Io so che tu sai che io so

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Io so che tu sai che io so
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1982
Durata 113 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, drammatico
Regia Alberto Sordi
Soggetto Rodolfo Sonego
Sceneggiatura Augusto Caminito, Rodolfo Sonego, Alberto Sordi
Produttore Augusto Caminito
Montaggio Tatiana Casini Morigi
Musiche Piero Piccioni
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
  • Fernando Cerulli: il portiere dello stabile / un conoscente di Bonetti sul pontile del lago

Io so che tu sai che io so è un film del 1982 diretto e interpretato da Alberto Sordi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

I coniugi Fabio e Livia Bonetti vivono una vita all'apparenza normale e quasi monotona: i giorni trascorrono con lui intento a dedicare il proprio tempo al lavoro in banca ed alle partite di calcio. Un giorno, per caso, lui scopre che la moglie è pedinata da un investigatore privato che la riprende e la fotografa: recatosi per chiarimenti nello studio investigativo, scopre che si tratta di un banale errore di persona.

Ad essere pedinata, infatti, doveva essere la moglie di un politico vicino di casa dei Bonetti, ma la signora in questione ha prestato la propria auto alla signora Bonetti e l'incaricato della agenzia segue per sbaglio lei. Il marito ci ride su, va a casa e racconta del malinteso alla moglie, la quale però non ride affatto, ma appare assai preoccupata. Si insinuano quindi i dubbi su quanto la moglie abbia fatto nelle settimane di pedinamento.

Un giorno la segue e vede che lei va all'agenzia e ne esce con la valigia che contiene tutto il materiale che la riguarda e la nota nascondere la valigia in cantina; sospettoso, la va a prendere e la porta con sé nella casa di campagna dove si prepara ad assistere alla proiezione. Scopre così che la moglie sa che lui ha l'amante e che ci ha perfino parlato, che adora bersi un paio di bicchieri di vino e che la figlia è tossicodipendente.

Sono tutte scoperte che gli fanno aprire gli occhi sulla vita, sui problemi, ma anche su quanto la moglie lo ami e lo voglia difendere da tutto. Ogni giorno in quella casa vede una bobina registrata, ed ogni sera torna a casa; il terzo giorno di proiezioni viene a sapere che è malato terminale e che la moglie aveva deciso di non comunicarglielo. Molto triste, cammina desolato ripensando alla propria vita, poi torna dentro a vedere il prosieguo del film ed apprende che è stato un equivoco generato da un triste scambio di cartelle: la sua salute invece è ottima.

Salta dalla gioia ed urla la sua felicità ma è presto riportato alla realtà dalle scene successive: queste mostrano infatti la moglie che lo chiama al telefono (una delle scene iniziali del film) e gli comunica tutto il suo amore e il desiderio di fare l'amore con lui mentre si sente rispondere che c'è la Roma in TV e non ha tempo; le immagini seguenti mostrano la moglie a letto con un altro uomo, pentita ma a fatto ormai compiuto.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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