Sinfonia n. 9 (Dvořák)

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Sinfonia n. 9
Dal nuovo mondo
Indian Chief in Council Informing His Tribe of the Arrival of Strangers in Ships.jpg
Compositore Antonín Dvořák
Tonalità Mi minore
Tipo di composizione sinfonia
Numero d'opera op. 95
Epoca di composizione 1893
Prima esecuzione New York, 16 dicembre 1893
Durata media 38'
Organico

orchestra sinfonica (vedi sotto)

Movimenti

I Adagio - Allegro molto
II Largo
III Scherzo - Molto vivace
IV Allegro con fuoco

La Sinfonia n. 9 in mi minore di Antonín Dvořák (op. 95), più nota col titolo di Sinfonia "Dal Nuovo Mondo", fu pubblicata come sinfonia n. 5, ma è in realtà la nona ed ultima fra le sinfonie di Dvořák.

Il titolo si riferisce evidentemente al Nuovo Mondo che è l'America, in seguito alla nomina del compositore come direttore del New York National Conservatory of Music. La cultura americana stimolò e arricchì Dvořák, che propose una sinfonia di matrice classica europea, ma contaminata dalla musica autoctona, come gli spirituals.

« Nella Sinfonia n. 9 ho semplicemente scritto temi originali che racchiudono le peculiarità della musica indiana »
(A.Dvořák)

Fu composta nel 1893 a New York ed eseguita in prima assoluta alla Carnegie Hall il 16 dicembre di quello stesso anno dalla New York Philharmonic diretta da Anton Seidl, ottenendo un enorme successo. Neil Armstrong portò l'opera sulla Luna durante la missione Apollo 11, la prima di atterraggio sulla Luna, nel 1969.[1] Per alcuni anni è stata utilizzata da Rai 1 come sigla introduttiva ai Gran Premi di Formula 1.

Strumentazione[modifica | modifica wikitesto]

La Nona Sinfonia di Dvořák prevede il seguente organico orchestrale:

  • 2 flauti (uno anche ottavino)
  • 2 oboi (uno anche corno inglese)
  • 2 clarinetti in La
  • 2 fagotti
  • 4 corni in Mi e Do
  • 2 trombe in Mi, Do e Mi Bemolle
  • 3 tromboni (2 tenori ed un basso)
  • Tuba (solo nel secondo movimento)
  • Percussioni: timpani, triangolo e piatti
  • Strumenti ad arco (violini, viole, violoncelli e contrabassi)

Movimenti[modifica | modifica wikitesto]

Aiuto
1. Adagio - Allegro molto (info file)

2. Largo (info file)

3. Scherzo: Molto vivace (info file)

4. Allegro con fuoco (info file)

Il primo movimento è ispirato allo spiritual Swing Low Sweet Chariot , il cui tema tornerà come leitmotiv della sinfonia.

Il secondo movimento può ricordare uno spiritual, tanto che furono scritti dei testi e gli fu dato il nome di Goin' home. Il motivo pentatonico anemitonico richiama la musica degli indiani d'America.

Il terzo movimento è caratterizzato da una pulsazione ritmica, che si ispira questa volta al patrimonio folkloristico ceco, in particolare alle danze di corteggiamento chiamate furiant.

Il quarto movimento contiene il celebre maestoso tema, che identifica per sineddoche l'intera sinfonia.

La sinfonia nella musica leggera[modifica | modifica wikitesto]

Una delle prime citazioni rock del quarto movimento, di gran lunga il più popolare della sinfonia, è quella dei Nice di Keith Emerson nel brano America, a sua volta una rivisitazione del celebre tema di Leonard Bernstein. Successive riutilizzazioni del tema in ambito non classico si hanno dal gruppo symphonic black metal norvegese Dimmu Borgir, da cui la sinfonia è stata utilizzata nel 1996 come introduzione per il brano Guds Fortapelse Apenbaring Av Dommedag, che fa parte dell'album Stormblåst, dai Rhapsody of Fire per la canzone The Wizard's Last Rhymes dell'album Rain of a Thousand Flames e dai Blind Guardian nella canzone By The Gates of Moria nell'album Battalions of Fear. Anche il gruppo svedese symphonic metal dei Therion nel primo dei due DVD intitolati The Miskolc Experience esegue una versione riarrangiata del movimento finale, nella quale accanto agli strumenti dell'orchestra sinfonica sono presenti la batteria, le chitarre distorte ed il basso elettrico.

Il brano fa parte anche della colonna sonora del film Underground di Emir Kusturica.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ J. R. Hansen, a cura di Simon e Schuster Staff, First Man: The Life of Neil A. Armstrong, Simon and Schuster, 2005, p. 423. ISBN 9780743281713

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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