La vedova allegra (operetta)

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La vedova allegra
Titolo originale Die lustige Witwe
Lingua originale tedesco
Genere operetta
Musica Franz Lehár
Libretto Victor Léon e Leo Stein[1]
Fonti letterarie L'Attacché d'ambassade di Henri Meilhac (1861)[2]
Atti Tre
Epoca di composizione 1905
Prima rappr. 30 dicembre 1905
Teatro Theater an der Wien, Vienna
Personaggi
  • Mirko Zeta, barone ambasciatore pontevedrino a Parigi (tenore)
  • Valencienne, sua moglie (soprano)
  • Danilo Danilowitsch, conte, segretario dell'ambasciata pontevedrina (tenore o baritono)
  • Hanna Glawari, ricca vedova (soprano)
  • Camille de Rossillon (tenore)
  • Cascada, visconte (tenore)
  • Raolu de St-Brioche (tenore)
  • Bogdanowitsch, console pontevedrino (baritono)
  • Sylviane, sua moglie (soprano)
  • Kromow, consigliere dell'armata pontevedrina (tenore)
  • Olga, sua moglie (soprano)
  • Pritschitsch, colonnello pontevedrino in pensione e addetto militare dell'ambasciata (baritono)
  • Praskowia, sua moglie (mezzosoprano)
  • Njegus, impiegato di cancelleria dell'armata pontevedrina (baritono)
  • Lolo, Dodo, Jou-Jou, Frou-Foru, Clo-Clo, Margot, "grisettes" (soprani)
  • Un servitore (recitato)
  • Parigini, pontevedrini, musicisti, servitori (coro)

Die lustige Witwe (titolo italiano: La vedova allegra) (The Merry Widow in inglese e La Veuve joyeuse in francese) è un'operetta in tre parti di Franz Lehár, su libretto di Victor Léon e Leo Stein[1], dalla commedia L'Attaché d'ambassade di Henri Meilhac (1861)[2].

Debuttò con enorme successo al Theater an der Wien a Vienna il 30 dicembre 1905 con la boema Mizzi Günther, soprano di operetta, ed il tenore viennese Louis Treumann sotto la direzione del compositore. Dopo duecento rappresentazioni la direzione del teatro dona a Lehár una medaglia di riconoscimento.

Rappresentazioni[modifica | modifica sorgente]

Il 3 marzo 1906 avviene la prima rappresentazione nel Neues Theater di Amburgo nella traduzione tedesca di Alexander Bergen.

Il 1 maggio dello stesso anno avviene la prima nel Berliner Theater di Berlino.

Il 27 novembre 1906 avviene la prima di A víg özvegy nel Magyar Színház di Budapest.

In Italia debutta il 27 aprile 1907 al Teatro Dal Verme di Milano nella traduzione di Ferdinando Fontana con Adrienne Telma, in arte Emma Vecla. Dopo cinquecento repliche Lehar viene in Italia appositamente a complimentarsi con lei.

Nel Regno Unito debutta nel giugno 1907 con Lily Elsie ed ebbe settecentosettantotto repliche al Daly's Theatre della Città di Westminster per poi partire in tournée nell'agosto 1908.

Negli Stati Uniti debutta al New Amsterdam Theatre per il Broadway theatre con successo il 21 ottobre 1907 (quattrocentosedici rappresentazioni).

Al Her Majesty's Theatre di Melbourne va in scena 16 maggio 1908 e nell'agosto 1908 anche al Her Majesty's Theatre di Sydney.

Il 28 aprile 1909 avviene la prima rappresentazione, con successo, nel Théâtre Apollo di Parigi di "La veuve joyeuse" nella traduzione francese di Louis-Robert Pellevé de la Motte-Angot de Flers e Gaston de Caillavet alla presenza del compositore.

Il 10 dicembre 1909 avviene la prima al Politeama Alhambra di Taranto con la compagnia di Emma Gravina.

Nel 1910, 1911, 1912 con la Vecla diretta da Costantino Lombardo, 1913 e 1914 avvengono le riprese nel Teatro Costanzi di Roma.

Al Gran Teatro La Fenice di Venezia è andata in scena il 7 febbraio 1922 con la Grande compagnia di opere comiche e operette e nel 1988 con Raina Kabaivanska.

Il 30 aprile 1923 va in scena al King's Theatre di Dundee per la George Edwardes' Company nella traduzione di Adrian Ross, Edward Morton e Basil Hood.

Nel 1934 ci fu la ripresa nel Théâtre de la Gaîté-Lyrique di Parigi.

Nel 1943 avvenne la prima rappresentazione nel Majestic Theatre di New York con Marta Eggerth e Jan Kiepura.

Per il Teatro Verdi (Trieste) è andata in scena nel 1950 nel Castello di San Giusto con Romolo Costa diretto da Cesare Gallino. Sempre a Trieste è andata in scena anche negli anni 1952 e 1956 ancora nel Castello di San Giusto; nel 1971, 1972, 1979 al Teatro Stabile Politeama Rossetti e nel 1980, 1988, 1990, 1997, 2001, 2005, 2009 e 2012 al Teatro Lirico Giuseppe Verdi. L'edizione del 1971 vedeva nel cast Sandro Massimini come Njiegus con la regia e coreografia di Gino Landi, nel 1979 Gino Pernice e Massimini, nel 1980 Pernice, Ariella Reggio e Massimini diretti da Oskar Danon, nel 1988 Daniela Mazzucato, Roberto Frontali, Luciana Serra, Max Renè Cosotti ed Elio Pandolfi, nel 1990 il maestro concertatore e direttore era Daniel Oren, nel 2001 Alessandro Safina e Giorgio Casciarri, nel 2005 Fiorenza Cedolins e Vittorio Grigolo e nel 2009 Silvia Dalla Benetta.

Per il Wiener Staatsoper la premiere è stata nel 1953 al Wiener Volksoper e da allora è stata in cartellone per centoventinove rappresentazioni. Nel 1999 la premiere vedeva Barbara Bonney diretta da John Eliot Gardiner.

Per il Sadler's Wells Opera va in scena nel 1958 la prima rappresentazione nel Coliseum Theatre di Londra e nel 1959 al Gaumont Theatre di Dundee diretta da Alexander Gibson nella traduzione di Christopher Hassall, per la Scottish Opera nel 1973 al King's Theatre di Glasgow ed a Stirling, Newcastle upon Tyne, Leeds, Aberdeen, Wolverhampton ed Edinburgo, nel 1974 anche a York, Sunderland ed Oxford, nel 1976, 1977 e 1989, per il Carl Rosa Company nel 2004, per la Welsh National Opera nel 2005 a Edimburgo e per la Scottish Opera nel 2008 a Glasgow, Tain, Thurso, Kirkwall, Ullapool, Stornoway, Plockton, Fort William, Stirling, Perth (Regno Unito), Langholm, Ayr, Newton Stewart, Nairn, Inverness, Oban, Aboyne, Forfar, St Andrews, Dunoon, Kelso, Musselburgh, Peterhead, Pitlochry ed Easterhouse.

Nel 1972 avviene la prima rappresentazione nel PalaRuffini di Torino con Massimini e Carlo Campanini per la regia di Vito Molinari.

All'Opera di Santa Fe (Nuovo Messico) va in scena nel 1973.

Nel 1976 Joan Sutherland è Hanna Glavari alla Vancouver Opera diretta da Richard Bonynge.

Per il Glyndebourne Festival Opera è andata in scena nel 1993 con John Aler, Felicity Lott e Thomas Hampson (cantante) diretti da Franz Welser-Möst a Birmingham ed al Royal Festival Hall.

All'Opéra National de Paris va in scena nel 1997 con Karita Mattila ed esiste un video, nel 1998 Frederica von Stade e nel 2012 Susan Graham.

Per il Royal Opera House, Covent Garden di Londra nel 1997 va in scena allo Shaftesbury Theatre con Claudio Desderi, Thomas Allen, la Lott e Luca Canonici.

Al Teatro Regio di Torino nel 1999 avviene la prima esecuzione in lingua originale diretta da Peter Maag.

All'Arena di Verona nel 1999 va in scena con Andrea Bocelli, Cecilia Gasdia e Fabrizio Frizzi trasmesso da Rai 1.

Al Metropolitan Opera House di New York la premiere di The Merry Widow è stata nel 2000 con la von Stade, Plácido Domingo ed Andrew Davis (direttore) ed è andata in scena per ventisei rappresentazioni. Nel 2003 è andata in scena con la Graham.

Alla San Francisco Opera è andata in scena nel 2001 diretta da Erich Kunzel.

Al Teatro alla Scala di Milano va in scena nel 2008.

Al Teatro Sociale (Rovigo) va in scena nel 2010 con Gladys Rossi, Safina, Daniela Mazzuccato, Armando Ariostini (Barone Zeta), Pandolfi (Njegus), Renè Cosotti (Marchese de St. Brioche), Katia Ricciarelli (Olga Kromow), Cecilia Gasdia (Sylviane) e Mara Zampieri (Praskowia) per la regia di Hugo De Ana diretti da Steven Mercurio registrando il tutto esaurito.

Al Teatro San Carlo di Napoli nel 2010 va in scena con Eva Mei, Bruno Praticò e Cinzia Forte protagonista di una puntata di Prima della prima di Rai 3.

Al Teatro Filarmonico di Verona va in scena nel 2011 con la Dalla Benetta e Praticò.

Al Teatro Municipale di Piacenza nel 2014 va in scena con Safina.

Al Teatro "Tina Di Lorenzo" di Noto (Italia) va in scena il 23 marzo registrando l'esaurimento dei posti disponibili come al Teatro Politeama Greco di Lecce dove è andata in scena il 18 marzo, dopo aver registrato il tutto esaurito anche il 16 marzo al Teatro Marrucino di Chieti, con Matteo Micheli, Marco Prosperini, Eleonora Pirondi, Massimiliano Costantino, Monica Emmi, Afra Morganti, Cristina Chiaffoni e l'Orchestra Filippo Sicari diretti da Maria Sicari.

Numeri musicali[modifica | modifica sorgente]

Atto I[modifica | modifica sorgente]

  • Introduzione: "Signori miei, mio signore" (Cascada)
  • Musica da ballo
  • Duetto Camillo/Valencienne: "Io sono una donna onesta"
  • Entrata di Anna/Coro : " Io di Parigi ancor"
  • Musica da ballo
  • Entrata di Danilo: "Vo' da Maxim allor"
  • Duetto Valencienne/Camillo: "Quest'è l'incanto dell'intimità"
  • Finale atto I: "Sceglierà ogni dama il cavalier" (Anna/Valencienne/Danilo/Camillo/St. Brioche/Cascada/coro)

Atto II[modifica | modifica sorgente]

  • Introduzione, danza e romanza della Vilja (Anna)
  • Duetto Anna/Danilo: "Hop là, hop là"
  • Marcia: " E' scabroso le donne studiar" (Danilo/Zeta/Cascada/St. Brioche/Kromov/Bogdanowitsch/Pritschitsch)
  • Romanza di Camillo: "Come di rose un cespo"
  • Finale atto II

Atto III[modifica | modifica sorgente]

  • Intermezzo
  • Scena di danza
  • Can-can delle grisettes: "Sì, noi siamo le signorine" (Valencienne/Coro)
  • Reminiscenza (Danilo/grisettes)
  • Duetto Anna/Danilo: "Tace il labbro"
  • Finale atto III

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'operetta, ambientata a Parigi, parla del tentativo dell'ambasciatrice Pontevedrina di far sposare la ricca vedova Hanna Glavari con il conte Danilo, sua antica fiamma. Nel frattempo si sviluppa il triangolo amoroso tra il Barone Mirko, sua moglie Valencienne e Camille de Rossillon.

Hanna Glavari è rimasta presto vedova del ricchissimo banchiere di corte del piccolo stato di Pontevedro; un suo matrimonio con uno straniero provocherebbe la fuoriuscita dei milioni di dote della signora e il collasso delle casse statali. La vedova è ora a Parigi e il sovrano di Pontevedro, preoccupatissimo, incarica il proprio ambasciatore a Parigi, barone Zeta, di trovarle un marito pontevedrino.

L'ambasciatore Zeta e il suo cancelliere Niegus, cercano un candidato e lo individuano nel conte Danilo Danilovich che in passato ha interrotto una storia d'amore con Hanna su pressione della famiglia, a causa delle umili origini di lei. Cogliendo l'occasione del compleanno del sovrano, il barone Zeta organizza una festa all'ambasciata, durante la quale, con Niegus, cerca di convincere Danilo a sposare la vedova. Hanna ama ancora Danilo, tuttavia non lo vuole dimostrare e anzi cerca di ingelosirlo.

Frattanto si intreccia la storia d'amore della moglie del barone Zeta, Valencienne, con il diplomatico francese Camille de Rossillon; durante un ballo in casa Glavari, i due si appartano nel padiglione; stanno quasi per essere scoperti dal barone Zeta, quando Niegus, meno sbadato di quel che sembra, riesce a far uscire per tempo Valencienne e a sostituirla con Hanna.

Quando Hanna esce dal padiglione con Rossillon, sembra chiara la scelta del futuro marito: un parigino... Tutto sembra compromesso; Danilo è furioso e lascia la festa; Zeta non capisce se la moglie lo ha tradito o no.

Ha luogo una nuova festa in casa Glavari con tema le atmosfere e i balli di Chez Maxim; Danilo si consola bevendo champagne e con le famose ballerine grisettes; Hanna gli spiega però che è stato Niegus a effettuare lo scambio di persona nel padiglione per salvare Valencienne.

Dopo tante schermaglie e sofferenze, Danilo dichiara il proprio amore a Hanna, che annuncia il suo matrimonio con Danilo.

Versioni cinematografiche[modifica | modifica sorgente]

Discografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Al secolo rispettivamente Viktor Hirschfeld e Leo Rosenstein.
  2. ^ a b Tradotta e pubblicata in tedesco l'anno successivo da Alexander Bergen con il titolo: Der Gesandtschaft Attaché

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]