Balduina

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« [...] Lunghe e sottili zone di vapori attraversavano i cipressi del Monte Mario, come capigliature fluenti in un pettine di bronzo. »
(Gabriele D'Annunzio, Il piacere, 1889)

La Balduina è un'area urbana del XIV Municipio (ex XIX) di Roma Capitale. Si estende nel quartiere Q.XIV Trionfale.

Vista di Roma dalla via Trionfale, poco prima del convento della Madonna del Rosario. Sulla sinistra l'arco di ingresso che porta verso la villa Mellini, ora Osservatorio Astronomico.
Olio di Salomon Corrodi, 1876

Situata sul versante meridionale di Monte Mario, la Balduina, con i suoi 139 metri, è il punto più alto di Roma.

È delimitata a sud dalle pendici della collina che formano un ingresso naturale all'angolo con via Antonio Labriola e via Gualtiero Serafino attraverso il viale delle Medaglie d'oro in un punto detto all'inizio del Novecento dogana della Balduina; a ovest dalla ferrovia FR3 Roma-Cesano-Viterbo scavallata però dagli abitati nella zona del cosiddetto Monte Ciocci che qui si affaccia sulla Valle Aurelia, chiamata anche "valle dell'Inferno" (dal latino "inferius", cioè: "posta più sotto"); a nord è marcata dall'orografia del luogo, dagli istituti religiosi e dalle ville ai bordi della via Trionfale che qui passa in un profondo avvallamento non lontano dal Borgo Clementino della zona di S. Onofrio; a est dalla via Trionfale stessa, partendo dalla villa Stuart giù fino al Borghetto S. Lazzaro ai confini coi Prati di Castello.

La Balduina si divide in tre aree riconoscibili: la "Balduina" vera e propria, nel mezzo del quartiere e che ruota attorno alla piazza omonima; il "Belsito", la zona di piazzale delle Medaglie d'oro e delle pendici verdi del parco della Vittoria, di villa Stuart e delle aree attorno l'hotel Rome Cavalieri, Waldorf Astoria Hotels & Resorts, fino a piazza Socrate; "Monte Ciocci", vicino all'omonimo casale (forse peruzziano) prospiciente il colle Vaticano, appena sopra piazza Giovenale, nonché area più vecchia del quartiere, limitrofa ai prati di Castello e alle fornaci per la cottura dei mattoni destinati alla fabbrica di San Pietro. I nomi delle strade di quest'ultima zona sono quasi tutti di scrittori latini.

Sino all'inizio del Novecento i nomi Balduina e Monte Mario indicavano approssimativamente lo stesso luogo; successivamente, il nome "Monte Mario" è andato a identificare le zone di Sant'Onofrio e delle "Case Nostre" situate più a nord.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il versante nordorientale della Balduina visto dalle sponde del Tevere dei Prati di Castello.
Olio di Ettore Roesler Franz (Roma, 1845-1907)

Il nome "Balduina" discende da quello del fratello di papa Giulio III del Monte (1550-1555), Baldovino, che possedeva vasti terreni alle pendici di Monte Mario. La più antica via della Balduina corrispondeva all'attuale via San Tommaso d'Aquino, staccandosi dalla via Trionfale nei pressi del Borghetto San Lazzaro, ultima tappa della via Francigena dei pellegrini diretti verso S. Pietro. Gli altri due assi principale del quartiere degli anni venti, viale delle Medaglie d'oro e viale Tito Livio, non erano stati ancora tracciati, così che la primigenia strada girava sotto la collina argillosa dell'attuale fortilizio militare di viale delle Medaglie d'oro per entrare dentro i terreni di Baldovino all'altezza dell'edicola della Madonna del Pozzo (all'angolo con la omonima strada e via Elio Donato), edicola che conteneva un'immagine sacra poi spostata negli anni cinquanta del XX secolo nell'adiacente chiesa di Santa Paola Romana.

  • Il quartiere si è sviluppato con un primo intervento a villini in base a una convenzione urbanistica approvata con delibera del consiglio comunale di Roma del 26 gennaio 1920 con la società dell'ing. Carlo Pomilio proprietaria dei terreni. La zona, infatti, era posta all'esterno del Piano Regolatore di Roma del 1909. Preesistenze erano le dimore disposte lungo la via Trionfale, villa Monte Mario, villa Stuart, casini e casali quali il Casino degli Spiriti, la succitata edicola votiva della Madonna del Pozzo nell'area omonima, alcuni edifici religiosi. Già con le modifiche apportate nel 1920 al regolamento speciale edilizio del 1911 e con la variante generale al piano regolatore messa a punto negli anni 1925-'26 e in gran parte recepita dal nuovo piano regolatore del 1931, si passa ad una edificazione più intensiva della zona, divenuta di proprietà dal 1940 della Società Generale Immobiliare. Il piano particolareggiato di esecuzione e le numerose varianti hanno incrementato notevolmente i pesi insediativi, portando al completamento dei prospetti sul viale Tito Livio e sul viale delle Medaglie d'oro, passando poi alle aree circostanti che hanno visto completare l'intervento all'incirca agli inizi degli anni ottanta, con la congiunzione di via della Balduina con la via Trionfale per mezzo di via Alfredo Durante.
  • Negli anni cinquanta (ma già dal '47) si iniziano a formare cooperative edilizie per la realizzazione di palazzine condominiali nel quartiere. Le cooperative erano omogenee per categoria professionale dei soci (i giornalisti, i magistrati, gli ufficiali, i dipendenti dei vari Ministeri) iscritte all'elenco del Ministero dei Lavori Pubblici, sotto forma di società per azioni o a responsabilità limitata finanziate dai soci stessi e integrate con un contributo statale variabile e l'accensione di un mutuo agevolato (ad esempio con la Cassa dei Depositi e Prestiti). L'estinzione del mutuo, in genere trentacinquennale, portava infine allo scioglimento della cooperativa.
    Le prime cooperative operarono nei lotti rimasti vuoti tra i villini dell'anteguerra sui viali delle Medaglie d'oro e Tito Livio, poi sulla nuova via della Balduina che ancora in quel decennio si fermava all'incrocio con via Ugo De Carolis proseguendo da lì con uno sterro, o ancora partendo dalla lottizzazione di piazza della Balduina lambendo anche i casali e le piccole fattorie di agricoltori che ancora lavoravano nella zona, alcuni di essi vendendo le loro merci nel mercato (ancora all'aperto) di piazza Mazzaresi o in quello di via Vegezio.
  • Negli anni sessanta le palazzine si espandono su tutto il versante della collina attestandosi, da un lato, al tracciato della ferrovia umbertina Roma-Viterbo e dall'altro alla dorsale segnata dalla via Trionfale che qui inizia a perdere la sua numerazione cardinale per assumere quella indicante la distanza metrica progressiva dalla piazza del Campidoglio.
    Le tecniche costruttive dell'epoca, insieme all'orografia del luogo e alla disponibilità di argilla, hanno caratterizzato molti progetti del tempo con l'esecuzione di grandi muri perimetrali in tufelli scuri a tenere il terrapieno sul quale poi sorgeva in quota la palazzina (es: in via Friggeri, via Appiano, via Morpurgo) dando talora ai piani terra la conformazione di giardini pensili. Altra caratteristica è divenuta poi l'abbondante presenza di scalinate, scalee o rampe in travertino a unire strade a quote diverse o a completare le stesse (come in via Elpide).
  • Negli anni settanta il quartiere si è caratterizzato per un'intensa attività politica svolta dai residenti e dalla sezione del Movimento Sociale Italiano nella sede prima in via Valerio Scarabellotto e dopo, in viale delle Medaglie d'oro, 128. Questa si trovò coinvolta insieme a militanti di sinistra e polizia negli scontri a fuoco che il 30 settembre 1977 portarono alla morte del giovane comunista e militante di Lotta Continua Walter Rossi, freddato all'incrocio del viale con via Marziale, nei pressi di un distributore di carburante il cui titolare si salvò da un colpo solo perché il proiettile, forse di rimbalzo, si bloccò nella trama del suo maglione. Nei mesi seguenti la sezione fu, con quelle di via Ottaviano a Prati e via Assarotti a S. Onofrio, chiusa di forza dalle autorità senza poi, unica, riaprire.
  • Negli anni ottanta il riflusso dalla politica e da certe passioni civili ha visto il quartiere trasformarsi ancora, con la chiusura dei due cinema presenti: nel 1988 il Balduina sulla omonima piazza e già nel 1985 il Belsito[1] in piazzale delle Medaglie d'Oro. Quest'ultimo è un lavoro di Alberto Ressa del 1954, già progettista della Società Generale Immobiliare, ha una capienza di 720 posti (una gran platea da 558 posti e una galleria da 172). Fu recuperato negli anni ottanta come sala congressi per il PSI[1] e dopo il 1993 come sala spettacoli, chiamato Bal Tabarin, sul modello del Moulin Rouge parigino, avventura conclusasi pochi anni dopo per il basso riscontro dell'iniziativa.
  • Negli anni novanta, con lo spostamento degli studi di Telemontecarlo (TMC) nei locali dell'ex cinema Balduina, (frazionati però per creare nell'area della vecchia uscita di sicurezza della sala alcuni locali Telecom) e l'arrivo della grande distribuzione, la zona ha ripreso una certa vitalità, per lo più legata al commercio e ai servizi del terziario.

Molte vie sono dedicate a caduti in guerra, medaglie d'oro al valore militare, come ricordano anche gli omonimi piazzale e viale. Tra questi, Romeo Rodriguez Pereira, tenente dei Carabinieri dell'accademia della "Nunziatella" di Napoli, trucidato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944 con il cap. Aladino Govoni, con il col. Giuseppe Montezemolo e coi magg. Ugo De Carolis e Umberto Lusena; o il partigiano Duccio Galimberti, fondatore nel '43 del gruppo "Italia Libera" dal quale nacquero le brigate Giustizia e Libertà; o ancora Damiano Chiesa, irredentista trentino, patriota al fianco di Cesare Battisti durante la Grande Guerra. La parte meridionale del quartiere, limitrofa al Monte Ciocci, ha invece nomi di scrittori della tarda latinità, anche paleocristiani.

Il fulcro attorno al quale ruota la vita sociale e commerciale oggi è piazza della Balduina, dominata dal 1957 dalla chiesa di San Pio X dell'arch. Antonio Ressa, autore anche della chiesa di S. Chiara a piazza dei Giochi Delfici. Il prospetto dell'edificio di culto (al quale, rispetto al progetto originario, mancano le quattro statue degli Evangelisti da porsi sui piedistalli bianchi visibili sopra gli ingressi) elevato su un'altura naturale, è completato da una doppia scalinata in travertino incorniciata da due cedri del Libano. Il maestoso interno, che può accogliere comodamente cinquecento persone sedute, è diviso in tre navate, le laterali con cappelle, mentre la navata centrale, alta più di venti metri, presenta una Via Crucis le cui quattordici formelle in cotto sono di Raoul Vistoli (1963); il Crocifisso bronzeo dell'altare maggiore, e un San Giovanni Battista sono invece opera tarda di Publio Morbiducci, medaglista e scultore già famoso per il Monumento al Bersagliere a Porta Pia del 1931 o per il busto raffigurante il maresciallo Raffaele Cadorna al Gianicolo.

Luoghi rilevanti[modifica | modifica wikitesto]

Presso la sommità del colle, sopra la via Trionfale, sono presenti alcuni luoghi celebri del profilo urbano: l'albergo Rome Cavalieri, Waldorf Astoria Hotels & Resorts, l'antenna televisiva e l'Osservatorio astronomico, posto da Giuseppe Armellini nella villa Mellini, con annesso Museo Copernicano, dal quale passa il meridiano di Roma, con coordinate 41°54'N 12°30'E. Istituito nel 1923, dopo la chiusura degli antichi osservatori del Campidoglio e del Collegio Romano fu ufficialmente inaugurato nel 1938. L'Osservatorio è dotato di due cupole principali e di una torre solare. Quest'ultima contiene un celostato (strumento a specchi atto a seguire il Sole nel suo moto diurno) con il quale si effettuano studi di fisica solare. Del complesso facevano parte anche una palazzina trasformata nell'Ottocento in un neogotico villino denominato villa Falconieri che ospita la struttura "Piccolo rifugio" delle volontarie della carità e i due edifici all'angolo tra la via Trionfale e viale dei Cavalieri di Vittorio Veneto. Uno di questi, fino al restauro del 1999, conservava visibili i resti dell'abside della vecchia chiesetta della Santa Croce abbattuta nel 1849. Ivi già insisteva un oratorio eretto per il Giubileo del 1350 e riscoperto nel 1971.

Alla sua base, a guardare la sottostante piana del Tevere, si apre per un'estensione di 120.000 m² il parco di Monte Mario, istituto nel 1990 con la messa a dimora di 16.000 essenze verdi che affiancano la tradizionale vegetazione mediterranea dal marcato profilo di pini domestici (Pinus pinea). La sua esecuzione è stata attuata nel 1993.

Il vicino monastero domenicano della Madonna del Rosario conserva una immagine votiva della Vergine proveniente dalla basilica di Santa Maria in Trastevere, rimossa a forza durante il periodo delle lotte tra papi e antipapi e lì sostituita poi dalla preziosa immagine della Madonna della Clemenza o Madonna Theotokòs, nella cinquecentesca cappella Altemps come nuova immagine del potere costituito. La chiesa del Rosario era anche conosciuta in precedenza dai pellegrini che giungevano a Roma per la via francigena come della Madonna della Febbre (così come la chiesetta di S.Lazzaro più giù sempre sulla via Trionfale era detta dei lebbrosi). La scenografica scalinata dinanzi la chiesa fu posta a partire dal 1836 quando la pendenza di tutto questo tratto della via Trionfale fu addolcita con il disegno di nuovi tornanti insieme all'incanalamento del fosso della Sposatella sul quale la strada passa a mo' di ponticello.

Altro luogo menzionabile è il piazzale Socrate interessante balcone sul centro di Roma.

Casali e Ville storiche[modifica | modifica wikitesto]

Le pendici della Balduina ospitano ville ed casali che si affiancano a numerosi edifici religiosi.

  • Tra essi il più notevole è il cosiddetto Casale Ciocci, in via Lucilla Domizia, dal nome di un suo recente proprietario, villa cinquecentesca costruita forse da Baldassarre Peruzzi per l'amico Blosio Palladio con affreschi della scuola di Perin del Vaga nella Sala degli elementi e altri, ora persi, raffiguranti i Lavori dei Mesi.
  • Villa Stuart, sulla via Trionfale, è invece una seicentesca dimora con immenso giardino, acquisita nell'Ottocento dagli inglesi Emmeline Stuart-Wortley e Lord Allen che qui si diedero a pratiche occultistiche fino ad avvicinarsi alla follia. Oggi è sede di una clinica privata e l'aura sinistra che la pervadeva sembra traslata, nella mente degli abitanti del quartiere, nell'adiacente dépendance posta al suo ingresso sulla via Trionfale, chiamata da tutti Casino degli Spiriti.
  • Sulla stessa Trionfale, quasi di fronte ad essa, circondata da un grande giardino, vi è la villa Monte Mario. Fu già proprietà, nell'Ottocento di Bernardo Blumensthil, alsaziano, fiduciario del Vaticano e collaboratore dei Mellini possidenti della villa quattrocentesca, sempre nel quartiere, ove oggi sorge l'Osservatorio Astronomico. La villa Monte Mario sulla Trionfale non è da confondere con l'omonima residenza delle suore carmelitane del divin cuore di Gesù a essa adiacente, né con la villa di Monte Mario della nobile famiglia dei Massimo, del XVII secolo, che, perse le due ali meridionali, conserva solo il corpo centrale seminascosto dietro l'abside della chiesa di S.Fulgenzio (tra le due residenze nobiliari passa la via Massimi, dal nome della famiglia).
  • Poco più giù, lungo l'antica via Francigena, in direzione delle curve panoramiche della Trionfale e del fosso della Sposatella, si trova villa Miani. Compare in una pianta del 1835 come proprietà di Giacomo Benvenuti. Nel 1874 fu ristrutturata per la Società di Monte Mario, dell'ex sindaco di Roma (1871-'72) Francesco Crispignini. Fu proposta come sede dell'università della Chiesa Metodista Episcopale Americana, cosa mai avvenuta. Nel 1939 fu acquistata dalla Società Anonima Ville Panoramiche, il cui amministratore unico era Luigi Miani, a cui deve l'attuale denominazione.

Sotto gli speroni di questo lato del quartiere e ormai lontane dalla sua vita, hanno sede altre due residenze storiche: l'ottocentesca villa Mazzanti, su due piani più loggetta, ricca di affreschi, nel bel mezzo del verde della collina e la ben più famosa villa Madama, con accesso però solo dai Prati di Castello; voluta nel 1517 dal futuro papa Clemente VII, fu forse un progetto originale di Raffaello.

È rilevante che, quando si menzionano queste dimore, si torna a dire che sono a Monte Mario, come se il nome Balduina valesse meglio per le nuove costruzioni mentre per le ville storiche fosse necessaria l'ubicazione con menzione storica.

Architettura contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Tra l'edilizia dell'area, senza mai eccessivi intensivi abitativi, trovano spazio anche lavori di architetti di un certo tono tra cui Gino Coppedè che negli anni quaranta ha realizzato un villino signorile in via Svetonio e ristrutturato il villino Baldoni, edificio religioso sul viale delle Medaglie d'oro; o negli anni sessanta Alberto Barbagallo col Mercato Belsito di piazza Carlo Mazzaresi, del 1962, posto tra edifici di otto piani, ma con una copertura a sbalzi che cerca di far esplodere verso l'alto una struttura estremamente bloccata in una pianta quadrata; o Sergio Lenci autore di un complesso di palazzine in via Papiniano e Ugo Luccichenti[2] architetto della linea d'edifici, dal forte gioco cromatico, sul piazzale delle Medaglie d'oro, con annesso ufficio postale, poi dell'Hotel Rome Cavalieri , del 1953-1962 in via Alberto Cadlolo, della cosiddetta Casa dell'Ammiraglio in via Carlo Evangelisti e di alcuni edifici residenziali, eleganti e tutti caratterizzati da grandi finestre, in via Damiano Chiesa, via Proba Petronia, via Giuseppe Rosso e via Appiano.

Edifici di culto[modifica | modifica wikitesto]

La Balduina nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è stato set cinematografico molto amato inizialmente per la vista panoramica verso la città e la vicina cupola di San Pietro in Vaticano.

Tutta questa cornice viene inquadrata già nel 1945 nella scena finale di Roma città aperta di Roberto Rossellini, in cui i ragazzi della scena finale, inquadrando la cupola, scendono da Monte Ciocci per la rampa ancora oggi in uso nell'omonimo parco.

Le nuove strade del quartiere compaiono in molti film degli anni sessanta con attori (tra cui Ingrid Bergman, Vittorio Gassman, Alberto Sordi) e cantanti famosi (Mina).

Ne Il marito (di Nanni Loy e Gianni Puccini) Sordi abita un attico di via Lucio Apuleio che all'epoca (1957), era edificata solo fino a quell'altezza mentre il resto della collina (verso le attuali vie Cremuzio Cordo, Sesto Rufo e Livio Andronico), era ancora a pascolo.

Il sorpasso di Dino Risi del 1962, vede Vittorio Gassman girare in macchina tra via De Carolis e via Proba Petronia dove incontra Jean-Louis Trintignant in corrispondenza dell'ingresso dell'attuale Parco di Proba Petronia, inaugurato nel 2006. Altri due film di Risi e Gassman sono parzialmente ripresi nel quartiere: Il mattatore già nel 1960 (dove Gassman abita il L.go Damiano Chiesa) e Il profeta, del 1967, che ha la sua scena finale filmata in p.za Attilio Friggeri.

Nel 1964 viene girato L'ultimo uomo della Terra di Ubaldo Ragona, un film di fantascienza con Vincent Price che, pensato prima per gli studios americani, viene poi girato a Roma in alcuni spazi con prospettive e suggestioni metafisiche (quali il Foro Italico o l'Eur). Tra questi vi è anche l'interno della chiesa di S. Pio X con il presbiterio allo stato originale, precedente il restauro successivo al Concilio Ecumenico Vaticano II.

Nel 1976 Ettore Scola gira Brutti, sporchi e cattivi con Nino Manfredi sulle pendici di Monte Ciocci, nei terreni dell'Istituto Agrario Federico Delpino in via Lucilla Domizia, dove posiziona le baracche della derelitta famiglia Mazzatella proprio dinanzi alla cupola di San Pietro; l'area viene invece citata nella pellicola come Borghetto dei sorci[3].

Lo stesso punto compare nella scena finale di Casa mia, casa mia... di Neri Parenti con Renato Pozzetto nel 1988. Ancora Neri Parenti gira alcune scene di Paparazzi nel 1998 in piazza della Balduina.

Nel 1976 Nanni Moretti, nel suo primissimo film autoprodotto Io sono un autarchico, filma la zona del Belsito ed una via "panoramica" ancora in costruzione. Nel primo episodio di Caro diario del 1993 percorre con la sua Vespa piazzale delle Medaglie d'Oro durante il suo giro per i quartieri e le architetture di Roma, mentre in Aprile del 1998 "visita" la sua vecchia scuola elementare nel Parco della Vittoria.

Il duello de L'ora di religione (2002) di Marco Bellocchio con Sergio Castellitto protagonista, si svolge nuovamente su Monte Ciocci, nei terreni dell'Istituto Delpino.

L'edificio su pilotis dell'arch. Luccichenti in via Proba Petronia (già segnalato nel Piano Regolatore Generale vigente come "emergenza di valore storico ed architettonico") è sede di una scena di SMS - Sotto mentite spoglie (2007), di e con Vincenzo Salemme

Villa Miani compare in numerose pellicole a partire dal 1954 tra cui è menzionabile Lo scopone scientifico del 1972 e, per l'evidenza nelle scene, Il secondo tragico Fantozzi del 1976[4].

La Balduina nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Chiaramente col nome di Monte Mario, il crinale della Balduina che affaccia sulla città viene raccontato in molti lavori letterari di enorme caratura.

Fra i primi il Sommo Poeta Dante Alighieri, nel canto XV del Paradiso, fa dire al suo avo Cacciaguida:

Non era vinto ancora Montemalo
dal vostro Uccellatojo, che, com'è vinto
nel montar su, così sarà nel calo.

paragonando le vedute dall'alto rispettivamente di Roma (Monte Malo era detta allora la collina) e Firenze (Monte Uccellatoio).

Nel Novecento abbiamo ancora un capolavoro, Il piacere di Gabriele D'Annunzio che nel Libro III, capitolo I, racconta:

  • Sul Monte Mario il cielo si oscurava, le nuvole si addensavano, diventavano d'un color ceruleo cupo d'acqua raccolta, si dilatavano verso il Gianicolo, si abbassavano sul Vaticano

e poi:

  • Lunghe e sottili zone di vapori attraversavano i cipressi del Monte Mario, come capigliature fluenti in un pettine di bronzo

ancora:

  • Il giorno moriva; ma l'aria era ancóra pregna di luce, ritenendo la luce come una spugna ritiene l'acqua. Si vedeva, per la finestra, all'orizzonte una striscia aranciata su cui i cipressi del Monte Mario si disegnavan netti come i denti d'un gran rastrello d'ebano.

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia regionale laziale FR3.svg
 È raggiungibile dalle stazioni di: Appiano e Balduina.

La ferrovia, a binario unico fino a Viterbo, sua destinazione finale, fu inaugurata alla fine dell'Ottocento durante il regno di Umberto I nella generale riorganizzazione del trasporto ferroviario della città; si stacca dalla linea Roma-Pisa una volta lasciate le stazioni San Pietro e Vaticana, arrivando dal colle vaticano in quota al Monte Ciocci con un alto cavalcavia ad archi in mattoni a passare la zona delle fornaci e dell'attiguo borghetto sull'imbocco della Valle Aurelia. Solo con la nascita del quartiere, alla fine degli anni cinquanta, fu aperta sulla linea la fermata Balduina che divenne Stazione con personale in loco negli anni settanta; ciò anche per una maggiore sicurezza e controllo sullo scambio dei binari a garantire la compresenza di due convogli da qui fino al cavalcavia successivo sulla Valle Aurelia in direzione della via Pineta Sacchetti. Con una frequenza compresa tra i 25 e gli 80 minuti, con l'uso di mezzi prima a vapore e poi a Diesel (le celebri littorine), fu più volte proposto la cancellazione della linea ritenuta a servizio di zone non ancora troppo popolate e con una destinazione finale, Viterbo, già raggiunta dalla linea in partenza da piazzale Flaminio. Le richieste continue degli utenti, la riorganizzazione delle Ferrovie dello Stato dal 1993, l'arrivo del Giubileo del 2000 hanno portato invece ad un recupero totale della linea, raddoppiata fino a Cesano di Roma ed elettrificata fino a Viterbo. Altre fermate sono state aggiunte in proporzione alla crescita della città, tra queste la fermata Proba Petronia-Appiano a Monte Ciocci, posta in sotterranea come tutto il tratto di binari che attraversa il quartiere. La Stazione della Balduina, anch'essa ipogea, è stata al tempo stesso declassata a semplice fermata. L'inaugurazione della nuova linea si è avuta a maggio del 2000.

Lungo l'asse di viale delle Medaglie d'oro è servita dalle linee bus 907, 913, 991 e 999. All'interno del quartiere passa la linea 990, dal 2001 prolungata dalle scuole dell'obbligo di via Giancarlo Bitossi fino alla zona di Monte Mario Alto, in via Sappada, dove si trova il nuovo ufficio postale denominato ancora Roma-Belsito, decontestualizzando così anche questo nome. Le linee 990 e 913 corrispondono grosso modo rispettivamente alle linee di vecchia numerazione 45-45 barrato e 47-47 barrato, così indicate fino all'inaugurazione della Linea A della metropolitana di Roma nel febbraio 1980. La prima era la corsa vera e propria del quartiere, collegando la zona delle scuole suddette coi Prati di Castello fino al capolinea, prima posto dentro villa Borghese. La seconda, dal centro, si attestava di fronte alla trattoria Belsito sul piazzale delle Medaglie d'oro (ove ancora esiste un vecchio botteghino per controllori) per poi, tra le due Guerre, prolungare la sua corsa verso la zona in edificazione delle Case Nostre a Sant'Onofrio e il comprensorio di Santa Maria della Pietà.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b CINEMA PARADISO PER BELSITO, dal sito igeanews.it
  2. ^ Valerio Palmieri (2012) Ugo Luccichenti - Villino Trionfale a Roma
  3. ^ LOCATION VERIFICATE: Brutti, sporchi e cattivi (1976)
  4. ^ VILLA MIANI il Davinotti

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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