Operazione San Gennaro
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| Operazione San Gennaro | |
| Paese: | Italia/Francia/Germania Ovest |
| Anno: | 1966 |
| Durata: | 104' |
| Colore: | colore |
| Audio: | sonoro |
| Genere: | commedia |
| Regia: | Dino Risi |
| Soggetto: | Ennio De Concini, Dino Risi |
| Sceneggiatura: | Ennio De Concini, Dino Risi, Adriano Baracco, Nino Manfredi |
| Produttore: | Ultra Film,Roma / Lyre,Paris / Roxy Film,Munchen |
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| Fotografia: | Aldo Tonti |
| Montaggio: | Francio Fraticelli |
| Musiche: | Armando Trovajoli |
| Scenografia: | Luigi Scaccionoce |
| Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film | |
Operazione San Gennaro è un film del 1966 di Dino Risi, con, tra gli altri, Totò, Nino Manfredi, Senta Berger, Mario Adorf e Dante Maggio.
Indice |
[modifica] Commento
Il film è improntato ad un tipico stile da commedia all'italiana, e fa il verso al filone, in voga all'epoca, dei film sui colpi perfetti organizzati scientificamente. Si può dire che per certi versi rappresenti una sorta di versione napoletana de I soliti ignoti, di qualche anno precedente, pur con un andamento della trama completamente diverso. Anche qui, infatti, una banda raccolta alla meno peggio, composta da elementi tutt'altro che professionisti, si getta in un'impresa decisamente superiore alle proprie capacità. La differenza sta nel fatto che, dopo varie situazioni rocambolesche e grottesche, il colpo riesce; la banda si impadronisce del tesoro ma, con un finale a sorpresa e didascalico, alla fine il tesoro è loro malgrado restituito e addirittura il capobanda finisce per essere considerato l'eroe che ha sventato il furto. E anche in questo caso, come nel film di Monicelli la banda fa ricorso ad un vecchio esperto del settore, interpretato, come ne I soliti ignoti, da Totò. Un brillante Nino Manfredi, che si avviava alla sua più felice maturità artistica, dà una egregia prova di sé, attorniato da attori di livello, come Senta Berger, Mario Adorf, oltre allo stesso Totò.
[modifica] Trama
Jack (Harry Guardino), Maggie (Senta Berger) e Frank (Ralph Wolter), sono tre ladri statunitensi, giunti a Napoli per compiere un grosso colpo.
Chiedono aiuto a una vecchia gloria nel campo dei furti, Don Vincenzo detto Il Fenomeno (Totò). Questi, però, è in galera (sebbene goda di una grande autorità tra gli altri detenuti e tra i secondini) e consiglia ai tre di rivolgersi a Dudù (Nino Manfredi). Questi è a capo di una sgangherata banda composta da Sciascillo (Mario Adorf), Agonia (Ugo Fangareggi), il "Barone" (Pinuccio Ardia) e il "capitano" (Dante Maggio).
Jack mette Dudù a conoscenza dei suoi piani: impadronirsi del leggendario tesoro di San Gennaro, che frutterebbe 30 miliardi di lire. Dudù e la sua banda tentennano davanti a una proposta che non solo è difficile da attuare, ma che gli appare inesorabilmente sacrilega. Decidono così di chiedere "il permesso" al Santo e interpretano alcuni segni del cielo (un raggio di sole che illumina, in una giornata di pioggia, la statua del santo) come un assenso da parte del patrono di Napoli. Tuttavia le intenzioni di Dudu sono sublimate dal suo desiderio di tenere tutto il tesoro, venderlo e poi usarne una parte per portare benefici a Napoli.
Un primo tentativo fallisce miseramente sul nascere poiché Dudù, invitatato ad una festa di matrimonio, finisce per trattenervisi per ore insieme a tutta la banda, e addirittura Frank, sedutosi a tavola di fronte a enormi porzioni di cozze, muore per indigestione. Il piano preparato con tanta cura sembra andato a monte, ma gli americani accettano la proposta di Dudù: rimandare il colpo a un altro giorno, più esattamente durante la serata finale del Festival di Napoli, per poter approfittare così di una città semideserta e distratta per la attesissima manifestazione canora.
Alla data stabilita la banda si rimette in azione. Anche se alcuni elementi vengono arrestati, Dudù, Sciascillo, Jack e Maggie, fra rocamboleschi imprevisti, riescono comunque a giungere alla cripta dove è custodito il tesoro e riescono a impossessarsene, ma poco dopo Jack e Maggie traggono in inganno Dudù e fuggono con il bottino. La donna, a sua volta, per non dover spartire il bottino, tradirà Jack uccidendolo. Quindi, per far credere che il tesoro sia perduto, getta in mare l'automobile sulla quale viaggiavano.
Convinti che ormai sia tutto perduto, Dudù e Sciscillo assistono al recupero dell'auto dalle acque del porto, ma poco dopo vengono a sapere da Concettina (Claudine Auger), la fidanzata di Dudù, che Maggie non è morta, ma sta per partire dall'aeroporto di Capodichino alla volta degli Stati Uniti. Con una folle corsa in auto fra i vicoli di Napoli, Dudù raggiunge l'aeroporto appena in tempo prima che l'aereo parta, e riesce a strappare il tesoro dalle mani di Maggie; ma nulla può contro la sua bigotta madre adottiva, Mamma Assunta, infuriata con lui per il furto sacrilego, che coinvolge addirittura l'Arcivescovo di Napoli. Sarà quest'ultimo infatti a prelevare personalmente Dudù dall'aeroporto e a condurlo con la sua auto di rappresentanza in mezzo alla folla in festa che porta in processione la statua di San Gennaro. Dudù tenta all'ultimo momento di sottrarsi con la borsa contenente il bottino, ma stretto dalla folla e scambiato da tutti come l'eroico salvatore del tesoro rubato, non può far altro che restituirlo alla città e al santo.
[modifica] Curiosità
- Le canzoni presentate al festival di Napoli dell'anno cui si riferisce il film (1966) che è possibile ascoltare come sottofondo in alcune scene sono:
- Ma pecché, cantata da Iva Zanicchi;
- Ce vo' tiempo, cantata da Peppino Di Capri;
- 'A pizza, cantata da Aurelio Fierro.
- Per la cronaca, a vincere il festival di quell'anno fu Bella, cantata da Sergio Bruni e Robertino, come annunciato con euforia da "Il barone".
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[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda + videoclip "Operazione San Gennaro" 1966
- Operazione San Gennaro Scheda,foto,videoclip,locandine

