Il profeta (film 1968)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il profeta
Il profeta - 1968.jpg
Una scena del film
Paese di produzione Italia
Anno 1968
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Dino Risi
Soggetto Ruggero Maccari, Ettore Scola, Dino Risi
Sceneggiatura Ruggero Maccari, Ettore Scola
Produttore Mario Cecchi Gori
Fotografia Alessandro D'Eva
Montaggio Marcello Malvestito
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Giovanni Natalucci, Piero Poletto
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il profeta è un film commedia italiano del 1968 diretto da Dino Risi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Pietro Breccia, è un uomo che da tempo ha deciso di abbandonare la civiltà diventando un eremita, lasciandosi alle spalle il logorio della vita moderna, il consumismo, e tutte le inutilità della civiltà dei consumi stessa. Da anni vive in solitudine sul monte Soratte, nei pressi di Roma. Un giorno viene scovato da una troupe televisiva, che fiutando lo scoop, decide di documentare il curioso eremitaggio dell'uomo.

Da quel momento per Breccia finisce la pace. Suo malgrado viene risucchiato in società, dato che l'improvvisa notorietà, che ha svelato la sua identità passata, lo costringe a scendere dal monte per rispondere davanti alla giustizia del mancato versamento delle tasse durante gli anni di eremitaggio.

Durante il soggiorno in città, Breccia viene sedotto da Maggie, una giovane hippy dalla sessualità molto disinibita, che lo costringe ad infrangere il voto di castità tanto strenuamente mantenuto nel corso degli anni. In aggiunta, un losco individuo senza scrupoli cerca in tutti i modi di sfruttare la bizzarra storia dell'uomo per ricavarne profitti economici.

Alla fine Breccia si farà convincere a lucrare sulla propria fama, rinnegando pian piano tutti i suoi principi filosofici, ed aprendo infine un ristorante nella capitale.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Scritto con Ettore Scola e Ruggero Maccari, il film non ricevette particolari consensi da parte della critica, che lo definì in prevalenza una rimasticatura del precedente Il tigre (1967) con intenzioni di critica sociale e satira dei costumi non del tutto riuscite. Lo stesso regista così si espresse riguardo al film: «è proprio un film di cui preferirei non parlare».[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Recensione del film su corrieredellasera.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema