Rivista del cinematografo

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Rivista del cinematografo
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità mensile
Genere stampa nazionale
Formato magazine
Fondazione 1928
Sede Roma, Italia
Editore Fondazione ente dello spettacolo
Diffusione cartacea 50.000
Direttore Ivan Maffeis
Sito web http://www.cinematografo.it
 

La Rivista del cinematografo è un periodico italiano di informazione cinematografica fondato nel 1928.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nasce nel 1928[1], nel 1937 il mensile viene rilevato dal Centro cattolico cinematografico, che decide di ampliare il target dagli esercenti a un pubblico più vasto. Sul finire del 1942, i continui cambiamenti di impostazione della rivista causano la sospensione della stampa, mentre nel 1943 alcuni numeri sono limitati a sole quattro pagine. L'attività riprende nell'ottobre del 1945, dopo due anni di fermo a causa della guerra.

Negli anni sessanta la rivista apre alle cinematografie provenienti dai paesi del comunismo e al cinema di rottura come quello di Pier Paolo Pasolini.

Negli anni ottanta, sotto la direzione di Sergio Trasatti, la rivista muta l’impostazione di periodico strettamente legato al mondo cattolico, puntando alla vendita in edicola e dunque al raggiungimento di un pubblico più vasto. Si rinnova anche la struttura della rivista, dedicando al cinema solo la prima parte ed estendendo l’attenzione anche a teatro, televisione, radio e danza.

Negli anni novanta, la rivista torna a focalizzarsi su cinema e televisione, con un occhio all’informatica lanciando il sito www.cinematografo.it e una più consistente presenza dell’home video. Fra i temi trattati, gli speciali TV e religione e Cinema e mafia; l’inchiesta su Cinema e politica e La violenza irrompe sullo schermo. Dal 1994 collabora con la Biennale di Venezia per i servizi internet dalla Mostra del cinema.

Dall'estate 1996, la Rivista del cinematografo si presenta con una rinnovata veste grafica e dall’ottobre 1997 è completamente a colori. Nello stesso anno organizza, in collaborazione con il Pontificio consiglio della cultura e il Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, il primo “Tertio Millennio Film Fest”, un festival cinematografico incentrato sulla ricerca delle tracce di spiritualità nella produzione filmica.

Dal 2000 assegna ogni anno il premio Robert Bresson al Festival di Venezia.

Dal 2004 al giugno 2013 la rivista è diretta da Dario Edoardo Viganò, anche presidente della Fondazione ente dello spettacolo.

Dal giugno 2013 la direzione della rivista è affidata a Ivan Maffeis, nuovo presidente della Fondazione ente dello spettacolo.


I contenuti[modifica | modifica sorgente]

Il periodico contiene interviste ad attori, registi e scrittori, speciali monografici dedicati a temi specifici del mondo dello spettacolo, recensioni di film, libri, DVD e colonne sonore, oltre a curiosità, anticipazioni e reportage da festival nazionali ed internazionali.[2].

Il sito[modifica | modifica sorgente]

Il sito è suddiviso in varie sezioni, e oltre agli articoli, le notizie e le recensioni, il sito offre la possibilità di consultare la programmazione delle sale cinematografiche italiane e dei film in televisione.

Cine Data Base[modifica | modifica sorgente]

Il sito contiene il Cine Data Base del cinema mondiale, il più ricco archivio esistente in Europa, consultabile gratuitamente.[3] Il Cine Data Base, che in origine si chiamava "Banca dati del cinema mondiale", nasce nel 1934 in forma cartacea dalle pubblicazioni semestrali delle “Segnalazioni cinematografiche” del Centro cattolico cinematografico nelle quali vengono tuttora schedati tutti i film distribuiti nelle sale italiane. A partire dal 1987 si è sviluppato elettronicamente, estendendosi alle filmografie di tutti i paesi, con particolare attenzione agli autori internazionali di maggiore rilevanza. Attualmente il Cine Data Base contiene oltre 50.000 schede di film, girati dal 1895 a oggi, con cast artistico e tecnico, trame appositamente elaborate, critiche estratte da quotidiani e riviste specializzate; oltre 280.000 nomi di personaggi (registi, attori, tecnici, ecc.) con quasi 20.000 biografie redatte; più di 10.000 locandine e numerosi trailer inseriti all’interno delle schede.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Eureka. Arti
  2. ^ Gli 80 anni della Rivista del cinematografo, definita dal cardinale Bagnasco "uno strumento di dialogo"
  3. ^ In www.cinematografo.it tutti i contenuti di rilievo per gli esperti di cinema, studiosi ed appassionati

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]