Teatro Giovanni Battista Pergolesi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 43°31′18.7″N 13°14′37.93″E / 43.52186°N 13.24387°E43.52186; 13.24387

Teatro Giovanni Battista Pergolesi
Jesi, Teatro Pergolesi.jpg
la facciata
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Jesi
Indirizzo Piazza della Repubblica, 9
Dati tecnici
Tipo sala con pianta ellittica a 3 ordini di palchi
Capienza 712 posti
Realizzazione
Costruzione 1790-98
Architetto Francesco Maria Ciarrafoni, Cosimo Morelli
Fondazione Pergolesi Spontini Sito ufficiale

Il Teatro Giovanni Battista Pergolesi di Jesi (AN) è lo storico teatro della città.

Il Teatro del Leone[modifica | modifica sorgente]

Il "Teatro del Leone", costruito dal pittore ed architetto jesino Domenico Valeri in zona periferica tra il 1728 ed il 1732, aveva pianta ad "U" con tre ordini di palchi per un totale di 62.

Il Teatro Pergolesi[modifica | modifica sorgente]

Venne iniziata la costruzione dell’allora Teatro della Concordia nel 1790 a sostituzione del vecchio Teatro del Leone (1731), ormai non più adeguato alle esigenze dell’epoca, per volere della società di condomini costituita da 54 nobili Jesini con il sostegno del Governatore Pontificio mons. D. Pietro Gravina dei Grandi di Spagna. Il progetto originale fu affidato all'architetto fanese Francesco Maria Ciaraffoni, ma venne ampiamente rivisto dall'architetto imolese Cosimo Morelli, uno dei più rinomati specialisti dell'epoca nella progettazione teatrale. Morelli provvide ad allargare la pianta ed il boccascena e diede la definizione dell'ampia curva ellittica della sala, da cui dipende la sua ottima acustica. Inoltre rivide il disegno della facciata creando un alto basamento a bugnato liscio con un motivo ad arcate in asse con le finestre a timpano dei piani superiori. La decorazione interna venne affidata a due famosi artisti neoclassici: l'architetto Giovanni Antonio Antolini (autore del progetto del "Foro Bonaparte" di Milano, mai realizzato), al quale spettò la progettazione scenico-arredativa del teatro, e il pittore Felice Giani, che insieme all'ornatista Gaetano Bertolani dipinse le "Storie di Apollo" sulla volta della sala. Il teatro venne inaugurato nel carnevale del 1798, non alla presenza dei nobili finanziatori quanto del popolo e dei giacobini, che nel frattempo avevano invaso la città in seguito alla Vittoria napoleonica e al trattato di Campoformio. Per l'occasione vennero rappresentate tre operine, di cui due di Marcos António Portugal Lo spazzacamino principe e "Le confusioni della somiglianza ossia Li due gobbi" e la terza "La capricciosa corretta" di Vicente Martín y Soler. Successivamente fu aggiunto il fascione che sovrasta il cornicione e che reca al centro l'orologio in pietra con l'aquila federiciana e due cornucopie donate da Massimiliano di Beauharnais nel 1839, in seguito alla calorosa accoglienza ricevuta l'anno prima durante la sua visita a Jesi. Nel 1856 venne realizzato dal pittore jesino Luigi Mancini il sipario storico con "l'ingresso di Federico II a Jesi", dove il grande imperatore svevo era nato nel 1194. Nel 1883 il teatro perse la denominazione di Teatro della Concordia per prendere quella definitiva di "Giovanni Battista Pergolesi", in omaggio al celebre compositore nato nella stessa Jesi nel 1710. Dal 1929 il teatro è diventato di proprietà del Comune. Nel 1930 l'orologiaio Edoardo Marconi di Montecarotto .[1][2][3] ricostruisce a partire da un meccanismo preesistente l'orologio del teatro. Attualmente l'antica apparecchiatura meccanica a carica manuale, smontata dalla sede originale e restaurata nel 2006, si trova in esposizione nel foyer del teatro.

Nel 1934 è andato in scena Il barbiere di Siviglia (Rossini) con Mercedes Capsir e Giovanni Manurita, diretta da Riccardo Zandonai e nel 1942 Rigoletto con Gino Bechi.

Nel 1947 il teatro riaprì, ospitando anche artisti di fama, come Benvenuto Franci nell'Andrea Chénier (opera), Clara Petrella e Bruno Landi nella Manon (Massenet), nel 1949, Mafalda Favero ed Aldo Protti ne La bohème, nel 1953, la giovane Renata Scotto, che affrontò per la prima volta uno dei suoi cavalli di battaglia, Madama Butterfly.

Nel 1960 va in scena Lo frate 'nnamorato per la regia di Franco Zeffirelli, proveniente dal Teatro alla Scala di Milano, che nel 1968 portò a Jesi anche il suo corpo di ballo, per uno spettacolo con Carla Fracci.

Il 1968 grazie all'interessamento del direttore artistico Carlo Perucci, ottenne il riconoscimento di "Teatro di Tradizione".

La facciata del Teatro Giovanni Battista Pergolesi di Jesi

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Da teatro.org scheda presentazione del restauro dell'orologio del Teatro Pergolesi di Jesi in teatro.org. URL consultato il 22 Nov 2010.
  2. ^ Da viverejesi.it scheda presentazione del restauro dell'orologio del Teatro Pergolesi di Jesi in viverejesi.it. URL consultato il 22 Nov 2010.
  3. ^ Da viverejesi.it scheda presentazione del restauro dell'orologio del Teatro Pergolesi di Jesi in viverejesi.it. URL consultato il 22 Nov 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Deanna Lenzi, Teatro della Concordia ora Pergolesi. Iesi, in Anna Maria Matteucci – Deanna Lenzi, Cosimo Morelli e l’architettura delle legazioni pontificie, Imola 1977, pp. 299–301.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]