San Giovanni decollato (film 1940)

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San Giovanni decollato
Decollato fotodiscena.jpg
Titina De Filippo e Totò in una scena del film
Paese Italia
Anno 1940
Durata 84 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere comico
Regia Amleto Palermi
Soggetto Nino Martoglio
Sceneggiatura Amleto Palermi, Aldo Vergano, Cesare Zavattini
Produttore Liborio Capitani
Fotografia Fernando Risi
Montaggio Duilio A. Lucarelli
Musiche Cesare A. Bixio, Alexandre Derevitsky, Armando Fragna
Scenografia Piero Filippone, Vittorio Valentini
Interpreti e personaggi

San Giovanni decollato è un film del 1940, diretto da Amleto Palermi. È il rifacimento dell'omonimo film del 1917 di Telemaco Ruggeri. Il protagonista del film doveva essere, come in quello originale, Angelo Musco, ma con l'improvvisa scomparsa dell'attore catanese nel 1937, il regista ripiegò su Totò, il quale si riteneva indegno di sostiturirlo, anche se la critica lo elogiò comunque.

Indice

[modifica] Trama

Mastro Agostino Miciacio è un portiere e ciabattino napoletano che venera un dipinto raffigurante un'immagine di San Giovanni Battista decollato con cui egli parla e cui accende sempre un lumino a olio in segno di devozione. Ogni notte però l'olio sparisce.

La sua devozione è tale da spingerlo a fare anche dei festeggiamenti che per la loro rumorosità gli tirano addosso le ire dei vicini e della sua famiglia. Viene processato e poi assolto per semi-infermità mentale.

Il guappo Don Peppino vorrebbe imporgli di far sposare sua figlia Serafina a un lampionaio suo protetto: Serafina assieme al suo innamorato, un giovane studente, fugge dai nonni di quest'ultimo nel paese di Montebello Siculo, in Sicilia. Li raggiungeranno Agostino con la moglie e sarà proprio durante le loro nozze che Agostino scaccerà Don Peppino riuscendo anche a scoprire che era proprio lui il ladro di olio del lumino di San Giovanni che lui aveva preso a calci. La famiglia è finalmente riappacificata e riunita sotto l'immagine del Santo.

[modifica] Commento

È il terzo film di Totò che passa dalla rivista al grande schermo. La comicità scaturisce dalla sua mimica gestuale.

[modifica] Curiosità

  • Alla scena dei rumorosi festeggiamenti per il Santo potrebbe essersi ispirato Luciano De Crescenzo nel suo film 32 dicembre, uscito nel 1988.[senza fonte]
  • Nel film compare per la prima e unica volta Liliana De Curtis, figlia del Principe: Totò infatti non voleva che la bambina intraprendesse la carriera cinematografica, e perciò questo fu l'unico episodio in cui la De Curtis ebbe l'occasione di recitare accanto al padre.
  • La scena in cui Totò resta seduto a tavola in casa dei nonni del futuro genero, e cerca di trattenere il vino e le pietanze prima che vengano portate via, sarà ripresa fedelmente da Mario Mattoli nel film "Miseria e Nobiltà" del 1954 (a sua volta rifacimento dell'omonimo film diretto da Corrado D'Errico sempre nel 1940 e basato sulla celebre commedia del 1888 di Eduardo Scarpetta). Anche nel film di Mattoli, Totò cerca di "difendere" le abbondanti portate preparate dal cuoco, padrone di casa. Altro legame, seppur piccolo tra i due film, è l'equivoco secondo cui Totò e Titina, siano rispettivamente un professore e una nobile, mentre in Miseria e Nobiltà sono tutti finti nobili.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


Totò (1898 - 1967)
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