Luigi Petroselli

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Luigi Petroselli

Sindaco di Roma
Durata mandato dal 27 settembre 1979 al 21 giugno 1981
e dal 17 settembre 1981 al 7 ottobre 1981
Predecessore Giulio Carlo Argan
Successore Ugo Vetere

Dati generali
Partito politico Comunista

Luigi Petroselli (Viterbo, 1º marzo 1932Roma, 7 ottobre 1981) è stato un politico e giornalista italiano.

È ricordato come uno dei sindaci più popolari della città di Roma.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Campidoglio, 8 settembre 1981: l'allora sindaco di Roma Luigi Petroselli con Sordi, Milli, Stoppa e il regista Monicelli durante le riprese de Il marchese del Grillo.

Nasce a Viterbo e frequenta dopo le scuole primarie il seminario, che però lascia per passare al Liceo Classico statale dove inizia l'attività politica. Attivo nella diffusione de l’Unità, si iscrive alla Federazione Giovanile Comunista Italiana, dove anima i dibattiti nel periodo delle elezioni politiche del 18 aprile 1948.

Nel 1950, a diciotto anni, si iscrive al PCI, inizia a lavorare in Federazione e dopo un anno diviene attivista provinciale del partito. In quel periodo si impegna nelle lotte contadine per l’assegnazione delle terre incolte e mal coltivate. Nel corso di una di queste azioni, l’occupazione della tenuta “Colonna” di Bomarzo, svoltasi dal 30 settembre al 2 ottobre 1951, viene arrestato, trattenuto in carcere per quaranta giorni ed infine condannato a 10 mesi di prigione.

All’inizio degli anni cinquanta si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università di Roma proseguendo parallelamente l'impegno di responsabilità di direzione politica. Inizia inoltre l'attività di corrispondente de l’Unità. Nel 1954 lavora alla Segreteria della Federazione come responsabile della Stampa e propaganda. Dopo il Congresso provinciale del 24 aprile-25 aprile 1954 assume la responsabilità dell’Organizzazione che manterrà fino alla partenza per il servizio militare.

Nel marzo 1961, Petroselli è eletto nel Comitato direttivo della Federazione. Nello stesso periodo entra a far parte del Comitato Regionale del PCI. All’inizio del 1962 viene proposto ed eletto Segretario della Federazione comunista viterbese. Dal 1960 al 1979 è consigliere comunale nella città di Viterbo, e Consigliere provinciale dal 1965 al 1970. Nel 1966, all'XI Congresso nazionale, è eletto nel Comitato centrale del PCI.

Via Luigi Petroselli

Nell’agosto ’68, prima ancora della presa di posizione ufficiale del PCI, convoca gli organismi dirigenti per esprimere una ferma condanna all'ingresso dei carri armati del patto di Varsavia a Praga. Rimane Segretario della Federazione fino al febbraio del 1969 quando viene chiamato a Roma a dirigere il Comitato regionale del Lazio al posto di Enrico Berlinguer, nel frattempo eletto vicesegretario al XII Congresso.

Nel 1972 viene colpito da una trombosi che lo lascia leggermente claudicante. Nel 1976 Petroselli è capolista per il PCI al Comune di Roma e supera in preferenze anche Giulio Andreotti. Si costituisce la Giunta di sinistra con alla guida Giulio Carlo Argan. Dopo le dimissioni di Argan, il 27 settembre 1979 Petroselli diviene Sindaco di Roma. Dopo le elezioni del 1981, nelle quali raccoglie 130.000 voti di preferenza, è rieletto Sindaco il 17 settembre: il mandato di Petroselli vede l'attivazione della Linea A (metropolitana di Roma).

Si impegna, insieme ad Antonio Cederna, nella realizzazione del progetto per il ripristino dei Fori e dell’area archeologica centrale ed istituisce le prime chiusure domenicali della via dei Fori Imperiali. La sua giunta provvede all’eliminazione della via del Foro Romano, che da un secolo divideva il Campidoglio dal Foro Repubblicano, e all’unione del Colosseo all’area dell'Arco di Costantino e al tempio di Venere e Roma. È in quel momento che si completa la continuità dell’area archeologica, liberamente percorribile, dal Colosseo al Campidoglio.

Ma il suo pensiero era sempre per gli esclusi, gli emarginati, i poveri. Per loro e tra di loro spende tutto se stesso. Realizza il grande progetto di avvicinare culturalmente e fisicamente le periferie e le borgate al centro della città. Nei suoi due anni da Sindaco di Roma centinaia di migliaia di cittadini delle borgate ottengono l'allacciamento alla rete idrica e fognaria.

Muore per un malore improvviso al termine di un intervento al Comitato Centrale del PCI, il 7 ottobre 1981. Ai suoi funeralì ai Fori Imperiali partecipa una grande folla di romani. Gli interventi furono del capogruppo del PCI al Senato Edoardo Perna e del vicesindaco Ugo Vetere. È ricordato come uno dei sindaci più popolari della città di Roma. A lui è intitolato un tratto di una delle sue vie centrali, fra il Teatro di Marcello e Santa Maria in Cosmedin, vicino al Campidoglio.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV., Il caso Roma. Libro inchiesta su cinque anni di vita della città, Roma, Società Italiana Studio, 1981.
  • Ella Baffoni, Vezio De Lucia, La Roma di Petroselli, Castelvecchi, 2011.
  • Stefano Garano, Piero Salvagni (a cura di), Governare una metropoli, Roma, Editori Riuniti, 1985.
  • Angela Giovagnoli, Appunti per una biografia di L. Petroselli.
  • Alessandra Rota, Quel "burocrate" che sedusse Roma, in: La Repubblica, 7 ottobre 1986.
  • Vittorio Mazzocchi (a cura di), Petroselli e Roma. Fatti, idee e immagini, Roma, Gruppo PCI del Campidoglio, 1983.


Predecessore Sindaco di Roma Successore Roma-Stemma.png
Giulio Carlo Argan 1979 - 1981 Ugo Vetere