Alfredo Fusco

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Alfredo Fusco
Tenente pilota MOVM Alfredo Fusco
Tenente pilota MOVM Alfredo Fusco
5 luglio 1915 - 20 febbraio 1941
Nato a Tripoli
Morto a Berat
Cause della morte Ucciso in combattimento
Dati militari
Paese servito bandiera Regno d'Italia
Forza armata Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svg Regia Aeronautica
Specialità Pilota di caccia
Anni di servizio 1936-1941
Grado Tenente
Guerre Seconda guerra mondiale
Decorazioni Medaglia d'oro al valor militare
Studi militari Accademia Aeronautica corso “Rex”

[senza fonte]

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Alfredo Fusco (Tripoli, 5 luglio 1915Berat, 20 febbraio 1941) è stato un ufficiale e aviatore italiano. Pilota di caccia della Regia Aeronautica durante la seconda guerra mondiale, venne abbattuto nel febbraio 1941 dalla caccia britannica e decorato con la medaglia d'oro al valore militare alla memoria.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Proveniente dal corso Rex dell'Accademia Aeronautica fu promosso tenente pilota in S.P.E. e inviato alla 395ª Squadriglia del 154º Gruppo Autonomo, presso l'aeroporto di Berat in Albania nell'ottobre 1940. Volava su un caccia Fiat G.50 "Freccia".

Il 20 febbraio 1941 decollò per primo su allarme per intercettare una squadriglia di bombardieri, utilizzando addirittura l'aereo del suo comandante per guadagnare tempo. Venne circondato da sei caccia Hawker Hurricane superiori per armamento e prestazioni che lo colpirono facendolo esplodere in volo e uccidendolo sul colpo. A nulla servì l'aiuto del collega di corso in Accademia Livio Bassi che lo raggiunse in combattimento dopo poco e che fu ugualmente abbattuto. Bassi riuscì ad atterrare pur con l'aereo danneggiato, ma il velivolo prese fuoco ustionandolo molto gravemente[1] al punto da causagli la morte in ospedale il 2 aprile 1941. A entrambi gli sfortunati aviatori fu conferita la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.[2]

Ad Alfredo Fusco è stato intitolato il 6º Stormo da interdizione dell'Aeronautica Militare operativo con il velivolo Panavia Tornado attualmente con sede presso l'aeroporto di Brescia-Ghedi.[3]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Brillante ed audace pilota da caccia, in moltissime azioni ed in acerrimi combattimenti, contribuiva all'abbattimento di dieci apparecchi dimostrando elette doti di combattente generoso e sprezzante del pericolo. Il giorno 20 febbraio, in un combattimento contro una soverchiante formazione da caccia nemica, benché ripetutamente colpito continuava a combattere fino a quando gli avversari non rinunciarono alla lotta. Nel pomeriggio dello stesso giorno, pronunciatasi sul campo una incursione di bombardieri nemici, scortati da numerosi caccia, si levava per primo in volo all'allarme benché fosse in turno di riposo. Conscio del pericolo cui si esponeva prendeva quota immediatamente e da solo impegnava combattimento, attirando contro sé l'intera formazione nemica, riuscendo così a distoglierne l'offesa dall'obiettivo prefisso. Nell'impari lotta, crivellato dalle raffiche dei numerosi caccia di scorta, immolava gloriosamente la sua giovane esistenza. Cielo della Grecia e dell'Albania, novembre 1940 - 20 febbraio 1941.»

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Domenico Tibaldi, L'aquila nella leggenda (PDF) in provincia.latina.it, 2007, p. 13. (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).
  2. ^ Dal sito dell'AMI
  3. ^ FUSCO ALFREDO, www.aeronautica.difesa.it. URL consultato l'08-06-2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]