Antonino Votto

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Antonino Votto (Piacenza, 30 ottobre 1896Milano, 9 settembre 1985) è stato un direttore d'orchestra e pianista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Inizia a calcare le scene come virtuoso pianista prima di affermarsi, fin dagli anni venti, come uno dei più prestigiosi interpreti della direzione orchestrale del '900. Braccio destro del grande Arturo Toscanini entrò alla Scala di Milano già nel 1923 e da lì, una dopo l'altra, ha diretto le più grandi orchestre, dal Teatro Colón di Buenos Aires al Teatro Massimo di Palermo, da Tokyo a Londra, da Berlino ad Amsterdam.

Prediletto dai più celebri interpreti della lirica internazionale, da Maria Callas a Renata Tebaldi, Antonino Votto raccolse, insieme a De Sabata, Serafin e pochi altri, l'eredità del grande Arturo Toscanini dopo che questi, nella prima metà degli anni trenta, lasciò l'Italia per emigrare negli Stati Uniti. Scrisse pagine significative dell'epoca d'oro dell'opera internazionale fino alla fine degli anni sessanta. Per sette volte ha aperto la stagione lirica della Scala.

Dal 1941 acquisisce la cattedra di direzione orchestrale al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano dove nell'arco di un trentennio di insegnamento sarà il maestro di altri importanti interpreti della musica contemporanea quali Riccardo Muti, Claudio Abbado, Maurizio Pollini, Guido Cantelli, Gianfranco Rivoli, Enza Ferrari.

Deve interrompere la sua attività di direttore d'orchestra nel 1973: Carlo Bergonzi ricorda quella volta come triste e commovente. Doveva aprire la stagione al Regio di Torino con l'Andrea Chenier. Prove al piano tutto bene, poi con l'orchestra e i cantanti, a un certo punto, appoggia la bacchetta al leggio e interrompe la prova: "Non vedo l'orchestra e il palcoscenico, non posso continuare". Una macula all'occhio destro gli porta via gran parte della vista. L'altro occhio era già stato offeso anni prima. Il leggio al maestro Votto è servito per la prima volta per appoggiare la bacchetta.

Ha sempre diretto a memoria, senza bisogno di partitura.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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