Leyla Gencer

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Leyla Gencer nel 1967

Leyla Gencer, nata Ayşe Leyla Çeyrekgil (Istanbul, 10 ottobre 1928Milano, 9 maggio 2008), è stata un soprano turco, attivo nella seconda metà del Novecento.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Ayşe Leyla Çeyrekgil nacque ad Istanbul il 10 ottobre del 1928, figlia di Hasanzade İbrahim Bey (che in seguito alla legge del 1934 adottò il cognome Çeyrekgil), un prominente imprenditore turco discendente da una famiglia islamica sunnita originaria di Safranbolu[1], e di Lexanda Angela Minakovska, nobildonna polacca di religione cattolica, ma in seguito convertitasi all'Islam. Trascorre la maggior parte della propria infanzia a Çubuklu, in Anatolia, nella regione del Bosforo. Studia canto al Conservatorio di Istanbul e successivamente, in forma privata, ad Ankara, con il soprano italiano Giannina Arangi-Lombardi. L'11 dicembre 1946 sposa Ibrahim Gencer, dirigente di banca, membro di una famiglia altolocata. La sua prima apparizione in pubblico, in una rappresentazione amatoriale, ha luogo ad Ankara nel 1950, con l'interpretazione di Santuzza nella Cavalleria rusticana. In Italia debutta nel 1953, al Teatro San Carlo di Napoli, sempre nel ruolo di Santuzza, con grande successo di critica e di pubblico. A Napoli interpreterà nel corso dell'anno successivo l'Eugenio Onieghin (marzo 1954), con la conduzione orchestrale di Tullio Serafin, e una superba Madama Butterfly (maggio 1954) diretta da Gabriele Santini.

La maturità artistica[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni 1955 e 1956 canta con successo a Losanna (Tosca), Palermo, Trieste (La traviata) e San Francisco (Francesca da Rimini). Nel gennaio 1957 ottiene grandi riconoscimenti al Teatro alla Scala di Milano nel ruolo di Madame Lidoine ne Les dialogues des Carmélites di Poulenc, presentata in prima mondiale nella città meneghina. Nel marzo dell'anno successivo (1958) interpreta Assassinio nella cattedrale di Ildebrando Pizzetti, presentata in prima mondiale al Teatro alla Scala di Milano.

Apparirà alla Scala per ben quindici stagioni, con diciannove titoli, fra il 1957 e il 1983, imponendosi come uno dei più rappresentativi soprani del suo tempo. Victor de Sabata la volle nel 1957 a cantare il finale del Requiem di Giuseppe Verdi, durante i funerali di Arturo Toscanini nel Duomo di Milano. Fra le interpretazioni più significative: Leonora ne La forza del destino, Elisabetta di Valois nel Don Carlos, Lady Macbeth in Macbeth, Norma, nell'opera omonima. La Gencer si esibirà successivamente in tutte le altre principali piazze operistiche italiane: a Roma (Don Giovanni, 1960, Roberto Devereux, 1964, La Vestale 1973, Anna Bolena 1977), Bologna (Un ballo in maschera 1964), Firenze (Macbeth 1975, Lucrezia Borgia 1979, ecc.), a Venezia (I due Foscari, 1957, Beatrice di Tenda, 1964,Medea, 1968, ecc.), a Torino (La dama di picche, 1963, Don Giovanni 1978 ecc.), a Genova (Il trovatore, 1959, Otello, 1962, ecc.), a Spoleto (L'angelo di fuoco, 1959). È stata grande interprete di ruoli donizettiani, contribuendo alla riscoperta e rivalorizzazione di alcuni capolavori del compositore bergamasco (Belisario, Les Martyrs, Poliuto, Caterina Cornaro), grazie soprattutto all'intenso legame artistico con il direttore Gianandrea Gavazzeni.

Una Diva internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Fra gli anni cinquanta e settanta la Gencer si esibisce, oltre che in Italia, negli Stati Uniti (San Francisco, Francesca da Rimini, 1956; Dallas, Madama Butterfly, 1960; Chicago, Don Carlos 1964, ecc.), in Gran Bretagna (Royal Opera House, Don Giovanni 1962; Glyndebourne Festival Opera, Le nozze di Figaro, 1962 e Anna Bolena, 1965; Edimburgo, Elisabetta, regina d'Inghilterra, 1972, ecc.), in Russia (Mosca, Teatro Bolshoi, e San Pietroburgo, Teatro Kirov, La traviata, 1960), in Spagna (Barcellona, Gran Teatro del Liceu, Norma, 1962, e Poliuto, 1975), Argentina (Buenos Aires, Teatro Colón, I puritani e Rigoletto, 1961, Norma e Simon Boccanegra nel 1964) oltreché Monaco (Monte Carlo, Don Giovanni, 1963), in Germania, Austria, Polonia, Norvegia, Portogallo, Svizzera, Brasile e, ripetutamente, nella sua terra d'origine, la Turchia.

Il ritiro e l'insegnamento[modifica | modifica wikitesto]

Leyla Gencer abbandona le scene con l'opera La prova di un'opera seria di Francesco Gnecco, che canta presso il Teatro la Fenice di Venezia e a Mestre nel febbraio del 1983. Successivamente si esibirà in numerosi concerti in Italia e all'estero. Negli anni ottanta si dedica soprattutto all'insegnamento e nel decennio successivo verrà chiamata da Riccardo Muti a dirigere l'Accademia della Scala, dove si formano le nuove promesse della lirica. Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita fra Milano e Istanbul. Si spegne all'età di 79 anni, nella notte tra il 9 e il 10 maggio 2008 nella sua casa di Milano, a seguito di un arresto cardiaco dovuto a problemi respiratori. I funerali si sono svolti nella chiesa di San Babila, il 12 maggio. Per espressa volontà della Gencer, le sue ceneri sono state disperse nel Bosforo, nei pressi di Ortaköy, Istanbul.

Tecnica vocale e repertorio[modifica | modifica wikitesto]

Statua di Leyla Gencer al Teatro dell'Opera di Ankara

Considerata come una delle ultime grandi dive del Novecento, dotata di una tecnica vocale superba e di notevoli qualità interpretative, è riuscita a imporsi ad un pubblico internazionale, insieme alla Sutherland e alla Caballé, presentando un repertorio ampio e impegnativo[2]. Grande interprete donizettiana (Lucrezia Borgia, Anna Bolena, Caterina Cornaro, ecc.), si è distinta anche in alcuni grandi personaggi verdiani (Lady Macbeth, Aida, Violetta Valery ne La traviata ecc.), belliniani (Norma, Elvira de I puritani) e pucciniani (Madama Butterfly e Turandot in particolare). È stata diretta dai massimi direttori italiani della seconda metà del Novecento, da Tullio Serafin (La traviata, I due Foscari) ad Antonino Votto (Mefistofele, La forza del destino), da Gabriele Santini (Don Carlo, Madama Butterfly) a Gianandrea Gavazzeni (Norma, Un ballo in maschera), da Oliviero De Fabritiis (Turandot, Norma) a Riccardo Muti (Attila, Macbeth). Fra i direttori d'orchestra stranieri si segnalano, fra i tanti, Herbert von Karajan, Georg Solti, Wolfgang Sawallisch e Thomas Schippers. Non ha mai stipulato contratti con alcuna casa discografica: a parte un LP antologico edito dalla Fonit Cetra, tutte le registrazioni che sono pervenute ai nostri giorni sono pirata, tanto che la Gencer si meritò proprio il titolo di "Regina dei pirati". Grazie all'appoggio del maestro Serafin fu sul procinto, negli anni cinquanta, di stipulare un contratto con La Voce del Padrone, ma le fu preferita la collega Antonietta Stella. È stata tra le prime artiste a comparire, sempre negli anni cinquanta, nelle prime realizzazioni di Film Opera (Werther, Il trovatore).

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni anni dopo il suo definitivo ritiro dalle scene, la Gencer fu nominata dal Presidente turco allora in carica Artista di Stato (1988). Sempre in Turchia, ad Istanbul, venne istituito in suo onore un concorso internazionale di canto (1996), interrotto a partire dal 1999 per alcuni anni, poi successivamente ripreso. Tale concorso è giunto ormai alla sua sesta edizione[3]. A New York, negli Stati Uniti, The Licia Albanese - Puccini Foundation le conferì un premio speciale per le sue celebri interpretazioni pucciniane e, due anni più tardi (2004), la Zecca di Stato turca coniò una moneta commemorativa con l'effigie del grande soprano.

Discografia selettiva[modifica | modifica wikitesto]

Riportiamo di seguito alcune fra le incisioni storiche.[4]

Repertorio[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Telegraph.co.uk: Leyla Gencer
  2. ^ Repertorio completo della Gencer (Sito www.esdf-opera.de)
  3. ^ Dal sito: www.leylagencer.org
  4. ^ Per una discografia completa vedi il sito: www.esdf-opera.de)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franca Cella, Leyla Gencer, romanzo vero di una primadonna, Venezia, CGS Ed., 1986
  • Franca Cella, Leyla Gencer, 50 anni alla Scala, Teatro alla Scala, 2008
  • Zeinep Oral, Leyla Gencer, storia di una passione (2011) Mursia ISBN 978-88-425-4802-7

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