Le rose del deserto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Le rose del deserto
Le rose del deserto (2006).png
Titoli di testa
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2006
Durata 102 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere commedia, storico, guerra
Regia Mario Monicelli
Soggetto dal romanzo Il deserto della Libia di Mario Tobino (e Guerra d'Albania di Giancarlo Fusco), Mario Monicelli, Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni
Sceneggiatura Mario Monicelli, Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni
Produttore Mauro Berardi, Vittorio Zeviani
Produttore esecutivo Enzo Gallo
Casa di produzione Luna Rossa Cinematografica, con Mikado Film e Rai Cinema
Art director Massimo Pauletto
Fotografia Saverio Guarna
Montaggio Bruno Sarandrea
Musiche Mino Freda e Paolo Dossena
Scenografia Lorenzo Baraldi
Costumi Francesca Sartori
Interpreti e personaggi
Premi

Le rose del deserto è l'ultimo film diretto da Mario Monicelli, liberamente ispirato al romanzo Il deserto della Libia di Mario Tobino[1] e al brano Il soldato Sanna tratto dall'opera La guerra d'Albania di Giancarlo Fusco.

Il titolo del film deriva dalla forma minerale del gesso detta "rosa del deserto".

Trama[modifica | modifica sorgente]

Libia, estate 1940. Durante la Campagna del Nord Africa, una sezione sanitaria del Regio Esercito italiano: la Minotauro si accampa a Sorman, una sperduta oasi nel deserto della Libia. La guerra lì appare come lontana, e ognuno cerca svago come può, il maggiore Strucchi (Alessandro Haber) scrivendo lettere alla giovane moglie, il tenente Salvi (Giorgio Pasotti) dedicandosi all'hobby della fotografia. Assieme ad un frate italiano (Michele Placido) i militari iniziano poi a prestare assistenza alla popolazione locale, bisognosa di cure mediche. Tutti sono convinti che la guerra finirà presto e che per Natale saranno a casa, ma arriva il momento della controffensiva inglese, che li costringerà a fare i conti con la realtà della guerra. Improvvisamente ripetitivi attacchi aerei decimano i rifornimenti della sezione che viene salvata dall'arrivo di una pattuglia di nazisti sbarcata pochi giorni prima a Tripoli. I tedeschi convincono Strucchi ad abbandonare quel posto dimenticato da Dio perché oramai non c'è più niente da fare per i pochi arabi da curare. La spedizioni d'italiani si mette al seguito dei tedeschi e non si accorgono che Padre Simeone li segue ancora in groppa ad un mulo. L'obiettivo dei tedeschi è quello di rintracciare al più presto spie inglesi, dato che sono venuti a sapere della presenza di alcuni mediante un atterraggio di fortuna. I giorni di viaggio sono molto difficili da superare e mettono a dura prova la pazienza e le risorse dell'esercito; tanto che un giorno il soldato Sanna perde la testa per il maltrattamento di un bambino arabo da parte di un tedesco e lo agguanta scaricandogli una miriade di pugni. Subito viene ferito da una scarica di mitra e poco tempo dopo muore. Sanna da tempo desiderava la sua unione con la sua innamorata Immacolata in Italia, tuttavia la guerra aveva impedito le nozze. Ora proprio che si era messo d'accordo con frate Simeone per celebrare il rito, seppure a grande distanza, viene privato del suo grande desiderio. Tuttavia Simeone, commosso per la sorte dell'amico decide di celebrare ugualmente il rito sulla sua tomba, con l'intera sezione Minotauro come testimone che pone sulla lapide un anello mandato da Immacolata in Libia e una rosa del deserto raccolta giorni prima da Sanna.
Proseguendo il viaggio, tre inglesi vengono sorpresi nei pressi di una città romana in decadenza e vengono immediatamente impiccati. Successivamente i soldati ricevono la visita del comandante italiano dell'intero esercito il quale li intima di affrettarsi per raggiungere il Fronte Mektili per poi arrivare alla postazione di Tobruk; ma la sezione è debole e demoralizzata per disperazione del Maggiore Strucchi a causa della prematura scomparsa della moglie Lucia. La marcia prosegue inesorabile fino alla postazione decisa. Dato che Strucchi non ragiona più e tenta inutilmente e ripetutamente di suicidarsi, il comando della Minotauro viene affidato al Tenente Salvi, quasi totalmente inesperto. Come se non bastasse il comandante gli ordina di costruire un cimitero per i caduti sia italiani che tedeschi, mentre questi ultimi sono impegnati in una lunga serie di attacchi per avere la strada spianata per il viaggio verso Il Cairo. Per far riconoscere il cimitero il comandante vuole che Salvi si procuri una grossa croce da piantare all'entrata, ma Salvi è ormai disperato e vorrebbe lasciare immediatamente l'incarico, se non fosse per il buon Simeone che gli consiglia di recarsi a Bengasi. Infatti lì c'è la chiesa di San Teodoro, la quale contiene un'enorme croce scolpita in pietra. Quando i soldati giungono sul posto vedono uno scenario di morte e distruzione: la chiesa è stata distrutta totalmente, ma per fortuna la croce è rimasta illesa; mentre gli uomini mandano un furgone per issarla Salvi si reca in centro con un amico dai pensieri semplici per fare un giro. Subito la sua attenzione viene catturata dalle bellezze del posto e dalla sensualità delle ragazze; ma presto si riscuote perché c'è stata un'esplosione. Nello scoppio è stato ferito l'amico, che viene immediatamente soccorso e portato in campo. Durante il tragitto il ferito crede di essere ormai prossimo alla morte e si confessa con Padre Simeone, ma infine la bontà di Dio lo salva. La croce viene piantata e successivamente i soldati,da un articolo di un giornale trovato dal tenente Salvi al mercato e usato per incartare il pesce, deducono che la moglie Lucia lo tradiva col cugino, ma non hanno il coraggio di rivelarglielo. Tuttavia gli uomini non sanno che la sezione ha ricevuto l'ordine di abbandonare immediatamente il campo per via delle incursioni barbare di predoni. Solo Strucchi rimane impassibile, anzi si avvicina alla sua tenda per cercare di recuperare tutte le sue lettere d'amore per Lucia, quando sopraggiunge un ladrone che gli spara. Strucchi così conclude la sua sofferenza d'amore, senza aver mai conosciuto l'osceno segreto di sua moglie e viene seppellito con le sue poesie e lettere dai compagni, che infine riprendono il viaggio.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Al film avrebbero dovuto partecipare anche i componenti del gruppo Elio e le Storie Tese, come comparse, nel ruolo di alcuni soldati morti. La collaborazione non ebbe poi luogo a causa degli impegni della band.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lo stesso dal quale Dino Risi una ventina d'anni prima aveva tratto il film Scemo di guerra.
  2. ^ [1] Videochat del 17/12/2010 per la Gazzetta dello Sport (a 08:01 minuti).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema