Giuseppe Di Stefano
Giuseppe di Stefano (Motta Sant'Anastasia, 24 luglio 1921 – Santa Maria Hoè, 3 marzo 2008) è stato un tenore italiano.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] I primi anni
Figlio unico di un calzolaio e di una sarta, "Pippo", come lo hanno sempre chiamato amici, colleghi e fan, passa la giovinezza a Milano e viene educato in un seminario dei Gesuiti, meditando per qualche tempo di avvicinarsi al sacerdozio. Successivamente, grazie all'amico melomane Danilo Fois che, pur non interessato, lo trascina per ore ed ore al loggione della Scala, inizia a dedicarsi al canto, formandosi in modo frammentario presso vari maestri (tra i quali il baritono Luigi Montesanto), le cui lezioni vengono pagate da Fois e da altri amici[1].
Allo scoppio della guerra viene arruolato nell'esercito, finendo ripetutamente in cella per il suo comportamento. Grazie ad un ufficiale medico che lo giudicò "più utile all'Italia come cantante che come soldato", sfugge allo sterminio del proprio reggimento nella campagna di Russia, ottenendo una licenza per una convalescenza fittizia poche ore prima della partenza per il fronte. Inizia quindi un'attività come cantante di musica leggera ed avanspettacolo con lo pseudonimo di Nino Florio, in quello che descrive come "bombardamenti a parte, il periodo più bello della mia vita"[2]. Fuggito in Svizzera nell'ultimo periodo della guerra, ha l'opportunità di esibirsi presso la radio di Losanna, alternando musica lirica e leggera (rimangono al riguardo alcune registrazioni acquisite dalla EMI).
[modifica] La carriera
Tornato a Milano dopo il termine del conflitto, riprende le lezioni di canto e, dopo alcuni piccoli ruoli, debutta ufficialmente il 20 aprile 1946 a Reggio Emilia nel ruolo di Des Grieux della Manon di Massenet, iniziando rapidamente un'intensa attività in teatri di provincia ed anche in sedi più importanti, come Genova (Rigoletto), Bologna (La sonnambula), Venezia (I pescatori di perle). Nello stesso anno, bruciando le tappe, inizia inoltre la carriera internazionale inaugurando la stagione del Gran Teatre del Liceu di Barcellona, ancora con Manon.
Con il medesimo ruolo, il 15 marzo del 1947 debutta alla Scala, mentre il 25 febbraio del 1948, come Duca di Mantova nel Rigoletto, è la volta del Metropolitan di New York, nel quale sarà una presenza fissa fino al 1952. Nel 1951, con La traviata a San Paolo del Brasile diretta da Tullio Serafin, inizia il legame artistico con Maria Callas.
Oltre che nei principali teatri italiani ed in particolare alla Scala, dove, dopo il soggiorno al Met e tournèe in Centro e Sudamerica, fa ritorno per il Natale 1952 (La Gioconda con Callas) e dove apparirà regolarmente fino a tutti gli anni cinquanta, la carriera si sviluppa in tutti gli altri più importanti teatri del mondo, tra cui Vienna, Parigi, Buenos Aires, Rio de Janeiro, Mexico City, San Francisco, Chicago, Johannesburg. Un po' più tardivo è l'esordio in Gran Bretagna, al festival di Edimburgo nel 1957 (L'elisir d'amore), mentre nel 1961 appare al Covent Garden di Londra (Tosca).
Tappe fondamentali, rimaste nella storia dell'opera, sono alcune rappresentazioni alla Scala, tra le quali Lucia di Lammermoor nel 1954, con Callas e la direzione di Herbert von Karajan, Carmen nel 1955, con Giulietta Simionato e ancora Karajan sul podio, Traviata, nello stesso anno, sempre con Callas, nella storica edizione con la regia di Luchino Visconti e Tosca nel 1958, in occasione del rientro alla Scala dopo diversi anni di Renata Tebaldi.
Dalla seconda metà degli anni sessanta inizia a sfoltire progressivamente gli impegni operistici, privilegiando recital e concerti, dedicandosi anche all'insegnamento e tenendo seminari e stage di canto; ottiene inoltre un grande successo in Germania come interprete di operetta (che esegue in lingua originale), in quel paese genere nobile e molto amato. Nel 1973 è ancora una volta partner di Maria Callas nella sua ultima tournée mondiale, che ha un eccezionale successo di pubblico, ma che si interrompe poi bruscamente. Nel 1975 tiene un master a Spoleto per i vincitori del Concorso Nazionale di canto "Adriano Belli", firmando anche un'aria della Bohème. Appare per l'ultima volta in una rappresentazione operistica nel 1992 alle Terme di Caracalla, quale imperatore Altoum nella Turandot.
Il 3 dicembre 2004 rimane gravemente ferito nel tentativo di difendere il suo cane durante un'aggressione da parte di alcuni rapinatori, mentre con la moglie, il soprano Monika Curth, si trova nella sua casa di Diani in Kenya; ricoverato all'ospedale di Mombasa, le sue condizioni si rivelano più gravi di quanto fossero apparse in un primo momento. In seguito alle ferite riportate il 7 dicembre entra in coma e il 23 dicembre, dopo un lungo viaggio di trasferimento verso l'Italia, viene ricoverato in un ospedale milanese. Non si riprende mai del tutto, restando infermo sino alla morte, avvenuta nella sua casa di Santa Maria Hoè, presso Lecco, il 3 marzo 2008[3].
Di Stefano è stato uno dei cantanti lirici più popolari e amati del dopoguerra. Il suo nome è anche legato in maniera indissolubile al sodalizio artistico ed affettivo con Maria Callas, con la quale ottenne alcuni dei più importanti successi e incise in disco molteplici edizioni divenute storiche. Notevole è infatti la sua discografia, sia in studio che dal vivo, diretto dalle principali bacchette dell'epoca: Arturo Toscanini, Victor de Sabata, Tullio Serafin, Antonino Votto, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan.
[modifica] Vocalità e stile di canto
Dotato di una voce morbida, dall'inconfonibile timbro caldo e ricco e, almeno nei primi anni, notevolmente estesa, è stato apprezzato, oltre che per le doti vocali, per la dizione chiarissima, il fraseggio appassionato, il modo interpretativo accattivante e la squisita levità dei pianissimi e delle sfumature; tutti elementi che gli hanno anche consentito, come dimostra l'esteso repertorio elencato più avanti, una straordinaria ecletticità, che pochi altri tenori possono vantare, ma che ne ha probabilmente abbreviato la tenuta vocale. Lontano tanto dalla precisione ed "aplomb" adamantini (ma anche un poco gelidi, a detta di alcuni) di un Bjorling o di un Kraus, quanto dalla strapotenza vocale di un Del Monaco o dal rigore stilistico di un Bergonzi, Di Stefano può essere collocato, per il canto generoso e istintivamente comunicativo, non disgiunto da un'infallibile musicalità, nella tradizione dei tenori lirici postromantici del repertorio italiano e francese, ove ha dato memorabili prove soprattutto nella prima parte della carriera (Rigoletto, La traviata, La bohème, I pescatori di perle, Manon, Faust), arrivando negli anni successivi a ruoli del repertorio lirico spinto e drammatico (Tosca, La forza del destino, Turandot, Carmen, fino a Pagliacci ed Andrea Chénier).
[modifica] Curiosità
Luciano Pavarotti aveva per lui una grande ammirazione e una volta raccontò: "Il mio idolo è Giuseppe Di Stefano; lo amai ancor più di Beniamino Gigli e questo mi costò addirittura, per l'unica volta in vita mia, uno schiaffo da mio padre, che continuò a preferirgli Gigli".
[modifica] Repertorio
- Giuseppe Verdi
- Aida (Radamés)
- La traviata (Alfredo)
- Il trovatore (Manrico)
- Rigoletto (Duca di Mantova)
- Un ballo in maschera (Riccardo)
- La forza del destino (Don Alvaro)
- Don Carlo (Don Carlo)
- Giacomo Puccini
- Manon Lescaut (Des Grieux)
- Tosca (Cavaradossi)
- Turandot (Calaf)
- La bohème (Rodolfo)
- Madama Butterfly (Pinkerton)
- La fanciulla del West (Dick Johnson)
- Vincenzo Bellini
- I puritani (Arturo)
- Gaetano Donizetti
- Lucia di Lammermoor (Edgardo)
- La Favorita (Fernando)
- L'elisir d'amore (Nemorino)
- Gioachino Rossini
- Il barbiere di Siviglia (Conte d'Almaviva)
- Pietro Mascagni
- Cavalleria rusticana (Turiddu)
- L'amico Fritz (Fritz Kobus)
- Iris (Osaka)
- Ruggero Leoncavallo
- Pagliacci (Canio)
- Georges Bizet
- Carmen (Don José)
- I pescatori di perle (Nadir)
- Jules Massenet
- Arrigo Boito
- Mefistofele (Faust)
- Umberto Giordano
- Fedora (Loris)
- Andrea Chénier (Chénier)
- Richard Wagner
- Rienzi (Rienzi)
- Charles Gounod
- Faust (Faust)
- Ambroise Thomas
- Ildebrando Pizzetti
- Il calzare d'argento (Giuliano della Viola)
[modifica] Discografia selettiva
[modifica] Incisioni in studio
- La bohème (selez.), con Licia Albanese, Leonard Warren, Patrice Munsel, dir. Renato Cellini - RCA 1949/51
- I puritani, con Maria Callas, Rolando Panerai, Nicola Rossi-Lemeni, dir. Tullio Serafin - Columbia/EMI 1953
- Lucia di Lammermoor, con Maria Callas, Tito Gobbi, Rafael Ariè, dir. Tullio Serafin - Columbia/EMI 1953
- Tosca, con Maria Callas, Tito Gobbi, dir. Victor De Sabata - Columbia/EMI 1953
- Cavalleria rusticana, con Maria Callas, Rolando Panerai, dir. Tullio Serafin - Columbia/EMI 1953
- Pagliacci, con Maria Callas, Tito Gobbi, Rolando Panerai, dir. Tullio Serafin - Columbia/EMI 1954
- Messa di Requiem (Verdi), con Elisabeth Schwarzkopf, Oralia Dominguez, Cesare Siepi, dir. Victor De Sabata - Columbia/EMI 1954
- Madama Butterfly, con Victoria de los Angeles, Tito Gobbi, dir. Gianandrea Gavazzeni - HMV 1954
- La bohème, con Maria Callas, Rolando Panerai, Anna Moffo, Nicola Zaccaria, dir. Antonino Votto - Columbia/EMI 1956
- Manon Lescaut, con Maria Callas, Giulio Fioravanti, dir. Tullio Serafin - Columbia/EMI 1957
- La forza del destino, con Zinka Milanov, Leonard Warren, Giorgio Tozzi, dir. Fernando Previtali - RCA/Decca 1958
- Mefistofele (selez.), con Cesare Siepi, Renata Tebaldi, dir. Tullio Serafin - Decca 1958
[modifica] Registrazioni dal vivo
- Manon (selez., in ital.), con Mafalda Favero, Mario Borriello, dir. Antonio Guarnieri - La Scala 1947 ed. Cetra/Myto
- Manon, con Irma Gonzalez, Giuseppe Valdengo, dir. Renato Cellini - Mexico City 1948 ed. GOP
- Rigoletto, con Giuseppe Valdengo, Nadine Conner, Ignacio Ruffino, dir. Renato Cellini - Mexico City 1948 ed. Bongiovanni/Urania
- Werther (in ital.), con Giulietta Simionato, Eugenia Roccabruna, Fausto del Prado, dir. Renato Cellini - Mexico City 1949 ed. GOP/IDIS
- Mignon (in ital.), con Giulietta Simionato, Cesare Siepi, dir. Guido Picco - Mexico City 1949 ed. Legato Classics
- La Favorita, con Giulietta Simionato, Enzo Mascherini, Cesare Siepi, dir. Renato Cellini - Mexico City 1949 ed. Cetra/Myto/SRO
- Gianni Schicchi, con Italo Tajo, Licia Albanese, Cloe Elmo, dir. Giuseppe Antonicelli - Met 1949 ed. GOP/Guilde
- Falstaff, con Leonard Warren, Regina Resnik, Giuseppe Valdengo, Licia Albanese, dir. Fritz Reiner - Met 1949 ed. IDIS/Guilde
- La traviata, con Eleanor Steber, Robert Merrill, dir. Giuseppe Antonicelli - Met 1949 ed. Melodram/Myto/Naxos
- Faust, con Dorothy Kirsten, Italo Tajo, Leonard Warren, dir. Wilfrid Pelletier - Met 1949 ed. Arkadia/Myto
- Il barbiere di Siviglia, con Giuseppe Valdengo, Lily Pons, Salvatore Baccaloni, Jerome Hines; dir. Alberto Erede - Met 1950 ed. Cetra/OASI/Gala
- La bohème, con Bidu Sayao, Giuseppe Valdengo, Lois Hunt, Cesare Siepi, dir. Fausto Cleva - Met 1951 ed. GOP/Bongiovanni
- Messa di requiem (Verdi), con Herva Nelli, Fedora Barbieri, Cesare Siepi, dir. Arturo Toscanini - Carnegie Hall 1951 ed. RCA
- I puritani, con Maria Callas, Piero Campolonghi, Roberto Silva, dir. Guido Picco - Mexico City 1952 ed. Melodram/Archipel/IDIS
- Tosca, con Maria Callas, Piero Campolonghi, dir. Guido Picco - Mexico City 1952 ed. Melodram/Archipel/Opera D'Oro
- Lucia di Lammermoor, con Maria Callas, Piero Campolonghi, Roberto Silva, dir. Guido Picco - Mexico City 1952 ed. Myto/Opera D'Oro
- Lucia di Lammermoor, con Maria Callas, Rolando Panerai, Nicola Zaccaria, dir. Herbert von Karajan - Berlino (complessi della Scala) 1955 ed. EMI/Opera D'Oro
- La traviata, con Maria Callas, Ettore Bastianini, dir. Carlo Maria Giulini - La Scala 1955 ed. EMI
- Cavalleria rusticana, con Giulietta Simionato, Giangiacomo Guelfi, dir. Antonino Votto - La Scala 1955 ed. Myto/Opera D'Oro
- Carmen, con Giulietta Simionato, Rosanna Carteri, Michel Roux, dir. Herbert von Karajan - La Scala 1955 ed. Myto/GOP/Walhall
- Aida, con Antonietta Stella, Ebe Stignani, Giangiacomo Guelfi, Nicola Zaccaria, dir. Antonino Votto - La Scala 1956 ed. Paragon/Legato Classics/GOP
- Un ballo in maschera, con Maria Callas, Ettore Bastianini, Giulietta Simionato, dir. Gianandrea Gavazzeni - La Scala 1957 ed. Melodram/Arkadia/EMI
- La forza del destino, con Leyla Gencer, Aldo Protti, Cesare Siepi, dir. Antonino Votto - Colonia 1957 ed. Melodram/Myto
- Tosca, con Renata Tebaldi, Ettore Bastianini, dir. Gianandrea Gavazzeni - Bruxelles 1958 ed. Legato Classics/Myto
[modifica] Note
- ^ Intervista a Giuseppe Di Stefano - I primi vent'anni
- ^ Intervista a Giuseppe Di Stefano - Scampato a morte sicura
- ^ La notizia della morte di Di Stefano su AGI e Ansa
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Giuseppe Di Stefano
[modifica] Collegamenti esterni
http://members.tripod.com/~Tosca/DiStefano/bio.html http://frankhamilton.org/js/