Totò contro Maciste

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Totò contro Maciste
Totovsmaciste.jpg
Un fotogramma del film
Titolo originale Totò contro Maciste
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1962
Durata 92 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere comico
Regia Fernando Cerchio
Soggetto Ottavio Poggi
Sceneggiatura Ugo Liberatore, Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi, Gastone Da Venezia
Produttore Nino Battiferri per Wangard Film, Liber Film
Fotografia Angelo Lotti
Montaggio Antonietta Zita
Scenografia Antonio Visone, Francesco De Masi
Costumi Giancarlo Bartolini Salimbeni
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
« – Tu prode.
– Non ho capito.
– Tu, prode...
– No, a me non mi prode. »
(Il grande dignitario e Totokamen)

Totò contro Maciste è un film del 1962 diretto da Fernando Cerchio.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Totokamen è un artista che si esibisce nei vari locali d'Egitto assistito dal suo manager, Tarantenkamen. Sfruttando dei trucchi dozzinali, Totokamen millanta di essere il figlio del dio Ammon. Il Faraone si trova intanto di fronte all'inspiegabile tradimento del fido Maciste, che decide di scatenare una rivolta assieme agli assiri. Per far fronte all'emegenza, un ministro che aveva assistito allo spettacolo di Totokamen, si convince che l'uomo è davvero un semidio e lo fa convocare dal Faraone. Totokamen e Tarantenkamen capiscono la situazione e, se da un lato vogliono approfittare della credulità del Faraone, dall'altra temono di doversi scontrare sul serio con Maciste. Per questo, accettano la richiesta del Faraone ma inventano singolari scuse per rimandare lo scontro col temibile colosso. Nel frattempo si scopre che Maciste è stato stregato dalla giovane moglie del Faraone, in combutta col capo delle guardie: I due hanno in mente di spodestare il sovrano e hanno plagiato il forzuto guerriero con una pozione che avrà effetto per circa trenta giorni. Per una serie di circostanze, Totokamen finisce col convincersi di essere figlio di Ammon e, nonostante i tentativi di dissuasione da parte di Tarantenkamen, si prepara a guidare l'esercito d'Egitto contro quello degli Assiri, guidati da Maciste. Tra i soldati avversari, Totokamen incontra Sabaki, che gli rivela di essere il suo vero padre emigrato in territorio assiro quando egli era ancora bambino, comprendendo di essersi illuso riguardo alla sua natura semidivina. Rendendosi conto della situazione, Totokamen fugge verso il palazzo del Faraone, ma qui è comunque costretto a scontrarsi con Maciste. Grazie ad alcuni lazzi, Totokamen riesce a fronteggiare il possente guerriero fin quando, dopo una frana di parte del palazzo, Maciste non riacquista il senno, essendo ormai esaurito l'effetto della pozione che lo aveva plagiato. Il Faraone scopre quindi l'inganno ordito alle sue spalle dalla moglie e soprattutto resta convinto dell'eroismo e della potenza di Totokamen, che comunque decide di intraprendere nuovamente la strada dello spettacolo per le vie dell'Egitto, assieme al fido Tarantenkamen.

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