Monterano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 42°08′00.72″N 12°04′40.67″E / 42.133534°N 12.077963°E42.133534; 12.077963

Il Castello con la Fontana del leone del Bernini.
Acquedotto del XVII secolo.

Monterano è un antico feudo abbandonato sulla spianata sommitale di un'altura tufacea attualmente inclusa nella Riserva parziale naturale Monterano, nel territorio del comune di Canale Monterano, nella Regione Lazio, in Italia. La città fantasma, per la sua bellezza e la relativa vicinanza a Roma, e quindi a Cinecittà e all'industria cinematografica, è stata ed è ancora set di numerosi film.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fontana ottagonale di fronte alla Chiesa di San Bonaventura

La rocca tufacea su cui sorge Monterano fu sede di un abitato dell'età del bronzo, di cui sono noti ed editi materiali archeologici riferibili alla fase finale (età del bronzo finale, sec. XI a.C.); successivamente venne abbandonata ma dal VII secolo a.C. la presenza di un florido centro etrusco vi è attestata in primo luogo dalle numerose tombe che occupano i poggi retrostanti tra cui Palombara e Pezzo Tufo, e quelli prospicienti posti oltre il Mignone: Gatta Pelosa, Larghe della Bandita e Ara del Tufo. Manturanum, identificata con Monterano, fu di nuovo fiorente in epoca alto medievale: diventò sede episcopale della potente diocesi che comprendeva le terre tra il Lago di Bracciano e i monti della Tolfa[1]. Nell'XI secolo divenne proprietà dell'abbazia di San Paolo in Roma che dotò il borgo di una torre quadrangolare in seguito inserita nel palazzo ducale. Monterano nell'epoca dei comuni mantenne la propria importanza, dato che si trovava strategicamente su una via consolare e, nel XIII secolo, era, insieme ad altri territori vicini all'Urbe, territorio ambito sia dal Papato che dal Prefetto di Roma.[2]

L'abitato divenne feudo degli Anguillara nel XIV secolo, quindi ducato in mano a famiglie vicine al Papato che si succedettero nel tempo, tra cui gli Orsini.[3]

Nel XVII secolo venne realizzato l'acquedotto che emerge in superficie proprio nei pressi del borgo, ancora ben conservato anche grazie a un recente restauro della Provincia di Roma.[3]

La Chiesa di San Bonaventura

L'edificio più imponente al centro di Monterano è il Castello, probabilmente risalente all'epoca vescovile dell'VIII secolo.[3] La roccaforte, che porta le testimonianze di numerose modifiche architettoniche succedutesi nei secoli, subì una notevole trasformazione in epoca barocca. Nel 1679, per volere del Principe Altieri, Gian Lorenzo Bernini riprogettò la Fortezza Monteranese trasformandola in un palazzo ducale, decorando la parete esterna su Piazza Lunga con una fontana sulla quale domina la statua di un leone, da cui il nome di Fontana del Leone.[4]

Della stessa epoca è il convento di San Bonaventura, di Mattia de Rossi su progetto del Bernini, altra architettura notevole oggi visibile in una zona pianeggiante al di fuori dal borgo diroccato al cui centro emerge la fontana ottagonale[5].

Man mano che Monterano perse importanza commerciale si spopolò a poco a poco, il convento divenne proprietà dei Secolari e in seguito dell'eremo di Monte Senario.

Nel 1799, a seguito di una disputa per il grano tra monteranesi e tolfetani, un saccheggio da parte delle truppe francesi decretò il declino del borgo di Monterano, da cui era destinato a non riprendersi, concausa la malaria, e quindi il suo abbandono[3]: gli ultimi abitanti si trasferirono nelle vicine località di Canale e di Montevirginio[6].

Set cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Monterano è stato set di quasi un centinaio di film a partire dagli anni cinquanta[7], e ancora oggi arrivano le richieste d'uso, che vengono vagliate dall'ente gestore della Riserva.

L'esterno del borgo visto dal sentiero

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sagre Canale Monterano - Feste, Fiere ed Eventi in Canale Monterano - Folclore.eu
  2. ^ In realtà l'identificazione tra Monterano e Manturanum è ancora controversa.
  3. ^ a b c d http://www.monteranoriserva.com/wp/wp-content/uploads/file/2-turano.pdf
  4. ^ La fontana attualmente non è funzionante e il leone presente nel borgo abbandonato di Monterano è solo una copia: l'originale è conservato all'interno dell'edificio del Comune di Canale Monterano.
  5. ^ Una copia, l'originale è stata spostana nella Piazza del Comune di Canale Monterano.
  6. ^ [1]
  7. ^ Riserva Naturale Monterano - Punti di Interesse

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Stefani, Monterano: appunti sul territorio e la storia, Roma, Ricciardi, 1998.
  • Regione Lazio, Ass. Programmazione, Ufficio Parchi, Riserve Naturali (a cura di), Il Tolfetano Cerite: Macchiatonda, Marturanum, Manziana, Monterano, Roma, Quasar, 1992.
  • Angelo Stefani (a cura di), Monterano: riserva naturale, testi di Francesco Stefani illustrazioni di Angelo Stefani, Rivista militare, Roma, 1989.
  • Antonino Turano, Gli ultimi anni di Monterano, Roma, Terenzi Menconi, 1987.
  • Francesco Stefani, Monterano: tremila anni di storia, Roma, Rivista militare, 1987.
  • Anonimo, "Augurio di nuova prole all'eccellentissima signora Duchessa di Monterano", poesia per musica, Siena, Bonetti, 1704.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]