Yvonne Sanson

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Yvonne Sanson

Yvonne Sanson (Salonicco, 1º gennaio 1926Bologna, 23 luglio 2003) è stata un'attrice greca naturalizzata italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Yvonne Sanson è nata a Salonicco il 1º gennaio del 1926 da madre greca e padre francese di origini russe. Nel 1943 la famiglia si rifugia in Italia e lei completa gli studi in un istituto gestito da suore cattoliche. Quando Roma viene liberata lei lavora come indossatrice per alcune sartorie.

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Grazie al suo aspetto fisico tipicamente mediterraneo (capelli bruni, fisico dalle forme giunoniche, sguardo altero) viene notata da un produttore ed inizia la carriera cinematografica con piccoli ruoli nei film La grande aurora (1946) di Giuseppe Maria Scotese accanto a Rossano Brazzi e in Aquila nera (1946) di Riccardo Freda, tratto da un racconto di Puskin, con Rossano Brazzi e Gino Cervi.

Nel 1947 Alberto Lattuada le affida il ruolo della fatale Ginevra Canale nel film Il delitto di Giovanni Episcopo, tratto dal romanzo di Gabriele d'Annunzio, in cui recita accanto a Aldo Fabrizi e Roldano Lupi: con questo film la Sanson inizia a farsi notare dalla critica e dal pubblico italiano.

L'anno dopo arriva il primo ruolo importante: interpreta Caterina II di Russia ne Il cavaliere misterioso di Riccardo Freda con Vittorio Gassman, Gianna Maria Canale e Maria Mercader.

Nel 1949 la Sanson è una dei protagonisti del film Campane a martello di Luigi Zampa, in cui recitano Eduardo De Filippo e Gina Lollobrigida, anche lei allora agli albori della sua carriera.

Sempre nel 1949 appare accanto a Totò nella commedia L'imperatore di Capri di Luigi Comencini.

La stagione dei melodrammi e la grande popolarità[modifica | modifica wikitesto]

La svolta nella carriera di Yvonne Sanson arriva però con un altro film del 1949, diretto da Raffaello Matarazzo e interpretato assieme ad Amedeo Nazzari: il dramma popolare Catene. Questo titolo, bistrattato dalla critica, ottiene un clamoroso quanto inaspettato successo di pubblico. Con il maggior incasso della stagione 1949-50, la pellicola fa la fortuna della Titanus e rivitalizza un genere cinematografico, il melodramma popolare, già molto popolare in Italia ai tempi del cinema muto.

Per tutti gli anni cinquanta si susseguiranno altri film dello stesso genere che fanno di Yvonne Sanson l'indiscussa regina del melò cinematografico. Lei conquista una grandissima popolarità e diventa una delle attrici più amate in Italia, soprattutto meridionale. Tra i tanti titoli (tutti interpretati accanto ad Amedeo Nazzari e diretti da Raffaello Matarazzo) si ricordano: Tormento (1950), I figli di nessuno (1951), Chi è senza peccato... (1952), Torna! (1953), L'angelo bianco (1955), Malinconico autunno (1958). Vi sono altri melodrammi in cui la Sanson è diretta da altri registi e affiancata da altri partner maschili come Menzogna, Stella dell'India, Il prigioniero della montagna, Noi peccatori, Wanda, la peccatrice, L'ultima violenza: tutti questi film, poco apprezzati dalla critica (che li definiva dei fotoromanzi cinematografici), furono premiati da un notevole successo commerciale.

Le commedie[modifica | modifica wikitesto]

Benché sia ricordata oggi come attrice drammatica, la Sanson negli anni cinquanta ha recitato anche in alcune commedie: L'inafferrabile 12 (1950) di Mario Mattoli in cui interpreta se stessa accanto a Walter Chiari e Silvana Pampanini, Cintura di castità (1950) di Camillo Mastrocinque con Nino Taranto, Pane, amore e gelosia (1954) di Luigi Comencini dove appare solo in un cameo accanto a Vittorio De Sica, La moglie è uguale per tutti (1955) di Giorgio Simonelli, Il campanile d'oro (1955) sempre di Giorgio Simonelli con Roberto Risso e Sandra Mondaini, La bella mugnaia (1955) di Mario Camerini con una parte secondaria al fianco di Marcello Mastroianni e Sophia Loren, Il mondo dei miracoli (1959) di Luigi Capuano con Jacques Sernas e Virna Lisi e Lo smemorato di Collegno (1962) di Sergio Corbucci in cui recita di nuovo accanto a Totò.

Gli anni sessanta ed il declino[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni cinquanta l'apprezzamento del pubblico nei confronti del filone strappalacrime, fino ad allora straordinario, si affievolisce in favore di altri generi cinematografici, tant'è che lo stesso scomparirà del tutto nei primi anni sessanta. Passati di moda i melodrammi popolari, di cui era stata regina indiscussa, la carriera e la popolarità della Sanson, rimasta pure vedova nel 1963, iniziano a declinare perché lei non riesce più a trovare parti da protagonista: per tutto il decennio partecipa comunque a film di vario genere ottenendo però soltanto piccoli ruoli. Si ricordano l’avventuroso I Masnadieri (1961) di Mario Bonnard, il comico Il giorno più corto (1963) di Sergio Corbucci a cui prendono parte ben 88 attori italiani, il western I giorni dell'ira (1967) di Tonino Valerii con Lee Van Cleef e Giuliano Gemma, i musicarelli interpretati da Al Bano Il ragazzo che sorride (1968) e Pensando a te (1969) diretti da Aldo Grimaldi, il comico Don Franco e Don Ciccio nell'anno della contestazione (1969) di Marino Girolami con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

I film d'autore[modifica | modifica wikitesto]

Yvonne Sanson ha lavorato anche con alcuni registi del cinema d'autore, apparendo in ruoli non da protagonista in Il cappotto (1952) di Alberto Lattuada con Antonella Lualdi e Renato Rascel, Siamo tutti assassini (1952) di André Cayatte recitato assieme al compagno cinematografico Amedeo Nazzari, Anima nera (1962) di Roberto Rossellini, Il profeta (1968) di Dino Risi, Il conformista (1970) di Bernardo Bertolucci con Jean-Louis Trintignant e Stefania Sandrelli, in cui interpreta la madre borghese della Sandrelli, Un apprezzato professionista di sicuro avvenire (1971) di Giuseppe De Santis con Lino Capolicchio.

Il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una parte minore in un film di scarso rilievo, il thriller A.A.A. Massaggiatrice bella presenza offresi... (1973) di Demofilo Fidani con Ettore Manni e Paola Senatore, la Sanson abbandona definitivamente il mondo del cinema e la sua carriera d'attrice si arresta del tutto. Proprio nello stesso periodo i suoi melodrammi degli anni cinquanta sono riscoperti e rivalutati dalla critica cinematografica.

Nel 1982 ritorna per l'ultima volta davanti alla macchina da presa partecipando ad uno sceneggiato televisivo della RAI.

Già alla metà degli anni sessanta era rimasta coinvolta in un crack finanziario con lunghe e pesanti vicissitudini con il fisco italiano, tanto che la sua fastosa villa sull'Appia antica viene pignorata e messa all'asta mentre lei è costretta a lavorare come traduttrice presso l'ambasciata greca di Roma.

Gli ultimi anni e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni di vita Yvonne Sanson, che vive modestamente e rifiuta qualunque tipo di apparizione pubblica, si stabilisce a Bologna per stare vicino alla figlia Gianna, un architetto. Ed è nel capoluogo emiliano che l'attrice si spegne, a 77 anni, nella notte tra il 23 ed il 24 luglio del 2003 per un aneurisma. Al suo fianco, gli amici più stretti e l'unica figlia. La Sanson è sepolta nel cimitero di Pianoro.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Farnese e Yvonne Sanson nel film Menzogna di Ubaldo Maria Del Colle (1952)

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Dhia Cristiani in Catene, Tormento, I figli di nessuno, Menzogna, Torna!, L'angelo bianco (solo nel ruolo di Luisa Fanti-Suor Addolorata), Malinconico autunno, L'inafferrabile 12, La bella mugnaia, L'ultima violenza, Fate largo ai moschettieri!, Pane, amore e gelosia, Noi peccatori, Colpo grosso alla napoletana
  • Lydia Simoneschi in Wanda, la peccatrice, Stella dell'India, La moglie è uguale per tutti, L'angelo bianco (solo nel ruolo di Lina Mercolin),Il prigioniero della montagna (solo alcune scene), Lo smemorato di Collegno, Il conformista
  • Tina Lattanzi ne Il cavaliere misterioso, Il prigioniero della montagna (solo alcune scene), La diga sul Pacifico
  • Adriana De Roberto in Don Franco e Don Ciccio nell'anno della contestazione, I giorni dell'ira
  • Anna Proclemer ne Il delitto di Giovanni Episcopo
  • Franca Dominici in Campane a martello

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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