Piedone lo sbirro

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Piedone lo sbirro
Piedone Lo Sbirro.PNG
Dominic Barto e Bud Spencer
Titolo originale Piedone lo sbirro
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1973
Durata 103 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere poliziesco, commedia
Regia Steno
Soggetto Luciano Vincenzoni, Nicola Badalucco
Sceneggiatura Lucio De Caro
Produttore Sergio Bonotti
Casa di produzione Mondial Te. Fi.
Distribuzione (Italia) Titanus
Fotografia Silvano Ippoliti
Montaggio Daniele Alabiso
Musiche Maurizio De Angelis, Guido De Angelis
Scenografia Carlo Leva
Costumi Luciano Sagoni
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Piedone lo sbirro è un film del 1973 diretto da Steno. Il film ebbe un notevole successo e fu oggetto anche di una parodia interpretata da Franco Franchi, Piedino il questurino.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Napoli. Joe, un militare americano sotto effetto di droga, inizia a sparare alla polizia dal tetto di un edificio; dopo inutili trattative, interviene il commissario di polizia Rizzo, detto "Piedone", il quale agisce sempre disarmato ma, grazie ai cazzotti che lo contraddistinguono, riesce ad ottenere quasi sempre quello che vuole. La vicenda si sviluppa tutta sul filo della droga. Ferdinando Scarano, soprannominato "'o Barone", è un ex protettore di prostitute che, in contatto con il Clan dei marsigliesi (in cerca di nuove piazze al di fuori della Francia dove smerciare la droga) che gli forniscono protezione, gente e molto denaro, tenta il grande salto per diventare un boss di tutto rispetto. Piedone, sospeso dal servizio dal nuovo commissario capo (che non approva per nulla i suoi metodi) a causa di un pestaggio proprio a Scarano, in collaborazione con la vecchia camorra, scatena un putiferio per estromettere da Napoli i Marsigliesi che, oltre alla droga, portano anche violenza e corruzione. In particolare, Piedone è aiutato da un noto capoparanza, Manomozza. Riesce ad infliggere un duro colpo ai Marsigliesi distruggendo il loro laboratorio e pestando gli spacciatori. Scarano, messo alle strette, viene poi trovato ucciso in casa sua: il delitto è stato architettato in modo da tentare di addossarne la responsabilità proprio a Piedone.

Dopo una serie di indagini condotte in via non ufficiale, il commissario arriva a smascherare il responsabile di tutto questo, che risulta essere proprio Manomozza, che, nonostante la collaborazione con Piedone, intratteneva rapporti con i Marsigliesi per prendere poi il controllo del mercato della droga dopo aver eliminato il suo nemico personale, Scarano. Piedone ottiene la soffiata da Peppino, un gobbetto suo vecchio amico che sbarca il lunario fornendo informazioni alla polizia. Peppino gli rivela che il grande carico di droga si trova su una nave (la Tunis) in arrivo al porto ma, scoperto da Manomozza, viene ucciso non senza rivelare però a Piedone il suo assassino posizionando le dita della propria mano, prima di morire, proprio come quelle tipiche di Manomozza. Dopo aver trovato il carico di droga sulla nave grazie all'aiuto di tre marinai americani, Piedone riesce, dopo una violenta scazzottata nelle grotte sotterranee di Napoli, a catturare Manomozza e i suoi scagnozzi ed essere reintegrato in servizio con tutti gli onori.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Personaggi principali[modifica | modifica sorgente]

  • Commissario Rizzo detto "Piedone" (Bud Spencer): Commissario di polizia anticonformista e manesco, appartenente al Commissariato "Porto", dai modi pratici e spicci, efficace investigatore, forte, buono, generoso e amico dei miserabili; vista la sua conoscenza dell'area urbana e delle cosche malavitose, nonché dei tipi di traffici imperanti nella Napoli degli anni settanta, non esita ad avvalersi addirittura della collaborazione delle sue amicizie "al di là della barricata" (camorristi "d'onore") per svolgere la sua indagine non ufficiale per scoprire l'assassino di Ferdinando Scarano e combattere il traffico di droga a Napoli svolto dai Marsigliesi e da Tonino "Manomozza" e, in genere, per epurare l'ambiente della malavita di Napoli;
  • Tonino Percuoco detto "Manomozza" (Mario Pilar): "capoparanza" del Rione Sanità, in combutta con i Marsigliesi, il quale non esiterà sia a fare il doppio gioco con Piedone e gli altri capi camorra, che a "tappare la bocca" a Peppino "il gobbo", l'informatore del Commissario Rizzo, per far arrivare tranquillamente la droga al porto di Napoli;
  • Commissario Capo Tabassi (Adalberto Maria Merli): nuovo commissario capo della Questura di Napoli, proveniente dalla Questura di Milano, e quindi abituato ai metodi tradizionali di Polizia, si scontrerà con la realtà diversa della città di Napoli e, principalmente, con i modi, per lui ambigui, del Commissario Rizzo, arrivando al punto, in un primo momento di sospenderlo e, successivamente addirittura, di arrestarlo; sarà però un ottimo alleato di Piedone nell'operazione che porterà all'arresto degli affiliati di Manomozza;
  • Ferdinando Scarano, detto "o' barone" (Angelo Infanti): "guappo" napoletano, ex protettore di prostitute, cerca di diventare un grosso spacciatore di droga al soldo diretto dei Marsigliesi, ma anche in diretta concorrenza con Tonino "Manomozza"; non esiterà a far girare la droga gratis tra gli studenti della città per creare dipendenza e, quindi, iniziare a venderla regolarmente; con il contributo dei Marsigliesi, si permetterà una vita smodata, condita da lussi sfrenati, quali una Lamborghini, un appartamento panoramico in una zona residenziale di Napoli e la difesa di un grande e noto avvocato napoletano; verrà eliminato da "Manomozza" in quanto suo diretto concorrente, e quindi di intralcio per i suoi affari, facendo in modo che l'omicidio ricada su Piedone stesso.

Personaggi secondari[modifica | modifica sorgente]

Dominic Barto (Tom Ferramenti).
Enzo Maggio (Gennarino).
Raymond Pellegrin (avvocato De Ribbis).
Adalberto Maria Merli (Commissario Capo Dr. Tabassi).
  • Avvocato De Ribbis (Raymond Pellegrin): noto avvocato napoletano, "Principe del Foro", in combutta con la malavita locale; funge dapprima come difensore di Ferdinando Scarano (facendolo rimettere in libertà dopo il suo fermo da parte di Piedone, ma in realtà è asservito a Tonino Percuoco e ai Marsigliesi stessi, e a cui Piedone farà arrivare i suoi messaggi;
  • Brigadiere Caputo (Enzo Cannavale): graduato di polizia, lavora in stretta collaborazione del Commissario Rizzo, in qualità di attendente e di autista; lo dovrà tuttavia arrestare per ordine del Commissario Tabassi salvandogli tuttavia la vita; cercherà anche (inutimente) di fargli smettere di fumare razionandogli (su ordine di Piedone stesso) le sigarette;
  • Gennarino "O' Coniglio" (Enzo Maggio): nella sua vita ha fatto sempre il ladro, "e nei momenti di ferie" ha fatto 10 figli; è un ladro però sfortunato, che ruba oggetti inutili, come "due copertoni senza camera d’aria e col battistrada a zero" e vive ospite nella casa del commissario, tenuto ben nascosto dai Carabinieri che lo cercano da giorni.
  • Peppino "Il gobbo" (Salvatore Morra): è un informatore del Commissario Rizzo, al quale riferisce alcune notizie false, ma anche l'arrivo (vero) della cargo pieno di droga per Tonino "Manomozza" e i suoi accoliti; per quest'ultima "soffiata", però, viene ucciso dallo stesso Manomozza; nonostante ciò, però, posizionerà le mani in modo da far capire alla Polizia (e quindi a Piedone) chi è l'autore dell'omicidio; secondo Piedone (e con il conforto della tradizione scaramantica napoletana) porta fortuna, come dimostrato dal ritrovamento degli occhiali persi dal Commissario Tabassi;
  • Assunta (o Assuntina) (Ester Carloni): venditrice ambulante di bottoni nel Rione Sanità, ma in realtà dedita al contrabbando di sigarette; viene avvisata da Piedone dell'imminente arrivo di una volante della Guardia di Finanza;
  • Tom Ferramenti (Dominic Barto): uno spacciatore di droga italo-americano;
  • Maria (Juliette Mayniel): è la tenutaria della pensione dove alloggia Piedone; cerca inutilmente di nascondere a Piedone stesso la presenza di Gennarino in casa, sapendo benissimo che il Commissario Rizzo, per via del suo cuore buono, l'avrebbe protetto dall'arrivo dei Carabinieri; si allarma notevolmente quando vede che le cose in città stanno cambiando, accorgendosene dapprima quando il figlio viene accompagnato a casa colto da malore per stupefacenti, e poi quando il commissario Rizzo, dopo tanti anni, riprende la sua pistola di ordinanza;
  • Salvatore: è il figlio di Maria, che non esita a rinfacciare a Piedone, che cerca di fargli dire chi gli ha procurato la droga, che non è suo padre; pentitosene, corre in aiuto di Piedone nell'agguato tesogli dagli accoliti di Ferdinando "O' Barone".
  • Joe (Jho Jhenkins): marinaio americano, viene arrestato da Piedone e dalla Polizia Militare Americana quando, in preda alla droga, inizia a sparare dal tetto di un edificio vicino al Porto di Napoli; proprio quest'arresto ha dato il via all'indagine sul traffico di droga operato dai Marsigliesi; grazie all'intercessione di Piedone, l'episodio della sparatoria viene considerato "un colpo di sole", facendo sì che l'accaduto non gli rovini la carriera; proprio per questo, per dimostrare la sua gratitudine a Piedone, non esiterà ad aiutarlo nella scazzottata all'interno della nave "Tunis", carica della droga dei Marsigliesi, coadiuvato anche dai suoi commilitoni (Claudio Ruffini e Roberto Dell'Acqua).

Errori[modifica | modifica sorgente]

  • Quando Piedone deve incontrarsi con Manomozza e il Commissario a Piazza dei Miracoli per consegnare la droga, riprende la sua vecchia pistola dalla biancheria; l'errore sta nel fatto che lui, dopo aver impugnato la pistola, dapprima la "scarrella", ma senza che questa espella alcun colpo; successivamente inserisce il caricatore, dopodiché consegna la pistola a Gennarino perché faccia rumore sparando. Dato che lo scarrellamento avviene prima di inserire il caricatore, in quel momento quella pistola non avrebbe mai potuto sparare, a meno che Gennarino non l'avesse "scarrellata" di nuovo.
  • Ad inizio del film, la Centrale Radio della Polizia indica come "Via degli Orefici" il luogo da dove il militare americano sta sparando; in realtà via Orefici è una stradina stretta posta a ridosso del porto, nell'omonimo Borgo Orefici; invece il palazzo in questione è posto all'incrocio tra via Alcide De Gasperi e via Marchese di Campodisola, a poca distanza, in linea d'aria, dalla Questura di Napoli

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • l'automobile di Ferdinando Scarano "o' Barone" è una Lamborghini Espada, mentre l'auto con il quale Piedone lo insegue a Posillipo è una Fiat 130 Coupé Pininfarina;
  • Salvatore Morra, l'attore che impersona Peppino "il gobbo", ha recitato anche in altri film, tra cui "Febbre da cavallo" nel quale fa il lustrascarpe alla stazione centrale di Napoli ed Enrico Montesano gli strofina la gobba per avere fortuna nella corsa di Agnano.
  • è il primo film italiano a mostrare lo spaccio di droga al di fuori delle scuole[senza fonte]

Location[modifica | modifica sorgente]

Oltre, ovviamente, alla città di Napoli, le riprese esterne di questo film furono girate nella città di Pozzuoli e a Licola, una località a cavallo tra le zone censuarie di Pozzuoli e di Giugliano in Campania:

  • la scuola dove avvengono i due appostamenti allo spacciatore in moto, era situata a Pozzuoli, sulla discesa di viale Capomazza che conduce al rione Terra; in seguito ai danni causati dal terremoto del 1980, l'edificio è stato abbattuto e attualmente, al suo posto, vi è un parcheggio;
  • l'edificio dove il commissario tenta di arrestare Tonino Manomozza è il palazzo Sanfelice sito nel rione Sanità a Napoli;
  • gli incontri esterni con Gennarino il "gobbo" avvengono tutti al porto di Pozzuoli;
  • l'incontro tra Piedone e l'avvocato De Ribbis avviene al bordo della piscina del Circolo nautico di Posillipo;
  • l'edificio dove avviene la scena d'apertura con il militare americano in stato di follia è il palazzo appartenente all'INPDAP sito a Napoli in zona Porto, a via Alcide De Gasperi;
  • Piedone blocca Ferdinando Scarano sul piazzale antistante alla chiesa di Sant'Antonio a Posillipo dopo aver percorso in salita le 13 discese di Sant'Antonio;
  • il ristorante Carminiello a Mergellina, dove Ferdinando Scarano si accorge della presenza di Piedone, è scenicamente sito sul molo Luise a Mergellina;
  • la piazza Miracoli è il luogo dove Piedone e il commissario incrontrano Manomozza e la sua banda; tale piazza unitamente alla strada sovrastante è stata teatro di numerosi altri film tra cui Ieri, oggi e domani (episodio di "Adelina") e L'oro di Napoli (scena di Totò il "Pazzariello");
  • l'inseguimento in auto con i marsigliesi avviene a Licola Lidi, nel tratto di strada della SS Domitiana che passa a poca distanza dal depuratore di Cuma;
  • il commissariato "Porto", a cui farebbero capo "Piedone" e il brigadiere Caputo, in realtà non esiste.

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

  • Questo è l'unico film della tetralogia di Piedone in cui Bud Spencer è doppiato da Glauco Onorato, suo doppiatore abituale. Negli altri film della serie usa la propria voce.

Colonna Sonora[modifica | modifica sorgente]

Le musiche sono composte dai fratelli Maurizio e Guido De Angelis ed edite dalle edizioni musicali Bixio-Sam[1]; il Tema di Piedone è però eseguito da Santo & Johnny[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b dato ricavato dai titoli di coda del film.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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