Lo smemorato di Collegno (film)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lo smemorato di Collegno
Nino taranto con totò.jpg
Nino Taranto e Totò in una delle scene del film
Titolo originale Lo smemorato di Collegno
Paese di produzione Italia
Anno 1962
Durata 84 min
Colore bianco e nero
Audio sonoro monofonico
Genere commedia
Regia Sergio Corbucci
Soggetto Bruno Corbucci
Giovanni Grimaldi
Sceneggiatura Bruno Corbucci
Giovanni Grimaldi
Produttore Gianni Buffardi
Fotografia Enzo Barboni
Montaggio Giuliana Attenni
Musiche Piero Piccioni
Scenografia Giorgio Giovannini
Costumi Marcella De Marchis
Trucco Anna Cristofani
Franco Di Girolamo
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Lo smemorato di Collegno è un film del 1962 con Totò, diretto, sul registro della commedia, da Sergio Corbucci. Il film è ispirato al caso Bruneri-Canella, realmente avvenuto nel 1926 in Italia.

In chiave più drammatica il medesimo tema è stato ripreso nel 2009 nella miniserie televisiva dal medesimo titolo, appunto Lo smemorato di Collegno, diretta da Maurizio Zaccaro.

Sempre in un film con protagonista Totò, precedente a questo e datato 1961, ovvero Sua Eccellenza si fermò a mangiare si fa cenno, durante una conversazione amichevole fra tre commensali, a tale vicenda.

Nella parte finale del film, Totò affacciandosi dal balcone di Palazzo Venezia a Roma, si esibisce in una delle sue famose parodie su Benito Mussolini.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un uomo viene ricoverato in una clinica neurologica, causa un'amnesia. Dopo la pubblicazione di una sua fotografia su un quotidiano si fanno avanti tre persone che affermano di averlo riconosciuto:

- la signora Ballarini, che lo porta a casa sua riconoscendolo come il marito creduto scomparso durante la guerra.

- la signora Polacich: anch'ella, allo stesso modo, sostiene che egli è suo marito.

- un truffatore, infine, accusa lo smemorato di essere il suo complice scomparso.

Di fronte al tribunale si scoprirà che tutti e tre avevano mentito. Il film si chiude con lo smemorato rimasto solo, con un cane come unico amico.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di uno dei film piu` anomali interpretati da Toto`; dietro alla chiave di lettura comica[1], eccessivamente macchiettistica, parte della critica maggiormente attenta colse infatti il disvelarsi di quell`amarezza sociale[2] di fondo appena accennata in altri lungometraggi del De Curtis. La sceneggiatura e` imprecisa, con un intreccio di personaggi eccessivi, e l`epilogo "aperto" e per nulla comico, contrasta con il finale surreale del discorso a Piazza Venezia, rendendo il film uno dei piu` difficilmente interpretabili di Toto`.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • L'inizio del film viene girato all'esterno di un WC diurno nei pressi di Piazza di Spagna, ora dismesso.
  • Esiste, di questo film, anche una parte girata dove Fernando Meniconi (Riccardo Billi) si reca a casa Ballarini per ricattare lo smemorato Totò; tuttavia alla fine fu deciso di tagliare tale parte per ragioni di lunghezza del film.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema
  1. ^ In tal senso un articolo di critica de La Notte, 13 settembre 1962, che descrisse il film "una delle solite farse all`Italiana"
  2. ^ "...nato come film di intrattenimento puro e semplice finì quindi per essere una pellicola impegnata nel sociale e nella politica. Sergio Corbucci, che è un regista attento e di gusto è riuscito ad evitare che il film degenerasse, anche nei momenti in cui Totò è, come sempre un comico lepidissimo, che ha trovato una spalla piena d'umore in Nino Taranto." - Vittorio Ricciuti, Il Mattino, Napoli 20 settembre 1962.