodo in ambito tenorile[4] (famoso in particolare il controllo assoluto della respirazione, che consentiva frasi lunghissime senza alcun apparente sforzo), oltre alla dizione estremamente nitida, solo a tratti inficiata da una "esse" strascicata di origine emiliana, e al senso del fraseggio, gli hanno permesso di imporsi al pubblico e alla critica, anche senza essere provvisto di doti naturali propriamente eccezionali. Pur se l'estensione, nel momento di miglior forma vocale, fosse ragguardevole, coprendo la gamma dal LA sotto il rigo fino al RE bemolle sopracuto (Reb4)[5], Paolo Isotta così ne descrive i tratti vocali salienti: Tipico tenore centrale, adatto alla tessitura verdiana, in acuto mantiene la piena capacità della voce fino al Si bemolle, nota che riesce ad attaccare in pianissimo e poi rinforzare come a diminuirla dopo averla attaccata a voce piena. Più in alto non tenterà mai simili prodezze[6]. Approssimativamente dalla seconda metà degli anni settanta gli acuti hanno iniziato ad indurirsi, mentre il registro centrale è rimasto pressoché intatto fino al ritiro. Nel 1978 ha eliminato dal repertorio Aida e Il trovatore introducendo, o riprendendo dopo svariati anni, opere del primo Verdi.

Anche se il repertorio ha spaziato da Monteverdi a Pizzetti, il compositore che più si addiceva alle sue caratteristiche tecniche e interpretative era sicuramente Verdi. Oltre a rispettarne scrupolosamente la scrittura, Bergonzi sapeva infondere alla pagina verdiana un accento sempre ampio, vibrante e in sintonia con il momento psicologico del personaggio; notevole in particolare era la capacità di differenziare nel modo più appropriato recitativo, aria e cabaletta. L'interpretazione nasceva dalla stretta unione della tecnica vocale con la fantasia dell'accento, senza il ricorso ad artifizi quali l'accentuazione dell'articolazione della parola, il parlato o altri effetti "strappa applausi" gratuiti. Elvio Giudici definisce Bergonzi: "forse non il più grande tenore del dopoguerra, ma sicuramente il più artista".[7]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Innumerevoli sono i premi ricevuti durante la lunga carriera:

  • Nel 1972 ha ricevuto il premio "Verdi d'Oro - Città di Busseto" dall'Associazione Amici di Verdi.
  • Ha ricevuto il Disco d’oro, La rosa d’oro, Sagittario d’oro, Ghirlandina d’oro, Medaglia d’oro dell’Associazione generale dello spettacolo. Ha vinto il Premio Caruso e, nel 1983, ha il premio Cappelli.
  • Il 10 ottobre 2000 è stato insignito della Gramophone’s Lifetime Achievement Award alla Royal Festival Hall di Londra con la motivazione: "Principe tra i tenori, miglior tenore verdiano del secolo".
  • Nel 2009 ha ricevuto a Cannes il Lifetime Achievement Award del Midem (Marché International du Disque et de l'Edition Musicale). Il premio glielo ha consegnato il tenore Jonas Kaufmann. Alla serata ha voluto presenziare anche il grande cantante francese Charles Aznavour, grande ammiratore di Bergonzi.[8]
  • Il 31 agosto 2010 ha ricevuto all'Arena di Verona l'Oscar della Lirica alla carriera (Golden Opera Award 2010).
  • L'11 dicembre 2010, alla Teatro la Fenice di Venezia, ha avuto il premio "Una vita nella musica - Artur Rubinstein", scatenando in teatro un delirio di ovazioni quale, a detta dello stesso Presidente dell'"Associazione Rubinstein" Bruno Tosi, mai si era vista nelle precedenti edizioni.
  • Il 7 dicembre 2011 il consiglio comunale di Milano lo ha insignito dell'Ambrogino d'oro.
  • È cittadino onorario di Busseto e Parma.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Carlo Bergonzi è stato sposato dal 1950 con Adele Aimi. Ha avuto due figli, Maurizio, nato nello stesso giorno del suo debutto come tenore, e Marco. Ha vissuto tra Milano e Busseto. Per il sessantesimo anniversario di matrimonio Benedetto XVI, grande appassionato di musica classica, ha inviato ai coniugi Bergonzi la sua speciale benedizione.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nel 1967 Bergonzi incise per la RCA Italiana un 33 giri di canzoni italiane, con l'accompagnamento dell'orchestra diretta da Roberto Negri; sorprendentemente volle inserirvi alcuni dei successi di quel periodo o degli anni immediatamente precedenti, come L'immensità di Don Backy, Il mondo di Jimmy Fontana e Se non avessi più te di Gianni Morandi. Nel disco appare anche una canzone che Carlo Bergonzi scrisse ai tempi della lunga prigionia in Germania, intitolata "Alla mamma", orchestrata da Roberto Negri.

Da sempre appassionato di automobili potenti, Bergonzi era un convinto estimatore dei modelli Maserati. Nell'inverno 1971, mentre era alloggiato in un albergo sul lungomare di Trieste, la sua amatissima Quattroporte venne completamente sommersa da una forte mareggiata. L'anno seguente, dopo aver acquistato il modello Merak, si recò in vacanza con la famiglia in un albergo sul mare di Jesolo e la vettura subì la medesima sorte della precedente. Fu così che, per ragioni scaramantiche, decise di cambiare marchio[9].

Carlo Bergonzi e Luciano Pavarotti abitavano, durante i soggiorni a New York, nello stesso palazzo. Pavarotti era spesso solo e gli piaceva raggiungere i coniugi Bergonzi per la cena e passare la serata assieme a loro. Una sera, entrando nell'appartamento di Bergonzi, Pavarotti annusò un invitante profumo che proveniva dalla cucina e chiese a Carlo: "Cosa sta preparando tua moglie?" "Risotto con la salsiccia" - rispose Bergonzi. In quel periodo Pavarotti era a dieta e si era portato un barattolo contenente una gelatina verde ipocalorica che, in un battibaleno, finì nella pattumiera per fare posto ad un più invitante risotto.[10].

Repertorio[modifica | modifica sorgente]

Repertorio operistico
Ruolo Titolo Autore
Pollione Norma Bellini
Faust Mefistofele Boito
Walter Loreley Catalani
Giuseppe Hagenbach La Wally Catalani
Maurizio di Sassonia Adriana Lecouvreur Cilea
Nemorino L'elisir d'amore Donizetti
Edgardo Ravenswood Lucia di Lammermoor Donizetti
Andrea Chénier Andrea Chénier Giordano
Canio Pagliacci Leoncavallo
Turiddu Cavalleria rusticana Mascagni
Werther Werther Massenet
Nerone L'incoronazione di Poppea Monteverdi
Enzo Grimaldo La Gioconda Ponchielli
Edgar Edgar Puccini
Renato Des Grieux Manon Lescaut Puccini
Rodolfo La bohème Puccini
Mario Cavaradossi Tosca Puccini
F. B. Pinkerton Madama Butterfly Puccini
Calaf Turandot Puccini
Riccardo di Salinguerra Oberto, Conte di San Bonifacio Verdi
Oronte I Lombardi alla prima crociata Verdi
Ernani Ernani Verdi
Jacopo Foscari I due Foscari Verdi
Carlo VII Giovanna d'Arco Verdi
Foresto Attila Verdi
Macduff Macbeth Verdi
Carlo I masnadieri Verdi
Corrado Il corsaro Verdi
Rodolfo Luisa Miller Verdi
Duca di Mantova Rigoletto Verdi
Manrico Il trovatore Verdi
Alfredo Germont La traviata Verdi
Gabriele Adorno Simon Boccanegra Verdi
Riccardo Un ballo in maschera Verdi
Don Alvaro La forza del destino Verdi
Don Carlo Don Carlo Verdi
Radames Aida Verdi
Otello Otello Verdi

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Opere complete[modifica | modifica sorgente]

Anno Titolo
Ruolo
Cast Direttore Etichetta
1951 I due Foscari
Jacopo Foscari
Giangiacomo Guelfi, Maria Vitale Carlo Maria Giulini Cetra
Giovanna d'Arco
Carlo VII
Renata Tebaldi, Rolando Panerai Alfredo Simonetto Opera d'Oro/

Melodram/IDIS

Simon Boccanegra
Gabriele Adorno
Paolo Silveri, Antonietta Stella, Mario Petri Francesco Molinari-Pradelli Cetra
Pagliacci
Canio
Carla Gavazzi, Carlo Tagliabue, Marcello Rossi Alfredo Simonetto Cetra
1958 Madama Butterfly
F. B. Pinkerton
Renata Tebaldi, Mario Borriello, Fiorenza Cossotto Tullio Serafin Decca
La bohème
Rodolfo
Renata Tebaldi, Ettore Bastianini, Cesare Siepi Tullio Serafin Decca
1959 Aida
Radames
Renata Tebaldi, Giulietta Simionato, Cornell MacNeil Herbert von Karajan Decca
Macbeth
Macduff
Leonard Warren, Leonie Rysanek, Jerome Hines Erich Leinsdorf RCA
1961 Un ballo in maschera
Riccardo
Birgit Nilsson, Cornell MacNeil, Giulietta Simionato Georg Solti Decca
1962 La traviata
Alfredo Germont
Joan Sutherland, Robert Merrill John Pritchard Decca
Il trovatore
Manrico
Antonietta Stella, Ettore Bastianini, Fiorenza Cossotto Tullio Serafin DG
1964 Rigoletto
Il duca di Mantova
Dietrich Fischer-Dieskau, Renata Scotto, Ivo Vinco, Fiorenza Cossotto Rafael Kubelik DG
Tosca
Mario Cavaradossi
Maria Callas, Tito Gobbi Georges Prêtre EMI
Messa di requiem Birgit Nilsson, Ezio Flagello, Lili Chookasian Erich Leinsdorf RCA
1965 Cavalleriausticana/Pagliacci
Turiddu/Canio
Fiorenza Cossotto. Giuseppe Taddei, Rolando Panerai Herbert von Karajan DG
Don Carlo
Don Carlo
Nicolaj Ghiaurov, Renata Tebaldi, Dietrich Fischer-Dieskau, Grace Bumbry Georg Solti Decca
Luisa Miller
Rodolfo
Anna Moffo, Cornell MacNeil, Shirley Verrett Fausto Cleva RCA
1966 Un ballo in maschera
Riccardo
Leontyne Price, Robert Merrill, Shirley Verrett Erich Leinsdorf RCA
Lucia di Lammermoor
Edgardo Ravenswood
Anna Moffo, Mario Sereni, Ezio Flagello Georges Prêtre RCA
Madama Butterfly
F. B. Pinkerton
Renata Scotto, Rolando Panerai, Anna Di Stasio John Barbirolli EMI
1967 Ernani
Ernani
Leontyne Price, Mario Sereni, Ezio Flagello Thomas Schippers RCA
La Gioconda
Enzo Grimaldo
Renata Tebaldi, Robert Merrill, Marilyn Horne, Nicolai Ghiuselev Lamberto Gardelli Decca
La traviata
Alfredo Germont
Montserrat Caballé, Sherrill Milnes Georges Prêtre RCA
1969 La forza del destino
Don Alvaro
Martina Arroyo, Piero Cappuccilli, Ruggero Raimondi Lamberto Gardelli EMI
1970 Lucia di Lammermoor
Edgardo Ravenswood
Beverly Sills, Piero Cappuccilli, Justino Diaz Thomas Schippers Westminster Records
1972 Attila
Foresto
Ruggero Raimondi, Cristina Deutekom, Sherrill Milnes Lamberto Gardelli Philips Records
1974 I masnadieri
Carlo Moor
Montserrat Caballé, Piero Cappuccilli, Ruggero Raimondi Lamberto Gardelli Philips Records
1983 Oberto, Conte di San Bonifacio
Riccardo
Rolando Panerai, Ghena Dimitrova Lamberto Gardelli Orfeo
1988 Adriana Lecouvreur
Maurizio di Sassonia
Joan Sutherland, Leo Nucci, Cleopatra Ciurca Richard Bonynge Decca

Recital[modifica | modifica sorgente]

  • Bergonzi, The Verdi tenor/Il tenore verdiano - Karajan/Solti/Gavazzeni/Santi, 1957/1974 Decca
  • Verdi, Arie d'opera per tenore - Bergonzi/Santi/New PhO, 1972/1974 Philips/Decca
  • Italian Opera Classics - Carlo Bergonzi, 2010 Classic
  • Bergonzi - Italian Songs - Carlo Bergonzi/John Wustman, 1977/1978 SONY BMG
  • Bergonzi Recital - Carlo Bergonzi/Gianandrea Gavazzeni/Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia, 1958 Decca
  • Canzoni Napolitane - Carlo Bergonzi/Enrico Pessina/Madrid Chamber Orchestra, 2013 Ensayo
  • Bergonzi: La voce sublime/The Sublime Voice - Carlo Bergonzi/Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia/Orchestra of the Royal Opera House, Covent Garden/Sir Georg Solti/Tullio Serafin/Herbert von Karajan/Nello Santi, 2001 Decca
  • Bergonzi: in Concerto - Carlo Bergonzi, 2014 Bongiovanni

Videografia[modifica | modifica sorgente]

Diverse sono le riprese di opere disponibili in commercio. Tra i collezionisti ne circolano inoltre molte altre, effettuate da società televisive o privatamente, che non sono reperibili commercialmente.

Nel 1988 è stato diretto da Franco Zeffirelli nel film Il giovane Toscanini, al fianco di Elizabeth Taylor, dove interpreta il tenore Tobia Bertini che canta l'aria "Celeste Aida".

Documentari[modifica | modifica sorgente]

Colonne sonore[modifica | modifica sorgente]

La voce di Carlo Bergonzi è stata utilizzata da diversi musicisti e registi a commento dei loro film. Tra essi vanno ricordati:

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 11 gennaio 2011[11]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa della Presidenza del Consiglio dei ministri»
— 2 giugno 1977[12]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Opera Fanatic,” on WKCR, October 12, 1985
  2. ^ Rivista Musica - Settembre 2009 - Intervista di Stephen Hastings a Carlo Bergonzi
  3. ^ La Repubblica - edizione di Parma: È morto Carlo Bergonzi: www.parma.repubblica.it/cronaca/2014/07/26/news/morto_carlo_bergonzi_il_pi_grande_tenore_del_900-92429201/?ref=HREC1-21
  4. ^ R.Celletti: Voce di tenore, Idea Libri 1989
  5. ^ Si possono citare, ad esempio, le registrazioni radiofoniche dal vivo de Il trovatore e Rigoletto del 1960 e 64 da New York
  6. ^ Il Corriere della sera - Paolo Isotta - La leggenda del tenore italiano Bergonzi nel nome di Caruso. 26 agosto 2004 http://archiviostorico.corriere.it/2004/agosto/26/leggenda_del_tenore_italiano_Bergonzi_co_9_040826072.shtml
  7. ^ Elvio Giudici: L'opera in CD e video, Il Saggiatore 2007
  8. ^ "Gazzetta di Parma" 24/01/2009
  9. ^ Lucio Bazioli "Carlo Bergonzi", Ruoteclassiche n. 114 del febbraio 1998
  10. ^ INTERVISTA A CARLO BERGONZI (prima parte) - YouTube
  11. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  12. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato. URL consultato l'08-9-2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gustavo Marchesi, Carlo Bergonzi, I suoi personaggi, Azzali Editori, Parma, 2003.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 114330351 LCCN: n83155681 SBN: IT\ICCU\TO0V\255174