Giuseppe Di Stefano

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Giuseppe Di Stefano al Teatro dell'Opera di Roma 1959

Giuseppe Di Stefano (Motta Sant'Anastasia, 24 luglio 1921Santa Maria Hoè, 3 marzo 2008) è stato un tenore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Figlio unico di un carabiniere che sveste molto presto l'uniforme e di una sarta originaria di Siracusa, "Pippo", come lo hanno sempre chiamato amici, colleghi e fan, passa la giovinezza a Milano, dove i genitori si trasferiscono alla ricerca di migliori condizioni economiche, e dove il padre trova un modesto impiego come calzolaio. Viene educato in un seminario dei Gesuiti, meditando per qualche tempo di avvicinarsi al sacerdozio. Successivamente, grazie all'amico melomane Danilo Fois che, pur non interessato, lo trascina per ore ed ore al loggione della Scala, inizia a dedicarsi al canto, formandosi in modo frammentario presso vari maestri (tra i quali il baritono Luigi Montesanto), le cui lezioni vengono pagate da Fois e da altri amici[1].

Allo scoppio della guerra viene arruolato nell'esercito, finendo ripetutamente in cella per il suo comportamento. Grazie ad un ufficiale medico che lo giudica "più utile all'Italia come cantante che come soldato", sfugge allo sterminio del proprio reggimento nella campagna di Russia, ottenendo una licenza per una convalescenza fittizia poche ore prima della partenza per il fronte. Inizia quindi un'attività come cantante di musica leggera ed avanspettacolo con lo pseudonimo di Nino Florio, in quello che descrive come "bombardamenti a parte, il periodo più bello della mia vita"[2]. Fuggito in Svizzera nell'ultimo periodo della guerra, ha l'opportunità di esibirsi presso la radio di Losanna, alternando brani lirici e canzoni (rimangono al riguardo alcune registrazioni acquisite dalla EMI).

La carriera[modifica | modifica sorgente]

Tornato a Milano dopo il termine del conflitto, riprende le lezioni di canto e, dopo alcuni piccoli ruoli, debutta ufficialmente il 20 aprile 1946 a Reggio Emilia nel ruolo di Des Grieux della Manon di Massenet, iniziando rapidamente un'intensa attività in teatri di provincia ed anche in sedi più importanti, come Genova (Rigoletto), Bologna (La sonnambula), Venezia (I pescatori di perle). Nello stesso anno, bruciando le tappe, inizia inoltre la carriera internazionale inaugurando la stagione del Gran Teatre del Liceu di Barcellona, ancora con Manon. Con il medesimo ruolo, il 15 marzo del 1947 debutta alla Scala, mentre il 25 febbraio del 1948, come Duca di Mantova nel Rigoletto, è la volta del Metropolitan di New York, nel quale sarà una presenza fissa fino al 1952. Nel 1951, con La traviata a San Paolo del Brasile, diretta da Tullio Serafin, inizia il legame artistico con Maria Callas.

Oltre che nei principali teatri italiani ed in particolare alla Scala, dove, dopo il soggiorno al Met e tournée in Centro e Sudamerica, fa ritorno nel dicembre 1952 con La bohème e dove apparirà regolarmente fino a tutti gli anni cinquanta, la carriera si sviluppa in tutti gli altri più importanti teatri del mondo, tra cui Vienna, Parigi, Buenos Aires, Rio de Janeiro, Mexico City, San Francisco, Chicago, Johannesburg. Un po' più tardivo è l'esordio in Gran Bretagna, al festival di Edimburgo nel 1957 (L'elisir d'amore), mentre nel 1961 appare al Covent Garden di Londra (Tosca).

Tappe fondamentali, rimaste nella storia dell'opera, sono alcune rappresentazioni alla Scala, tra le quali Lucia di Lammermoor nel 1954, con la Callas e la direzione di Herbert von Karajan, Carmen nel 1955, con Giulietta Simionato e ancora Karajan sul podio, Traviata, nello stesso anno, sempre con la Callas, nella storica edizione con la regia di Luchino Visconti, Tosca nel 1958, in occasione del rientro alla Scala dopo diversi anni di Renata Tebaldi.

Giuseppe Di Stefano e Renata Tebaldi

Dalla seconda metà degli anni sessanta inizia a sfoltire progressivamente gli impegni operistici, privilegiando recital e concerti, dedicandosi anche all'insegnamento e tenendo seminari e stage di canto; ottiene inoltre un grande successo in Germania come interprete di operetta (che esegue in lingua originale), in quel paese genere nobile e molto amato. Nel 1973 è ancora una volta partner di Maria Callas nella sua ultima tournée mondiale, che ha un eccezionale successo di pubblico, ma che si interrompe poi bruscamente. Nel 1975 tiene un master a Spoleto per i vincitori del Concorso Nazionale di canto Teatro lirico sperimentale "Adriano Belli", firmando anche un'aria della Bohème. A partire dagli anni '80 non appare più sulle scene, ritornando eccezionalmente per un'ultima volta in una rappresentazione operistica nel 1992 alle Terme di Caracalla, come imperatore Altoum nella Turandot.

Di Stefano è stato uno dei cantanti lirici più popolari e amati del dopoguerra. Il suo nome è anche legato in maniera indissolubile al sodalizio artistico con Maria Callas, con la quale ottenne alcuni dei più importanti successi e incise in disco molteplici edizioni divenute storiche. Notevole è infatti la sua discografia, sia in studio che dal vivo, diretto dalle principali bacchette dell'epoca: Arturo Toscanini, Victor de Sabata, Tullio Serafin, Antonino Votto, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Nel 1949 sposa a New York la studentessa di conservatorio Maria Girolami, che gli dà tre figli e lo lascia subito dopo la morte di Maria Callas, alla quale Di Stefano era molto legato anche sentimentalmente.[senza fonte]. Dopo il fallimento del suo primo matrimonio durato quasi 25 anni, nel 1977 sposa in seconde nozze Monika Curth, un soprano di operetta originario di Amburgo.

La morte[modifica | modifica sorgente]

L'ultima apparizione in pubblico è del 24 ottobre 2004 a Oderzo per ricevere ancora un premio, a testimonianza di un affetto del pubblico mai venuto meno anche dopo tanti anni dal termine della carriera.[3] Il 3 dicembre 2004 rimane gravemente ferito nel tentativo di difendere il suo cane durante una rapina nella sua casa di Diani in Kenya, venendo preso a colpi di randello dai ladri che lo lasciano a terra insanguinato e privo di sensi. Ricoverato all'ospedale di Mombasa, le sue condizioni si rivelano più gravi di quanto fossero apparse in un primo momento: a causa delle profonde ferite deve subire almeno tre operazioni e il 7 dicembre entra in coma. Il 23 dicembre, dopo un lungo viaggio di trasferimento verso l'Italia, viene ricoverato in un ospedale milanese. Rimane infermo sino alla morte nella sua casa di Santa Maria Hoè, presso Lecco, dove si spegne il 3 marzo 2008[4].

Vocalità e stile di canto[modifica | modifica sorgente]

Dotato di una voce morbida, dall'inconfonibile timbro caldo e ricco e, almeno nei primi anni, notevolmente estesa, è stato apprezzato, oltre che per le doti vocali, per la dizione chiarissima, il fraseggio appassionato, il modo interpretativo accattivante e la squisita levità dei pianissimi e delle sfumature; tutti elementi che gli hanno anche consentito, come dimostra l'esteso repertorio elencato più avanti, una straordinaria ecletticità, che pochi altri tenori possono vantare, ma che ne ha probabilmente abbreviato la tenuta vocale. Lontano tanto dalla precisione ed "aplomb" adamantini (ma anche un poco gelidi, a detta di alcuni) di un Bjorling o di un Kraus, quanto dalla strapotenza vocale di un Del Monaco o dal rigore stilistico di un Bergonzi, per il canto generoso e istintivamente comunicativo, non disgiunto da un'infallibile musicalità, Di Stefano può essere collocato nella tradizione dei tenori lirici postromantici del repertorio italiano e francese, ove ha dato memorabili prove soprattutto nella prima parte della carriera (Rigoletto, La traviata, La bohème, I pescatori di perle, Manon, Faust), arrivando negli anni successivi a ruoli del repertorio lirico spinto e drammatico (Tosca, La forza del destino, Turandot, Carmen, fino a Pagliacci ed Andrea Chénier).

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Luciano Pavarotti aveva per lui una grande ammirazione e una volta raccontò: "Il mio idolo è Giuseppe Di Stefano; lo amai ancor più di Beniamino Gigli e questo mi costò addirittura, per l'unica volta in vita mia, uno schiaffo da mio padre, che continuò a preferirgli Gigli".

Repertorio[modifica | modifica sorgente]

Cronologia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1947 in gennaio canta nella ripresa nel Teatro dell'Opera di Roma di "I pescatori di perle" di Georges Bizet, il 15 marzo debutta con Manon al Teatro alla Scala di Milano con Mafalda Favero, in aprile canta nella ripresa nel Teatro Regio di Parma di "La sonnambula" di Vincenzo Bellini, nel giugno è ancora Elvino ne La sonnambula a Venezia, nel luglio interpreta Werther (opera) al Castello di San Giusto per il Teatro Verdi (Trieste). Per il Teatro Verdi (Trieste) nel 1950 torna al Castello di San Giusto con Manon (Massenet), nel 1951 con La bohème e nel 1953 con Les pêcheurs de perles con Ettore Bastianini. Nel 1962 al Teatro Verdi canta Tosca con Magda Olivero.

Nel 1948 esordisce al Metropolitan di New York come Duca di Mantova nel Rigoletto. Al Met nello stesso anno canta Manon (Massenet) con Bidu Sayão e Mignon, nel 1949 La traviata, L'elisir d'amore, Gianni Schicchi con Italo Tajo, Falstaff (Verdi) diretto da Fritz Reiner, La bohème, Der Rosenkavalier di Reiner e Faust (opera), nel 1950 Il barbiere di Siviglia (Rossini) con Lily Pons e Cesare Siepi, nel 1952 Madama Butterfly con Victoria de los Ángeles, nel 1955 Carmen (opera), nel 1956 Tosca con Zinka Milanov e Tito Gobbi ed infine Les contes d'Hoffmann con Teresa Stratas nel 1965, per un totale di 114 rappresentazioni a New York.

Per la San Francisco Opera nel 1950 canta La bohème con Bidu Sayão, debutta il ruolo di Edgardo in Lucia di Lammermoor con Lily Pons e canta in Rigoletto a Los Angeles.

Nel 1952 canta nella ripresa nel Palacio de Bellas Artes di Città del Messico di "Lucia di Lammermoor" di Gaetano Donizetti con Maria Callas.

Alla Scala nel dicembre 1952 canta nella prima rappresentazione de La bohème e ne La Gioconda insieme a Maria Meneghini Callas, nel 1953 è la volta di Tosca con Renata Tebaldi, la Messa da requiem (Verdi) nella trasferta scaligera al Festival di Lucerna con Elisabeth Schwarzkopf e Cesare Siepi e nella prima di Rigoletto. Nel 1954 canta nelle prime di Lucia di Lammermoor con la Callas, di Evgenij Onegin con la Tebaldi ed Ettore Bastianini e de L'elisir d'amore con Panerai diretto da Carlo Maria Giulini, nel 1955 le prime di La forza del destino con la Tebaldi e Renato Capecchi, di Cavalleria rusticana con la Simionato e de La traviata con la Callas e Bastianini diretto da Giulini, nel 1956 nelle prime di Un ballo in maschera con Bastianini, Antonietta Stella ed Ebe Stignani, di Pagliacci con Clara Petrella, Aldo Protti e Luigi Alva e di Werther ed il 7 dicembre per l'apertura della stagione con Aida con la Simionato, nel 1957 le prime di Manon Lescaut con Fiorenza Cossotto e la Petrella e di Iris (opera), nel 1958 la prima di Adriana Lecouvreur (opera) con Bastianini, la Petrella e la Simionato e canta nelle repliche di Madama Butterfly per indisposizione nella prima sostituito da Gianni Raimondi e il 7 dicembre prende ancora una volta parte alla serata di gala per l'apertura della stagione con Turandot insieme alla Birgit Nilsson, nel 1959 la prima de La sposa venduta con Panerai, la Cossotto e Carlo Cava, nel 1961 prende parte alla prima rappresentazione assoluta de Il calzare d'argento di Ildebrando Pizzetti con Panerai, nel 1964 la prima di Rienzi con Raina Kabaivanska e Gianfranco Cecchele, nel 1967 canta ne L'incoronazione di Poppea con Grace Bumbry e Leyla Gencer, nel 1971 canta con Adriana Maliponte ne La bohème ed infine l'ultima volta ha cantato in Carmen, nella recita del 21 aprile 1972 con Viorica Cortez. Di Stefano alla Scala prese parte in ventisei titoli, quarantatré produzioni e centottantacinque recite.

Nel 1953 canta nella ripresa nel Teatro Comunale di Firenze di "Lucia di Lammermoor" con la Callas e Bastianini e nel Teatro Donizetti di Bergamo nelle riprese di "L'elisir d'amore" e de "La bohème".

All'Opera di Chicago nel 1954 canta Lucia di Lammermoor con Maria Callas, nel 1955 I puritani sempre con la Callas ed Ettore Bastianini, La bohème con Tito Gobbi e Renata Tebaldi, Madama Butterfly con la Callas e Cavalleria rusticana con Ebe Stignani, nel 1957 La Gioconda con Giulietta Simionato, Adriana Lecouvreur con Gobbi e la Tebaldi, Tosca con Gobbi, nel 1958 Madama Butterfly con la Tebaldi diretto da Kiril Kondrashin, Turandot con Anna Moffo e Birgit Nilsson e Pagliacci (opera) con Gobbi, nel 1959 Carmen e nel 1960 ancora Carmen con Renata Scotto.

Per il Teatro dell'Opera di Roma alle Terme di Caracalla canta Tosca nel 1953 con Maria Caniglia, nel 1954 e nel 1962, nel 1954 "La bohème" di Giacomo Puccini e nel 1955 "Lucia di Lammermoor" con Virginia Zeani e nel Teatro dell'Opera nel 1955 la ripresa di "Un ballo in maschera" di Giuseppe Verdi con Antonietta Stella e Tito Gobbi e nel 1956 la ripresa di "I puritani" di Vincenzo Bellini con la Zeani e la ripresa di "Iris" di Pietro Mascagni con Clara Petrella e Boris Christoff

Nel 1955 in tournée con la Scala alla RIAS di Berlino-Ovestl canta in Lucia di Lammermoor, con la direzione di von Karajan e la Callas e Panerai.

Al Wiener Staatsoper debutta nel 1956 con Lucia di Lammermoor con Panerai e la Callas diretto da Karajan, nel 1957 canta Manon Lescaut e Carmen con Karajan, nel 1958 Tosca, Aida con Birgit Nilsson e la Simionato diretto da Karajan, Rigoletto con Bastianini ed Un ballo in maschera con Bastianini, la Nilsson e la Simionato diretto da Dimitri Mitropoulos, nel 1960 La bohème, La traviata con Gundula Janowitz, La forza del destino con Antonietta Stella, Bastianini e la Simionato e Madama Butterfly con Leontyne Price e la Janowitz, nel 1961 Turandot con Birgit Nilsson, Nicola Zaccaria e Leontyne Price ed infine nel 1965 Andrea Chénier e Pagliacci con Wilma Lipp.

Nel 1961 torna con La bohème al Teatro La Fenice con Angelo Nosotti e Virginia Zeani.

Nel 1962 canta nella ripresa nel Teatro Comunale di Firenze di "Andrea Chénier".

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Incisioni in studio[modifica | modifica sorgente]

Anno Titolo Ruolo Cast Direttore Etichetta
1949/51 La bohème (selez.) Rodolfo Licia Albanese, Leonard Warren, Patrice Munsel Renato Cellini RCA
1953 Cavalleria rusticana Turiddu Maria Callas, Rolando Panerai Tullio Serafin EMI
Lucia di Lammermoor Edgardo Ravenswood Maria Callas, Tito Gobbi, Raffaele Arié Tullio Serafin EMI
I Puritani Arturo Talbot Maria Callas, Rolando Panerai, Nicola Rossi-Lemeni Tullio Serafin EMI
Tosca Mario Cavaradossi Maria Callas, Tito Gobbi Victor de Sabata EMI
1954 Madama Butterfly F. B. Pinkerton Victoria de los Ángeles, Tito Gobbi, Anna Maria Canali Gianandrea Gavazzeni EMI
Pagliacci Canio Maria Callas, Tito Gobbi, Rolando Panerai, Nicola Monti Tullio Serafin EMI
1955 L'elisir d'amore Nemorino Hilde Güden, Fernando Corena, Renato Capecchi Francesco Molinari-Pradelli Decca
Rigoletto Duca di Mantova Tito Gobbi, Maria Callas, Nicola Zaccaria, Adriana Lazzarini Tullio Serafin EMI
La traviata Alfredo Germont Antonietta Stella, Tito Gobbi Tullio Serafin EMI
1956 Un ballo in maschera Riccardo Maria Callas, Tito Gobbi, Fedora Barbieri Antonino Votto EMI
La bohème Rodolfo Maria Callas, Rolando Panerai, Anna Moffo, Nicola Zaccaria Antonino Votto EMI
Il trovatore Manrico Maria Callas, Rolando Panerai, Fedora Barbieri, Nicola Zaccaria Herbert von Karajan EMI
1957 Manon Lescaut Renato Des Grieux Maria Callas, Giulio Fioravanti, Franco Calabrese Tullio Serafin EMI
La Gioconda Enzo Grimaldo Zinka Milanov, Leonard Warren, Rosalind Elias, Plinio Clabassi Fernando Previtali RCA/Decca
1958 La forza del destino Don Alvaro Zinka Milanov, Leonard Warren, Giorgio Tozzi Fernando Previtali RCA/Decca
Mefistofele (selez.) Faust Cesare Siepi, Renata Tebaldi Tullio Serafin Decca
1959 Lucia di Lammermoor Edgardo Ravenswood Renata Scotto, Ettore Bastianini, Ivo Vinco Nino Sanzogno Ricordi
1962 Tosca Mario Cavaradossi Leontyne Price, Giuseppe Taddei Herbert von Karajan RCA/Decca
1969 Das Land des Lächelns Sou-Chong Valorie Goodall, Heinz Holecek Heinz Lambrecht RCA

Registrazioni dal vivo (selezione)[modifica | modifica sorgente]

  • Manon (selez., in ital.), con Mafalda Favero, Mario Borriello, dir. Antonio Guarnieri - La Scala 1947 ed. Cetra/Myto
  • Manon, con Irma Gonzalez, Giuseppe Valdengo, dir. Renato Cellini - Mexico City 1948 ed. GOP
  • Rigoletto, con Giuseppe Valdengo, Nadine Conner, Ignacio Ruffino, dir. Renato Cellini - Mexico City 1948 ed. Bongiovanni/Urania
  • Werther (in ital.), con Giulietta Simionato, Eugenia Roccabruna, Fausto del Prado, dir. Renato Cellini - Mexico City 1949 ed. GOP/IDIS
  • Mignon (in ital.), con Giulietta Simionato, Cesare Siepi, dir. Guido Picco - Mexico City 1949 ed. Legato Classics
  • La Favorita, con Giulietta Simionato, Enzo Mascherini, Cesare Siepi, dir. Renato Cellini - Mexico City 1949 ed. Cetra/Myto/SRO
  • Gianni Schicchi, con Italo Tajo, Licia Albanese, Cloe Elmo, dir. Giuseppe Antonicelli - Met 1949 ed. GOP/Guilde
  • Falstaff, con Leonard Warren, Regina Resnik, Giuseppe Valdengo, Licia Albanese, dir. Fritz Reiner - Met 1949 ed. IDIS/Guilde
  • La traviata, con Eleanor Steber, Robert Merrill, dir. Giuseppe Antonicelli - Met 1949 ed. Melodram/Myto/Naxos
  • Faust, con Dorothy Kirsten, Italo Tajo, Leonard Warren, dir. Wilfrid Pelletier - Met 1949 ed. Arkadia/Myto
  • Il barbiere di Siviglia, con Giuseppe Valdengo, Lily Pons, Salvatore Baccaloni, Jerome Hines; dir. Alberto Erede - Met 1950 ed. Cetra/OASI/Gala
  • La bohème, con Bidu Sayao, Giuseppe Valdengo, Lois Hunt, Cesare Siepi, dir. Fausto Cleva - Met 1951 ed. GOP/Bongiovanni
  • Messa di requiem (Verdi), con Herva Nelli, Fedora Barbieri, Cesare Siepi, dir. Arturo Toscanini - Carnegie Hall 1951 ed. RCA
  • I puritani, con Maria Callas, Piero Campolonghi, Roberto Silva, dir. Guido Picco - Mexico City 1952 ed. Melodram/Archipel/IDIS
  • Tosca, con Maria Callas, Piero Campolonghi, dir. Guido Picco - Mexico City 1952 ed. Melodram/Archipel/Opera D'Oro
  • Lucia di Lammermoor, con Maria Callas, Piero Campolonghi, Roberto Silva, dir. Guido Picco - Mexico City 1952 ed. Myto/Opera D'Oro
  • Lucia di Lammermoor, con Maria Callas, Rolando Panerai, Nicola Zaccaria, dir. Herbert von Karajan - Berlino 1955 ed. EMI/Opera D'Oro
  • La traviata, con Maria Callas, Ettore Bastianini, dir. Carlo Maria Giulini - La Scala 1955 ed. EMI
  • Cavalleria rusticana, con Giulietta Simionato, Giangiacomo Guelfi, dir. Antonino Votto - La Scala 1955 ed. Myto/Opera D'Oro
  • Carmen, con Giulietta Simionato, Rosanna Carteri, Michel Roux, dir. Herbert von Karajan - La Scala 1955 ed. Myto/GOP/Walhall
  • Aida, con Antonietta Stella, Ebe Stignani, Giangiacomo Guelfi, Nicola Zaccaria, dir. Antonino Votto - La Scala 1956 ed. Paragon/Legato Classics/GOP
  • Pagliacci, con Clara Petrella, Aldo Protti, Enzo Sordello, dir. Nino Sanzogno - La Scala 1956 ed. Myto
  • Un ballo in maschera, con Antonietta Stella, Ettore Bastianini, Ebe Stignani, dir. Gianandrea Gavazzeni - La Scala 1956 ed. HRE/Myto
  • Un ballo in maschera, con Maria Callas, Ettore Bastianini, Giulietta Simionato, dir. Gianandrea Gavazzeni - La Scala 1957 ed. Melodram/Arkadia/EMI
  • L'elisir d'amore, con Rosanna Carteri, Fernando Corena, Giulio Fioravanti, dir. Nino Sanzogno, La Scala 1957 ed. Myto
  • La forza del destino, con Leyla Gencer, Aldo Protti, Cesare Siepi, dir. Antonino Votto - Colonia 1957 ed. Melodram/Myto
  • Tosca, con Renata Tebaldi, Ettore Bastianini, dir. Gianandrea Gavazzeni - Bruxelles 1958 ed. Legato Classics/Myto

Recital[modifica | modifica sorgente]

  • Canzoni Napoletane, O Sole mio/Funiculì Funiculà/ Torna a Surriento ed altre famose canzoni napoletane, Pavarotti/Di Stefano/Carreras, Decca
  • Di Stefano, Arie italiane e siciliane - Olivieri/Pattacini/National PO, Decca
  • Di Stefano, The Decca Recordings (Le registrazioni per Decca) Novantesimo anniversario, 1958 Decca

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— Roma, 21 febbraio 2001

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Intervista a Giuseppe Di Stefano - I primi vent'anni
  2. ^ Intervista a Giuseppe Di Stefano - Scampato a morte sicura
  3. ^ Giuseppe Di Stefano - Tenore - YouTube
  4. ^ La notizia della morte di Di Stefano su AGI e Ansa

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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