I tartassati
I tartassati è un film del 1959 con Totò e Aldo Fabrizi per la regia di Steno.
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[modifica] Trama
Il cavalier Pezzella (Totò) possiede e gestisce un lussuoso negozio di abbigliamento molto ben avviato. Per sua natura però non ama e non ritiene giusto pagare le tasse e per questo si avvale di un consulente fiscale (Louis De Funes, doppiato da Lauro Gazzolo) per riuscire ad evaderle con maggiore tranquillità. Purtroppo per il cavalier Pezzella la Guardia di Finanza decide di inviare un'ispezione, nella persona del maresciallo Topponi (Aldo Fabrizi) e del brigadiere Bardi. Iniziano così i tentativi di Pezzella (guidati dai consigli del disonesto e poco capace consulente fiscale) di entrare nelle grazie dell'inossidabile maresciallo fino a cercare di corromperlo, talvolta anche dichiarandolo apertamente con eccessiva dose di servilismo. I goffi tentativi daranno non pochi grattacapi al maresciallo, a causa dell'invadenza e della cialtroneria di Pezzella e quindi si ritorceranno contro chi li aveva orditi. Topponi stende, infine, il suo rapporto di indagine fiscale che condannerebbe Pezzella al pagamento di un'enorme multa. Non ancora sconfitto, il cavalier Pezzella decide un gesto estremo, e adotta uno stratagemma per rubare la borsa del maresciallo con il rapporto. Ma alla fine, vinto forse dalla pietà per i guai che il Maresciallo avrebbe avuto a causa della borsa sparita, e su consiglio di un prete, il Pezzella fa ricomparire la borsa e la riconsegna. Il maresciallo ed il cavaliere si ritrovano così dopo tante peripezie amici e persino consuoceri: infatti i maldestri tentativi compiuti da Pezzella su Topponi avevano permesso al figlio del commerciante di conoscere la figlia del Maresciallo.
[modifica] Commento
Ritorna il tema della “guardia” Fabrizi e del “ladro” Totò già sperimentato nel 1951. Ma a differenza di quanto succede in “Guardie e ladri” dove i furti sono in qualche modo “moralmente giustificati” dalla povertà di Totò, qui egli è ricco e ruba per avidità. Questo rende tutto il film più leggero rispetto al precedente e più propriamente comico. Sullo sfondo la vicenda dei due rispettivi figli che si conoscono e si innamorano e fungono da parziali deus-ex machina della vicenda, danno a questo film i contorni di una interpretazione corale, dove gli attori secondari non sfigurano.
La coppia dei protagonisti si dimostra in gran forma ed un Fabrizi burbero, incorruttibile, ma alla fine buono e perfetto per controbilanciare sull’altro piatto della bilancia un Totò infingardo, falso e disonesto (ma che alla fine pare pentirsi). La coppia più collaudata (Totò – Peppino) sarebbe stata in questo caso probabilmente meno adatta ai due ruoli principali.
Di questo film esiste anche una versione francese sotto il titolo di "Fripouillard et Cie". Il montaggio è piuttosto diverso. Nel complesso il film è molto più corto. I tagli tendono a diminuire l'importanza di Fabrizi, mentre quella di De Funes aumenta grazie a delle scene non incluse nella versione italiana, in particolare grazie ad una sequenza in cui il suo personaggio finisce in carcere dopo essere stato scambiato per bracconiere. Tuttavia, anche nella versione francese, il ruolo di De Funes resta marginale.
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[modifica] Collegamenti esterni
- I tartassati Scheda,foto,videoclip,locandine
- Scheda + videoclip "I tartassati" 1959
- Scheda su I tartassati dell'Internet Movie Database
- Scheda su I tartassati della Rivista del Cinematografo
- Scheda su I tartassati di MYmovies
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