I nuovi mostri

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I nuovi mostri
Titolo originale I nuovi mostri
Paese Italia
Anno 1977
Durata 106 min

87 min (versione ridotta dalla censura)

Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, satira
Regia Mario Monicelli, Dino Risi, Ettore Scola
Soggetto Age, Furio Scarpelli, Bernardino Zapponi, Ruggero Maccari
Sceneggiatura Age, Furio Scarpelli, Bernardino Zapponi, Ruggero Maccari
Produttore Pio Angeletti, Adriano De Micheli
Fotografia Tonino Delli Colli
Montaggio Alberto Gallitti
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Luciano Ricceri
Costumi Vittoria Guaita
Interpreti e personaggi
  • Vittorio Gassman: il cardinale/il cameriere/il marito/il commissario/il padre di famiglia negli episodi Tantum ergo, Hostaria, Sequestro di persona cara, Il sospetto, Cittadino esemplare
  • Ugo Tognazzi: il marito/il cuoco/il figlio negli episodi L'uccellino della val padana, Hostaria, Mammina mammona
  • Alberto Sordi: il principe/il figlio/l'attore negli episodi First aid, Come una regina ed Elogio funebre
  • Ornella Muti: l'autostoppista/la hostess negli episodi Autostop e Senza parole
  • Eros Pagni: l'automobilista/il padre negli episodi Autostop e Pornodiva
  • Aristide Caporale: un membro del cordoglio funebre (episodio Elogio funebre)
  • Linda Moretti: una componente del cordoglio funebre (episodio Elogio Funebre)
Premi

I nuovi mostri è un film collettivo italiano, ad episodi del 1977, diretto da Dino Risi, Mario Monicelli ed Ettore Scola e sceneggiato da Age, Scarpelli, Ruggero Maccari e Bernardino Zapponi. A quindici anni dal precedente grottesco I mostri, il film tratteggia con la stessa ironia le brutture di parte del costume italiano, ancor più in un'epoca segnata da un generale malcontento ed una recrudescenza della criminalità e del terrorismo.

Indice

[modifica] Edizioni

Nella versione integrale il film è articolato in 14 episodi, per una durata totale di 106 minuti. Quella più nota tuttavia, è la cosiddetta "versione televisiva", trasmessa dalla RAI intorno agli anni '80, che consta solo di 9 episodi per la durata complessiva di 87 minuti, mancando "Mammina e mammone", "Cittadino esemplare", "Il sospetto", "Sequestro di persona cara" e lo scabroso per il tema "Pornodiva". Un'altra versione incompleta è in circolazione con sottotitoli in francese e della durata di 102 minuti, nella quale mancano "Con i saluti degli amici" ed "Il sospetto".

[modifica] Episodi

  • L'uccellino della Val Padana: l'impresario senza scrupoli Adriano (Ugo Tognazzi) sfrutta oltre ogni limite la moglie-cantante Fiorella (Orietta Berti); quando lei, a causa del superlavoro, manifesta dei dolori alla gola, lui la induce a una rischiosa quanto inutile operazione alle corde vocali, col risultato che Fiorella perde completamente la voce. L'uomo, pur di non rinunciare a far esibire la compagna, le provoca un incidente domestico, facendole rompere le gambe e proponendola al pubblico come caso umano, in modo che la sua mancanza di voce passi in secondo piano. Come se non bastasse Adriano fornisce alla stampa una versione "eroica" dell'incidente, sostenendo che Fiorella si è infortunata salvando un bimbo che stava per essere investito da un'auto.
  • Con i saluti degli amici: il mafioso Salvatore (Gianfranco Barra) è vittima di un agguato e raggiunto da due fucilate in pieno petto; giunti i soccorsi, egli ancora vivo nega spudoratamente il ferimento per poi morire subito dopo. L'episodio si svolge al centro della città di Ragusa.
  • Tantum Ergo: di passaggio presso una borgata, un cardinale (Vittorio Gassman) improvvisa un "comizio" in una chiesa, calmando i parrocchiani aizzati da un prete contestatore (Luigi Diberti).
  • Autostop: un viaggiatore di commercio (Eros Pagni) dà un passaggio ad una giovane autostoppista (Ornella Muti); per resistere alle sue avances, la ragazza finge di essere una pericolosa evasa pluriomicida, facendo in modo che un asciugacapelli sembri un'arma. Credendole e spaventato dalle sue minacce, l'uomo si ferma al lato della strada ed in un momento di distrazione di lei, meditando su come umiliarlo ulteriormente, resta uccisa con un colpo di pistola che egli teneva nel cruscotto. Probabilmente l'episodio è ispirato alla recente morte di Luciano Re Cecconi, il quale fintosi per gioco un rapinatore, venne colpito a morte da un gioielliere.
  • Sequestro di persona cara: un pover'uomo (Gassman) fa un appello televisivo ai rapitori di sua moglie affinché chiamino a casa per comunicare l'entità del riscatto; appena la troupe-TV lascia la casa, l'uomo stacca i fili del telefono (l'episodio è censurato dalla Rai).
  • First Aid - Pronto soccorso: L'aristocratico clericale Giovan Maria Catalan Belmonte (Alberto Sordi), girando per Roma con la sua Rolls Royce, alla ricerca di un'immaginaria Via Cambogia, per un incontro con un prelato dissidente, trova riverso sull'asfalto un uomo investito da un'automobile (Luciano Bonanni). Dopo aver girato per tre ospedali senza trovare un pronto soccorso disponibile, il nobile abbandona il poveretto dove l'aveva trovato, ossia ai piedi del fantomatico "monumento a Mussolini" (in realtà nella scena è riconoscibile il monumento a Mazzini di fronte al Circo Massimo). Sordi, con gli occhiali ed i capelli tinti di biondo, dà vita a un irresistibile personaggio snob e dalla dizione nasale che ricorda vagamente quella del suo famosissimo Mamma mia che impressione!, qui dall'eloquio ricercato quanto sboccato.
  • Mammina e mammone: due barboni, madre (Nerina Montagnani) e figlio (Tognazzi), vanno in giro per Roma: si sfamano come possono, prendono in giro i poliziotti, assistono ad uno spettacolo di burattini ed alla fine della giornata tornano nella loro desolante baracca, in mezzo ad un immondezzaio.
  • Cittadino esemplare: tornando a casa, un impiegato (Gassman) assiste all'accoltellamento di un individuo; mentre il poveretto agonizza sul marciapiede, l'impiegato mangia ingordamente spaghetti guardando uno show televisivo.
  • Pornodiva: in cambio di un lauto compenso, un marito (Eros Pagni) e una moglie (Fiona Florence) permettono alla loro figlioletta di 7 anni (Simona Patitucci) di girare un film porno con una piccola scimmia.
  • Il sospetto: un brigadiere riceve dal suo commissario (Gassman) l'ordine di intrufolarsi in un gruppo di giovani sui quali sta indagando; arrestati e condotti in commissariato, durante un breve interrogatorio di massa, proprio il sottoposto infiltrato gli fa una pernacchia di nascosto, Gassman se ne accorge e dopo avergli fatto una ramanzina in privato nel proprio ufficio lo congeda con una semplice pacca sulla spalla (l'episodio è censurato).
  • Come una regina: pur di liberarsene durante le vacanze estive, su pressioni di sua moglie Patrizia - assente in scena - Franchino (Sordi) accompagna sua madre, anziana ma autosufficiente e di buon carattere, in un ospizio dove è noto che gli ospiti sono abbandonati dai familiari e bistrattati dal personale.
  • Hostaria!: un cameriere (Gassman) e un cuoco (Tognazzi), amanti omosessuali, sfogano la loro gelosia nella cucina, tirandosi addosso il cibo della trattoria rustica in cui lavorano e rovinando e insudiciando le pietanze in cottura; la cena però, a detta dei commensali radical chic, risulterà buonissima.
  • Senza parole: un'hostess (Ornella Muti) viene sedotta da un uomo mediorientale gentile e che non parla nessuna lingua a lei nota (Yorgo Voyagis). Tra i due si instaura una breve ma intensa relazione sentimentale, senza dialogo, accompagnata da una suggestiva cornice estiva e da due successi musicali di allora, Ti amo di Umberto Tozzi e All by Myself di Eric Carmen. Prima di ripartire, la giovane lo rincontra per l'ultima volta in aeroporto, facendosi regalare un mangiadischi con la canzone di Carmen, tema della loro esperienza. Il giorno dopo l'uomo segue impassibile un telegiornale con la notizia di un attentato terroristico aereo di cui fanno le spese equipaggio e passeggeri, tra i quali un leader mediorientale moderato. L'ordigno naturalmente era celato nel mangiadischi.
  • L'elogio funebre: membri di una ex compagnia di avanspettacolo, ormai anziani, officiano le esequie del capocomico. La spalla storica (Alberto Sordi) inizia un classico elogio funebre per presto cedere il passo ad una rievocazione dei numeri che erano stati i cavalli di battaglia della compagnia, con la scatenata partecipazione di tutti gli attori, fra musica, balli, risa e doppi sensi. Gli altri presenti nel cimitero, lungi dal protestare, apprezzano lo spettacolo e applaudono entusiasti.

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