Teatro Sociale (Mantova)
| Teatro Sociale di Mantova | |
|---|---|
| Dati tecnici | |
| Tipo | Sala a ferro di cavallo con cinque ordini di loggiati |
| Ubicazione | |
| Paese | |
| Indirizzo | Piazza Cavallotti, 1 - 46100 Mantova |
| Telefono | (+39) 0376 362739 |
| Informazioni | |
| Costruzione | tra il 1817 e il 1822 |
| Realizzazione | |
| Architetto | Luigi Canonica |
| www.teatrosocialemantova.it | |
Il Teatro Sociale di Mantova venne realizzato, tra il 1817 e il 1822, dal noto architetto ticinese Luigi Canonica.
Indice |
[modifica] La concezione del nuovo teatro
Al termine del periodo napoleonico, esistevano in Mantova due teatri: il Teatro Regio, costruito nel 1783 dal Piermarini (da poco ribattezzato, all’austriaca, ‘Imperial-Regio Teatro’), nonché il ‘Teatro Scientifico’, costruito da Antonio Bibiena (il figlio di Ferdinando) nel 1769.
Il dibattito circa la necessità di un nuovo teatro si aprì il 4 dicembre 1816, circa un anno e mezzo dopo l’abdicazione, proprio a Mantova, del Viceré del Regno d’Italia Eugenio di Beauharnais, che segnò l’inizio della dominazione austriaca.
Il 12 gennaio 1817 venne formata una speciale commissione di notabili cittadini, incaricata di selezionare una forma architettonica ed un progettista adeguati. Mentre era certa la collocazione del nuovo edificio, in una area molto centrale, alla confluenza di sette strade, occupata da circa dieci edifici da abitazione che si sarebbero acquisiti ed abbattuti.
La commissione scelse di non rischiare e si rivolse al noto progettista Luigi Canonica, già architetto reale e, fra l’altro, autore dell’allargamento del Teatro alla Scala di Milano, della nuova sala del Teatro Grande di Brescia, della riedificazione del Teatro della Condordia di Cremona.
[modifica] L’edificio
Il Canonica disegnò un edificio ispirato agli schemi più caratteristici del teatro d'opera italiano di gusto neoclassico. Che vennero, in effetti, formati proprio dal Canonica e dal suo maestro Piermarini. Il cantiere venne realizzato dall'architetto Marconi.
La facciata è bassa e larga, ma conserva un tratto di maestosità, grazie ad un pronao a sei colonne, sovrastato da un frontone triangolare. La sala è composta da tre ordini di palchi e due di galleria. Per le decorazioni interne, Canonica si affidò all’Hayez (che realizzò medaglioni rappresentanti Apollo e Minerva, ad ornare la volta della platea). Agli interni lavorarono i pittori mantovani Orsi e Bustaffa, lo stuccatore Staffieri e Berazzi.
Il 17 dicembre 1817 la commissione appaltò i lavori. Il teatro venne inaugurato il 26 dicembre 1822, con il melodramma ‘Alfonso ed Elisa’ del Mercadante e ‘Gundeberga’, un balletto del Coppini.
Gli stucchi interni sono opera di un altro ticinese: Gerolamo Staffieri, figlio di una nota famiglia di stuccatori di Bioggio.
[modifica] La Società dei Palchettisti
La costruzione venne finanziata da una società di novanta palchettisti (in origine i cittadini ‘più illustri ed agiati’), che finanziavano anche l'allestimento degli spettacoli. Tale ‘Società dei Palchettisti’ si è conservata sino ad oggi, conservando la proprietà del teatro, come accade per pochissimi altri teatri, in particolare il Sociale di Como. Organizza una stagione lirica tradizionale e diverse rassegne teatrali.