Gli amanti latini

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« Latrin lover, siamo! »
(Franco Franchi)
Gli amanti latini
Paese di produzione Italia
Anno 1965
Durata 95 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Mario Costa
Soggetto Bruno Corbucci, Ugo Liberatore, Giovanni Grimaldi
Sceneggiatura Fulvio Gicca Palli, Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi
Produttore Euro International Film
Distribuzione (Italia) Euro International Film
Fotografia Alberto Fusi
Montaggio Giammaria Messeri
Musiche Carlo Savina
Scenografia Arrigo Equini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Gli amanti latini è un film del 1965 diretto da Mario Costa. È diviso in cinque episodi: La grande conquista, Il telefono consolatore, L'irreparabile, Amore e morte, Gli amanti latini.

La grande conquista[modifica | modifica sorgente]

Augusto (Toni Ucci), spavaldo dongiovanni romano, si vanta con il suo amico Maurizio di avere quasi conquistato una bellissima americana. Tutto sembra procedere per il meglio quando, partito il marito per affari, la donna invita Augusto nella sua stanza per una notte d'amore. Al mattino l'uomo si risveglia accanto ad una ragazza bruttissima e brufolosa: l'americana ha inteso sfruttare la situazione per far passare una notte piacevole alla cugina, bruttina e complessata.

Il telefono consolatore[modifica | modifica sorgente]

La seria e virtuosa Beata (Gisella Sofio) dirige un'opera di carità, il "telefono consolatore", in cui si occupa di prestare conforto a persone disperate. Viene contattata da Arminio (Aldo Giuffré), che non riesce a consumare la prima notte di nozze perché la moglie, che non ha avuto un'adeguata educazione sessuale, è terrorizzata. Beata accorre personalmente e ogni tentativo fallisce finché lei stessa e Arminio ingelosiscono la sposina simulando un approccio sessuale. Riconciliati i giovani coniugi, Beata diventa improvvisamente più intraprendente, al punto da invitare a casa propria un collega giovane e molto prestante.

L'irreparabile[modifica | modifica sorgente]

In Sicilia, il barone Rosario Sciacca di Scordia, detto Saro (Aldo Puglisi), è innamoratissimo di Lucia, una ragazza di buona famiglia, ma i genitori di lei si rifiutano di acconsentire alle nozze. Saro e Lucia organizzano una "fuitina" per mettere i parenti di fronte al fatto compiuto, ma durante la notte il barone si accorge che la ragazza non è illibata, e non vuole più saperne di sposarla. Però, essendo la ragazza minorenne, viene trascinato in commissariato, con l'accusa di diffamazione e violenza carnale: davanti alla polizia, Lucia nega di aver avuto altri rapporti in precedenza, non potendosi più provare il contrario, e i genitori di lei (che in realtà avevano ordito tutta la faccenda per trovare un marito alla ragazza non più vergine) sono prontissimi alla denuncia. Saro non ha altra scelta che acconsentire al matrimonio con una ragazza molto meno ingenua di quanto avrebbe pensato.

Amore e morte[modifica | modifica sorgente]

Antonio Gargiulo (Totò), un modesto impiegato, recatosi all'ospedale per ritirare delle analisi, scopre di essere in ottima salute: contemporaneamente una ragazza si dispera perché ha appena scoperto che suo nonno è malato terminale. Antonio, d'accordo con la giovane, decide di scambiare le sue analisi con quelle dell'anziano sconosciuto, con il pretesto di fare un'opera pietosa nei confronti di quest'ultimo. Dopo che Antonio ha sparso la voce di avere pochi mesi di vita, il capufficio e i colleghi decidono di fare una colletta per rallegrare quel che gli resterebbe da vivere: lui ne approfitta per darsi alla pazza gioia con l'amante, fra l'altro ricoprendola di biglietti di banca (chiara parodia di una scena del film La noia in cui la protagonista, interpretata da Catherine Spaak, pretende lo stesso trattamento).

Gli amanti latini[modifica | modifica sorgente]

Franco va a trovare l'amico Ciccio in vacanza a Taormina, sperando di fare numerose conquiste e di poterle riferire ai compaesani; in realtà le avventure di Ciccio sono inventate e comunque dopo tre giorni né lui né Ciccio hanno conquistato una ragazza. Nel frattempo si viene a sapere che Brigitte, una ragazza tedesca, è costretta a malincuore ad abbreviare la sua vacanza in Italia perché ha finito i soldi prima del previsto: Franco si offre di pagare una settimana di albergo in cambio di una notte d'amore, la ragazza accetta e fa salire Franco in camera propria. Ciccio è indispettito perché pensa che l'amico sia riuscito dove lui ha fallito e, costretto Franco a confessare l'accordo, propone lo stesso accordo alla ragazza. Brigitte anche questa volta accetta ma una volta salita in camera e presi i soldi da Ciccio, si strappa i vestiti e lo ricatta, minacciando una denuncia per violenza carnale: in realtà aveva rifiutato di concedersi anche a Franco usando lo stesso stratagemma per farsi pagare. I due amici fanno pace e ritornano al loro paese dove si vanteranno di essere amanti latini raccontando la versione di Ciccio perché, come dice Ciccio: «Nell'amore quello che conta è quello che si dice non quello che si fa.»

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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