Il trovatore

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Il trovatore
Il Trovatore.jpg

Locandina per Il trovatore (Ohio, 1937)
Lingua originale italiano
Musica Giuseppe Verdi
(partitura online)
Libretto Salvadore Cammarano, Leone Emanuele Bardare
(libretto online)
Fonti letterarie Antonio García Gutiérrez, El Trovador
Atti quattro (indicati come "parti")
Prima rappr. 19 gennaio 1853
Teatro Teatro Apollo, Roma
Personaggi
  • Il conte di Luna, giovane gentiluomo aragonese (baritono)
  • Leonora, dama di compagnia della Principessa d'Aragona (soprano)
  • Azucena, zingara della Biscaglia (mezzosoprano)
  • Manrico, ufficiale del principe Urgel e presunto figlio di Azucena (tenore)
  • Ferrando, capitano degli armati del conte di Luna (basso)
  • Ines, confidente di Leonora (soprano)
  • Ruiz, soldato al seguito di Manrico (tenore)
  • Un vecchio zingaro (basso)
  • Un messo (tenore)
  • Compagne di Leonora e religiose, familiari del conte, uomini d'arme, zingari e zingare (coro)
Autografo Archivio Storico Ricordi, Milano
« Deserto sulla terra,
col rio destino in guerra,
è sola speme un cor
al trovator! »
(Manrico, atto I scena III)

Il trovatore è un'opera di Giuseppe Verdi rappresentata in prima assoluta il 19 gennaio 1853 al Teatro Apollo di Roma. Assieme a Rigoletto e La traviata fa parte della cosiddetta trilogia popolare.

Il libretto, in quattro parti e otto quadri, fu tratto dal dramma El Trovador di Antonio García Gutiérrez. Fu Verdi stesso ad avere l'idea di ricavare un'opera dal dramma di Gutiérrez, commissionando a Salvadore Cammarano la riduzione librettistica. Il poeta napoletano morì improvvisamente nel 1852, appena terminato il libretto, e Verdi, che desiderava alcune aggiunte e piccole modifiche, si trovò costretto a chiedere l'intervento di un collaboratore del compianto Cammarano, Leone Emanuele Bardare. Questi, che operò su precise direttive dell'operista, mutò il metro della canzone di Azucena (da settenari a doppi quinari) e aggiunse il cantabile di Luna (Il balen del suo sorriso - II.3) e quello di Leonora (D'amor sull'ali rosee - IV.1). Lo stesso Verdi, inoltre, intervenne personalmente sui versi finali dell'opera, abbreviandoli.

La prima rappresentazione fu un grande successo: come scrive Julian Budden, «Con nessun'altra delle sue opere, neppure con il Nabucco, Verdi toccò così rapidamente il cuore del suo pubblico».[1]

Interpreti di quel fortunatissimo debutto furono:[2]

Personaggio Interprete Registro vocale
Il Conte di Luna Giovanni Guicciardi baritono
Leonora Rosina Penco soprano
Azucena Emilia Goggi mezzosoprano
Manrico Carlo Baucardé tenore
Ferrando Arcangelo Balderi basso
Ines Francesca Quadri soprano
Ruiz Giuseppe Bazzoli tenore
Vecchio zingaro Raffaele Marconi
Messo Luigi Fani
Scene Luigi Bazzani
Alessandro Prampolini
Antonio Fornari
Direttore di scena Giuseppe Cencetti
Maestro del coro Pietro Dolfi
Maestro al cembalo Giuseppe Verdi (per tre recite),
poi Eugenio Terziani
Primo violino e direttore d'orchestra Emilio Angelini

Al Teatro alla Scala di Milano la prima rappresentazione è stata il 15 settembre dello stesso anno con Leone Giraldoni (conte di Luna) diretta da Eugenio Cavallini.

Al Teatro La Fenice di Venezia la prima rappresentazione è stata il 26 dicembre dello stesso anno con Raffaele Mirate.

A Parigi la prima rappresentazione (in italiano) è stata il 23 dicembre 1854 per il Théâtre de la comédie italienne alla Salle Ventadour con Adelaide Borghi-Mamo come Azucena.

Negli Stati Uniti debutta il 2 maggio 1855 all'Academy of Music di New York.

Nel Regno Unito la prima rappresentazione è stata il 10 maggio 1855 al Royal Opera House, Covent Garden di Londra ed il 21 gennaio 1856 al Theatre Royal di Edinburgo.

Una versione francese tradotta da Émilien Pacini (Le Trouvère) è stata rappresentata al La Monnaie/De Munt di Bruxelles il 20 maggio 1856 e per l'Opéra national de Paris nella Salle Le Peletier il 12 gennaio 1857 con la Borghi-Mamo.

Il 25 dicembre 1873 avviene la prima rappresentazione nel Regio Teatro Metastasio di Prato.

Al Metropolitan Opera House debutta il 26 ottobre 1883 con Roberto Stagno e Giuseppe Kaschmann e da allora è stata in cartellone per seicentotrentasette volte risultando la decima opera maggiormente eseguita.

Al Festival lirico areniano esordisce nel 1926 e da allora è stata presentata per tredici stagioni risultando l'ottavo titolo più rappresentato.

Al San Francisco Opera va in scena nel 1926 con Claudia Muzio e Aroldo Lindi diretta da Gaetano Merola.

Al Teatro dell'Opera di Roma va in scena nel 1928 con Benvenuto Franci, Bianca Scacciati e Giacomo Lauri-Volpi diretta da Gino Marinuzzi (1882-1945).

Al Teatro Verdi (Trieste) va in scena nel 1939 con Francesco Merli, Carlo Galeffi ed Ebe Stignani diretta da Gabriele Santini.

Al Wiener Staatsoper la premiere è stata nel 1951 con Mario Rossi (direttore d'orchestra) e da allora è andata in scena per duecentotredici volte.

A Bilbao va in scena nel 1953 con Enzo Mascherini ed Elena Nicolai.

All'Opera di Chicago va in scena nel 1956 con Herva Nelli, Ettore Bastianini e Jussi Björling diretta da Bruno Bartoletti.

Al Festival di Salisburgo va in scena nel 1962 con i Wiener Philharmoniker, Bastianini, Leontyne Price, Giulietta Simionato, Franco Corelli e Nicola Zaccaria diretta da Herbert von Karajan.

Nel 1965 avviene la prima rappresentazione nella Großes Haus dell’Hessisches Staatstheater di Wiesbaden.

La trama - oltremodo intricata e romanzesca - si sviluppa parte in Biscaglia e parte in Aragona all'inizio del XV secolo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Parte I - Il duello[modifica | modifica sorgente]

La scena si apre nel palazzo dell'Aliaferia di Saragozza dove Ferrando, capitano delle guardie, racconta agli armigeri la vicenda del figlio minore dell'allora Conte, fratello dell'attuale Conte di Luna, rapito anni prima dalla figlia di una zingara per vendicare la madre giustiziata dal Conte con l'accusa di maleficio; la zingara (Abbietta zingara) aveva poi bruciato il bambino e per questo omicidio i soldati ora chiedono la sua morte. Nel frattempo Leonora, giovane nobile amata dal Conte di Luna, confida a Ines, sua ancella, di essere innamorata di Manrico (Tacea la notte placida), il Trovatore appunto. Il conte, intento a vegliare sul castello, ode la voce di Manrico che intona un canto (Deserto sulla terra). Leonora esce, e confusa dall'oscurità, scambia il conte per Manrico e l'abbraccia. Ciò scatena l'ira del conte, che sfida a duello il rivale.

Parte II - La gitana[modifica | modifica sorgente]

Ai piedi di un monte, in un accampamento di zingari (coro degli zingari: Vedi le fosche notturne spoglie), Azucena, madre di Manrico, racconta che molti anni prima vide morire sul rogo la madre accusata di stregoneria dal vecchio Conte di Luna (Stride la vampa). Per vendicarsi, rapì il figlio del Conte ancora in fasce e, accecata dalla disperazione, decise di gettarlo nel fuoco; per una tragica fatalità, tuttavia, confuse il proprio figlio col bambino che aveva rapito. Manrico capisce così di non essere il vero figlio di Azucena e le chiede di conoscere la propria identità, ma per Azucena l'unica cosa importante è che lei l'abbia sempre amato come un figlio, protetto e curato proprio come quando tornò all'accampamento ferito dopo il duello col Conte. Manrico confida alla madre di esser stato sul punto di uccidere il Conte, durante quel duello, ma di esser stato frenato da una voce proveniente dal cielo (Mal reggendo all'aspro assalto).

Nella scena successiva Leonora viene informata della morte di Manrico (non realmente accaduta) e decide di prendere i voti ma il Conte la rapisce evitandone la cerimonia Manrico poi sventa il rapimento e porta in salvo l'amata.

Parte III - Il figlio della zingara[modifica | modifica sorgente]

Azucena è catturata da Ferrando e condotta dal Conte di Luna. Costretta dalla tortura e dalle minacce, confessa di essere la madre di Manrico. Il Conte di Luna esulta doppiamente per la cattura. Uccidendo la zingara otterrà doppia vendetta: per il fratello ucciso e su Manrico che gli ha rubato l'amore di Leonora.

Manrico e Leonora intanto stanno per sposarsi in segreto e si giurano eterno amore. Ruiz sopraggiunge ad annunciare che Azucena è stata catturata e di lì a poco sarà arsa viva come strega. Manrico si precipita in soccorso della madre cantando la celebre cabaletta Di quella pira.

Parte IV - Il supplizio[modifica | modifica sorgente]

Il tentativo di liberare Azucena fallisce e Manrico viene imprigionato nel palazzo dell'Aliaferia: madre e figlio saranno giustiziati all'alba. Nell'oscurità, Ruiz conduce Leonora alla torre dove Manrico è prigioniero (Timor di me?... D'amor sull'ali rosee). Leonora implora il Conte di lasciare libero Manrico: in cambio è disposta a diventare sua sposa (Mira, d'acerbe lagrime). In realtà non ha alcuna intenzione di farlo: ha già deciso che si avvelenerà prima di concedersi. Il Conte accetta e Leonora chiede di poter dare lei stessa a Manrico la notizia della liberazione. Ma prima di entrare nella torre, beve, di nascosto, il veleno da un anello. Intanto, Manrico e Azucena sono in attesa della loro esecuzione. Manrico cerca di calmare la madre, terrorizzata (Ai nostri monti ritorneremo). Alla fine, la donna si addormenta sfinita. Giunge Leonora ad annunciare la libertà a Manrico e ad implorarlo di scappare. Ma quando egli scopre che lei, la donna che ama, non lo seguirà, si rifiuta di fuggire. È convinto che per ottenere la sua libertà Leonora l'abbia tradito, ma lei, nell'agonia della morte, gli confessa di essersi avvelenata per restargli fedele (Prima che d'altri vivere). Il Conte, entrato a sua volta nella prigione, ascolta di nascosto la conversazione e capisce d'esser stato ingannato da Leonora, che muore fra le braccia di Manrico. Il Conte ordina di giustiziare il trovatore. Quando Azucena rinviene, egli le indica Manrico morente, ma pur nella disperazione la donna trova la forza di rivelare al Conte la tragica verità: «Egli era tuo fratello» e mentre viene tratta a morte può finalmente gridare: «Sei vendicata, o madre!».

Trasposizioni cinematografiche[modifica | modifica sorgente]

Anno Titolo Regia Paese di produzione
1914[3] Il trovatore Charles Simone USA
1922[4] Il trovatore Edwin J. Collins Regno Unito
1949[5] Il trovatore Carmine Gallone Italia
1972[6] Le trouvère Pierre Jourdan Francia

Struttura dell'opera[modifica | modifica sorgente]

Costumi di scena per Manrico

Parte I[modifica | modifica sorgente]

  • 1 Introduzione
    • Coro All'erta, all'erta! (Ferrando, Familiari, Armigeri) Scena I
    • Racconto Di due figli vivea padre beato (Ferrando, Coro) Scena I
    • Seguito e stretta dell'Introduzione E il padre? (Coro, Ferrando) Scena I
  • 2 Cavatina di Leonora
    • Scena Che più t'arresti?... (Ines, Leonora) Scena II
    • Cavatina Tacea la notte placida (Leonora) Scena II
    • Tempo di mezzo Quanto narrasti di turbamento (Ines, Leonora) Scena II
    • Cabaletta Di tale amor, che dirsi (Leonora, Ines) Scena II
  • 3 Scena, Romanza di Manrico e Terzetto
    • Scena Tace la notte! (Conte) Scena III
    • Romanza Deserto sulla terra (Manrico) Scena III
    • Scena Oh detti!... oh gelosia!... (Conte, Leonora, Manrico) Scena III-IV
    • Terzetto Qual voce!... Ah, dalle tenebre (Leonora, Conte, Manrico) Scena V

Parte II[modifica | modifica sorgente]

  • 4 Coro e Canzone d'Azucena
    • Coro Vedi! le fosche notturne spoglie (Zingari) Scena I
    • Canzone Stride la vampa! (Azucena) Scena I
    • Scena Mesta è la tua canzon! (Zingari, Azucena, Manrico) Scena I
    • Coro Chi del gitano i giorni abbella? (Zingari) Scena I
  • 5 Racconto d'Azucena
    • Scena Soli or siamo (Manrico, Azucena) Scena I
    • Racconto Condotta ell'era in ceppi (Azucena, Manrico) Scena I
  • 6 Scena e Duetto di Azucena e Manrico
    • Scena Non son tuo figlio?... (Manrico, Azucena) Scena I
    • Duetto Mal reggendo all'aspro assalto (Manrico, Azucena) Scena I
    • Tempo di mezzo L'usato messo Ruiz m'invia! (Manrico, Azucena) Scena I-II
    • Cabaletta Perigliarti ancor languente (Azucena, Manrico) Scena II
  • 7 Aria del Conte
    • Recitativo Tutto è deserto (Conte, Ferrando) Scena III
    • Aria Il balen del suo sorriso (Conte) Scena III
    • Tempo di mezzo Qual suono!... oh ciel... (Conte, Ferrando) Scena III
    • Cabaletta Per me, ora fatale (Conte) Scena III
  • 8 Finale II
    • Coro Ah!... se l'error t'ingombra (Coro di religiose) Scena III
    • Seguito del Finale II Perché piangete? (Leonora, Donne, Conte) Scena IV
    • Concertato E deggio... e posso crederlo? (Leonora, Conte, Manrico, Donne, Ferrando, Seguaci) Scena IV
    • Stretta del Finale II Urgel viva! (Ruiz, Manrico, Conte, Leonora, Ferrando, Armati, Seguaci) Scena V

Parte III[modifica | modifica sorgente]

  • 9 Coro
    • Coro Or co' dadi, ma fra poco (Armigeri, Ferrando) Scena I
  • 10 Scena e Terzetto
    • Scena In braccio al mio rival! (Conte, Ferrando, Azucena, Coro) Scena II-III-IV
    • Terzetto Giorni poveri vivea (Azucena, Ferrando, Conte, Coro) Scena IV
  • 11 Aria di Manrico
    • Scena Quale d'armi fragor poc'anzi intesi? (Leonora, Manrico) Scena V-VI
    • Aria Ah! sì, ben mio, coll'essere (Manrico) Scena VI
    • Tempo di mezzo L'onda de' suoni mistici (Leonora, Manrico, Ruiz) Scena VI
    • Cabaletta Di quella pira l'orrendo foco (Manrico, Leonora, Ruiz, Armati) Scena VI

Parte IV[modifica | modifica sorgente]

  • 12 Scena e Aria di Leonora
    • Scena Siam giunti; ecco la torre (Ruiz, Leonora) Scena I
    • Aria D'amor sull'ali rosee (Leonora) Scena I
    • Miserere Miserere d'un'alma già vicina (Voci interne, Leonora, Manrico) Scena I
    • Cabaletta Tu vedrai che amore in terra (Leonora) Scena I
  • 13 Scena e Duetto del Conte e Leonora
    • Scena Udite? Come albeggi (Conte, Leonora) Scena II
    • Duetto Mira, di acerbe lagrime (Leonora, Conte) Scena II
    • Tempo di mezzo Conte... - Né cessi? (Leonora, Conte) Scena II
    • Stretta del duetto Vivrà!... contende il giubilo (Leonora, Conte) Scena II
  • 14 Finale ultimo
    • Scena Madre?... non dormi? (Manrico, Azucena) Scena III
    • Duettino Sì, la stanchezza m'opprime, o figlio... (Azucena, Manrico) Scena III
    • Scena Ciel!... non m'inganna quel fioco lume?... (Leonora, Manrico) Scena IV
    • Terzettino Parlar non vuoi?... (Manrico, Leonora, Azucena) Scena IV
    • Scena finale Ti scosta... - Non respingermi... (Manrico, Leonora, Conte, Azucena) Scena IV

Organico orchestrale[modifica | modifica sorgente]

La partitura di Verdi prevede l'utilizzo di:

L'opera include anche:

  • martelli con incudini (all'inizio del II atto)
  • organo (III atto)

Sulla scena:

Brani famosi[modifica | modifica sorgente]

  • Di due figli vivea padre beato, aria di Ferrando (Atto I)
  • Tacea la notte placida, aria di Leonora (Atto I)
  • Vedi! le fosche notturne spoglie, coro dei gitani (Atto II)
  • Stride la vampa, aria di Azucena (Atto II)
  • Condotta ell'era in ceppi aria di Azucena (Atto II)
  • Il balen del suo sorriso, aria del Conte di Luna (Atto II)
  • Ah sì, ben mio, coll'essere, cantabile dell'aria di Manrico (Atto III)
  • Di quella pira, cabaletta dell'aria di Manrico (Atto III)
  • D'amor sull'ali rosee, aria di Leonora (atto IV)
  • Miserere d'una alma già vicina, tempo di mezzo dell'aria di Leonora (atto IV)

Incisioni discografiche (scelta)[modifica | modifica sorgente]

Anno Cantanti (Leonora, Manrico, Conte di Luna, Azucena, Ferrando) Direttore Etichetta
1930 Maria Carena, Aureliano Pertile, Apollo Granforte, Irene Minghini Cattaneo, Bruno Carmassi Carlo Sabajno
1951 Caterina Mancini, Giacomo Lauri Volpi, Carlo Tagliabue, Miriam Pirazzini, Alfredo Colella Fernando Previtali
1952 Zinka Milanov, Jussi Bjoerling, Leonard Warren, Fedora Barbieri, Nicola Moscona Renato Cellini
1956 Maria Callas, Giuseppe Di Stefano, Rolando Panerai, Fedora Barbieri, Nicola Zaccaria Herbert von Karajan EMI
1962 Antonietta Stella, Carlo Bergonzi, Ettore Bastianini, Fiorenza Cossotto, Ivo Vinco Tullio Serafin Deutsche Grammophon
1962 Leontyne Price, Franco Corelli, Ettore Bastianini, Giulietta Simionato, Nicola Zaccaria Herbert von Karajan Deutsche Grammophon
1976 Joan Sutherland, Luciano Pavarotti, Ingvar Wixell, Marilyn Horne, Nicolai Ghiaurov Richard Bonynge Decca
1978 Leontyne Price, Franco Bonisolli, Piero Cappuccilli, Elena Obraztsova, Ruggero Raimondi Herbert von Karajan EMI
1980 Katia Ricciarelli, José Carreras, Yuri Mazurok, Stefania Toczyska, Robert Lloyd Colin Davis Decca
1984 Rosalind Plowright, Placido Domingo, Giorgio Zancanaro, Brigitte Fassbaender, Evgeny Nesterenko Carlo Maria Giulini Deutsche Grammophon
1990 Antonella Banaudi, Luciano Pavarotti, Leo Nucci, Shirley Verrett, Francesco Ellero d'Artegna Zubin Mehta Decca
2002 Angela Gheorghiu, Roberto Alagna, Thomas Hampson, Larissa Diadkova, Ildebrando D'Arcangelo Antonio Pappano EMI

DVD & BLU-RAY (scelta)[modifica | modifica sorgente]

  • Trovatore - Armiliato/Alvarez/Radvanovsky/Zajick, regia David McVicar, 2011 Deutsche Grammophon
  • Trovatore - Levine/Marton/Pavarotti/Milnes, Deutsche Grammophon

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Julian Budden, Le opere di Verdi, vol. II, EDT, Torino 1986, p. 71 (titolo originale: The Operas of Verdi, Londra 1978).
  2. ^ Eduardo Rescigno, Dizionario verdiano, BUR Dizionari, Rizzoli, Milano, 2001, ISBN 88-1786628-8
  3. ^ (EN) Il trovatore in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.
  4. ^ (EN) Il trovatore in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.
  5. ^ (EN) Il trovatore in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.
  6. ^ (EN) Il trovatore in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Julian Budden, Le opere di Verdi, vol. II, EDT, Torino 1986 (titolo originale: The Operas of Verdi, Londra 1978) pp. 62–124.
  • Carlo Matteo Mossa, La genesi del libretto del "Trovatore", in Studi verdiani 8, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 1992, pp. 52–103.
  • Carlo Matteo Mossa (a cura di), Carteggio Verdi-Cammarano 1843-1852, Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, 2001, pp. XLVI+457.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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