Monte Soratte

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Monte Soratte
Monte Soratte visto da Civita Castellana.JPG
Monte Soratte visto da Civita Castellana
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Altezza 691 m s.l.m.
Catena isolata
Coordinate 42°15′N 12°30′E / 42.25°N 12.5°E42.25; 12.5Coordinate: 42°15′N 12°30′E / 42.25°N 12.5°E42.25; 12.5
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Soratte

Il monte Soratte è una montagna del Lazio, nella provincia di Roma, alta 691 m. La sua forma, ma ancora di più la sua posizione nel mezzo della valle del Tevere, hanno da sempre stimolato la fantasia e la curiosità.

(LA)
« Vides ut alta stet nive candidum Soracte... »
(IT)
« Vedi, che il gelido Soratte è candido

di neve rigida...... »

(Orazio, Odi I, 9, 1. trad. di Giacomo Leopardi (1809))

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il monte Soratte, e la Riserva naturale del Monte Soratte, si trovano nel comune di Sant'Oreste a circa 45 km a nord di Roma. Esso si erge solitario nella valle del Tevere di cui costituisce il rilievo più alto.

Il Soratte ha una pianta a forma di ellissoide avente un asse longitudinale che si sviluppa per circa 5,5 km in direzione NNO-SSE secondo un profilo a forma di arco composto da sei cime, su una delle quali, a circa 400 m di altitudine, si trova il paese di Sant’Oreste.

Il monte è costituito da un massiccio calcareo avente delle pareti molto ripide presso la cima, mentre le pendici risultano più dolci e ricoperte da una fitta vegetazione. La pianura circostante è coltivata principalmente a uliveti e attraversata da numerosi fossi.

Dal paese di Sant’Oreste si sviluppano vari sentieri che consentono di raggiungere la cresta e attraversare la montagna in senso longitudinale da entrambi i lati. Stante la ripidità delle pareti rocciose, non ci sono sentieri che attraversano la montagna trasversalmente.

Caratteristica del luogo sono i Meri, tre grandi voragini di origine carsica, che si trovano alla base orientale della montagna. Questi pozzi, comunicanti fra loro e profondi circa 115 m, rivestono un notevole interesse speleologico. In particolare il Mero Grande è costituito da un pozzo verticale profondo diverse decine di metri e con un diametro di 20 m.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Il monte Soratte fa parte, insieme ai monti Cornicolani, di quella che viene chiamata la dorsale Tiberina, cioè una dorsale carbonatica, che è affiorata nel periodo meso-cenozoico dai sedimenti pliocenici e dalla copertura vulcanica. In periodi successivi la dorsale ha subito fratture sui lati ed al centro dove si è creata la depressione attraversata dal Tevere. I rilievi carbonatici del monte Soratte costituiscono quindi un alto strutturale (tipo Horst) che separa la depressione della valle del Tevere (a NE) dalla zona ribassata sabatina (a SO).

La struttura del Soratte rappresenta quindi uno stacco morfologico molto netto e caratteristico rispetto alle zone circostanti. Essa e costituita da una serie di scaglie tettoniche sovrapposte legate a più eventi compressivi, verificatisi durante le fasi tettogenetiche appenniniche. Eventi tettonici distensivi successivi hanno generato sistemi di faglie dirette, subverticali e fratture orientate prevalentemente NO-SE e N-S, spesso riutilizzando le antiche linee di debolezza che hanno disarticolato in blocchi l'assetto precedente.

Principali litotipi presenti e loro dislocazione:

  • Calcare massiccio: costituisce il corpo centrale del rilievo (Giurassico).
  • corniola: versante est e picco sud (Giurassico).
  • scaglia: versante sud, lungo la strada per Sant'Oreste (Eocene/Cretacico).
  • tufo marrone/ocra: coperture ai piedi del versante ovest; attribuibile all'attività Sabatina (Pleistocene).
  • tufo giallo pedogenizzato: ai piedi del versante est. Attribuibile agli episodi vulcanici Sabatino, Vicano e Laziale (Pleistocene).
  • detrito di falda calcareo (Calcare massiccio o Corniola): costituito da ciottoli, blocchi e massi di notevoli dimensioni). Negli avvallamenti, specie lungo il versante ovest e nella zona a nord ovest del cimitero di Sant’Oreste.

Il rilievo, data la sua natura prevalentemente calcarea, è soggetto a forte erosione carsica, specie lungo la cresta. L’attività carsica sotterranea è suggerita dall'assenza di corsi d'acqua su quasi tutto il rilievo e confermata dalla presenza di numerosi antri e pozzi.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Il monte Soratte è caratterizzato da una vegetazione molto varia e differenziata in funzione dell’esposizione. Prevalgono le formazioni a bosco e boscaglia.

Sul versante nord ovest, più freddo, si trovano boschi caduchi con presenza di carpino nero (Ostrya carpinifolia), orniello (Fraxinus ornus), acero minore (Acer monspessulanus) misti a specie sempreverdi come il leccio (Quercus ilex).

Sul versante sud est, più caldo, si hanno specie della macchia mediterranea con leccio, acero minore, terebinto (Pistacia terebinthus), fillirea (Phyllirea latifoglia). A questa comunità vegetale, non usuale, descritta per la prima volta sul monte Soratte, è stato dato il nome di Quercetum galloprovinciale aceresotum monspessulani.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Numerose sono le specie animali presenti nei boschi del Soratte.

Tra gli uccelli, sono presenti sia specie stanziali che di passo e migratorie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I più antichi ritrovamenti di reperti e ceramiche risalenti all’Età del bronzo, lasciano pensare che il Soratte fosse abitato fin da tempi preistorici.

Sicuramente in epoca preromana, a causa della sua natura isolata che lo rendeva visibile e riconoscibile da lontano, fu utilizzato come luogo di culto da parte delle popolazioni dei Sabini, Capenati, Falisci ed Etruschi.

Tale vocazione si tramandò nel tempo prima ai romani, con il culto di Soranus Apollo [1] e poi agli inizi del Cristianesimo, quando molti eremiti vi si rifugiarono in cerca di silenzio e meditazione.

A testimonianza di ciò si trovano sul Soratte i resti di sei insediamenti a carattere religioso, alcuni dei quali tuttora utilizzati durante le feste religiose di Santa Lucia, di Santa Romana e della Madonna di maggio, in occasione della quale si svolge la tradizionale fiaccolata sul monte.

Sulla cima del Soratte si trova l'eremo di San Silvestro, costruito nel VI secolo sui resti di un tempio di Apollo. Secondo una leggenda la chiesa fu fondata da papa Silvestro I che si era rifugiato sul Soratte per sfuggire alla persecuzione di Costantino I. Vi sono conservati affreschi trecenteschi e quattrocenteschi che sono stati oggetto di studi e di interventi conservativi.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie e l'annesso monastero, furono costruiti nel 1835 su una precedente costruzione del 500. I locali sono ampiamente restaurati e offrono la possibilità di avere vitto e alloggio. La chiesa ospita un affresco della Beata Vergine oggetto di grande venerazione nel XVI secolo.

Sono infine presenti altri quattro eremi: Sant'Antonio, Santa Lucia, San Sebastiano e Santa Romana, che pur versando in condizioni di abbandono, presentano notevoli caratteri tipici dell'architettura eremitica rupestre.

Nel versante sud nel 1937, sotto la Direzione del Genio Militare di Roma, venne avviata la costruzione di una serie di gallerie che, secondo il progetto iniziale, dovevano servire come rifugio del comando supremo dell’esercito in caso di guerra, data la vicinanza del Soratte con la capitale.[2]

Durante la seconda guerra mondiale, in particolare nel settembre del 1943 il comando supremo delle forze di occupazione tedesche si stabilì sul Soratte. Nel mese di giugno del 1944, dopo un terribile bombardamento effettuato il 12 maggio da 236 B-17 del 5th US Air Force, il feldmaresciallo Albert Kesselring insieme alle truppe di occupazione abbandonò l'area dopo aver minato parte delle gallerie. Sembra che prima di abbandonare l’area il feldmaresciallo avesse dato l’ordine di interrare nelle gallerie 68 casse contenenti oro e beni saccheggiati alla Banca d'Italia ed alla comunità ebraica di Roma, che di fatto non è stato mai trovato.[2]

Durante gli anni della Guerra Fredda parte delle stesse gallerie sono state riconvertite per ospitare il bunker anti-atomico del Governo Italiano; i lavori solo parzialmente terminati risalgono al quinquennio 1967-1972.[2]

Il sistema ipogeo consta in 4 km di gallerie, oggi parzialmente visitabili grazie all'operato di una associazione di volontari.[2]

L'area da alcuni anni è stata riacquisita dal Comune di Sant'Oreste ed è oggetto di lavori di recupero delle ex caserme e di allestimento di un museo storico diffuso denominato "Percorso della memoria".

Sulla cima del monte, nel 1968, fu ambientato il film Il profeta, con la regia di Dino Risi; il protagonista, Vittorio Gassman, era appunto un profeta che viveva sulla cima di quel monte, rifuggendo la vita mondana.

Visibilità[modifica | modifica wikitesto]

Il monte Soratte è noto anche per la sua visibilità anche a grandi distanze. Di seguito un elenco di località da cui si può scorgere:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Mika Rissanen: The Hirpi Sorani and the Wolf Cults of Central Italy"
  2. ^ a b c d "Bunker Soratte"

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]