Il marchese del Grillo
| Il marchese del Grillo | |
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Onofrio Del Grillo (Alberto Sordi) nella famosa scena in cui si rivolge ai poveracci della taverna |
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| Titolo originale | Il marchese del Grillo |
| Paese | Italia, Francia |
| Anno | 1981 |
| Durata | 135 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Genere | commedia, storico, comico |
| Regia | Mario Monicelli |
| Soggetto | Bernardino Zapponi, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Mario Monicelli, Tullio Pinelli |
| Sceneggiatura | Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Mario Monicelli, Tullio Pinelli, Alberto Sordi |
| Produttore | Luciano De Feo |
| Casa di produzione | Opera Film Produzione |
| Fotografia | Sergio D'Offizi |
| Montaggio | Ruggiero Mastroianni |
| Musiche | Nicola Piovani |
| Scenografia | Lorenzo Baraldi |
| Costumi | Gianna Gissi |
| Trucco | Giancarlo De Leonardis |
| Sfondi | Canale Monterano, Roma |
| Interpreti e personaggi | |
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| Premi | |
| « Ah... Me dispiace, ma io so' io, e voi nun sete un cazzo! » | |
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(Marchese Del Grillo a dei popolani arrestati (citazione di Li soprani der monno vecchio di Giuseppe Gioacchino Belli))
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Il marchese del Grillo è un film del 1981 diretto da Mario Monicelli.
Indice |
[modifica] Trama
Nella Roma papalina del 1809 il marchese Onofrio del Grillo, nobile romano alla corte di Pio VII, trascorre le sue giornate nell'ozio più completo, frequentando bettole e osterie, coltivando relazioni amorose clandestine con popolane e tenendo un atteggiamento ribelle agli occhi di sua madre e della parentela conservatrice e autoritaria.
Il suo principale passatempo, che lo rende famoso in tutta la città e alla sua diretta servitù, è costituito da innumerevoli scherzi e beffe dei quali risulta spesso vittima la sua aristocratica famiglia composta da personaggi stravaganti e chiusi al mondo esterno. Il ricco nobile proprietario terriero riesce sempre a uscire con umorismo e in maniera rocambolesca dalle tante e impensabili situazioni durante tutta la commedia, sfruttando senza vergogna anche le conoscenze dell'alta borghesia spesso compiacente (esempio ne è la scena del tribunale con la condanna dell'ebanista Aronne Piperno).
Un incontro casuale con un povero carbonaio alcolizzato, Gasperino, suo perfetto sosia, ispira il nobile a coronare il suo repertorio burlesco. In varie situazioni egli arriva a coinvolgere il Pontefice in nome di una giustizia e di un rinnovamento sempre invocati ma che mai riescono seriamente ad impensierire l'audace e brillante "Sor Marchese".
[modifica] Critica
Il Marchese del Grillo, commedia con un oramai maturo Alberto Sordi, esce in anno di magra del cinema italiano, quale è il 1981, ed al termine della brillante stagione della commedia all'italiana anni 'Sessanta-'Settanta, fine sancita dal film dello stesso Mario Monicelli Amici miei atto II (1982). Il regista toscano dirige una serie di pellicole in costume incentrate su alcune grandi interpretazioni di uno dei suoi attori preferiti, Alberto Sordi. Il protagonista è infatti interamente costruito attorno alla grande capacità dell'attore romano di interpretare e caratterizzare maschere popolari sempre in bilico tra sentimenti umani contrastanti. Il film rappresenta una commedia popolare, un'opera di puro intrattenimento teatrale nella quale i giochi di battute, condite di abbondante dialetto romanesco, di situazioni paradossali, di scambio di persone, determinano totalmente la comicità.
Il marchese Onofrio del Grillo, nella rappresentazione di Mario Monicelli, è un personaggio satirico e letterario, una maschera aristocratica e reazionaria che dileggia e ridicolizza il sistema dal suo interno senza arrivare mai però a metterlo in discussione o peggio in pericolo, neanche quando fugge al nord per accogliere le truppe napoleoniche. Il marchese del Grillo è un oligarca convinto che professa una idea chiusa, ristretta e privilegiata di libertà persino quando, prendendosi gioco del povero falegname giudeo Aronne Piperno (Riccardo Billi), vuole dimostrare che la giustizia non esiste.
Il marchese soffre a livello personale il sistema di vincoli, di convenzioni, di dogmi arcaici e di libertà limitate, lo combatte come un dandy ante litteram, ma non si colloca mai su posizioni romantiche o rivoluzionarie: ad un gruppo di popolani arrestati perché coinvolti con lui in una rissa, spiega lapidario la propria immunità alla legge: «Io sono io, e voi non siete un cazzo». Accanto ad Alberto Sordi sono da ricordare inoltre le interpretazioni di un grande attore teatrale come Paolo Stoppa nelle vesti di Pio VII, di Riccardo Billi nel ruolo di Aronne Piperno, di Flavio Bucci nei panni di don Bastiano, prete ribelle e brigante; da segnalare inoltre Camillo Milli nel ruolo di cardinale nonché diretto consigliere del Pontefice. Da citare infine il commento musicale di Nicola Piovani: il compositore romano rievoca alcune famose ouverture rossiniane che sottolineano l'atmosfera buffa e scherzosa del film e forniscono al basso Alberto Sordi la possibilità di esibirsi in qualche passaggio canoro.
[modifica] Analisi storica
| Per approfondire, vedi la voce Onofrio del Grillo. |
Rimane ancora incerta la figura storica del marchese così come essa viene rappresentata dal regista Mario Monicelli: alcuni racconti popolari romani narrano di un importante aristocratico, amante dello scherzo e della burla, appartenuto alla nobile casata del Grillo, ma è difficile connotare questi racconti di una veridicità storica. La nobile casata del Grillo comunque rappresentava una delle famiglie aristocratiche più in vista della città: il palazzo nobiliare appartenuto alla casata si erge ancora nella strada che dalla famiglia ha preso il nome, Salita del Grillo, ed è collocato in una delle zone più centrali di Roma, tra il colle Quirinale e via Cavour, a ridosso dei Fori Imperiali.
Il film edulcora il carattere antisemita di Del Grillo. Del celebre lancio di frutta marcia ad alcuni venditori ambulanti ebrei e poi, su esortazione del Papa, di frutta "sana" - e dunque di pigne - , viene rappresentata una versione dove a farne le spese sono dei semplici accattoni. L'arresto e la successiva scarcerazione dell'ebanista Piperno diventa nel film un pretesto del marchese per denunciare l'assenza di giustizia a Roma.
[modifica] Collocazioni e curiosità
- La celebre frase che il marchese rivolge ad un gruppo di popolani ("Mi dispiace, ma io so' io e voi non siete un cazzo!") è ripresa dal sonetto "Li soprani der Monno vecchio" di Giuseppe Gioacchino Belli, che comincia così: «C'era una vorta un Re cche ddar palazzo / mannò ffora a li popoli st'editto: / "Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo"».
- Una suggestiva piazza immaginaria con visibile il Tempio di Ercole Vincitore e sullo sfondo la cupola della Basilica di San Pietro in Vaticano, dove hanno luogo le esecuzioni, è stata allestita negli studi di Cinecittà. Adiacente il set il vicolo dove risiede e lavora il carbonaio Gasperino.
- Il covo del brigante Fra Bastiano (Flavio Bucci) è collocato in una delle località più suggestive poste a nord della capitale: le antiche rovine di Monterano, un borgo agricolo appartenuto alla famiglia Altieri che in epoca tardo medievale conobbe un relativo benessere. La piazza della città era occupata dalla chiesa di San Bonaventura e dal relativo monastero, costruiti su progetto di Gian Lorenzo Bernini: nella navata centrale della chiesa di San Bonaventura, oggi occupata da un gigantesco albero di fico, è girata la scena dell'incontro tra il brigante e il marchese del Grillo.
- Il palazzo del Marchese è ambientato nel Palazzo Pfanner a Lucca, amputato (per mezzo di un'altissima quinta) dei celebri giardini e della vista sulle Mura di Lucca;
- la scena nella quale il Marchese lancia dapprima delle pigne poi delle monete roventi a dei mendicanti, è stata girata nella Galleria Pannini di Villa Grazioli a Grottaferrata.
- Il camino nel quale il marchese arroventa le monete è falso, aggiunto per le riprese addossandolo alla parete affrescata.
- La scena dell'arrivo in carrozza del marchese e dell'ufficiale francese nel casolare è stata girata nelle campagne adiacenti Tarquinia, in provincia di Viterbo; il casolare (ora crollato), opportunamente allestito con finte colonne, fu usato solo per le riprese esterne. La piccola strega operante un sabba e che il Marchese concilia con un baiocco arroventato, che per nulla dole la giovane, è un'allora giovanissima Rom, priva di capelli per una patologia dermatologica, e conosciuta dagli abitanti del quartiere presso gli studi di Cinecittà.
- All'inizio del viaggio, i due percorrono un viottolo adiacente ai resti dell'Acquedotto Claudio, alla periferia di Roma (facente oggi parte del Parco degli Acquedotti), che punta in direzione opposta a quella di Tarquinia.
- La scena della rappresentazione teatrale è stata girata nel teatro settecentesco di Amelia, in Umbria, lo stesso teatro usato nel 1972 per girare la scena circense di Pinocchio divenuto asino, nell'omonimo film TV di Luigi Comencini.
- L'esecuzione del brigante fra Bastiano è stata girata a Piazza del Velabro Roma, nei pressi della chiesa S.Giorgio al Velabro.
- Il monologo di fra Bastiano sul patibolo è stato ripreso dai Mercanti di liquore come prima traccia del loro album «La musica dei poveri».
- L'episodio dello scambio di identità tra il nobile e l'umile carbonaio, si ispira a diversi racconti della letteratura, tra i quali appunto la biografia del bontempone romano e la novella "Storia dell'uomo addormentato ridestato", della raccolta di novelle arabe Le mille e una notte, ambientata nella mitica Baghdad medievale, dove a farne le spese è un giovane popolano narcotizzato da un sultano, per vivere per un giorno i fasti del nobile e poi tornare alla propria vita ordinaria per essere ritenuto pazzo ed internato in un manicomio.
- La somiglianza tra il Marchese ed il carbonaio è convincente al punto da preoccupare la nobile famiglia e gli amministratori, i quali si trovano un Onofrio - in realtà Gasperino, inverosimilmente in grado di leggere i registri contabili - improvvisamente attento agli ammanchi e le frodi amministrative.
[modifica] Versioni
L'edizione uscita in dvd contiene alcune scene che non comparivano nell'edizione uscita in videocassetta.
[modifica] Bibliografia
- Luca Desiato, Il marchese del Grillo, Mondadori, Milano 1996, ISBN 88-04-41268-2
- M. Morandini, Dizionario dei film, ed. 2007, Zanichelli
[modifica] Voci correlate
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[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Il marchese del Grillo dell'Internet Movie Database