Le sei mogli di Barbablù

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Le sei mogli di Barbablù
Barzi.jpg
Isa Barzizza e Totò in una scena del film
Paese di produzione Italia
Anno 1950
Durata 76 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere comico
Regia Carlo Ludovico Bragaglia
Soggetto Lucio Brenno, Bruno Caravagni
Sceneggiatura Bruno Caravagni, Enrico Maria Ricci
Produttore Golden Film, Roma
Fotografia Mario Albertelli
Montaggio Renato Cinquini
Musiche Pippo Barzizza
Scenografia Alberto Boccianti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Siamo attesi? Credevo fossimo a Napoli... »
(Totò, Le sei mogli di Barbablù)

Le sei mogli di Barbablù è un film del 1950 diretto da Carlo Ludovico Bragaglia.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Totò tenta di rapire la sua innamorata Domenica per poterla sposare contro il volere dei genitori. Purtroppo quello sfortunato sabato sbaglia camera e rapisce Carmela, la zia di Domenica. Per evitare le nozze forzate con la bruttissima Carmela, Totò inizia una rocambolesca fuga che lo porta in ogni parte del mondo, sempre inseguito da Carmela. Così, clandestino su una nave, incontra Amilcare (Mario Castellani), altro clandestino e, per evitare di essere scoperti e gettati in mare, si fingono Nick Parker ed il suo assistente Patson, due famosi investigatori americani chiamati in Italia per indagare sugli omicidi di Barbablù, un serial killer che uccide le coppie in viaggio di nozze proprio la prima notte di matrimonio. Totò, sbarcato dalla nave, incontra la giornalista Lana Ross (Isa Barzizza) che gli spiega il suo piano: fingere di sposare Totò per tendere una trappola a Barbablù nella villa di Ladislao Tzigety (Tino Buazzelli), editore del giornale per cui lavora la Ross. Totò finge di accettare, conturbato dalla seducente giornalista, ma non appena si rende conto dei gravi rischi a cui va incontro, cerca di scappare impaurito. Però il vero Nick Parker (Carlo Ninchi), minacciando di consegnare Totò alla bruttissima Carmela, lo costringe a continuare la finzione in modo da dare modo al vero Nick Parker di condurre le indagini in sicurezza nel più assoluto anonimato. Così si svolgono le innumerevoli gag del film tra la paura di Barbablù e la paura di Carmela fino al lieto fine: Ladislao viene scoperto colpevole e Totò, liberatosi di Carmela (che prende ad inseguire Nick Parker di cui si è innamorata), potrà sposare (questa volta sul serio) la bella Lana Ross.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Quando all'editore Ladislao Tzigety (Tino Buazzelli) cresce la barba e si trasforma pertanto nell'assassino Barbablù, non parla più con la sua vera voce, ma con quella dell'attore e doppiatore Mario Besesti.

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