Carlo Ninchi

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Ninchi e Alida Valli nel film Catene invisibili (1942)

Carlo Ninchi (Bologna, 31 maggio 1896Roma, 27 aprile 1974) è stato un attore cinematografico e attore teatrale italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fratello di Annibale (1889-1967) e cugino di Ave (1915-1997), debutta nella compagnia del fratello impersonando Pilade nell'Oreste di Alfieri, per poi essere chiamato nelle maggiori compagnie teatrali italiane dove si trova a dividere la scena con altri futuri grandi quali Paolo Stoppa e Gino Cervi.

A partire dalla metà degli anni Trenta, si avvicina all'industria cinematografica. Si rivelerà un felice connubio che lo porterà ad incarnare numerosi personaggi drammatici, spesso di derivazione letteraria come il manesco Compare Alfio della Cavalleria rusticana (1939) di Amleto Palermi, accanto alla sex-symbol del Regime, Doris Duranti; il tormentato Innominato dai manzoniani Promessi sposi, diretto da Mario Camerini (1941) con gran dispendio produttivo (viene ricostruito in studio il Duomo di Milano come appariva nel 1627) e un cast di lusso per l'epoca; ma soprattutto il Conte Ugolino di derivazione dantesca, nell'omonimo film (1949) di Riccardo Freda, forse il più alto risultato per Ninchi, sempre a suo agio nelle interpretazioni drammatiche che gli permettono di sfoderare la sua robusta formazione teatrale.

Compare anche nel kolossal Fabiola (1948) di Alessandro Blasetti e in Messalina (1951) di Carmine Gallone. Nonostante tutto, rimangono indimenticabili anche sue caratterizzazioni comiche se non addirittura auto-parodistiche: valga per tutte il redivivo Pepè Le Mokò nel gustoso Totò le Mokò (1949) di Carlo Ludovico Bragaglia.

A partire dagli anni cinquanta la qualità artistica dei suoi film registra un notevole calo; uniche eccezioni lo sceneggiato televisivo Il conte di Montecristo (1966) e La ciociara (1960).

Suo nipote Alessandro, nato nel 1935, segue inizialmente la carriera attoriale, per poi abbracciare quella registica.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Prosa radiofonica RAI[modifica | modifica sorgente]

Prosa televisiva RAI[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gli attori Gremese editore Roma 2003
  • Le teche Rai

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