La cambiale

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La cambiale
Paese di produzione Italia
Anno 1959
Durata 105 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Camillo Mastrocinque, F.Montemurro (aiuto)
Soggetto Vittorio Metz, Roberto Gianviti
Sceneggiatura Vittorio Metz, Roberto Gianviti, Giulio Scarnicci, Renzo Tarabusi, Federico Zardi, Marco Scarpelli, Luigi Magni
Produttore Franco Palaggi, R.Palaggi (ispettore)
Fotografia Alvaro Mancori
Montaggio Roberto Cinquini
Musiche Carlo Innocenzi
Scenografia Piero Filippone
Costumi Ugo Pericoli
Interpreti e personaggi

La cambiale è un film del 1959, diretto da Camillo Mastrocinque. Il film è stato girato negli stabilimenti Titanus su pellicola Dupont, sonoro Fono Lux, sistema Western Electric, sviluppo e stampa Istituto Nazionale Luce. È, sostanzialmente, una sequenza di episodi interdipendenti che hanno come filo conduttore il passaggio di mano di una cambiale. Nono degli undici film di Totò diretti da Mastrocinque, La cambiale è una commedia dai tratti farseschi senza particolari intenti artistici,[1] ma risulta interessante soprattutto per la presenza nel cast di numerosi attori di notevole caratura come Totò, Vittorio Gassman (anche se i due non recitano mai insieme nel film), Macario, Peppino De Filippo, Sylva Koscina, Paolo Ferrari, Aroldo Tieri, Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il noto finanziere commendator Pierluigi Bruscatelli (Tieri) dopo aver pagato con una cambiale da 100.000 lire i due truffatori, i cugini Posalaquaglia (Totò e Peppino de Filippo) e il loro sprovveduto cliente complice (Macario), viene arrestato. In galera spiega al compagno di cella tutta la teoria sulle cambiali, teoria che viene illustrata dagli episodi del film.

I cugini Posalaquaglia convincono il loro padrone di casa, cavalier Temistocle Bisogni (Pavese), ad accettare in pagamento dei sei mesi di affitto arretrato la cambiale di Bruscatelli.

Con questa cambiale il cavalier Bisogni acquista da Michele (Vittorio Gassman) un cane da caccia di provenienza incerta, spacciato per un setter di razza purissima. Michele è solo il commesso del negozio ed è continuamente umiliato dal proprietario Ottavio (Ferrari), fratello della sua fidanzata (Giorgia Moll) che non vede di buon occhio questo fidanzamento.

Michele è costretto a lavori umilianti come lavare e tosare i cani mentre finge di corteggiare le loro vecchie padrone; in realtà sogna avventure galanti con bellissime donne di quell'alta società di cui cura solo gli animali. Michele si confida col principe Alessio, un nobile slavo, con il quale è in confidenza curando i suoi due magnifici pastori scozzesi e ne riceve indicazioni sui locali notturni alla moda e su come sedurre una donna.

L'occasione per applicare questi consigli si presenta subito quando nel negozio deserto entra Odette Mercury (Koscina). Michele prendendo a guinzaglio i levrieri del principe, si finge il principe stesso e così riesce ad ottenere un appuntamento galante per quella sera stessa. Al ritorno di Ottavio questi si adira con Michele per aver accettato la cambiale e quindi, come punizione, gira la cambiale stessa a Michele come pagamento anticipato dello stipendio.

Ma la brutta sorpresa viene quella sera stessa all'appuntamento con Odette. Dopo la cena in un ristorante di lusso, Odette invita Michele a casa sua e dopo una notte d'amore Odette si rivela una prostituta di alto bordo ed il povero Michele è costretto a pagarla con la cambiale di Bruscatelli.

Con questa cambiale Odette vorrebbe comprare una pelliccia di tapiro, ma il commesso Olimpio (Vianello) è irremovibile: non concede sconti per l'acquisto né accetta la cambiale in pagamento. Interviene Alfredo Balzarini (Tognazzi), titolare del negozio, sensibile alle avances della bella Odette, che accetta la cambiale con la promessa di una conoscenza più approfondita. Olimpio, nonostante la vecchia amicizia con Alfredo, fa intervenire la moglie di questi (Zoppelli), vera proprietaria del negozio, che scombina i piani del marito.

In seguito la moglie di Alfredo scopre la cambiale e fa una scenata al marito il quale, non potendosi discolpare, è costretto a restituire la cambiale. Recatosi a casa di Odette, Alfredo vi trova Olimpio, reduce da aver pagato il contributo "validità e giovinezza" alla ragazza, e viene a sua volta sedotto da Odette. Non essendo riuscito né ad incassare la cambiale né a riprendere la pelliccia, Alfredo viene coinvolto da Olimpio in un incontro di lotta truccato dove entrambi vengono picchiati e perdono la cambiale.

Alla fine Bruscatelli non paga poiché ha saldato il suo debito con la società con la prigione; la cambiale va in protesto ed ognuno dei personaggi coinvolti cerca di rientrare in possesso o del contante dovuto da chi ha girato la cambiale, o almeno della merce venduta.

Alla pellicceria si presenta l'ufficiale giudiziario che pretende il pagamento di una cartella esattoriale che Alfredo ha finto di aver pagato con i soldi recuperati dalla cambiale. Contemporaneamente viene presentata la cambiale protestata e la moglie di Alfredo scopre tutto. I due coniugi hanno un feroce litigio, Alfredo viene ferito e la pelliccia di tapiro viene recuperata.

Odette si presenta alla festa di nozze di Michele e prende in pegno l'abito da sposa della sorella di Ottavio in cambio del pagamento della cambiale. Ottavio si presenta nel negozio del cavalier Bisogni, compra merce per centomila lire, l'importo della cambiale, paga con la cambiale e fa portare via la merce da Michele. Subito dopo i due sono da Odette per scambiare la merce con l'abito da sposa e nasce subito una simpatia tra Ottavio ed Odette.

Il cavalier Bisogni ha una causa in pretura contro la prostituta Lola Capponi che lo accusa di averle sparato una fucilata nelle terga durante una battuta di caccia vantando testimoni oculari. Il cavaliere in cambio della cambiale propone ai due cugini Posalaquaglia una falsa testimonianza che lo scagioni: al momento dello sparo sarebbe stato altrove, insieme a costoro, al caffè Pietro Micca in via 4 novembre, angolo Silvio Spaventa seduto su una panca.

Al momento dell'udienza, succede che i due cugini sono gli stessi testimoni, ovviamente falsi, precedentemente ingaggiati anche dalla prostituta Lola, pertanto sono allo stesso tempo pro e contro nella stessa causa. Il giudice se ne accorge subito e li fa arrestare. (come si conclude la testimonianza di Totò: Scusi, è di Silvio Spaventa questo... questo bar? Dice sì! C'è Pietro Micca? Nice no! E dove sta? Dice 'mbah?... E questo è tutto!)

In prigione ritrovano Bruscatelli, mentre viene scarcerato per l'intervento di un ministro. I due gli fanno presente la cambiale, e lui, facendo finta di essersi dimenticato di pagarla, la rinnova con un'altra cambiale che i cugini lasciano in deposito al secondino per le piccole spese durante la detenzione. Come dice la scritta finale, la storia potrebbe continuare, ma è meglio mettere la parola "FINE".

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Le riprese della pellicola iniziarono nel maggio del 1959 ma il film rischiò di non essere completato a causa dello stato di salute di Totò, uno degli interpreti principali secondo il copione originario, la cui ricorrente malattia agli occhi si aggravò improvvisamente dopo due soli giorni di lavorazione a causa della virulenza delle luci sul set. L'attore, praticamente cieco, fu costretto a sospendere la riprese a tempo indeterminato. Il regista Camillo Mastrocinque, rassegnatosi ormai a terminare il film senza la presenza di Totò, modificò la trama e continuò a girare una nuova versione del film che riduceva al minimo le scene dell'attore napoletano, completando il tutto nel giugno 1959. Il film venne montato e presentato alla commissione di censura, ma la riduzione delle scene con Totò pesava molto sul risultato finale e la casa di produzione dell'opera, la Jolly Film, insistette affinché l'attore tornasse a finire il film. Nell'ottobre seguente, dopo cinque mesi di pausa, Totò fece ritorno sul set dietro permesso speciale dei suoi medici con l'intenzione di effettuare una settimana di nuove riprese. Mastrocinque girò quindi delle scene suppletive con Totò e con Peppino De Filippo, che venne scritturato appositamente dato che inizialmente la sua presenza non era prevista nel cast originale della pellicola.[2] Il film, con l'aggiunta delle nuove scene, venne quindi rimontato e uscì nei cinema alla fine di novembre.[3]

Censura[modifica | modifica sorgente]

Il film ebbe diversi problemi con la censura dell'epoca. La commissione del Ministero dello Spettacolo ebbe da ridire su alcune scene del film ritenute troppo audaci, ordinando di modificare quelle dove il personaggio di Sylva Koscina scopre troppo una gamba per provare una giarrettiera e quando per sedurre Tognazzi, togliendosi il soprabito, si mostra di spalle a schiena nuda dando ad intendere di essere completamente nuda; ed infine di eliminare un'intera scena con Vittorio Gassman e Georgia Moll girata sull'Appia Antica dove era troppo evidente che i due avrebbero finito per appartarsi.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bìspuri, Ennio. Totò attore, 2010, Gremese Editore, Roma, pag. 343, ISBN 978-88-8440-636-1
  2. ^ Extra dell'edizione in DVD del film La cambiale, Ripley's Home Video, 2003.
  3. ^ Extra dell'edizione in DVD del film La cambiale, Ripley's Home Video, 2003.
  4. ^ Extra dell'edizione in DVD del film La cambiale, Ripley's Home Video, 2003.

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